22/07/2026
La tragica scomparsa di Abderrahim Fakir non può rimanere un semplice fatto di cronaca.
Ci interroga profondamente come società e come professionisti della prevenzione e del benessere psicologico.
L’accaduto deve farci riflettere sul significato della nostra comune umanità e sul dovere di tutela che abbiamo verso ogni individuo, specialmente i più vulnerabili.
Il fiorire di commenti d'odio e l'indifferenza di fronte alla perdita di una vita umana non sono solo parole. Sono manifestazioni di un meccanismo psicologico insidioso: "la deumanizzazione."
Riducendo l'altro a stereotipi o categorie, ci disconnettiamo dalla sua dignità e rendiamo psicologicamente "accettabile" la sua sofferenza, o peggio, la sua morte.
La gestione di situazioni di crisi, siano esse psichiche o comportamentali, non può essere affidata al caso o all'uso esclusivo della forza.
Servono protocolli chiari, standardizzati e universalmente applicati.
Questi protocolli devono integrare competenze di ascolto attivo, tecniche di de-escalation verbale e un'attenta valutazione clinica, prioritarie rispetto all'utilizzo di strumenti coercitivi.
Da degli psicologi dell'Emilia Romagna
Tutto ciò è condivisibile!
È necessario investire in sanità e in ciò che riguarda soprattutto la salute mentale: servizi di prossimità e attività di formazione costante per i professionisti che gestiscono situazioni delicate!
Una comunità connessa ed umana non giudica (per quello c'è la giustizia), ma si prende cura, comprende il dolore, sbaglia e impara per progredire e offrire ad ognuno sicurezza ed accoglienza!
RESTIAMO UMANI per non lasciare indietro nessuno.