Dott.ssa Marta Novelli - Psicologa clinica e giuridica, Criminologa

Dott.ssa Marta Novelli - Psicologa clinica e giuridica, Criminologa Psicologa Clinica - iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Marche n. 3029. Psicologa giuridica e Criminologa.

Svolgo colloqui di sostegno psicologici rivolti all'individuo, alla coppia e alla famiglia, colloqui di sostegno alla genitorialità.

Di nuovo, un altro. Quando capiremo che il carcere va concepito in tutt’altro modo rispetto ad un posto in cui, metafori...
06/01/2024

Di nuovo, un altro.
Quando capiremo che il carcere va concepito in tutt’altro modo rispetto ad un posto in cui, metaforicamente, “rinchiuderli e buttare la chiave” ma, al contrario, un ambiente in cui far nascere nuove persone occupandoci della loro salute mentale e rieducazione… sarà troppo tardi.
O forse lo è già?

Si è impiccato nel bagno della sua cella. Si trovava in isolamento

19/01/2023

L’ACCOGLIENZA E L’ASCOLTO Lo strumento principale per far emergere le situazioni di violenza e’ il colloquio che deve essere “ben” condotto.
Una buona accoglienza e un ascolto empatico possono essere determinanti poiché la persona decide di depositare la sua storia.
E’ fondamentale ascoltare senza giudicare, evidenziando che la violenza non e’mai giustificata e non e’ mai una colpa di chi la subisce ma solamente di chi l’agisce.
L’equipe di Giustizia Donna resta sempre a disposizione per ricordare alle donne che subiscono violenza che NON SONO SOLE

Premessa: ieri ho intenzionalmente guardato il grande fratello poiché avevo appreso sui social qualcosa su quanto accadu...
04/10/2022

Premessa: ieri ho intenzionalmente guardato il grande fratello poiché avevo appreso sui social qualcosa su quanto accaduto al partecipante Marco Bellavia e, quindi, volevo valutare come venisse affrontato il tema della salute mentale da un programma di questa caratura. Negli anni ho appurato che è inutile sperare che questo genere di programmi non vadano più in onda, piuttosto bisogna constatare che oggi sono il più potente mezzo di comunicazione in quanto la popolazione sceglie con più frequenza questo genere di programmi piuttosto che trasmissioni culturalmente più elevate. Dunque, ciò che è utile sperare è che tali programmi, che tanto si vantano di offrire spaccati di vita “vera”, non perdano l’occasione di affrontare tematiche e argomenti importanti riuscendo a sensibilizzare e introiettare un pensiero intelligente, empatico ed efficiente.

Ciò che mi lascia sbalordita di quanto accaduto è, intanto, il constatare nuovamente quanto la malattia mentale crei distanza e separazione, e quanto lo faccia tanto di più di una malattia fisica. Ipotizziamo che un concorrente avesse, più o meno esplicitamente, dichiarato di avere un’importante malattia fisica, e che tale condizione di salute gli procurasse dolori tanto forti da rannicchiarsi a terra in un angolo. Immaginiamo quali potessero essere le reazioni delle persone vicine. Io sono convinta che avrebbero mostrato vicinanza, comprensione, empatia, tenerezza, non il contrario. Immagino che Marco non avrebbe subito reazioni di indifferenza, lontananza, repulsione, giudizio, non si sarebbe sentito accusato di essere causa del suo stesso male con frasi del tipo “ma ti sei chiesto se sei tu la causa dei tuoi mali?”. Quindi io mi chiedo: perché? Perché una persona che ha – a questo punto definirei- il coraggio di mostrare la propria sofferenza psicologica, debba essere non compresa, giudicata. Forse perché si ha l’errata convinzione che le malattie mentali dipendano dal nostro controllo, che siamo noi a decidere se ammalarci o meno? Che siamo liberi di scegliere se avere un sintomo psicologico e invece, al contrario, la malattia fisica esiste e arriva a prescindere dalle nostre volontà, mentre delle malattie psicologiche siamo responsabili? Questo è l’enorme problema umano e sociale: il divario che ancora esiste tra salute/malattia fisica e salute/malattia mentale.
Non mi stupisce, o mi stupisce meno, il fatto che una persona non sappia dimostrare “la più giusta” vicinanza, che non sappia usare la parola giusta. Perché che la malattia mentale sia più difficilmente comprensibile e quindi “affrontabile” della persona che non la vive, o che non l’ha mai vissuta, non mi stupisce. Che la malattia mentale faccia paura e che quindi porti la persona che ne viene indirettamente a contatto ad allontanarsi per difesa, mi sconcerta meno di quanto appena espresso. Ciò che mi rattrista è che ancora non ci si chiede, ogni qualvolta che si può, cosa avrebbero fatto le stesse persone se il concorrente avesse dichiarato di avere, ad esempio, un tumore.

Questo per me è il vero nocciolo della questione. Questo è il vero cambiamento che dobbiamo attuare. Perché se, finalmente, nel comun pensare si allineasse il concetto di malattia mentale a quello di malattia fisica verrebbe meno tutto il resto, e a cascata non avremmo niente più di così orrendo da osservare.

29/07/2022

C'è chi affronta male il cambiamento di ritmo quotidiano e non sa gestire il tempo libero e i momenti di vuoto. Non è si può definire …

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04/02/2022

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Ogni anno, l’Istat stila un paniere con i prodotti e servizi maggiormente consumati dagli italiani.
Nel 2021, all’interno del carrello dei cittadini si è aggiunta anche la psicoterapia. Questo è indice della crescente necessità degli italiani ad un sostegno, sopratutto in questo periodo in cui il benessere psicologico è messo a dura prova. Le terapie psicologiche riconosciute come necessità di base.
Per approfondire ▶️ https://www.rainews.it/articoli/2022/02/istat-consumi-nel-paniere-2022-test-covid-poke-e-psicoterapia-3b453f94-4d5a-4483-af31-21b14f0cb786.html

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