Donne e diritti

Donne e diritti Le cittadine attive di San Giovanni in Fiore, aderenti al gruppo di promozione culturale

04/06/2026

Comunicato stampa
Diritto di nascere e partorire a San Giovanni in Fiore: H919
Partita a San Giovanni in Fiore la raccolta delle firme per la petizione popolare promossa da “Donne e Diritti”, per contrastare la desertificazione sanitaria e ripristinare il diritto a nascere nel nostro territorio. La comunità Sangiovannese e Silana tutta, da tempo, anche per effetto delle scellerate scelte amministrative e politiche, tra gli altri servizi persi, ha subito la cancellazione del punto nascita. Nel corso degli anni si è voluto dare applicazione burocratica a quanto previsto dalla legge vigente che ha elevato a 500 il numero minimo dei parti per garantire la presenza dei servizi ginecologici ed ostetrici. Con la petizione intendiamo sollecitare ed impegnare le Istituzioni, a partire dalla Regione, a farsi carico di potenziare i servizi, sia consultoriali che ospedalieri, inclusi l’assistenza materno-infantile, per alleviare i disagi, contrastare lo spopolamento, favorire la restanza. Tutto ciò è possibile anche in Calabria, per questo chiediamo di consentire la deroga alla legge vigente (D.M 11/11/2015) per come ipotizzato anche nella SNAI (Strategia Nazionale per le Aree interne). Chiediamo il sostegno di tutta la cittadinanza, in primo luogo delle donne, e di tutte le forze politiche, sociali, associative sensibili a queste problematiche. Apprezziamo la disponibilità già dimostrata dalla on. Elisa Scutella, a fare proprie e sostenere le nostre istanze, portandole all’attenzione del Consiglio Regionale e di lavorare alla presentazione di una proposta di legge sulla tematica dei punti nascita nelle aree interne e di montagna, che auspichiamo possa essere condivisa da tutti.

Donne e Diritti

San Giovanni in Fiore Li : 04/06/ 2026

Le quattro vittime della strage di Amendolara avevano nomi e cognomi- Waseem Khan, di 29 anni;- Amin Fazal Khogjani, 28;...
04/06/2026

Le quattro vittime della strage di Amendolara avevano nomi e cognomi
- Waseem Khan, di 29 anni;
- Amin Fazal Khogjani, 28;
- Ullah Ismat Qiemi, 19;
- Safi Iayjad, 27.
Erano giovani ragazzi che lavoravano per costruirsi un futuro migliore e contribuivano alla nostra economia.
Con questa crudele strage stanno emergendo, con drammatica evidenza, le condizioni in cui vivono molti migranti e si sono riacceso i riflettori su temi fondamentale come l'integrazione, lo sfruttamento del lavoro e il caporalato.
Evidentemente siamo un popolo distratto,
perché, nel coro di voci che si è levato in questi giorni, quasi nessuno ha pensato agli altri migranti: a quelle migliaia di persone che restano e continuano a essere sfruttate come se nulla fosse accaduto.
Noi pensiamo a loro, alle donne, ai giovani, ai bambini.
Pensiamo a quelle persone che non parlano la nostra lingua e spesso non comprendono le parole che pronunciamo.
L'unica cosa che hanno davvero capito da questa vicenda è che, se ti lamenti perché vuoi essere pagato, se pretendi il giusto compenso per il tuo lavoro, puoi essere punito nel modo più atroce.

Quanti di loro, da oggi in poi, troveranno il coraggio di rivendicare un proprio diritto?
Quanti, pur di sopravvivere, accetteranno qualsiasi sopruso?
Forse è questa la domanda che dovremmo porci.
E chi in questi giorni si affanna a lanciare proposte dovrebbe forse riflettere anche sulla necessità di creare centri d'ascolto e punti di riferimento credibili, ai quali queste persone possano rivolgersi con fiducia per denunciare abusi e chiedere giustizia.
E forse proprio questo concetto, tanto semplice quanto difficile da comprendere per chi proviene da realtà diverse, dovrebbe essere uno dei primi a essere trasmesso a chi arriva nel nostro Paese: la consapevolezza dei propri diritti, della propria dignità e della possibilità di chiedere giustizia senza dover vivere nella paura.
Donne e diritti
La foto è de "Il Corriere della Sera".

03/06/2026
🇮🇹 2 Giugno: nascita della Repubblica e riconoscimento del diritto di voto alle donneOggi celebriamo una data fondamenta...
02/06/2026

🇮🇹 2 Giugno: nascita della Repubblica e riconoscimento del diritto di voto alle donne

Oggi celebriamo una data fondamentale per la nostra storia: il 2 giugno 1946, quando il popolo italiano fu chiamato a scegliere tra monarchia e repubblica. Quel giorno nacque ufficialmente la Repubblica Italiana.

Ma il 2 giugno è anche una data simbolica per un altro motivo storico di enorme importanza: fu la prima volta che le donne italiane votarono in una consultazione politica nazionale.

Milioni di donne andarono alle urne non solo per esprimere il loro voto, ma anche per essere elette. 21 di loro entrarono nell’Assemblea Costituente, contribuendo alla scrittura della nostra Costituzione. Un passo epocale verso l’uguaglianza, la democrazia e la partecipazione.

Ricordare il 2 giugno significa anche ricordare quanta strada è stata fatta – e quanta ancora ne resta da fare – per una società più giusta, equa e inclusiva.

01/06/2026

Mercoledì 3 giugno 2026, ore 17:00, presso sede associazione Donne e diritti , conferenza stampa per l'indizione della petizione popolare promossa da Donne e Diritti.
!Dobbiamo tornare a partorire e nascere nelle aree interne e di montagna.

Un pomeriggio straordinario insieme all'associazione  nazionale Riabitare l'Italia, rappresentata dalla direttrice Sabri...
31/05/2026

Un pomeriggio straordinario insieme all'associazione nazionale Riabitare l'Italia, rappresentata dalla direttrice Sabrina Lucatelli e dal segretario Marco Leonetti.
Confronto sullo spopolamento che caratterizza la nostra comunità e strategie per Riabitare San Giovanni in Fiore, partendo dai diritti fondamentali come salute e lavoro, sanità pubblica, diritto a nascere nelle aree interne e di montagna.
Invertire la rotta si può!
Donne e diritti
Riabitare l'Italia

31/05/2026

Mercoledì 3 giugno sarà indetta una petizione popolare dall'associazione Donne e Diritti.
H919

Indirizzo

San Giovanni In Fiore
87055

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