Isabella Siciliano - Alimentazione Vegetale in pratica

Isabella Siciliano - Alimentazione Vegetale in pratica Biologa Nutrizionista
Supporto per una alimentazione sostenibile
Divulgazione Nutrizione Plan Based

17/06/2026

Dopo un allenamento, il corpo ha bisogno di due cose: carboidrati per ricaricare il glicogeno muscolare e proteine per avviare la sintesi proteica e il recupero. Non serve aspettare, anzi, anche se la finestra post workout non è stretta come si pensava in passato.
La mia ciotola di stamattina conteneva yogurt di soia arricchito in calcio, creatina, semi di lino macinati, mirtilli e more di gelso. Poi ho aggiunto una banana (che ho mangiato a parte).
Il risultato è un pasto con una quota proteica data dallo yogurt e un apporto di carboidrati tra yogurt, banana e piccoli frutti che stimo intorno a 45-55 g di carboidrati e circa 15g di proteine — un rapporto indicativamente 3:1, in linea con le indicazioni per attività di resistenza di intensità moderata (tra 3 e 4,1).
Detto questo: la quantità esatta di carboidrati nel post workout dipende dal tuo fabbisogno, dal tipo di allenamento, dalla durata e dall'intensità. Non esiste una formula universale. Se ti alleni seriamente e vuoi ottimizzare il recupero, ha senso parlarne con un professionista e costruire qualcosa su misura.
E la frutta? Approfittatene.
Le linee guida per una sana alimentazione (CREA, 2018) e i LARN nella loro ultima revisione (SINU, 2024) confermano 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, di cui almeno 2-3 di frutta fresca — una porzione equivale a circa 150 g, ovvero un frutto medio o due frutti piccoli. La maggior parte degli italiani non ci arriva nemmeno lontanamente. Inserire la frutta a colazione o subito dopo l'allenamento è uno dei modi più semplici per recuperare terreno.
La frutta non va eliminata nemmeno in caso di diabete (ma*****ia agli spauracchi social). Le raccomandazioni nutrizionali della Società Italiana di Diabetologia e dall'Associazione Medici Diabetologi — esplicitano la frutta intera tra gli alimenti da consumare.
La chiave è la frutta intera, non il succo: la fibra cambia tutto, rallenta l'assorbimento degli zuccheri e abbassa il carico glicemico reale. Un conto è mangiare un'arancia, un altro è berla.
Un'ultima cosa, e questa è quasi un'ode.
I piccoli frutti sono qualcosa di speciale!

Questo è un pesto di piantaggine — quella che molti chiamano erbaccia e tolgono dall'orto. Foglie lanceolate, nervature ...
18/05/2026

Questo è un pesto di piantaggine — quella che molti chiamano erbaccia e tolgono dall'orto. Foglie lanceolate, nervature parallele, rosetta basale: la riconoscete ovunque una volta che sapete cosa cercare.
L'ho abbinata a finocchietto, melissa e timo limone, tutti raccolti qui a Cipollini Farm. Nocciole, olio evo, un aglio fresco appena tirato su, sale. Tutto nel mixer. Dieci minuti.
È ricca di calcio, vitamina C, vitamina K e ha proprietà antinfiammatorie interessanti — ma soprattutto è buonissima, e ce l'avete già sotto i piedi.
Se volete sapere dove trovare altre informazioni per riconoscerla, vi rimando ai libri che consiglio nel blog.

Oggi ho pranzato da Jessica Sale  Tutto vegano, tutto fatto in casa, tutto bellissimo.E mentre mangiavamo mi ha detto un...
13/05/2026

Oggi ho pranzato da Jessica Sale Tutto vegano, tutto fatto in casa, tutto bellissimo.
E mentre mangiavamo mi ha detto una cosa che mi è rimasta: "Perché nessuno mostra questo, e tutti vendono pillole?"
Perché le pillole si vendono. La cultura alimentare si costruisce. E non fa lo stesso profitto — ma fa molto più bene.
Cucinare, scegliere gli ingredienti, sedersi a tavola con cura — per sé, per i propri figli, per un'amica — è già una forma di salute. Non la scorciatoia di una capsula, ma qualcosa di più prezioso: l'attenzione che ci riserviamo.

Pasta fatta in casa di frumento Senatore Cappelli e friarielli, con pesto di carote e mandorle a crudo e asparagi su letto di cannellini al limone 🍋

11/03/2026

Compaio solo per ricordare che uso pochissimo la pagina qui su facebook.
Se per caso usate Instagram mi trovate di più lì!

22/01/2026
https://www.instagram.com/p/DTDiHfliAmK/?igsh=MXhsN24ycDdyYTNrZw==Foto miste di alcuni piatti negli ultimi giorni.E una ...
03/01/2026

https://www.instagram.com/p/DTDiHfliAmK/?igsh=MXhsN24ycDdyYTNrZw==

Foto miste di alcuni piatti negli ultimi giorni.
E una riflessione.
Senza pretesa di completezza (non guardate mai porzioni, non fotografo tutto, ci sono anche i dolci, gli extra, i bis, la frutta ecc.).
La fortuna di poter mangiare, di poter mangiare sano, di poter mangiare con gioia.
Di avere verdure dell'orto da portare in tavola.
Persone con cui condividere pasti e soprattutto momenti.

Questo mese è il
L'occasione giusta per provare a mangiare più vegetale se ancora non lo fate.
Del tutto vegetale, se si riesce. Ma anche finché si riesce va bene ed è molto meglio di una mentalità tutto o niente.
La scelta vegana non è una dieta. L'antispecismo non è una dieta.
Ma una dieta sana e sostenibile deve essere fattibile e piacevole per mantenerla. Può essere un punto di partenza per avvicinarsi a scelte etiche a 360 gradi.
E tutto serve: serve chi fa informazione e politica, ma serve anche chi fa ricette alla portata di tuttə e chi spiega come farlo in modo salutare.
Nessuna di queste cose è in contrapposizione.

E aggiungo una considerazione: i rifugi (cui va il mio volontariato e il mio cuore) non sono "la soluzione" a lungo termine alla sofferenza animale.
Se quello che vogliamo davvero è arrivare a una riduzione sempre più importante del numero di animali allevati e sfruttati, alla diffusione sempre più capillare della possibilità di vivere evitando per quanto possibile e praticabile la sofferenza e lo sfruttamento (di animali umani e non) occorre puntare su ogni fronte disponibile e tenere a mente l'intersezionalità delle lotte.
Il rifugio è un simbolo, una toppa per forza di cose limitata (e che non è sostenibile aumentare a dismisura). Un luogo di cura e esempio.
Chi fa ricette, chi arriva alle aziende, chi porta l'informazione al pubblico, chi fa politica, chi fa il suo pezzettino, chi fa quel che riesce (senza usare quello che non riesce a fare come scusa per non fare nulla).

Il mio invito è contribuire ciascunə "per quanto possibile e praticabile", secondo le proprie capacità e predisposizioni, uniamoci e condividiamo.
Che il mondo fa paura.
Proviamo almeno a togliere un pezzo di sofferenza.

Indirizzo

San Germano

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