Grappiolo and Group

Grappiolo and Group Ortopedici specialisti nelle patologie dell’anca e del ginocchio. Visite, consulenze e interventi chirurgici in tutta Italia.

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18/06/2026

Dormire bene dopo una protesi d’anca è parte del recupero.

Per questo, nelle prime fasi post-operatorie, alcune posizioni richiedono maggiore attenzione per consentire ai tessuti di guarire correttamente e all’articolazione di adattarsi al nuovo equilibrio biomeccanico.

Con il progredire del recupero, molti pazienti possono tornare gradualmente a dormire anche sul lato operato. La tempistica varia però in base all’evoluzione clinica individuale e viene valutata durante i controlli specialistici.

Nel video il Dott. Carlo Maria Favazzi spiega quali accorgimenti adottare nelle prime settimane e come affrontare in sicurezza il ritorno alle normali abitudini quotidiane.

Salva il post se stai affrontando un percorso di protesi d’anca o condividilo con chi sta programmando un intervento.

In chirurgia protesica, prevenire una complicanza vale molto più che correggerla dopo.Per questo i congressi scientifici...
16/06/2026

In chirurgia protesica, prevenire una complicanza vale molto più che correggerla dopo.

Per questo i congressi scientifici rappresentano uno spazio fondamentale di confronto tra specialisti che lavorano quotidianamente su casi complessi di anca e ginocchio.

Il congresso “Stay Out of Trouble!” ha affrontato uno dei temi più delicati della chirurgia del ginocchio: riconoscere precocemente le criticità che possono compromettere stabilità, durata dell’impianto e recupero funzionale.

Tra gli argomenti discussi: diagnosi della protesi dolorosa, chirurgia robotica, imaging avanzato, revisioni protesiche e protocolli riabilitativi basati sull’evidenza scientifica.

Il Dott. Francesco La Camera ha partecipato come relatore approfondendo il tema della mobilizzazione asettica, una delle principali cause di fallimento protesico nel lungo periodo.

Aggiornarsi continuamente è parte integrante della qualità chirurgica che arriva poi in sala operatoria.

In occasione del Congresso SIOT 2025, il Prof. Guido Grappiolo presenta un inquadramento storico e clinico dell’evoluzio...
15/06/2026

In occasione del Congresso SIOT 2025, il Prof. Guido Grappiolo presenta un inquadramento storico e clinico dell’evoluzione della Revision Total Hip Arthroplasty (THA).

Il contributo ripercorre le principali tappe della chirurgia di revisione d’anca: dalle prime soluzioni protesiche e revisioni cementate, all’introduzione dei metalli trabecolari, della dual mobility e degli impianti custom, fino alle più recenti evoluzioni tecnologiche.

Vengono affrontati i principali aspetti della chirurgia di revisione:
- evoluzione dei sistemi di fissazione e gestione dei difetti ossei
- soluzioni ricostruttive acetabolari e femorali (cage, jumbo cup, Girdlestone)
- criticità biomeccaniche e apprendimento derivante dall’esperienza clinica
- prospettive future tra digitalizzazione, robotica e intelligenza artificiale

Partecipare a questi congressi significa contribuire attivamente alla costruzione delle linee guida future, ma anche portare nella pratica quotidiana evidenze concrete e aggiornate.

👉 Video completo disponibile su YouTube:

La Revision THA raccontata attraverso la sua storia: dalle prime pr...

12/06/2026

Sì, una protesi all’anca, o al ginocchio, può far suonare il metal detector.

È assolutamente normale e fa parte della routine quotidiana degli aeroporti, considerando il numero sempre più alto di persone portatrici di impianti protesici articolari.

Quello che conta davvero, però, è un altro aspetto: tornare a viaggiare serenamente.

Per molti pazienti, riprendere un volo, camminare in aeroporto o affrontare lunghi spostamenti rappresenta un momento simbolico molto importante nel recupero della propria autonomia.

Dopo l’intervento viene consegnato un passaporto protesico che certifica la presenza dell’impianto e facilita i controlli di sicurezza.
Nella maggior parte dei casi basta comunicarlo agli addetti aeroportuali per proseguire normalmente.

La chirurgia protesica moderna non riguarda soltanto l’articolazione. Riguarda la possibilità di tornare a muoversi, viaggiare e vivere con maggiore libertà.

Se il dolore limita i tuoi spostamenti o le attività quotidiane, una valutazione specialistica può aiutarti a capire quale percorso sia più adatto alla tua situazione.

09/06/2026

La chirurgia di precisione inizia dalla pianificazione.

Per un chirurgo ortopedico, pianificare significa studiare il movimento del paziente nel dettaglio: capire come cammina, come carica il peso sugli arti, quanto l’articolazione è rigida e quale equilibrio biomeccanico dovrà essere ricostruito durante l’intervento.
La radiografia è solo una parte del processo.

Dietro ogni scelta chirurgica esiste un lavoro di analisi estremamente preciso che permette di trasformare misure e angoli in conoscenza concreta del gesto operatorio.
Ed è proprio questa preparazione che rende la chirurgia più efficace nel recupero post-operatorio.

Se stai valutando un percorso chirurgico, una valutazione specialistica approfondita è il primo passo per costruire un intervento realmente personalizzato.

Il processo degenerativo dell'anca può attivarsi molto tempo prima che le radiografie mostrino segni evidenti di artrosi...
05/06/2026

Il processo degenerativo dell'anca può attivarsi molto tempo prima che le radiografie mostrino segni evidenti di artrosi.

In alcuni casi il primo elemento a perdere funzione non è la cartilagine, ma il labbro acetabolare: una struttura fibrocartilaginea che agisce come un sistema di tenuta biologica dell’articolazione.
Quando questo “sigillo” si altera, cambia la biomeccanica dell’anca.

Il liquido sinoviale perde la propria capacità di distribuire correttamente i carichi e la cartilagine viene sottoposta a stress progressivamente più elevati.
Gli studi mostrano che l’assenza di un labbro funzionale può aumentare fino al 92% le pressioni da contatto articolare.

È qui che la chirurgia conservativa dell’anca ha cambiato completamente approccio.

Per anni la lesione veniva trattata asportando la parte danneggiata del labbro.
Oggi la letteratura internazionale dimostra che preservarlo significa aumentare concretamente la sopravvivenza dell’articolazione nel tempo.

A 10 anni, la sopravvivenza dell’anca naturale raggiunge il 78% dopo riparazione del labbro, mentre scende al 46% dopo semplice resezione del tessuto lesionato.

Il dato diventa ancora più significativo nelle anche displasiche.
In questi pazienti, asportare il labbro può ridurre drasticamente la capacità dell’articolazione di mantenersi stabile e funzionale nel tempo.

Il punto centrale è che il labbro raramente si lesiona “da solo”.
Nella maggior parte dei casi rappresenta la conseguenza di un conflitto femoro-acetabolare (FAI), cioè un’alterazione della forma ossea che sottopone l’articolazione a microtraumi ripetuti.

Nel conflitto CAM, una prominenza del femore tende a scollare progressivamente il labbro durante il movimento.
Nel conflitto PINCER, invece, il bordo acetabolare esercita una compressione anomala che finisce per schiacciarlo.

Per questo motivo la moderna artroscopia non si limita a trattare il tessuto lesionato, ma corregge contemporaneamente la biomeccanica dell’anca attraverso osteoplastiche di precisione e tecniche di preservazione articolare.

Anche quando il labbro è già stato asportato o non è più recuperabile, oggi esistono procedure estremamente avanzate di ricostruzione biologica mediante innesti tendinei.

Si tratta di interventi ad alta specializzazione che mirano a ricreare il sigillo articolare originario e prolungare la vita dell’anca naturale.

Esiste però un limite biologico molto preciso: la cartilagine.
Quando il danno cartilagineo è avanzato o lo spazio articolare è ormai ridotto, la capacità della chirurgia conservativa di rallentare l’evoluzione degenerativa diminuisce sensibilmente.

È anche per questo che dolore inguinale persistente, click articolari, rigidità, blocchi o sensazioni di cedimento meritano un inquadramento specialistico approfondito.

Nell’articolo affrontiamo anche:
- il ruolo reale del labbro acetabolare nella stabilità articolare;
- perché alcuni sport aumentano il rischio di lesione;
- come si esegue una diagnosi corretta;
- il significato clinico della “sopravvivenza” dell’anca;
- la sindrome del gluteo profondo e le differenze rispetto alle patologie intra- articolari;
- le più moderne tecniche artroscopiche di preservazione dell’anca.

Trovi il link all’articolo completo nel primo commento.

03/06/2026

Quando si solleva un carico per lavoro con una meccanica errata, le articolazioni come l'anca e il ginocchio possono subire un sovraccarico ben superiore al peso effettivo sollevato.

Questo può portare a conseguenze come ginocchia gonfie al termine del turno, dolore quando ci si accovaccia e comparsa di rigidità serale.

Il punto non riguarda solo “quanto” peso si trasporta, ma come quel gesto viene ripetuto nel tempo.
Una postura alterata, un appoggio sbagliato o una perdita di controllo nella fase di spinta trasformano un movimento quotidiano in una fonte continua di stress articolare.
E il corpo, inizialmente, compensa. Poi iniziano i segnali: infiammazione, dolore sotto carico, limitazione nei movimenti più semplici.

Intervenire presto significa evitare di sfociare in un problema articolare strutturato.

Se il dolore compare sempre più spesso dopo il lavoro, vale la pena approfondire.
Prenota una valutazione specialistica per capire cosa stanno comunicando davvero le tue articolazioni.

Lombardia, Liguria e Piemonte: tre territori, un’unica équipe dedicata alla chirurgia protesica dell’anca e del ginocchi...
01/06/2026

Lombardia, Liguria e Piemonte: tre territori, un’unica équipe dedicata alla chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio anche al Nord Italia.

Le nostre sedi sul territorio permettono ai pazienti di accedere più facilmente a valutazioni ortopediche specialistiche per problematiche come artrosi, rigidità articolare, dolore cronico, difficoltà nel cammino, esiti di traumi o protesi dolorose e usurate.

Il lavoro dell’équipe non si limita all’intervento chirurgico.
Ogni percorso nasce da uno studio approfondito della biomeccanica articolare, della qualità del movimento, del livello di autonomia e degli obiettivi funzionali del paziente.

L’attività clinica comprende chirurgia protesica primaria, revisioni complesse, chirurgia mininvasiva e percorsi di preservazione articolare, supportati da pianificazione computer-assistita, tecnologie robotiche, protocolli Fast Track e programmi di prehabilitation.

Il focus resta sempre lo stesso: aiutare il paziente a recuperare funzione, stabilità e qualità del movimento attraverso un percorso costruito sul singolo caso clinico.

Liguria
Albenga, Cairo Montenotte, Genova, La Spezia, Sanremo, Savona, Ventimiglia.

Piemonte
Arona, Biella, Fara Novarese, Tortona, Valenza.

Lombardia
Arluno, Bergamo, Brembate di Sopra, Buccinasco, Castellanza, Corsico, Milano, Olgiate Olona, Osio Sotto, Rozzano, Sarnico, Stradella.

Nel link in bio trovi le sedi attive in Lombardia, Liguria e Piemonte e le informazioni per prenotare una valutazione specialistica.

26/05/2026

In alcuni casi, la storia clinica del paziente rende l’intervento chirurgico ancora più delicato.

È il caso di questa paziente, arrivata con una grave artrosi del ginocchio e una precedente frattura del femore trattata chirurgicamente anni prima. La presenza di mezzi di sintesi rappresenta spesso un ostacolo tecnico importante.

In situazioni come questa, la chirurgia robotica permette una pianificazione estremamente precisa e un’esecuzione controllata, adattandosi alla specifica anatomia del paziente senza dover necessariamente rimuovere strutture preesistenti.

La paziente ha avuto un rapido recupero post-operatorio, dopo 4 giorni è stata dimessa ed è ritornata alle sue attività quotidiane senza dolori.

👉 Guarda il video per scoprire il risultato ottenuto.

Il Dott. Riccardo Ruggeri ha rappresentato l’equipe di Grappiolo and Group all’AAOS 2026 di New Orleans, il vertice inte...
22/05/2026

Il Dott. Riccardo Ruggeri ha rappresentato l’equipe di Grappiolo and Group all’AAOS 2026 di New Orleans, il vertice internazionale dove i massimi esperti e gli innovatori della MedTech tracciano le future linee guida della chirurgia ortopedica.

Per il nostro Gruppo, la partecipazione a questi simposi non è solo un momento di aggiornamento, ma un elemento cardine del nostro impegno sul campo.

Accedere in anteprima alle tecnologie più avanzate ci permette di trasferire l'innovazione globale direttamente nella nostra pratica clinica quotidiana, offrendo ai pazienti:
- Protocolli Fast-Track ottimizzati: per un ritorno alla vita attiva ancora più rapido e sicuro.
- Mininvasività avanzata: attraverso tecniche chirurgiche sempre più rispettose dell'integrità dei tessuti.
- Gestione ottimizzata del rischio clinico: applicando le ultime evidenze scientifiche internazionali nell’approccio al dolore e nel recupero post-operatorio.

L'obiettivo di questa esperienza internazionale è unico: garantire che ogni progresso tecnologico si traduca in un ritorno alla vita rapido e duraturo per chi si affida alle nostre cure.

Indirizzo

Via Manzoni 56
Rozzano
20089

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