Dott. Andrès Rivera Garcia

Dott. Andrès Rivera Garcia C’è sempre la possibilità di ripartire da un nuovo punto. Psicologo-Psicoterapeuta, anche online.

Pagina professionale del Dr. Rivera Garcia Andres | Psicologo Clinico, Psicoterapeuta e Psicologo delle Cure Primarie | Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Marche con il n° N° di Iscrizione 2592

24/08/2026

Spero bene.

21/08/2026

Abbiamo una certa compliance...

18/08/2026

Maaaaaaammaaaaaa 🎺🎺🎺

🪞 Narciso ama davvero sé stesso... o continua a inseguire un'immagine impossibile?Quando sentiamo la parola narcisismo, ...
17/08/2026

🪞 Narciso ama davvero sé stesso... o continua a inseguire un'immagine impossibile?
Quando sentiamo la parola narcisismo, pensiamo subito a chi si ama troppo.
Ma il mito di Narciso racconta qualcosa di diverso.
Narciso non riesce mai a toccare ciò che vede.
Può solo contemplarlo.
Ed è proprio questo il punto.
Freud distingue il narcisismo dall'amor proprio. Lacan, con lo stadio dello specchio, mostra come la nostra identità si costruisca attraverso un'immagine che ci appare completa, ma che non coincide mai del tutto con ciò che siamo.
Forse il dramma di Narciso non è l'eccesso di amore per sé.
È l'impossibilità di abitare sé stesso.
Quante volte soffriamo perché rincorriamo un'idea di noi che non riusciremo mai a raggiungere?
Forse la vera libertà non consiste nel diventare perfetti.
Forse consiste nello smettere di vivere davanti allo specchio.
📚 Personaggi sul lettino è una rubrica che utilizza miti, personaggi e opere della cultura per leggere, attraverso la psicoanalisi, qualcosa di noi.
E tu, come interpreti il mito di Narciso?

E se un ricordo fosse vero… senza essere necessariamente accaduto proprio così?Siamo abituati a pensare alla memoria com...
11/08/2026

E se un ricordo fosse vero… senza essere necessariamente accaduto proprio così?
Siamo abituati a pensare alla memoria come a un archivio: qualcosa accade, viene conservato e, anni dopo, lo recuperiamo.
Freud incrina questa idea.
Il ricordo non è una fotografia del passato. Può essere spostato, rielaborato, intrecciato a fantasie, paure e desideri. È anche da qui che nasce la riflessione sui ricordi di copertura.
La questione diventa ancora più delicata quando riguarda la sessualità infantile.
Freud stesso modificò profondamente la propria posizione: non tutto ciò che emerge nel racconto analitico può essere assunto automaticamente come la cronaca esatta di un evento realmente accaduto.
Ma questo non significa affatto che sia una menzogna.
E soprattutto non significa che il racconto di un abuso debba essere considerato un falso ricordo.
La distinzione importante è un'altra: quella tra realtà materiale e realtà psichica.
Una scena può essere ricordata in modo incerto, trasformata o intrecciata alla fantasia e, tuttavia, occupare un posto assolutamente reale nella vita psichica di una persona.
Per questo l'analista non dovrebbe avere fretta di decretare:
"È successo."
oppure:
"Te lo sei immaginato."
C'è una domanda che viene prima:
Perché questa scena continua a essere così vera per te?

💰 E se Zio Paperone non fosse avaro... ma terrorizzato dalla perdita?Per tutti è il simbolo dell'avarizia.Conta le monet...
10/08/2026

💰 E se Zio Paperone non fosse avaro... ma terrorizzato dalla perdita?
Per tutti è il simbolo dell'avarizia.
Conta le monete. Le protegge. Le accumula.
Ma la psicoanalisi invita a porre una domanda diversa.
E se il problema non fosse il denaro?
E se il denaro fosse soltanto un modo per tenere a distanza qualcosa di molto più profondo?
Freud osserva come il rapporto con gli oggetti possa diventare un tentativo di controllare l'angoscia della perdita. Quando trattenere diventa più importante che vivere, il possesso rischia di sostituirsi all'esperienza.
Naturalmente questa non è una diagnosi del personaggio, ma una possibile lettura simbolica.
Forse Zio Paperone ci ricorda che non accumuliamo soltanto soldi.
A volte accumuliamo oggetti. Relazioni. Messaggi. Ricordi.
Perché lasciarli andare significa confrontarsi con la possibilità della perdita.
📖 Personaggi sul lettino è una rubrica che usa i personaggi della cultura pop per riflettere, attraverso la psicoanalisi, su aspetti dell'esperienza umana.
E tu? C'è qualcosa che continui a trattenere... non perché ti serva, ma perché hai paura di perderlo?

Può una madre arrivare a uccidere per salvare un figlio?Quando si parla di Leonarda Cianciulli, la memoria collettiva ri...
07/08/2026

Può una madre arrivare a uccidere per salvare un figlio?
Quando si parla di Leonarda Cianciulli, la memoria collettiva ricorda soprattutto un soprannome: "La Saponificatrice di Correggio".
Ma dietro quel nome c'è una storia molto più complessa.
Leonarda raccontò di una madre che l'aveva maledetta, di una chiromante che le aveva predetto la morte dei figli, di gravidanze finite in ab**to, di bambini morti troppo presto, di rituali, superstizioni e del tentativo disperato di opporsi a un destino che sembrava già scritto.
Quando il figlio Giuseppe fu chiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale, maturò la convinzione che solo un sacrificio umano avrebbe potuto salvarlo.
La giustizia ha stabilito la responsabilità dei suoi delitti.
La psicoanalisi non mette mai in discussione questa responsabilità.
Si pone, però, un'altra domanda:
Come costruisce un soggetto una storia capace di rendere pensabile l'impensabile?
Freud ci insegna che la perdita richiede un lavoro psichico.
Lacan ci ricorda che la mancanza non può essere eliminata.
Forse è proprio quando crediamo di poter cancellare la perdita che rischiamo di costruire le illusioni più pericolose.
⚠️ Questo carosello non vuole spiegare né giustificare i delitti di Leonarda Cianciulli. Utilizza un caso storico per riflettere, attraverso la psicoanalisi, sul modo in cui gli esseri umani attribuiscono significato ai propri atti.
📚 Serial Killer del Venerdì — ogni venerdì una nuova storia raccontata attraverso la lente della psicoanalisi.
Quale caso vorresti vedere nel prossimo episodio?

06/08/2026

Mi parla o no di sua madre?

Lo psicologo dovrebbe avere sempre una risposta?Sui social sembra di sì.Ogni giorno scorrono davanti ai nostri occhi con...
05/08/2026

Lo psicologo dovrebbe avere sempre una risposta?
Sui social sembra di sì.
Ogni giorno scorrono davanti ai nostri occhi contenuti che promettono di spiegare tutto: relazioni, ansia, trauma, amore, narcisismo.
Bastano pochi secondi e tutto sembra improvvisamente chiaro.
Ma la clinica insegna qualcosa di diverso.
Freud introduce un'idea radicale: il soggetto non sa completamente ciò che dice.
Se è così, allora il compito dello psicologo non può essere quello di sostituirsi al soggetto con una spiegazione già pronta.
La psicoanalisi non rinuncia al sapere.
Rinuncia all'illusione che esistano risposte universali.
Ogni storia è irripetibile.
Ogni sintomo ha un senso che non può essere deciso in anticipo.
Forse la domanda più importante che uno psicologo può rivolgere non è:
"Ecco cosa ti succede."
Ma:
"Che cosa significa questo per te?"
Perché comprendere qualcuno non significa applicare una teoria.
Significa avere il coraggio di ascoltare ciò che, in quella storia, non assomiglia a nessun'altra.
📚 Freud risponde a Instagram

04/08/2026

REMATE! REMATE COME SE VI PAGASSE QUALCUNO! (cit.)

Indirizzo

Via Cesare Luciano Gabrielli 15a
San Benedetto Del Tronto
63074

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Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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