11/05/2026
Un po' in ritardo, ma con gioia e soddisfazione, vogliamo condividere il progetto che Aspic per la Famiglia ha portato avanti con "Libro Aperto" anche quest'anno, in occasione del festival della letteratura per ragazzi.
Dal 10 al 12 aprile la manifestazione Libro Aperto, ideata da Angela Albarano, ha visto la partecipazione di tantissimi bambini, ragazzi e famiglie che intorno ai libri hanno vissuto esperienze di condivisione, crescita e arricchimento.
È fondamentale che le città e le società organizzino momenti di aggregazione che, oltre a tenere lontani i ragazzi dall'utilizzo, sempre più esclusivo del digitale, li aiuti anche a vivere l'appartenenza al gruppo, la condivisione e il poter coltivare la riflessione, il senso critico e il pensiero, attraverso la lettura dei libri.
Aspic per la Famiglia ha partecipato per il 2° anno di seguito a questa bellissima iniziativa, con due interventi.
Nel primo, la dottoressa Marinelli e la dott.ssa Iannone hanno parlato ai ragazzi di educazione digitale e di come essere consapevoli che lo strumento del digitale vada utilizzato con rispetto e consapevolezza, portando in sé il rischio di esclusioni, bullismo e violenza emotiva. Il titolo dell'intervento è stato" Emozioni al cellulare. L'educazione emotiva per una buona gestione delle relazioni e del digitale"
Nel secondo, la dott.ssa Abate Marinelli e la dott.ssa Di Sapia hanno portato avanti un laboratorio dal titolo " Oltre la trama: tra sensazioni e realtà" in cui i bambini sono stati accompagnati alla narrazione di sé, autentica e reale, attraverso i personaggi delle fiabe .
In entrambi questi momenti è stato molto evidente e prezioso il contributo dei ragazzi e dei bambini, che ci hanno aiutato a confermare ancora una volta che, di fronte agli stimoli giusti e alle esperienze stimolanti e vicine al loro mondo, i ragazzi sanno essere attenti e partecipativi, motivati e presenti.
E, benché spesso si dica che non sanno ascoltare e non sono interessati, noi affermiamo anche il contrario: quando la proposta è costruttiva, arricchente e stimolante i giovani ci sono.
Qui di seguito lasciamo una riflessione che può esserci molto utile quando, lavorando con i ragazzi, dobbiamo essere disponibili ad aprirci alla relazione di significato che intercorre con loro.
Da una riflessione della nostra Presidentessa dott.ssa Daniela Marinelli.
"C'è una cosa che mi ha sempre colpito nel lavoro con bambini e adolescenti, che svolgo ormai da tanti anni e che può essere ben utilizzata da tutte le figure che lavorano con l'età evolutiva.
Da lungo tempo ho potuto constatare che quando la loro attenzione cala, non sempre questo è dovuto alla loro distrazione, ma più spesso alla nostra connessione.
Giacché l'adulto molto facilmente e poco onestamente, attribuisce quasi sempre la responsabilità della disattenzione ai bambini e ai ragazzi, trovo buono e più etico, oltre che efficace, guardare il processo anche dall'altra parte.
Che vuol dire quando parlo di un adulto che, se è in connessione reale con se stesso, fa sì che anche i ragazzi lo siano?
Vuol dire che, quando l'adulto si presenta ispirato, appassionato e connesso al proprio interno, con quello che sta dicendo e quindi quando c'è una reale aderenza e corrispondenza fra ciò che dice e ciò che sente, i ragazzi sono sempre molto attenti, perché ascoltano parole piene e non vuote, perché la persona è presente e connessa in quei contenuti, che non arrivano come parole sterili e impoverite, o solo recitate, ma piene di significato ed emozione.
E, quando invece l'adulto arriva disconnesso, distratto e demotivato, allora l'attenzione dei ragazzi viene persa e dispersa.
Questo è un dato molto importante di cui tutti gli educatori dovrebbero tener conto, perché poi è troppo facile dopo additare i ragazzi come maleducati o come disattenti a causa dei cellulari.
In realtà è vero anche il contrario, cioè che loro sono il termometro della nostra connessione e non è possibile stare con i ragazzi, se non si è realmente appassionati al loro mondo.
Non avendo l'ipocrisia sociale, quel "pare brutto" che permette agli adulti di fingere di essere interessati anche quando non lo sono, i ragazzi arrivano veri e autentici e, se quello che gli stiamo raccontando non parla anche di noi e dei nostri significati veri, loro si disconnettono e vanno via con l'attenzione, perché non sanno rimanere con l'ipocrisia.
Questa verità è ciò che dovremmo prendere come spunto, quando vogliamo avere a che fare con loro, perché come diceva già Platone, l'apprendimento avviene per via erotica.
Galimberti, infatti, a questo proposito afferma:
"A scuola è importante saper appassionare, perché gli adolescenti vivono l’età per cui l’unica cosa che conta è l’amore, e se gli adolescenti si occupano dell’amore bisogna andare là a cercarli. Attirarli a livello emotivo significa trovare la breccia per passare poi al livello intellettuale. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste."
Chi vuole parlare ai giovani, deve saperlo e chi vuole farsi ascoltare dai giovani, deve essere davvero presente e connesso, mentre è con loro.
I giovani sono bravissimi a cogliere il fake, mentre gli adulti sono abili a fare finta.
Dunque, se l'adulto è appassionato, il giovane si ispira e rimane.
Se l'adulto è vuoto, mero contenitore di nozioni senza cuore, il giovane volatilizza l'attenzione perché dove non c'è cuore, non c'è nemmeno testa.
È in questo clima e atteggiamento di calore e significato che abbiamo parlato ai bambini e, cosa che sembra magica ma conferma solo il dato di cui sopra, i bambini ci hanno ascoltato, partecipi e interessati."
Grazie a Libro Aperto per la preziosa esperienza.
Libro Aperto - Festival della Letteratura per Ragazzi