31/07/2022
Di mostri, e del pensare positivo.
Del ricominciare.
Probabilmente quello che leggerete qui saranno parole poco da professionista e molto da persona comune, ma ho deciso che voglio ripartire così. Si fa con quello che si ha ed io in questo momento ho questo e ho capito che è meglio poco e male che nulla. Perché come ho letto da qualche parte qualche giorno fa, le idee e le foto non fatte pensando che domani saranno migliori, semplicemente si perdono. Sono rimpiazzate. Perciò ho deciso che quando ci sono vanno usate.
A volte sì, bisogna farsi un po’ della violenza e rompere quel muro di gomma, quella membrana ostile che ti fa rimbalzare indietro, che altro non sono i pensieri depressivi in cui le cose o sono perfette oppure non valgono nulla, i pensieri che bloccano. Ho deciso che nonostante non scriva da tanto e finora abbia pensato che chissà cosa dovessi aspettare prima di ricominciare a farlo, fosse giusto intanto esprimere un pensiero. D'altra parte anche l'atto stesso di scrivere può essere terapeutico. Sì, sto parlando anche di me e spero che questo possa essere d'aiuto per qualcun altro che vive qualcosa di simile. Fare un primo passo, nelle situazioni di "empasse" (scusate il gioco di parole), scrollandosi di dosso un maledetto ideale, è spesso l'unica strada. Pensare che da quel piccolo gesto non perfetto possano derivarne altri migliori, crederci, innesca una dinamica di "profezie che si auto-avverano" nel senso positivo del termine.
Ma avevo iniziato con i mostri; sì perché quello che ci portiamo dentro, se non compreso e accolto, diventa potenzialmente qualcosa di distruttivo e terrificante, per noi stessi innanzitutto.
Non voglio riferirmi con questo ai fatti di cronaca più recenti, in cui purtroppo la brutalità e la “mostruosità” arriva a colpire gli altri, sebbene forse il pensiero corra spontaneamente lì. Troppo complesso e banale sarebbe parlarne qui, in poche righe, anche perché è evidente che si tratta di casi di patologie ben strutturate.
Mi riferisco a ciò che vive chi è continuamente sopraffatto da vissuti di inadeguatezza.
Ne ho avuto una nitida immagine, seppure in termini palesemente metaforici, con l’ultima stagione di Stranger Things. Chi sono le vittime prescelte dal mostro, i bersagli eletti come tali?
Me ne guardo bene dallo spoilerare e vi lascio alla visione della serie per la risposta.
La psicopatologia è un continuum. In questo discorso forse un po' sconclusionato, dai semplici pensieri negativi sono approdata ai mostri che possono sopraffarci quando portati dentro senza aver potuto trovare una sufficiente elaborazione.
Solo per far notare che non è tutto bianco o nero, zero o uno, e ricordare che prendersi cura della propria salute mentale non è un lavoro da sottovalutare; mai.