12/08/2026
🔥 INCENDI BOSCHIVI: QUALI TECNOLOGIE FUNZIONANO DAVVERO?
Quando si parla di prevenzione degli incendi boschivi, l’errore più comune è pensare che bastino un drone, una telecamera o un satellite.
In realtà, nessuna tecnologia, utilizzata da sola, può risolvere il problema.
La protezione efficace del territorio nasce dall’integrazione tra conoscenza forestale, gestione della vegetazione, previsione meteorologica, rilevamento tempestivo, comunicazioni affidabili e capacità di attacco iniziale.
L’antincendio boschivo – AIB – è inoltre un settore diverso dalla normale prevenzione incendi applicata agli edifici e alle attività.
📌 CHI FA COSA IN ITALIA?
La Legge 21 novembre 2000, n. 353, affida alle Regioni la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.
Alle Regioni compete, in particolare:
• predisporre e aggiornare il Piano regionale AIB;
• attivare le sale operative;
• organizzare le squadre di spegnimento a terra;
• coordinare i mezzi aerei regionali;
• definire procedure, periodi di allerta e priorità territoriali.
Il Dipartimento della Protezione Civile, attraverso il COAU – Centro Operativo Aereo Unificato – coordina invece il concorso della flotta aerea antincendio dello Stato.
In Puglia, la validità del Piano regionale AIB 2023-2025 è stata estesa fino al 31 dicembre 2026.
Per il 2026, lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi è stato dichiarato dal 15 giugno al 15 settembre, con possibilità di estensione in funzione dell’andamento meteorologico e climatico.
Durante questo periodo la Sala Operativa Unificata Permanente – SOUP – e le altre strutture territoriali previste dal decreto regionale sono attivate in modalità H24.
🇪🇺 CHE COSA PREVEDE IL QUADRO EUROPEO?
Non esiste un’unica “legge europea sugli incendi boschivi” che sostituisca la pianificazione nazionale e regionale.
L’Unione europea interviene attraverso regolamenti, meccanismi di cooperazione, sistemi di monitoraggio e atti di indirizzo.
Il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura stabilisce che, nella definizione delle misure di ripristino degli ecosistemi forestali, gli Stati membri debbano tenere conto del rischio di incendio e delle migliori pratiche per ridurlo.
Nel 2026 l’Unione europea ha inoltre rafforzato il principio della gestione integrata del rischio incendi boschivi.
La Raccomandazione adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 29 giugno 2026 considera l’intero ciclo:
PREVENZIONE → PREPARAZIONE → RISPOSTA → RECUPERO POST-INCENDIO
La Raccomandazione non è giuridicamente vincolante, ma invita gli Stati membri a sviluppare strategie coordinate, adeguate alle condizioni territoriali e ai rispettivi sistemi di protezione civile.
📊 TECNOLOGIE ATTUALMENTE UTILIZZATE ED EFFICACIA
1️⃣ RETI METEOROLOGICHE E FIRE WEATHER INDEX – FWI
Efficacia: ALTA per la previsione delle giornate critiche.
Consentono di valutare le condizioni favorevoli all’innesco e alla propagazione e di preposizionare uomini e mezzi.
Limite: indicano la pericolosità potenziale, ma non rilevano l’avvenuto innesco.
2️⃣ GIS, CARTE DEI COMBUSTIBILI E MODELLI DI PROPAGAZIONE
Efficacia: MOLTO ALTA nella pianificazione; MEDIA durante l’evento reale.
Permettono di integrare vegetazione, orografia, viabilità, punti d’acqua, incendi storici, vento ed elementi esposti. Sono fondamentali per individuare priorità, scenari e aree di interfaccia urbano-rurale.
Limite: l’affidabilità dipende dall’aggiornamento dei dati sulla vegetazione, sugli accessi e sulle condizioni meteorologiche.
3️⃣ TELECAMERE OTTICHE E TERMICHE CON INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Efficacia: MEDIO-ALTA nelle aree osservabili e nei punti territoriali strategici.
Possono individuare colonne di fumo o anomalie termiche e generare un allarme rapido.
Limiti: orografia, vegetazione, nebbia, zone d’ombra e falsi allarmi. Sono comunque necessarie verifica umana, manutenzione e procedure certe di gestione dell’allarme.
4️⃣ SATELLITI – MODIS, VIIRS, METEOSAT E SENTINEL
Efficacia: ALTA per la visione regionale, i grandi incendi, i perimetri e la valutazione dei danni; MEDIO-BASSA se utilizzati come unico sistema di allarme iniziale.
Il prodotto VIIRS ha una risoluzione spaziale di 375 metri. Le informazioni MODIS e VIIRS sono normalmente rese disponibili da EFFIS entro due o tre ore dall’acquisizione.
Limiti: piccoli focolai, nubi e fumo possono impedire la rilevazione. Inoltre, non tutte le anomalie termiche individuate corrispondono a incendi boschivi.
5️⃣ DRONI RGB E TERMICI
Efficacia: ALTA per la verifica dell’allarme, la mappatura del perimetro, la ricerca degli hotspot e il controllo della bonifica.
Limiti: autonomia, vento, fumo, orografia, operazioni BVLOS e necessità di coordinamento con il traffico aereo.
In presenza di operazioni con Canadair, elicotteri o altri velivoli, l’impiego del drone deve essere autorizzato e coordinato: un drone non autorizzato può costringere i mezzi aerei antincendio a sospendere le operazioni.
6️⃣ SENSORI IoT
Efficacia: MEDIA, soprattutto in aree sensibili e circoscritte.
Possono misurare fumo, temperatura, gas e umidità e trasmettere automaticamente un segnale di possibile incendio.
Limiti: costi, alimentazione, connettività, manutenzione, falsi allarmi e scarsa convenienza quando devono coprire migliaia di ettari. Attualmente sono spesso utilizzati nell’ambito di progetti pilota.
7️⃣ SALA OPERATIVA DIGITALE, RADIO, GPS E CARTOGRAFIA CONDIVISA
Efficacia: MOLTO ALTA.
Consentono di ottenere un quadro operativo comune, localizzare le squadre, condividere la cartografia e mantenere il coordinamento tra tutte le componenti coinvolte.
Condizione essenziale: devono esistere procedure uniche e sistemi di riserva offline o via radio, perché durante un incendio le reti telefoniche e dati possono non essere disponibili.
8️⃣ CANADAIR, ELICOTTERI E VELIVOLI ANTINCENDIO
Efficacia: ALTA nell’attacco iniziale e nel supporto alle squadre a terra.
I mezzi aerei possono rallentare la propagazione, proteggere obiettivi sensibili e migliorare le condizioni di intervento degli operatori.
Limiti: non sostituiscono il lavoro a terra. Vento, fumo, scarsa visibilità e incendi estremi possono ridurne notevolmente l’efficacia.
9️⃣ GESTIONE DEL COMBUSTIBILE VEGETALE
Non è una tecnologia in senso stretto, ma rappresenta la misura più efficace nella prevenzione di medio e lungo periodo.
Comprende:
• diradamenti;
• potature;
• ripuliture selettive;
• trattamento della necromassa;
• pascolo gestito;
• fasce a ridotta densità di combustibile;
• fuoco prescritto, quando previsto, autorizzato e realizzato da personale qualificato.
Limite: richiede progettazione forestale, manutenzione e continuità pluriennale. Un intervento isolato, non mantenuto nel tempo, perde progressivamente efficacia.
✅ LA CONCLUSIONE
La tecnologia è realmente efficace solo quando fa parte di una catena operativa completa:
PREVISIONE METEOROLOGICA
↓
GESTIONE DEL COMBUSTIBILE
↓
RILEVAMENTO
↓
VERIFICA DELL’ALLARME
↓
COMUNICAZIONE RAPIDA E GEOREFERENZIATA
↓
COMANDO E COORDINAMENTO
↓
ATTACCO INIZIALE RAPIDO
Se manca anche uno solo di questi passaggi, l’intero sistema diventa più debole.
Un buon Piano AIB deve quindi partire dalla conoscenza del territorio, individuare gli scenari più pericolosi, programmare gli interventi sul combustibile, definire responsabilità e procedure e assicurare che tecnologie, squadre e mezzi possano operare realmente insieme.
La prevenzione degli incendi boschivi non comincia quando appare il fumo.
Comincia mesi prima, con la pianificazione, la gestione forestale, la manutenzione e la preparazione delle strutture operative.
Dott. Lazzaro Palumbo
Esperto sicurezza e Professionista antincendio
Dottore Agronomo e Forestale
Soluzioni per aziende e Pubbliche Amministrazioni