ASPIC per la famiglia

ASPIC per la famiglia ASPIC per la Famiglia accoglie e potenzia famiglie che hanno bisogno di sostegno psicologico L'Associazione si occupa di formazione e sostegno psicologico.

Promuove seminari, congressi ed altri interventi territoriali finalizzati allo sviluppo ed al consolidamento di una cultura della prevenzione del disagio e del benessere sociale. Sono attivi presso la nostra sede:
- Master in Gestalt Counseling (900 ore)
- Master in Counseling e Coaching psicologico per psicologi (200 ore)
- Master in Counseling dell'Età Evolutiva (150 ore)


- Workshop e Seminari tematici
- Percorsi di Crescita Individuali e di Gruppo

🍃Siamo pronti per settembre?Meglio con calma!Settembre è il mese dell'avvio delle attività, del nuovo anno inteso in sen...
31/08/2026

🍃Siamo pronti per settembre?
Meglio con calma!

Settembre è il mese dell'avvio delle attività, del nuovo anno inteso in senso accademico e dei nuovi inizi.
Prima di riempirci l'agenda di impegni e di incastrare la vita dei nostri figli in mille attività, Aspic per la Famiglia vuole augurare e auspicare una partenza lenta, attenta e focalizzata sui bisogni reali.
Nel progettare un tempo che sia efficace e proficuo, ricordiamo anche l'importanza di un tempo interno, di ascolto dei bisogni e di risposta alle necessità emotive.
Aspic per la Famiglia è pronta ad accogliere famiglie, adulti, bambini e adolescenti che vogliono prendersi cura di sé, per non dimenticare che il benessere psicologico va costruito, proteggendo una qualità di vita che parta dall'interno e che si muova all'esterno, con scelte accurate e protettive.
Aspic per la Famiglia è aperta anche ai professionisti del settore e alle persone interessate alla crescita personale, attraverso corsi, seminari e workshop tematici.
Vi aspettiamo.
Perché sia un mese attento, rispettoso e consapevole, del dentro e non solo del fuori.
La settimana del benessere psicologico è stata pensata nel mese di ottobre, ma è a settembre che vanno ponderate e prese decisioni preventive, protettive, di attenzione e cura del sé.
Facciamo attenzione a noi stessi, per decidere bene come e se riempire l'agenda.

Ascolta il tuo bisogno.
Prenota il tuo colloquio, di orientamento, consulenza, valutazione o altri percorsi.
Noi ci siamo.
Ecco chi siamo e cosa possiamo fare per te!

Benvenuto settembre!

Cari amici, Emily vi informa che, in occasione del periodo estivo, si prenderà una pausa dai " consigli della settimana"...
29/06/2026

Cari amici,
Emily vi informa che, in occasione del periodo estivo, si prenderà una pausa dai " consigli della settimana" e che invece aprirà una rubrica.

Nella rubrica, Emily risponderà a tutte le domande che arriveranno, sempre sui temi relativi alla famiglia, ai bambini e agli adolescenti.

Un nuovo modo di rispondere al desiderio di essere informati e consapevoli dei bisogni emotivi e psicologici, ancora più
mirato, perché nasce dalle vostre dirette domande.

Dunque, chi ha piacere ad interagire con noi e a portare la sua domanda, può scriverci in privato oppure qui, in base alla sua esigenza.

Attendiamo con piacere i vostri stimoli ad approfondire☺️

👦👧Quando un genitore separato permette che il proprio figlio non abbia la priorità in una nuova relazione…Il consiglio d...
22/06/2026

👦👧Quando un genitore separato permette che il proprio figlio non abbia la priorità in una nuova relazione…
Il consiglio di Emily👇🏻

🍃I figli “bravi”…Il consiglio di Emily👇🏻
15/06/2026

🍃I figli “bravi”…
Il consiglio di Emily👇🏻

11/06/2026

📝🖋️L’approfondimento di Emily
A cura della dottoressa Nicolina Di Mari

“Il dramma della piccola Beatrice:
Una responsabilità sociale”

In questi giorni stiamo assistendo alla terribile storia di Beatrice, una bimba di soli due anni che, insieme alle sue sorelle, ha conosciuto la versione più brutale che possa incarnare una famiglia.
Una famiglia abusante e maltrattante: minacce, punizioni e umiliazioni fino alla morte della più piccola, uccisa da quelle stesse mani adulte che avrebbero dovuto proteggerla e accompagnarla alla vita.
È una storia drammatica che muove in ognuno di noi un sentire sordo e potente, che impone una riflessione profonda seppur dolorosa: come può un genitore trasformarsi in un carnefice? Può una madre assistere alla sofferenza di una figlia e reiterarla ancora e ancora? Quali dinamiche la coppia adulta stava agendo in quelle aggressioni verbali ed emotive? Le istituzioni e la società in che modo si sono mosse?
Questa è solo una delle tante storie che i media ci raccontano, di tanto in tanto, ma purtroppo il maltrattamento infantile è una realtà molto presente e diffusa con cui dobbiamo fare i conti.
Basti pensare che “Ogni 4 minuti 1 minorenne nel mondo è ucciso in seguito ad un atto violento”, che “l’87 per cento di tutti i maltrattamenti avviene all’interno della cerchia familiare ristretta a opera di uno dei suoi membri” e ancora “In Italia: 9 minorenni ogni 1.000 residenti sono vittime di maltrattamento” *
L’abuso e il maltrattamento possono presentarsi in diverse forme. Da quella più esplicita, fisica, che si rende visibile nel corpo in modo inconfutabile, che diventa orribile e spaventante agli occhi di chi guarda, lasciando segni dolorosi e profondi a chi li subisce. Come purtroppo si legge della piccola Beatrice.
E poi c’è una forma più sottile ed insidiosa di maltrattamento, che viene spesso sottovalutata perché non ha effetti evidenti, resta in genere nascosta all'interno delle mura domestiche, ma ha conseguenze devastanti per lo sviluppo psicologico, emotivo, relazionale nonché fisiologico di una persona che ne è vittima, ancor di più se è un/a bambino/a.
Questo è il caso delle sorelle più “grandi” di Beatrice, di 7 e 9 anni, costrette a vivere isolate, in condizioni igieniche degradate e alle quali sono state affidate responsabilità pratiche e di accudimento proprie di un adulto.

In un sistema familiare così imprevedibile e distruttivo, i bambini imparano che per sopravvivere devono mantenersi vigili e attenti a quei segnali che potrebbero determinare un comportamento violento, denigratorio e doloroso e questa modalità di ‘sopravvivenza’, se protratta nel tempo, comporta inevitabilmente effetti dannosi al loro sistema nervoso, ormonale, immunitario ed anche psicologico.
Questi bambini interiorizzano ben presto che gli adulti di riferimento, anziché essere fonte di protezione e sicurezza diventano fonte di terrore e orrore, e ciò influenzerà significativamente il modo in cui creeranno e sceglieranno le loro relazioni future, la loro capacità di amare e sentirsi amati, la fiducia in sé e nell’altro.
È bene ricordare che gesti così estremi, come nel caso della morte di Beatrice, non nascono dal nulla, ma sono il punto di rottura di una serie di dinamiche familiari disfunzionali presenti e riconoscibili in queste storie di maltrattamento. Spesso un genitore abusante porta in eredità dei traumi psicologici infantili irrisolti; chi da bambino ha subìto forme di violenza impara e, con molta probabilità, replicherà successivamente verso i propri figli quegli stessi modelli relazionali distruttivi, non avendo mai interiorizzato un approccio di cura, protezione e rispetto, né per sé stesso e né per l’altro.
Questi bambini pagano le conseguenze di sistemi familiari che si ripetono, che non vengono interrotti, e sono costretti a farsi carico di una sofferenza emotiva troppo grande per la loro età.

Il dramma della piccola Beatrice deve far porre interrogativi alle coscienze dei singoli ed anche alle istituzioni.
Questa vicenda ci ricorda che non siamo esonerati dal portare allo scoperto storie di soprusi e violenze, soprattutto quando le vittime sono dei bambini, che, impotenti, non hanno gli strumenti per poterne venir fuori da soli.
Quando scegliamo di “fare finta” di non vedere i lividi e le percosse oppure quando “facciamo finta” di non sentire le urla e le minacce verso bambini e adolescenti, non significa che stiamo rispettando la privacy di una famiglia, ma stiamo diventando complici di quelle violenze mediante un silenzio doloroso che giorno dopo giorno annichilisce l’anima e il corpo di chi le subisce.
È necessario assumersi la responsabilità di denunciare quando assistiamo ad un bambino in difficoltà. Inoltre è nostra anche la responsabilità di dimostrare a questi bambini che quello che subiscono o hanno subito da quegli adulti abusanti non è amore, non è affetto, non è cura.

Ogni volta che si consuma un figlicidio, inoltre, emerge forte l’esigenza di una assistenza sociale e sanitaria che sia più presente e attenta ai segnali di allarme e che sia capace di intercettare in tempo situazioni a rischio, avendo l’obiettivo di proteggere la vita di un minore e di consentirne benessere.
I dati sconcertanti raccolti da la “III Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia” ci aiutano a comprendere, in modo più efficace, la necessità di investire in programmi di supporto alla genitorialità in un’ottica di prevenzione della violenza, con una rete di assistenza multiprofessionale solida, che si faccia realmente carico delle responsabilità alla quale è chiamata.
Già l’Agenda 2030 definisce in maniera chiara tra gli obiettivi quello di attivare percorsi di sostegno ai genitori e ai caregiver, anche attraverso visite domiciliari.
Come professioniste della salute mentale e di Aspic per la Famiglia, siamo attive in questo, ci pre-occupiamo di intervenire a sostegno di una genitorialità responsiva e positiva, confrontandoci con genitori disposti a costruire con i propri figli una relazione basata sull’ascolto, sul dialogo e sulla fiducia affinché diventino guida autorevole nella crescita dei bambini.
Inoltre, sentiamo che il nostro lavoro domiciliare sul territorio salernitano rivolto alle famiglie diventa ancora più prezioso nell’ottica di prevenire o interrompere quelle situazioni in cui è presente un rischio di abusi e maltrattamenti infantili.


*III Indagine Nazionale sul Maltrattamento dei Bambini e degli Adolescenti in Italia. Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – CISMAI – Fondazione Terre des Hommes Italia, 2025

🧑‍🧑‍🧒‍🧒🍃Quando gli adulti credono che i bambini dimenticano eventi traumatici…Il consiglio di Emily👇🏻
08/06/2026

🧑‍🧑‍🧒‍🧒🍃Quando gli adulti credono che i bambini dimenticano eventi traumatici…
Il consiglio di Emily👇🏻

🎶🎵WORKSHOP DI MUSICOTERAPIAVenerdì 5 Giugno ore 20.30Condotto dalla Dott.ssa Isabella Caliendo💥Dopo lo straordinario suc...
22/05/2026

🎶🎵WORKSHOP DI MUSICOTERAPIA

Venerdì 5 Giugno ore 20.30
Condotto dalla Dott.ssa Isabella Caliendo

💥Dopo lo straordinario successo delle precedenti edizioni 💥 a gran richiesta riproponiamo l'incontro di musicoterapia Soundscape, nelle sapienti mani di Isabella Caliendo 🧡
🪻In questo seminario/workshop attivo gli adulti acquisiranno nuove conoscenze e strumenti utili da adoperare nel dialogo costruttivo con il/la proprio/a partner, con i propri figli👨‍👩‍👦 ,con i propri genitori, con amici ed in tutte le relazioni sociali🍀 Imparare a conoscere se stessi ad ascoltarsi, a capire come gestire le proprie emozioni, anche quelle più difficili quali: ansia, frustrazione, rabbia😡

🐚Ci concentreremo sull'importanza del respiro ,dell'auto consapevolezza, dell'energia positiva come bagaglio fondamentale da portare nel proprio nucleo familiare e sociale❤️🤲🏼

Seguirà un momento di relax sonoro profondo e rigenerante🎶🎵😌

Un incontro unico, magico imperdibile!😊

🌟Per prenotazioni contattateci ai numeri : 3495812385
3405137261

☀️Vi aspettiamo numerosissimi, come sempre⚘️

Aspic per la famiglia
🌺🌱🌼🌻🪷🌹
Isabella Caliendo Soundscape 🧡

Un po' in ritardo, ma con gioia e soddisfazione, vogliamo condividere il progetto che Aspic per la Famiglia ha portato a...
11/05/2026

Un po' in ritardo, ma con gioia e soddisfazione, vogliamo condividere il progetto che Aspic per la Famiglia ha portato avanti con "Libro Aperto" anche quest'anno, in occasione del festival della letteratura per ragazzi.
Dal 10 al 12 aprile la manifestazione Libro Aperto, ideata da Angela Albarano, ha visto la partecipazione di tantissimi bambini, ragazzi e famiglie che intorno ai libri hanno vissuto esperienze di condivisione, crescita e arricchimento.
È fondamentale che le città e le società organizzino momenti di aggregazione che, oltre a tenere lontani i ragazzi dall'utilizzo, sempre più esclusivo del digitale, li aiuti anche a vivere l'appartenenza al gruppo, la condivisione e il poter coltivare la riflessione, il senso critico e il pensiero, attraverso la lettura dei libri.
Aspic per la Famiglia ha partecipato per il 2° anno di seguito a questa bellissima iniziativa, con due interventi.
Nel primo, la dottoressa Marinelli e la dott.ssa Iannone hanno parlato ai ragazzi di educazione digitale e di come essere consapevoli che lo strumento del digitale vada utilizzato con rispetto e consapevolezza, portando in sé il rischio di esclusioni, bullismo e violenza emotiva. Il titolo dell'intervento è stato" Emozioni al cellulare. L'educazione emotiva per una buona gestione delle relazioni e del digitale"
Nel secondo, la dott.ssa Abate Marinelli e la dott.ssa Di Sapia hanno portato avanti un laboratorio dal titolo " Oltre la trama: tra sensazioni e realtà" in cui i bambini sono stati accompagnati alla narrazione di sé, autentica e reale, attraverso i personaggi delle fiabe .
In entrambi questi momenti è stato molto evidente e prezioso il contributo dei ragazzi e dei bambini, che ci hanno aiutato a confermare ancora una volta che, di fronte agli stimoli giusti e alle esperienze stimolanti e vicine al loro mondo, i ragazzi sanno essere attenti e partecipativi, motivati e presenti.
E, benché spesso si dica che non sanno ascoltare e non sono interessati, noi affermiamo anche il contrario: quando la proposta è costruttiva, arricchente e stimolante i giovani ci sono.
Qui di seguito lasciamo una riflessione che può esserci molto utile quando, lavorando con i ragazzi, dobbiamo essere disponibili ad aprirci alla relazione di significato che intercorre con loro.

Da una riflessione della nostra Presidentessa dott.ssa Daniela Marinelli.

"C'è una cosa che mi ha sempre colpito nel lavoro con bambini e adolescenti, che svolgo ormai da tanti anni e che può essere ben utilizzata da tutte le figure che lavorano con l'età evolutiva.
Da lungo tempo ho potuto constatare che quando la loro attenzione cala, non sempre questo è dovuto alla loro distrazione, ma più spesso alla nostra connessione.
Giacché l'adulto molto facilmente e poco onestamente, attribuisce quasi sempre la responsabilità della disattenzione ai bambini e ai ragazzi, trovo buono e più etico, oltre che efficace, guardare il processo anche dall'altra parte.
Che vuol dire quando parlo di un adulto che, se è in connessione reale con se stesso, fa sì che anche i ragazzi lo siano?
Vuol dire che, quando l'adulto si presenta ispirato, appassionato e connesso al proprio interno, con quello che sta dicendo e quindi quando c'è una reale aderenza e corrispondenza fra ciò che dice e ciò che sente, i ragazzi sono sempre molto attenti, perché ascoltano parole piene e non vuote, perché la persona è presente e connessa in quei contenuti, che non arrivano come parole sterili e impoverite, o solo recitate, ma piene di significato ed emozione.
E, quando invece l'adulto arriva disconnesso, distratto e demotivato, allora l'attenzione dei ragazzi viene persa e dispersa.
Questo è un dato molto importante di cui tutti gli educatori dovrebbero tener conto, perché poi è troppo facile dopo additare i ragazzi come maleducati o come disattenti a causa dei cellulari.
In realtà è vero anche il contrario, cioè che loro sono il termometro della nostra connessione e non è possibile stare con i ragazzi, se non si è realmente appassionati al loro mondo.
Non avendo l'ipocrisia sociale, quel "pare brutto" che permette agli adulti di fingere di essere interessati anche quando non lo sono, i ragazzi arrivano veri e autentici e, se quello che gli stiamo raccontando non parla anche di noi e dei nostri significati veri, loro si disconnettono e vanno via con l'attenzione, perché non sanno rimanere con l'ipocrisia.
Questa verità è ciò che dovremmo prendere come spunto, quando vogliamo avere a che fare con loro, perché come diceva già Platone, l'apprendimento avviene per via erotica.
Galimberti, infatti, a questo proposito afferma:
"A scuola è importante saper appassionare, perché gli adolescenti vivono l’età per cui l’unica cosa che conta è l’amore, e se gli adolescenti si occupano dell’amore bisogna andare là a cercarli. Attirarli a livello emotivo significa trovare la breccia per passare poi al livello intellettuale. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste."
Chi vuole parlare ai giovani, deve saperlo e chi vuole farsi ascoltare dai giovani, deve essere davvero presente e connesso, mentre è con loro.
I giovani sono bravissimi a cogliere il fake, mentre gli adulti sono abili a fare finta.
Dunque, se l'adulto è appassionato, il giovane si ispira e rimane.
Se l'adulto è vuoto, mero contenitore di nozioni senza cuore, il giovane volatilizza l'attenzione perché dove non c'è cuore, non c'è nemmeno testa.
È in questo clima e atteggiamento di calore e significato che abbiamo parlato ai bambini e, cosa che sembra magica ma conferma solo il dato di cui sopra, i bambini ci hanno ascoltato, partecipi e interessati."
Grazie a Libro Aperto per la preziosa esperienza.
Libro Aperto - Festival della Letteratura per Ragazzi

Indirizzo

Via Francesco Paolo Volpe 51
Salerno
84122

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