15/06/2026
Continuiamo a parlare di sport come dovere: salute, fisico, stress da scaricare.
Ma per alcune persone il movimento è un’altra cosa. Non è qualcosa che fanno: è qualcosa che le tiene in contatto con se stesse. Ballare, correre, arrampicare, nuotare — non sempre serve a un obiettivo. A volte serve a sentirsi vivi.
In chiave costruttivista, quando un’attività diventa parte di come ci conosciamo, tocca un costrutto nucleare: uno dei modi con cui rispondiamo alla domanda “chi sono io”. Per questo, quando ci viene tolta, non perdiamo un passatempo — perdiamo un pezzo di come esistiamo. Ed è lì che nasce la necessità di tornarci, anche quando costa.
Attenzione però a non confonderla con la dipendenza, perché sembrano simili ma vanno in direzioni opposte. L’identità ti espande: la scegli, ti allarga, ti fa sentire più te stesso. La dipendenza ti consuma: non la scegli, la subisci, e invece di farti sentire vivo ti serve a non sentire.
La differenza non sta nell’attività, ma nella direzione.
E tu, qual è la tua cosa a cui torni sempre — quella senza cui non ti sentiresti del tutto te stesso?