Psicosessuologia LGBTQ - dott.ssa Adriana Ligrone

Psicosessuologia LGBTQ - dott.ssa Adriana Ligrone L'area sessuale è parte integrante del funzionamento della persona. Prenderne consapevolezza aiuta a vivere meglio tutti.

La psicosessuologia può mettere in luce eticamente il nostro modo di relazionarci, senza moralismi superflui.

23/05/2026
09/04/2026

Per qualche strana ragione siamo REGREDITI verso una società in cui i bambini e le bambine sono... Troppo bambini e bambine.

Per questo quando diciamo loro:

▪️”Non piangere”.
▪️”Devi obbedire al primo richiamo”.
▪️”Siediti e non muoverti”.
▪️”Non rispondere”.
▪️”Non puoi pensare un po’ prima di fare le cose?”.
▪️”Chi ti ha dato il permesso?”.
▪️”Non fare rumore”.
▪️”Hai già rotto tutto!”.
▪️”Non puoi fare sempre quello che ti pare”

Quello che in realtà stiamo dicendo loro è:

▪️”Non essere così bambino/a”

E mandare loro questo messaggio non è solo ASSURDO, è CONTROPRODUCENTE, perché non c’è niente di peggio che il tuo ambiente ti dica e ti faccia capire che NON PUOI ESSERE TE STESSO/A.

Per questo un GRANDE consiglio in questo senso è il seguente:

👉🏻”METTITI NEI LORO PANNI”

Una volta eri bambino/a. Saprai farlo. Mettiti nei loro panni e COMPRENDI perché fa ciò che fa 🤗

Armando Bastida

Perché senti il bisogno di spegnere la sua natura per sentirti un bravo genitore?

La verità è che non puoi metterti nei suoi panni se i tuoi sono troppo stretti, carichi di vecchi schemi e modelli disfunzionali. Per accogliere la sua natura, devi prima fare spazio dentro di te.

Invia la tua candidatura per il percorso R.E.S.E.T. tramite il link in bio. Libera te stesso per permettere a lui di essere, finalmente, se stesso.🕊️

09/04/2026
26/03/2026

Questa mattina Papa Leone XIV ha incontrato in udienza i partecipanti al Convegno “𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨? – 𝐓𝐨𝐝𝐚𝐲 𝐰𝐡𝐨 𝐢𝐬 𝐦𝐲 𝐧𝐞𝐢𝐠𝐡𝐛𝐨𝐫?”, iniziativa promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – Regione Europa e dalla Conferenza Episcopale Italiana. L’evento ha accolto rappresentanti istituzionali, religiosi e delle professioni sanitarie, cui ha partecipato il CNOP con la presidente Maria Antonietta Gulino.

Un momento di confronto sull’equità nell’accesso alle cure, dove il Pontefice ha auspicato un deciso mutamento di rotta di fronte all’acuirsi delle disparità sanitarie, esprimendo particolare preoccupazione per il benessere psicologico, specialmente dei giovani: «perché le ferite invisibili della psiche – ha affermato - non sono meno pesanti di quelle visibili».

«𝐿𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑜𝑐ℎ𝑖, 𝑚𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒. 𝑈𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑢𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑜𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑎 𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑔𝑒𝑟𝑒, 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑚𝑜𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑟𝑠𝑖 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑒. 𝐿𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑣𝑢𝑙𝑛𝑒𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑒̀ 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑑𝑖𝑔𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑒𝑣𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑢𝑛’𝑖𝑛𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑙𝑖𝑡𝑡𝑖», ha aggiunto il Santo Padre.

«Ho riferito al Santo Padre, con rispettoso riserbo, che le sue parole odierne, pilastro per la pace, la salute e l’inclusione, sono pienamente condivise e promosse dagli psicologi e dalle psicologhe. Un momento di profonda emozione, per il quale ringrazio la comunità professionale che mi ha dato l’opportunità di essere qui oggi a rappresentare la nostra professione», ha dichiarato Maria Antonietta Gulino - Presidente CNOP.

11/02/2026

Il genitore non dovrebbe programmare un figlio, né tantomeno la sua vita. Dovrebbe insegnargli l’autonomia e la responsabilità, giorno dopo giorno, per poi dargli il timone e lasciarlo guidare verso le proprie mete, con i propri tempi.

Troppo spesso, per amore o per paura, cadiamo nell’errore di voler tracciare ogni singola rotta per i nostri figli. Ma un figlio non ha bisogno di un programma predefinito: ha bisogno di strumenti, di fiducia e di quella consapevolezza che si conquista solo un passo alla volta.

Insegnare l’autonomia significa:

- Accettare che i loro tempi non siano i nostri.
- Lasciare che prendano il timone, anche se la rotta non è quella che avremmo scelto noi.
- Trasmettere la responsabilità delle proprie scelte.

Solo così potranno diventare i veri capitani della propria vita, pronti a raggiungere quelle mete che troppo spesso sognano, ma che non raggiungono per paura di fallire.

La paura si supera con l’azione. Troppi ragazzi mollano perché non sanno come usare le proprie risorse e preferiscono rinunciare. Lo vediamo all'università quando si bloccano, lo vediamo nei primi lavori quando non riescono a gestire le pressioni sociali e professionali. Dobbiamo lavorare d'anticipo, potenziando le loro risorse interiori.

Basta "aggiustare" tutto al posto loro: i ragazzi devono viversi e sperimentarsi, altrimenti questa pandemia di blocchi e abbandoni continuerà a dilagare.

Se credi che l'autonomia sia il regalo più grande che possiamo fare ai nostri ragazzi, condividi questo post. Aiutaci a diffondere una nuova cultura dell'educazione

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