Elena Celleghin - Psicologa

Elena Celleghin - Psicologa Aiuto le persone che stanno attraversando un momento difficile nella propria vita, insieme costruiam F. Capra

“Tutto è interconnesso, siamo tutti parte e siamo tutti creatori con le nostre azioni della
grande rete della vita”.

"L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte...
18/10/2025

"L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte dei professionisti della salute attività educative su questi temi significa privare bambini e adolescenti di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita."

🔴 Comunicato stampa congiunto sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole

Le Presidenti e i Presidenti degli Ordini degli Psicologi di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia e Veneto prendono una posizione chiara e netta in merito al DDL del 23 maggio 2025 del Ministro Valditara.

🎓 L’educazione sessuo-affettiva è una risorsa, non un rischio. Limitare o escludere la possibilità di promuovere da parte dei professionisti della salute attività educative su questi temi significa privare bambini e adolescenti di strumenti fondamentali per comprendere e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi legati alla crescita.

🧠 L’educazione sessuo-affettiva, quando è adeguata all’età e scientificamente fondata, contribuisce a relazioni sane, alla prevenzione di bullismo e violenza di genere, e al benessere psicologico delle giovani generazioni.

👥 Gli Ordini regionali sopra menzionati esprimono profonda preoccupazione per le implicazioni culturali e sociali derivanti dalle limitazioni previste nel DDL “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”.

Chiediamo che la voce degli psicologi e delle psicologhe venga ascoltata nelle sedi parlamentari competenti, per ribadire l’importanza di un’educazione affettiva e sessuale tempestiva, continuativa e basata sulle evidenze scientifiche.

📢 La tutela dei minori passa anche — e soprattutto — attraverso la conoscenza, l’ascolto e la costruzione di contesti educativi sicuri e consapevoli.

12/02/2024
03/01/2024

𝐓𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢? 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐢𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢!

Un obiettivo ambizioso aumenta le tue probabilità di successo. Ma aumenta anche le probabilità di provare frustrazione e fallimento.

Allora fissa 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝟐 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢:
Un obiettivo che riguarda una tua aspirazione e un obiettivo più accessibile, dal successo più immediato.

Nel fissare gli obiettivi, ti possono aiutare alcune domande come queste:
- Quali sono le mie priorità oggi?
- Quanto sono disponibile a negoziare i miei obiettivi?
- L'obiettivo è realmente mio o è indotto dall'esterno?
- Quanto la paura di sbagliare condiziona la mia definizione degli obiettivi?

Sogna in grande, ma festeggia anche i risultati che ottieni nelle piccole cose.

La felicità è nel percorso, ancor più che nella destinazione!

Buon 2024!
31/12/2023

Buon 2024!

Il nostro AUGURIO
Ringraziate la Fine. Visualizziate come sarà l’Inizio. E soprattutto onorate i Passaggi, affinché possiate imparare a trasformarvi in ciò che Desiderate.

Con

T&E (Ti&Ea)

"Il modello in cui io insegno, tu apprendi, io verifico, non va bene. La rappresentazione di questo modello è la scatola...
13/04/2023

"Il modello in cui io insegno, tu apprendi, io verifico, non va bene. La rappresentazione di questo modello è la scatola cognitiva che cerca di mantenere quanto più fedelmente possibile le informazioni date, come fossero messe in frigorifero: più le ripeti identiche, più sei bravo. La risposta cognitiva è evidentemente l’apprendimento passivo.
Nulla a che vedere con la capacità di nutrire i processi intelligenti, un flusso interattivo che mette in gioco non solo l’informazione data, ma intercetta anche quello che il giovane sa, le sue mappe cognitive – che comprendono anche gli errori e la risposta che torna indietro è così arricchita di informazioni ed emozioni.
Il suo capire e sentire".

La scelta della scuola superiore Scalcerle di premiare con 100 euro gli studenti meritevoli, cioè che hanno almeno 9 di media ha diviso la città e ha aperto un dibattito sull'idea stessa di formazione scolastica.

La professoressa Lucangeli ne ha parlato con il Mattino di Padova
https://bit.ly/3mvGRdz

La scelta a Padova dell’istituto superiore Scalcerle di premiare con 100 euro gli studenti meritevoli cioè che hanno almeno 9 di media ha aperto un dibattito sull’idea stessa di formazione scolastica.
Una domanda soggiace a questo serrato confronto tra dirigenti, insegnanti, studenti e genitori: qual è il ruolo della scuola nella nostra società?
Proviamo ad approfondire questa domanda con la professoressa Daniela Lucangeli, che è docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova, esperta di psicologia dell’apprendimento, membro di associazioni scientifiche nazionali e internazionali e presidentessa dell’Associazione per il coordinamento nazionale degli insegnanti specializzati. Ma soprattutto i suoi contributi alla ricerca – tradotti in libri dal linguaggio comprensibile – indicano la strada maestra dell’educazione a tantissimi genitori.
Professoressa, va bene che la scuola punti sul merito e sulla performance dei ragazzi?
«Non va bene l’ingozzamento cognitivo. Da almeno 8 anni i dati scientifici ci dicono che questo provoca un fenomeno di malessere psichico, una sorta di “mal di scuola”, con sintomi perfettamente riconoscibili nella maggior parte dei ragazzi: demotivazione, ansia, paura, rabbia, insoddisfazione, noia, disistima, tutte situazioni di allerta per il nostro cervello.
La variabile cognitiva che alimenta questo malessere sta proprio nell’obesità informazione: informazioni, su informazioni, su informazioni, come se questo potesse ampliare lo spazio del pensare e dell’intelligenza. Invece crea solo fattori di allerta, rischio, abbandono, assenza di passione e desiderio I nostri studenti dicono basta perché sono saturi. Non possiamo proporre una scuola che aumenta all’infinito il numero delle informazioni».
Cosa rischia uno studente?
«Questo è un problema che ha a che fare con dinamiche profonde: il cosa è desiderabile. Il punto è che non sappiamo motivare i ragazzi al desiderio del sapere come fonte di autodeterminazione».
Perché?
«Perché utilizziamo la verifica e il giudizio come costante ed unico riferimento: nessun adulto accetterebbe mai di essere sottoposto a costante giudizio nel suo lavoro o in qualsiasi altra parte della vita».

Non bisogna valutare la preparazione dello studente?
«La valutazione formativa è un processo educativo. Il giudizio prestazionale continuo è tutt’altra cosa e genera, appunto, un allerta continuo per tutti, bambini e adulti, docenti compresi. Non è questa l’idea di scuola che può potenziare lo sviluppo migliore di ciascuno».
I prof sbagliano a dare voti e, adesso, denaro?
«Dobbiamo essere capaci di vedere tutto. Se ci siamo salvati come Paese, anche rispetto alla pandemia, lo dobbiamo anche agli insegnanti che fanno i salti mortali. Servono nuovi paradigmi, con la ricompensa non si nutrono le emozioni o l’intelligenza. I soldi o i follower sono un rinforzo estrinseco: ti dicono di correre per avere la carota.

I rinforzi estrinseci sono una forma elementare di gestione della motivazione e non sono sufficienti. Anzi, rischiano di essere dannosi perché si sostituiscono alla motivazione intrinseca: il piacere dell’apprendimento, la condivisione dello sforzo con chi ti sta aiutando, l’insegnante.
Il beneficio genera un’illusione, che il bene il denaro, i follower, la soddisfazione stessa – sia fuori di noi, invece il desiderio deve essere dentro d noi. Altrimenti si crea una dipendenza da altro e non si educa ma si indebolisce. Non c’è autodeterminazione ma eterodeterminazione e viene a mancare il passaggio evolutivo che grazie al quale diventiamo adulti.
Il modello in cui io insegno, tu apprendi, io verifico, non va bene. La rappresentazione di questo modello è la scatola cognitiva che cerca di mantenere quanto più fedelmente possibile le informazioni date, come fossero messe in frigorifero: più le ripeti identiche, più sei bravo. La risposta cognitiva è evidentemente l’apprendimento passivo.
Nulla a che vedere con la capacità di nutrire i processi intelligenti, un flusso interattivo che mette in gioco non solo l’informazione data, ma intercetta anche quello che il giovane sa, le sue mappe cognitive – che comprendono anche gli errori e la risposta che torna indietro è così arricchita di informazioni ed emozioni.
Il suo capire e sentire».

12/04/2023
Grazie per questo anno insieme, per aver condiviso con noi desideri, progetti, preoccupazioni, speranze, traguardi.Felic...
24/12/2022

Grazie per questo anno insieme, per aver condiviso con noi desideri, progetti, preoccupazioni, speranze, traguardi.

Felice Natale
T&E

Con Tania Pallaro - Crescita personale in famiglia e al lavoro

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