21/09/2026
Osservando ciò che circola online si può affermare che lo Yoga stia diventando (se non è già diventato) un semplice prodotto. Si è integrato in un mercato globale del benessere e si vende meglio se è possibile misurarlo: schiena più flessibile, il cortisolo che si abbassa, il sonno finalmente ristoratore.
La psicologia e le neuroscienze hanno scoperto nello yoga un prezioso strumento che aiuta a regolare il sistema nervoso, ad elaborare emozioni difficili e magari a riconnettersi con il corpo dopo esperienze dolorose. Tutto bellissimo e giustissimo, ma nel percorso si è perso qualcosa... il "SAMADHI", quello stato di assorbimento profondo, in cui il confine tra osservatorio osservato si dissolve.
Frasi come "sei già intero" o "sei già a casa" che hanno un significato preciso e profondo, nel contesto contemporaneo vengono spesso usate non per indicare la realtà ultima, ma per esonerare dalla fatica, dalla dedizione e dall'impegno che ogni trasformazione richiede.
È come se avessimo ereditato le tecniche più sofisticate per la trasformazione della coscienza, ma le usassimo solo per obiettivi minori.
Lo Yoga inclusivo, accessibile e privo di gerarchie ha portato benefici reali a milioni di persone, e questo non è poco punto ma l'obbligo di chi cerca di trasmetterlo deve essere quello di non rimuovere l'elemento spirituale che lo caratterizza dall'inizio.
Ci vediamo sul tappetino 🙏