28/07/2026
Attività personalizzate anche a domicilio su appuntamento.
Prima di esaminare meglio l’argomento andrebbe puntualizzato cosa sia la Ginnastica di tipo sanitario. La Ginnastica Medica, conosciuta all’estero come Medical Fitness, è una branca della medicina che si interfaccia tra medicina dello sport, scienze motorie e sportive, medicina fisica e riabilitativa fin anche alle discipline di medicina psichiatrica e psicologia clinica. Questo perché ogni organo ed apparato non è mai in funzione in maniera a se stante ma, riuniti come sistemi, interagiscono in sinergia tra loro, specie quando messi in condizioni di richieste energetiche supplementari. La ginnastica di tipo medico ed igienistico è conosciuta fin dall’antica Grecia, passando per la civiltà romana e durante i secoli medievali, fino alla sua “riscoperta” moderna con la medicina basata sulle evidenze. La Ginnastica Medica è praticata solo da professionisti iperspecializzati con percorsi scientifici rigorosi, anche se spesso è impropriamente e senza evidenze pubblicizzata da persone senza qualifiche valide e peggio i guaritori improvvisati esperti, manipolatori di persone psicolabili, guru del fitness, santoni olistici vari; e purtroppo questo fenomeno sociale ha interessato anche alcuni sanitari che speculano su queste filosofie. Da decenni le evidenze in campo clinico hanno dimostrato l’utilità, sia in campo preventivo che curativo, del movimento umano adattato alla condizione della persona. In genere, se effettuato con criterio rigoroso, l’allenamento non ha mai arrecato danni ed ha sempre giovato alla persona che si rende conto ben presto se è in mano di personale affidabile.
Per dolore cervicale si intende una sensazione di fastidio generale e persistente sia in movimento che da fermi nel tratto dietro il collo o nelle zone limitrofe, e prende il nome di cervicalgia. I sintomi più comuni sono dolore al collo ed alle spalle, mal di testa, limitazioni nei movimenti della testa e delle spalle, rigidità generale della zona, contratture e spasmi muscolari. Solitamente ne soffrono le persone a cui è stata diagnosticata una patologia specifica al collo (nel tratto cervicale) o che hanno subito un recente intervento chirurgico e che dovrebbero seguire i consigli del loro medico per indirizzarsi alla migliore terapia personalizzata. E’ anche frequente in persone sportive che si sono infortunate per via di movimenti errati, persone estremamente sedentarie che assumono posizioni scorrette protratte nel tempo, chi subisce infortuni sul lavoro o chi va in sovraccarico funzionale non dando tempo di recupero all’organismo; spesso sfociando, a seconda del caso, in erniazioni, protrusioni, spondilolistesi, osteofitosi, spondilolisi (ed altro…) Dopo un qualsiasi problema nel tratto cervicale è importante recuperare movimento funzionalità e forza. Questo perché l’esercizio fisico supporta la guarigione dei tessuti ed aiuterà a rimettersi il prima possibile per tornare ai soliti livelli di esercizio immediatamente, nonostante in alcune persone i miglioramenti potrebbero essere lenti all'inizio della programmazione. Tuttavia, un ritorno graduale alle normali attività è il modo migliore per ottenere buoni risultati a breve e lungo termine dopo un problema simile. Il trattamento può essere farmacologico nel caso non si riesca a tenere a bada il dolore ma deve essere sempre affiancato alle cosiddette “ginnastiche antalgiche”.
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, esercizi di flessione ed estensione, rotazione ed inclinazione laterale del capo sono utili ad alleviare i dolori ed a rinforzare la muscolatura specifica che potrebbe essere sia troppo tonica che troppo ipotonica. Esercizi specifici di allungamento muscolare statico e dinamico sono utili nel preservare la mobilità e nel favorire la circolazione linfatica e sanguigna locale in modo che si possano drenare via meglio anche molecole pro-infiammatorie che contribuiscono al dolore ed all’infiammazione e portare in zona tutte le molecole anti-infiammatorie ed analgesiche prodotte tramite attività fisica. Deve essere ben chiaro però che queste sono ginnastiche attive che funzionano meglio di quelle passive che sono palliative ed effimere e spesso, come riporta la cronaca, inutili e deleterie se non addirittura pericolose anche quando eseguite da personale improvvisato; proprio perché il tratto interessato da manipolazioni passive è molto molto delicato ed attraversato da tantissime strutture anatomiche molto vicine tra di loro e che, seppur protette dalle strutture scheletriche, possono essere soggetto di lesioni peggiori di quelle che erano allo stato di partenza sotto manipolazioni di tipo a scatto. La ginnastica attiva implica il controllo motorio che è un “processo fisiologico attivo” che implica ulteriormente (rimanendo in gergo semplicistico) un pensiero, uno stimolo generato, un comando motorio in uscita, un’esecuzione con contrazione muscolare ed un successivo ritorno di informazioni con feedback. Quando si fanno questi movimenti si dovrebbe anche ascoltare le proprie sensazioni ed i livelli di dolore, specialmente nel caso che alcuni di questi esercizi possano aumentare leggermente i sintomi all'inizio. Tuttavia, dovrebbero diventare più facili nel tempo e, con una pratica regolare, possono aiutare a migliorare il livello funzionale del collo.
Questa trattazione esula da approcci biopsicosociali o problematiche psicosomatiche. Tra gli esercizi di forza possono essere scelti tutti quelli che non causano dolore ulteriore e che vadano a correggere le alterazioni posturali spesso causa del dolore o alterazioni posturali stesse che sono conseguenza dell’ipomobilità dato il rapido e dinamico rimodellamento dei tessuti muscolari e della loro risposta molto alta alla sollecitazione meccanica ed ormonale, tessuti muscolari che sono una sorta di “armatura protettiva” e di concatenamento sulle quali si distribuiscono forze sia in posizioni statiche che dinamiche. A questo è utile aggiungere sempre una programmazione con esercizi aerobici per tenere in efficienza cardiorespiratoria la persona, aumentando man mano l’intensità, per sfruttare l’effetto noto che durante l'attività fisica, ma in genere anche in tutte quelle discipline sportive amatoriali, il nostro organismo produce sostanze in grado di farci sentire bene. Queste sostanze, chiamate endorfine, contrastano la sensazione di fatica e dolore, aumentando invece il tono dell'umore e la sensazione di benessere fisico e mentale.
AAM "Il Tifone" - Studio di Medical Fitness
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