Dott.ssa Roberta Polacco - Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Roberta Polacco - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta, esperta in EMDR.

16/03/2025

«Se prendi una rana, la metti in
una pentola con l'acqua e la porti
sul fuoco, osserverai una cosa interessante:
la rana si adatta alla temperatura
dell'acqua, rimane dentro e continua
ad adattarsi all'aumento di temperatura…
Però quando l'acqua arriva al punto
di bollire la rana vorrebbe saltare
fuori dalla pentola ma non riesce
perché è troppo indebolita e stanca
a causa degli sforzi che ha fatto
per adattarsi alla temperatura…
Alcuni direbbero che ciò che ha ucciso
la rana è stata l'acqua bollente...
ciò che ha ucciso la rana invece
è stata la sua incapacità di decidere
quando saltare fuori.
Perciò smettila di adattarti
a situazioni sbagliate e tante altre
faccende che ti "scaldano".
Se continui ad adattarti corri il rischio
di morire dentro.
Salta fuori finché sei in tempo.»

Noam Chomsky, dal libro “Media e potere”

04/02/2025

Quante volte, anche noi esseri umani agiamo come questo cactus? Pensiamo di proteggere gli altri, di salvarli, di tenerli al sicuro, ma nel farlo soffochiamo la loro crescita, privandoli delle esperienze di cui hanno bisogno per vivere, imparare e fiorire.

Il bene non è sempre nel "fare per gli altri", ma nel lasciare spazio affinché possano trovare il proprio cammino, anche affrontando le loro difficoltà. Ogni anima ha bisogno di pioggia per crescere, di sole per risplendere e persino di vento per diventare più forte.

Amare davvero non significa proteggere a tutti i costi, ma fidarsi della capacità dell’altro di affrontare la vita, essere un sostegno silenzioso, senza interferire.

Perché a volte, ciò che chiamiamo protezione può diventare una gabbia, e ciò che chiamiamo amore può impedire a qualcuno di sbocciare pienamente.

Lasciamo che gli altri ricevano la loro pioggia. 🌧️
Lasciamo che la vita insegni loro, come ha insegnato a noi.

Essere Indaco

30/01/2025

Un impegno per la vita non è come tutti lo immaginano.
Non si tratta di svegliarsi presto ogni mattina per fare colazione insieme o di coccolarsi serenamente fino ad addormentarsi. Non si tratta di avere una casa impeccabile o pasti gourmet ogni giorno.

Si tratta di litigare per le coperte, russare come una motosega. Di sb****re porte, scambiarsi parole dure, non essere d’accordo e fare il broncio finché i cuori non si ricuciono. E poi, arriva il perdono!

Si tratta di tornare a casa ogni giorno dalla stessa persona, che ti ama e si prende cura di te, nonostante e grazie a ciò che sei. Di ridere degli errori stupidi che avete fatto, di gestire il bucato sporco e i letti sfatti senza puntare il dito. Di sostenersi a vicenda di fronte alle sfide della vita.

È trattenere parole di rimprovero, condividere un pasto semplice alle 10 di sera dopo una giornata frenetica. È il tuo partner che ti consola durante un crollo emotivo, rassicurandoti che tutto andrà bene, e tu ci credi. È guardare Netflix e davvero godersi la reciproca compagnia.

È amare qualcuno anche quando ti fa impazzire, ti fa arrabbiare o ferisce i tuoi sentimenti. È amarli in tutte le stagioni della vita—nei momenti difficili e in quelli sereni, nella felicità e nella malinconia, nella giovinezza e nella vecchiaia.

Vivere con la persona che ami non è perfetto. A volte è difficile, ma è anche incredibilmente gratificante, rassicurante e una delle esperienze più belle della vita. ❤️

06/01/2025

Prima di chiedere aiuto al 2025:

Lascia andare ciò che pesa: il mondo è già abbastanza difficile da portare.

Cammina con lentezza, non per paura del tempo, ma per assaporarlo.

Non cercare chi non ti cerca: la bellezza si trova dove sei atteso.

Custodisci il silenzio, perché lì abitano le risposte che contano.

Proteggi i tuoi sogni come fari nella nebbia; non lasciarli spegnere.

Abbraccia chi ami senza riserve: l’amore non va mai dosato.

Fai spazio al dolore, ma non costruirci una casa.

Non inseguire il consenso, cerca invece la verità.

Osserva la vita come se fosse la prima volta, ogni volta.

Quando cadi, cadi bene: il terreno sa accogliere chi si rialza.

Ama la tua fragilità: è lì che si nasconde la tua forza.

Non vivere di domande, ma di meraviglia.

Sii un ponte per chi ha paura di attraversare.

Abbi il coraggio di fermarti, anche quando il mondo ti spinge a correre.

Non temere la solitudine: spesso è la stanza in cui ti ritroverai.

Parla solo se ciò che dici è più bello del silenzio.

Raccogli le tue cicatrici: sono mappe che ti hanno portato fin qui.

Perdona, ma non dimenticare di proteggerti.

Offri gentilezza senza aspettarti nulla in cambio: è il dono più puro.

Non cercare di aggiustare tutto: alcune cose vanno lasciate libere di rompersi.

Guardati allo specchio con occhi nuovi: sei già abbastanza.

Non temere di perdere: spesso, è così che si vince.

Cerca la bellezza nei dettagli: è lì che la vita si nasconde.

Non aspettare il momento perfetto: la perfezione è un’illusione.

Impara a chiedere aiuto senza vergogna: nessuno vive da solo.

Tieni vivi i tuoi stupori, perché la meraviglia non ha età.

Non lasciare che la paura decida per te: è un pessimo consigliere.

Fai della gratitudine un’abitudine, non un evento straordinario.

Sii il custode del tuo tempo: è l’unica ricchezza che nessuno può restituirti.

E alla fine, ricorda: la vita non è un elenco di cose da fare, ma un’arte da vivere.

(Andrew Faber)

LA FELICITÀ:Non si deve essere felici per forza o a comando, si deve essere felici davvero e lo si è sempre per pochi mo...
24/12/2024

LA FELICITÀ:

Non si deve essere felici per forza o a comando, si deve essere felici davvero e lo si è sempre per pochi momenti magici.
Auguro questo per il Natale: un piccolo momento magico in cui essere felice, anche in mezzo alle mille complessità che questo periodo porta con sé.
BUON NATALE 🎄

31/07/2024
27/08/2023

L'INCOMPRENSIONE RECIPROCA

G. I. Gurdjieff diceva: "Prima di discutere con qualcuno occorre realizzare fino a che punto quella persona può capire le nostre parole. Il parlare nonostante l'impossibilità di essere compresi dall'altro è sempre una perdita di tempo e di energia. Chi è consapevole, parla solo quando è certo che chi ascolta è in grado di comprendere."

La malcomprensione è la regola tra gli esseri umani. Dalla più piccola lite alla guerra in larga scala. Perché? perché ogni parola assume per ognuno di noi un significato diverso a seconda del proprio vissuto e sopratutto dal livello di coscienza soggettivo. Ecco perché non comprendersi, tra le persone, e' la norma.

Se credete che ogni essere umano debba comprendere le vostre parole o quelle dei Maestri, come arrivano a voi, vi illudete. L'illusione è un fenomeno mentale che ci allontana dalla realtà e dalla sua complessità. La vita segue una sua "logica" che va oltre il nostro concetto di "giusto" e "sbagliato". La vita non è morale e nemmeno immorale ma amorale.

Le nostre credenze sulla realtà non sono la realta' "oggettiva" ma una sua rappresentazione interna delle nostre credenze. Una credenza è un costrutto mentale inserito nella nostra mente dall'esterno. Noi entriamo in conflitto per le credenze che sono spesso più idee che esperienze.

Una persona che, per esempio, non ha mai vissuto l'esperienza dell'amore incondizionato o del perdono potrà parlarne sul piano analitico ma non può sapere di cosa parla se non è passato per quella esperienza. Lo stesso vale per la sessualità, la malattia e il lutto. Come può un prete parlare di sesso senza averlo provato? Come può un terapeuta curare un depresso senza aver mai esperito una depressione?

Esperire vuol dire morire a se stessi… passare attraverso l'esperienza… per andare oltre la logica razionale. Per crescere bisogna morire alle proprie credenze.

Non credete a nessuno, neanche alle parole dei cosiddetti "Maestri" o a quelle che, secondo voi, sono le autorità o si proclamano tali. Non credere neanche a te stesso ma credi solo all'esperienza… nessuno può dirti cosa è giusto o sbagliato e tu non puoi dire a nessuno cosa è giusto o sbagliato.

Decidi cosa è "giusto" o "sbagliato" per te attraverso l'esperienza e prenditi la responsabilità della tua vita ma ricorda che nessuno potrà comprenderti veramente perché siamo sempre soli nella nostra esperienza.

Le parole sono il mezzo con cui comunichiamo anche se ci scontriamo perché utilizziamo termini diversi, secondo noi oggettivi, per dire a volte la stessa cosa. Quello umano è un mondo intersoggettivo e la relazione si basa proprio sulla negoziazione del significato delle parole. E' nella relazione che si costruiscono i significati. Ma la relazione non è fatta solo di parole, anzi le parole spesso ci allontanano.

Le parole dette senza coscienza feriscono, uccidono.

Funzioniamo così: "io ho ragione, secondo i miei schemi mentali, mentre l'altro ha torto perché ha schemi mentali diversi dai miei". Questo fenomeno è amplificato sui social dove ci si irrita, si giudica, si offende l'altro per imporre la propria visione del mondo.

L'Arte, per esempio, nasce all'anima perché usa il linguaggio simbolico che è universale e arriva direttamente al cuore… quella che viene definito "Centro Emotivo Superiore" da Gurdjieff. Senza una comunicazione da cuore a cuore gli esseri umani sono impossibilitati a comunicare.

Dovremmo imparare il valore del silenzio, non per presunzione, ma perché è necessario capire se quello che voglio dire l'altro possa capirlo veramente oppure no.

Ho speso tanto tempo e fiato con persone che pensavo potessero e dovessero capirmi e ho compreso che a sbagliare ero io. Non puoi parlare a chi è sordo e non puoi mostrare il tuo mondo interiore a chi è cieco. Non puoi pretendere che l'altro ti capisca… perché l'altro non è te. L'altro è diverso da te. L'altro non è dentro di te.

Le donne vorrebbero che gli uomini le capissero… gli uomini che le donne li capissero… gli islamici che i cristiani li capissero… i cristiani che gli islamici li capissero… i buddhisti che gli islamici li capissero… è sempre stato così ma niente è mai cambiato.

Chi ha deciso di "svegliarsi" e compiere un lavoro su di sé è pronto per cogliere la verità a seconda dell'impegno che mette nel conoscersi. La Verità non si ottiene volendo avere ragione a tutti i costi e urlandola agli altri ma ascoltando più i silenzi che le parole. Nel silenzio in cui Dio stesso si esprime.

Tiziano Cerulli

“PERCHÉ MI FACCIO QUESTI PROBLEMI?”Una frase che tante volte mi sento riportare in terapia…Ecco un buono spunto di rifle...
08/03/2023

“PERCHÉ MI FACCIO QUESTI PROBLEMI?”
Una frase che tante volte mi sento riportare in terapia…
Ecco un buono spunto di riflessione per cominciare ad autodeterminare la nostra vita, le nostre scelte..

(👉🏻B. Wiest, 101 riflessioni che cambiano il tuo modo di pensare)

02/02/2023

Il trauma emotivo e psicologico può lasciarti alle prese con emozioni, ricordi e ansia sconvolgenti che faticano a svanire compromettendo a volte anche la più semplice quotidianità.
Qualunque sia stata la causa di questa ferita, che si tratti di qualcosa successo anni fa o di qualcosa accaduta ieri,la soluzione per guarire è affrontarla!
L’EMDR può essere la terapia giusta per risolvere il tuo trauma, scrollandoti di dosso emozioni e pensieri negativi che fai su di te e prevenirli nel futuro.
La Dott.ssa Roberta Polacco - Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in EMDR saprà guidarti nel percorso verso la risoluzione del problema e il benessere ritrovato.
Chiama per maggiori informazioni o fissare un appuntamento.
📞0438/451711
📩 [email protected]

30/10/2022

HALLOWEEN: ZUCCHE, COSTUMI E ASPETTI PSICOLOGICI

🎃 La parola Halloween deriva dal mondo anglosassone e probabilmente dalla frase “All Hallows Eve”, ovvero la notte di Ognissanti. Generalmente si fa risalire ad una tradizione cattolica, presente nell’Irlanda Celtica, che sanciva la fine dell’estate.

Per quelle popolazioni, la cui economia si basava principalmente sull’agricoltura, era un momento “topico” che andava festeggiato per ringraziare gli spiriti per i raccolti ottenuti. I colori di questa ricorrenza, infatti, ricordavano la mietitura con l’arancio e la fine dell’estate con il nero, a voler simboleggiare il buio dell’inverno.

L’elemento tipico è la simbologia che richiama al mondo di fantasmi spaventosi, delle streghe cattive, dei vampiri affamati, delle mummie e degli zombie. Questi sono tutti personaggi che durante l’anno sono spaventosi e tetri, ma che per l’occasione diventano accessibili a tutti.

👉 Dietro questa festa si nasconde un significato psicologico ben preciso. Si tratta di esorcizzare ciò che ci reca paura. Due giorni dopo Halloween, infatti, si svolge la ricorrenza cristiana della commemorazione dei defunti. Perciò scherzare sulla morte risulta essere un modo per sottrarsi all’angoscia della fine e perdita della vita.

Anche rispetto al mondo dell’occulto che spesso rievoca paure antiche, diventa un modo ludico per diventare noi stessi quegli attori così spaventosi sentendoci, così, inconsciamente al sicuro. L’idea della morte che spaventa viene esorcizzata dal “dolcetto o scherzetto” di un momento festoso in compagnia.

👻 I bambini spesso amano travestirsi e prendere le sembianze di personaggi che ammirano o che rappresentano per loro particolari doti di forza o bellezza; indossandone i panni, possono sperimentare altre identità. Travestirsi dai personaggi che di solito li spaventano, come streghe o fantasmi, consente loro di esorcizzare la paura diventando loro stessi quelle creature e sentendosi così al sicuro. Il “per finta”, sia nella fiaba che nella festa di Halloween, è ciò che consente di approcciarsi a ciò che spaventa in un modo rassicurante.

Nel caso di Halloween, oltre a streghe e fantasmi, entra in gioco il tema della morte, della quale dagli 8-10 anni in poi i bambini acquisiscono consapevolezza. Essere immersi in un’ambientazione così tetra aiuta ad avere un avvicinamento giocoso al tema della morte e integrarlo nella loro vita, esorcizzando ancora una volta le loro paure.

Possiamo quindi dire che benché sia una festa importata può essere sfruttata a nostro favore in quanto utile a livello psicologico a tutte le età.

03/08/2022

Un racconto estivo, quello di Nicolò Targhetta di questo mese, che ci ricorda come la sofferenza non vada mai in vacanza e anche se a volte si vorrebbe nascondere la testa sotto la sabbia, rivolgendosi a professioniste/i del benessere psicofisico in qualsiasi momento si può iniziare a prendersene cura...

La grafica è dell’illustratrice Amandine Delclos.

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Che bella l’estate. Non so se qualcuno l'ha già detto, non so se sono il primo, ma lasciatemi vi prego dire quant’è bella l’estate. Col sole e le giornate lunghe e le vacanze e il mare.
Che bello il mare. Che bello andare alla spiaggia libera e domandare ci mettiamo lì? No, ci mettiamo lì.
E stendere l’asciugamano proprio sul metro quadrato di sabbia ideale, e guardare sto mare e dire, si sta proprio bene al mare.

E guardare sto mare e pensare che vorresti urlare.
Ma è solo un attimo, un secondo proprio, perché poi non vuoi più urlare, vuoi andare a mangiare.
E allora di corsa al baretto a sbranare una piada in ciabatte e costume. E dire ci voleva. La piada in spiaggia in ciabatte non si batte. E sorridere sempre, perché è estate.
Come va? Come vuoi che vada? È estate, va bene. Ti sembra che non stia bene? No, infatti. È tutto l’anno che mi alleno per star bene quest’estate.
Ma questo non glielo dici mica. Perché d’estate si può anche perdere qualche chance d’essere onesti, purché si vincano tutte le partite a Uno.

I racchettoni! Non ci credo, hai portato i racchettoni! Poi giochiamo coi racchettoni, ma prima il test con maggioranza risposte A che mi dice che son solare. E quant’è vero, e quanto son solare, p***a di quella miseria ladra. Anche se sulle spalle ogni tanto mi sento come due gobbe piene di schifezze di cui non però adesso non mi par proprio il caso di parlare. Come perché? Perché è estate e io sono un piccolo ca****lo solare che fila subito-subito a fare un bagno.
E com’è fredda quest’acqua mortacci sua e quanto voglio star bene almeno oggi, mica solo perché è estate e siamo al mare, ma perché siamo insieme io e te.

E ogni tanto ci si deve sforzare d’essere felici per esser felici, no? Convincersi, cascarci. Io ci casco sempre. Ma mentre mi sto convincendo e ci sto cascando, tu mi schizzi e allora io ti schizzo e ridacchiamo perché l’acqua è ancora fredda. E attenta che adesso ti prendo! E giochiamo, e non ci diciamo niente di niente. Zitti, zitti, come topolini estivi, perché siamo diventati dislessici a un certo tipo di verità.

Come? Ti stai un po' deprimendo? Subito di corsa un Magnum Double. Come da bambini. E guardali i bambini che scavano una buca nella sabbia. Che bello guardarli e dire certo che sti bambini anche meno però. Una spiaggia senza bambini mai? E ridere e ridere insieme, perché noi le buche nella sabbia non
possiamo scavarle più.
T’ho detto quanto mi piace l’estate? T’ho detto quanto son contento di essere qui? A un asciugamano di distanza, che se allungo la mano mi sembra quasi di poterti toccare. Ma non ti tocco mica eh, fa troppo caldo.

E allora stiamo solo vicini con la nostra uniforme d’abbronzatura uniforme. E un po’ mi viene di nuovo da pensare perché nessuno qui si mette a urlare. Perché non viene un maremoto, uno tsunami a portarsi via la nostra tranquillità, i nostri concerti, le serate, la quotidiana scelta di noi, le domande che abbiamo smesso di farci perché la musica era troppo alta.
Perché non è arrivata un’onda a prenderci la volta che abbiamo deciso di far scalare una marcia alla vita e farla marcire.
Ma poi penso, che pensieri. È estate, e tu d’estate pensi pensieri da bassa stagione? Non si fa.

Piuttosto guarda qui che cosa buffa, dolce e vera che ho trovato dentro il mio cellulare. Dura solo quindici secondi, ed è quasi buffa, dolce e vera come quella che hai trovato nel tuo.
E una foto ce la facciamo? Una foto va fatta.
Per forza.
A forza.
Un ricordo. Un pensiero. Un promemoria agli altri sette miliardi lì fuori che noi qui si sta bene, che va tutto bene, che nessuno proprio nessuno oggi ha voglia d’urlare.

E che belle le fiacche, sudate versioni di noi quando controlliamo se siamo all’altezza delle nostre aspettative.
Magari adesso che li abbiamo distratti, adesso che li abbiamo fregati tutti possiamo dircela una cosa diversa, una cosa perversa e triste e onesta.No, no, aspetta, facciamone un’altra che qua non so perché sembra che stringo i denti.
Poi il sole s’abbassa, e arriva il tramonto sul mare. Pure il tramonto bello davvero. Incredibile sia pure gratis. E io t’abbraccio e penso che una buca mia me la son scavata e si chiama comfort zone e ti ci ho fatto cadere dentro con l’inganno e adesso voglio proprio vedere come ne esci.

Dalla buca, dall’abbraccio, dall’estate con me.
Mangiamo in un posto con le tovaglie che volano via al vento. E io ti amo, ma non riesco a dirlo più come prima e allora dico primo di pesce, e poi la frittura che qui la fan speciale. E quanta sabbia nella borsa, amore mio. E guarda come mi son scottato. Come son trent’anni che mi scotto, che non ho imparato a stare sotto il sole.

Perché non cambio.
Perché qui sono e qui resto, ustionato e sorridente, con la sabbia nel borsone, le mie gobbe di schifezze, il mio silenzio, la buca profonda e la frittura che è proprio, proprio speciale. Qui con te, a non dir niente, a non rischiare, a non cambiare. Speciale.
E tu, per favore, non ti preoccupare. Se mi vedi un po’ strano, un po’ silenzioso.

Non è niente, non sto male. È estate, siamo al mare. Come faccio a stare male? Di tutto quello schifo e quell’urlare ne parliamo in autunno, d'accordo?
Sempre che prima non me lo scordo.

Indirizzo

Viale Europa
San Vendemiano
31020

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