Dott.ssa Rosa Defilippis Psicologa - Psicoterapeuta

Dott.ssa Rosa Defilippis Psicologa - Psicoterapeuta Consulenze in presenza e on-line Si occupa di supporto psicologico per giovani e adulti in studio, su appuntamento, e online.

La Dott.ssa Rosa Defilippis - Psicologa Psicoterapeuta esercita a Rutigliano ed è iscritta all'albo dell'Ordine degli Psicologi della Regione Puglia. Svolge psicoterapia per la cura di problemi e sintomi psicologici, attacchi di panico, ansia, stress, disturbi dell'umore, disturbi alimentari, problemi relazionali, ricerca di senso, crescita personale, situazioni di transizione, elaborazione del lu

tto, menopausa, benessere psicologico, rilassamento, preparazione al matrimonio e alla convivenza, problemi di coppia, separazione, dipendenza affettiva, mindfulness, bioenergetica, elaborazione del trauma. Il suo intervento parte dalla considerazione che ognuno di noi è un'unità formata da mente e corpo, che funzionano in maniera integrata. Potremmo dire che ogni individuo è le sue percezioni, i suoi pensieri, le sue emozioni e le azioni che compie. Non si può, quindi, prescindere né dalle sensazioni fisiche né dai processi mentali. Questa connessione fra le due entità è più semplice in situazioni in cui il benessere corporeo o la sua mancanza sono direttamente coinvolti, ma si tratta di una dinamica che è sempre presente. Andare ad analizzarla è il primo passo necessario per comprenderne i meccanismi, per poi intervenire e migliorare il funzionamento mente-organismo. Gli incontri si basano sia sul dialogo che su tecniche corporee, tra cui l'attenzione al respiro, o l'uso di movimenti o particolari posizioni statiche, l'uso di tecniche EMDR per l'elaborazione del trauma. Attraverso questi processi si può andare sempre più a fondo fino a raggiungere un livello di consapevolezza nuovo, che possa permettere di risolvere le difficoltà che si stanno vivendo e di raggiungere un maggiore benessere.

C’è una confusione essenziale riguardo all’AMORE VERSO SÉ STESSI: spesso si crede che amarsi significhi essere egoisti e...
13/04/2026

C’è una confusione essenziale riguardo all’AMORE VERSO SÉ STESSI: spesso si crede che amarsi significhi essere egoisti e narcisisti.
In realtà, nel narcisismo non si ama davvero sé stessi, ma un’immagine costruita di sé, spesso usata per coprire una profonda sensazione di vuoto o di disvalore. Il narcisista ama la propria immagine proprio perché ha scarso contatto autentico con il proprio nucleo interiore.
Per questo il narcisismo può sembrare una forma distorta dell’amore.
Ma l’amore vero verso sé stessi è altro.
Consiste nel raggiungere quella radice intima e profonda che spesso nascondiamo agli altri, e dirci:
“Vai bene così. Non devi dimostrare niente a nessuno. Vai bene come sei, con i tuoi graffi, i tuoi strappi e la tua lucente bellezza.”
Dentro ognuno di noi esiste infatti una lucente bellezza, capace di illuminare ciò che facciamo. Se non impariamo ad amare, rispettare e onorare quella parte di noi, anche l’amore verso gli altri rischia di diventare condizionato.
Condizionato dal bisogno di essere approvati, ammirati, amati.
Condizionato dal desiderio che gli altri colmino ciò che sentiamo mancare dentro di noi.
Per questo è necessario partire dall’AMORE PER CIO' CHE SIAMO, non da un amore rivolto a noi stessi solo a condizione di migliorare.
Quello non è vero amore: è un amore scolastico, simile a una pagella di fine quadrimestre. Un amore che arriva solo se vinciamo, se siamo bravi, se sappiamo fornire una prova inconfutabile del nostro valore.

CHE COS’È UN ATTACCO DI PANICO?«Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'i...
27/01/2026

CHE COS’È UN ATTACCO DI PANICO?

«Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.»

La scena descritta rappresenta un’esperienza vissuta dall’artista Edvard Munch nel 1893. Il suo animo venne pervaso dal terrore. Questo chock traumatico fu poi immortalato nella sua opera “L’Urlo” che mostra un fotogramma di un Attacco di Panico

Che cos’è un Attacco di Panico?
È un’ondata improvvisa e intensa di paura che arriva senza preavviso e coinvolge tutto il corpo. Il cuore accelera, il respiro si fa corto.
Possono comparire tremori, vertigini, senso di irrealtà e una PAURA PROFONDA DI PERDERE IL CONTROLLO o DI MORIRE.

Non è pericoloso, ma è estremamente spaventoso per chi lo vive.
È un’esperienza che travolge, lascia confusi e spesso fa sentire soli e incomprensibili, anche quando all’esterno non si vede nulla.

È una risposta del sistema nervoso che si attiva troppo rapidamente.
Dare un nome a ciò che accade è il primo passo per attraversarlo e ritrovare gradualmente una sensazione di sicurezza.

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RADICARSI IN SE' STESSIDall’attesa di essere nutriti all’autonomia interioreCrescere significa imparare a camminare con ...
13/11/2025

RADICARSI IN SE' STESSI
Dall’attesa di essere nutriti all’autonomia interiore

Crescere significa imparare a camminare con le proprie gambe, anche sul piano emotivo.
Eppure, molti restano intrappolati in una forma di dipendenza affettiva: cercano nell’altro la sicurezza, la direzione, la serenità che non riescono a trovare dentro di sé.

Così, si vive barcollando, sempre in cerca di qualcuno che “nutra”, come se non fossimo capaci di procurarci da soli il cibo di cui abbiamo bisogno — non solo quello fisico, ma anche quello emotivo.

Diventare individui autonomi non significa chiudersi o non aver bisogno di nessuno, ma saper attingere alle proprie risorse interiori: fiducia, calma, forza, creatività.

Solo chi è radicato in sé può amare senza dipendere, può condividere senza annullarsi.

Assumersi la responsabilità della propria felicità è un atto di maturità profonda.
Vuol dire smettere di attendere che qualcuno ci salvi e iniziare a essere noi stessi il punto fermo della nostra vita.

La vera libertà non nasce dal distacco, ma dal radicamento: quando sappiamo sostenerci, allora possiamo davvero incontrare l’altro — non per bisogno, ma per scelta.
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DOLCI COME SURROGATO DI CURAIl cibo non è la cura per le emozioni.Se, quando un bambino piange o ha  paura, offriamo un ...
23/10/2025

DOLCI COME SURROGATO DI CURA

Il cibo non è la cura per le emozioni.
Se, quando un bambino piange o ha paura, offriamo un dolcetto, stiamo insegnando che le emozioni sgradevoli si silenziano con il cibo.
E invece il cibo è amore da condividere, cura della vita, socialità...

L'offerta di cibo, e peggio ancora di dolci, collegata a manifestazioni di disagio emotivo, può creare una abitudine a ricercare benessere nell'assumere zucchero.
Crescendo, può spingere a cercare conforto nel cibo per colmare i vuoti del cuore, allontanando l'organismo dal percepire il segnale della fame autentica.
Ma quella merendina, quello snack superdolce dicono qualcosa anche del nostro bisogno di adulti di consolare il bimbo un po' troppo in fretta, senza immaginare come contenere la sua tristezza o la sua rabbia.
Perché non c'è bisogno di caramelle, ma di uno sguardo che riconosca, di parole che dicano “ti capisco”, di un abbraccio che accolga senza giudicare.

Ci vuole calma, presenza, ascolto e empatia autentica.
Ci vuole validazione emotiva e capacità di rassicurare, per accompagnare i più piccini a vivere e attraversare le emozioni in una cornice di sicurezza.
dal web (Rosella De Leonibus)

Il LUTTO secondo Massimo Recalcati, psicoanalista italiano e allievo di Jacques Lacan, non è qualcosa da "guarire" nel s...
30/08/2025

Il LUTTO secondo Massimo Recalcati, psicoanalista italiano e allievo di Jacques Lacan, non è qualcosa da "guarire" nel senso medico del termine, ma è un processo psichico complesso che richiede tempo, elaborazione e trasformazione.

Ecco alcuni punti chiave del suo pensiero:

1. Il lutto come trauma e ferita del desiderio

Recalcati definisce il lutto come una ferita radicale del desiderio: la perdita dell’altro interrompe il nostro rapporto con il futuro, il senso e il desiderio stesso.
La morte dell’altro significativo (partner, genitore, figlio, amico) può far vacillare il nostro stesso essere.

2. Il rischio del lutto patologico

Un lutto non elaborato può diventare melanconia o depressione, cioè una forma patologica in cui il soggetto non riesce a "lasciar andare" l’oggetto perduto e si identifica con esso.
In questi casi, il soggetto non riesce a distinguersi dalla perdita, e trasforma la mancanza in annullamento del sé.

3. Elaborare il lutto significa far spazio alla mancanza

Per Recalcati, elaborare il lutto non significa dimenticare o cancellare il dolore, ma dare un nuovo senso alla mancanza.
Significa accettare che l’altro non c’è più, ma che il suo segno rimane inscritto dentro di noi, trasformandosi in memoria, in eredità simbolica.

Il lutto si elabora quando il soggetto riesce a reinvestire il desiderio, cioè a tornare a vivere, pur portando dentro di sé la mancanza.

4. La trasformazione del dolore in testimonianza d’amore

Recalcati parla anche della possibilità di trasformare il dolore della perdita in un atto d’amore, nel continuare a vivere anche in nome dell’altro, senza che questo significhi negarne l’assenza.

5. La scrittura, la parola, la cura

Parlare del lutto, scriverne, portarlo nella parola (come si fa in psicoterapia) è un atto essenziale.

Il lutto può essere elaborato attraverso la narrazione e la condivisione, che lo trasformano da ferita muta in segno vivo.

Come si può "guarire" dal lutto?

Accettando la mancanza, attraversando il dolore senza evitarlo, e riaprendo il desiderio alla vita, trasformando la perdita in una presenza simbolica.

Non si torna "come prima", ma si può tornare a desiderare, portando con sé il segno di chi non c'è più.

Indirizzo

Via Giovanni Chiaia, 61
Rutigliano
70018

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393497436068

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