11/08/2026
La Rosa di Jericho è stato uno dei primi regali di Marco.
Da 13 anni, ogni mese, fiorisce per tre giorni e poi si richiude. Io segno quei tre giorni sul calendario e faccio in modo che, almeno una volta al mese, in quei giorni, ci sia un minuto per lei.
Non è bella. È una cosa secca, quasi br**ta, che sembra non promettere niente. Poi la metto nell’acqua e, con quella che chiamo sempre la mia stupida azione, comincia ad aprirsi, prende colore, diventa verdognola, aumenta di diametro. Non fa rumore, non pretende niente, non annuncia la propria rinascita. Semplicemente, quando è il suo momento, ricomincia.
Certe cose hanno bisogno di stare ferme, di aspettare, di attraversare una stagione in cui sembrano non avere più niente da dire.
Anche noi, qualche volta, abbiamo diritto a richiuderci senza che qualcuno venga a domandarci quando torneremo a fiorire.
Per questo, pensando alla Rosa di Jericho, vi auguro tempo e spazio che, a pensarci bene, potrebbero essere la stessa cosa. Vi auguro di avere almeno un angolo della giornata che non debba servire a niente, se non a voi. Che siate al mare, in montagna o a casa, con il clima acceso e le giornate tutte apparentemente uguali, provate a ritrovare un pezzo di voi che non sia quello che lavora, che cura, che risolve, che risponde, che arriva sempre prima degli altri.
Siamo tutti prestati alla vita.
E mi piace pensare che anche il percorso logopedico sia questo: un ponte, non una meta. Un pezzo di strada che serve ad attraversare qualcosa, non a definire per sempre chi siamo. Perché una persona non coincide mai con la sua difficoltà, con il suo sintomo, con ciò che ancora non riesce a fare. C’è sempre un prima, un dopo e, soprattutto, tutto quello che sta in mezzo.
Allora indossate pensieri belli, come quei vestiti che non riponete nell’armadio, ma lasciate sulla sedia, a vista, perché sapete che domani li rimetterete.
Tenete a vista ciò che vi fa bene.
Come la mia Rosa di Jericho che per tre giorni torna a fiorire e poi si richiude, aspettando semplicemente che arrivi il suo momento.
Il resto può aspettare.
Anche noi, qualche volta, possiamo farlo.