La Bottega del Chirurgo

La Bottega del Chirurgo Sono Chirurgo per scommessa, Musicante per diletto, Esteta per natura, Bibliofilo per passione.

Chi è mai questo signor Borrelli? Un volto noto del web, che pubblica video, denunciando illegalità e abusi, col piglio ...
12/07/2026

Chi è mai questo signor Borrelli? Un volto noto del web, che pubblica video, denunciando illegalità e abusi, col piglio ferrigno di un paladino della giustizia. Un politico-giornalista, che volge la telecamera verso l’ingiustizia più in voga al momento, con espressione compiaciuta, auto-referenziale, vagamente esibizionista.
Questa volta - affiancato dall’ormai celebre avvocato delle cause vinte prima di celebrare i processi - gira un video sul caso della ragazza morta tragicamente a seguito di un intervento chirurgico…

Con tutto il rispetto che merita un’immane tragedia come questa, ma anche nel rispetto che si deve alla Verità dei fatti… può un politico-giornalista cianciare di arterie come se fossero vene? Farfugliare diagnosi come se una diagnosi non avesse un nome preciso? Confondere una categoria di professionisti con una congregazione di missionari? Faticare a distinguere la complicanza fatale di un intervento chirurgico eseguito in “intramoenia” da un omicidio volontario commesso da un serial killer, dietro lauto compenso?

La sua attività giornalistica è diretta, immediata, efficace. Ci cascano in tanti… ci casca pure lui stesso: non s’accorge di scivolare nel calderone del sensazionalismo manettaro. Non sente l’odore insopportabile della carne viva arsa sul rogo, il sapore rancido delle verdure marce che un tempo venivano lanciate ai condannati esposti alla pubblica gogna. La sua attività giornalistica è tecnologica, avveniristica... ma ha la superficialità d’una sommaria giustizia medievale.

E’ mai capitato, al signor Borrelli, durante le sue irruente investigazioni, di sollevare un macigno in aperta campagna e scovarvi una popolazione di formiche operaie, brulicanti e silenziose? Ecco... quelle formiche, sepolte da qualche parte nella società civile, sono i professionisti della salute, che ogni giorno lavorano in silenzio, barcamenandosi fra successi ed insuccessi. Spesso salvano vite. Altre volte sopportano il peso insopportabile delle morti correlate alla propria attività. Non sono assassini: sono quelli che un tempo, quando a tutti conveniva, tutti chiamavano “eroi”. E se veramente sono eroi, allora lo sono due volte: la prima volta quando salvano vite, la seconda volta quando trovano la forza disumana di sopportare il peso dei loro insuccessi… Fanno tutto questo a testa bassa, senza urlare, senza esibire la nobiltà delle proprie mansioni, senza sentire il bisogno di spettacolarizzare centinaia di successi quotidiani.

Lo sa, il signor Borrelli, che un intervento in intramoenia costa al paziente alcune migliaia di euro, mentre un solo procedimento legale, subito a causa di un insuccesso, arriva a costare al chirurgo milioni di euro? Lo sa, il signor Borrelli, quanto guadagna un medico? Sa anche quanto guadagna un calciatore di successo? Conosce il compenso di una celebrità dello spettacolo per una singola ospitata al festival di San Remo? Sa quanto guadagna un giornalista o conduttore televisivo soltanto per straparlare in TV tutte le sere, magari per pontificare su di un caso di supposta “malasanità”?

Intanto l’intera popolazione di formiche operaie, benchè vessata, dilaniata, ormai agonizzante sotto la scure di una narrazione forcaiola, continua a lavorare. Tutti i giorni. In silenzio.
E rimane in attesa di una risposta!

Quale incredibile connubio di entusiasmo, paura e commozione… la vista di un figlio incuriosito di fronte alle sfide del...
18/05/2026

Quale incredibile connubio di entusiasmo, paura e commozione… la vista di un figlio incuriosito di fronte alle sfide della vita?

"TRASPORTARE UN CUORE IN UN FRIGO DA PIC-NIC"Lo confesso: ho ribrezzo dei giornalisti. Ciò che scrivono, talvolta, è rip...
28/02/2026

"TRASPORTARE UN CUORE IN UN FRIGO DA PIC-NIC"

Lo confesso: ho ribrezzo dei giornalisti. Ciò che scrivono, talvolta, è ripugnante. Ripugnante è, per un medico, imbattersi in titoloni a caratteri cubitali, del tipo: “IL CUORE DEL BAMBINO TRASPORTATO IN UN FRIGO DA PIC-NIC”.

Sono un chirurgo. Non mi occupo abitualmente di trapianti, ma mi è capitato 5 o 6 volte di assistere o partecipare ad un espianto o a un trapianto d'organo. In ciascuna di quelle circostanze un frigo portatile, del tutto simile a quelli che si usano per le scampagnate o per andare in spiaggia, era lì... in sala operatoria, pronto all'uso per la conservazione dell'organo da trapiantare. Ciò non ha mai pregiudicato la riuscita di un trapianto. Pare che oggi esistano strumentari e metodi più evoluti, che tuttavia ancora non sono radicalmente diffusi. Chi legge i titoloni dimentica che in tutti gli ospedali italiani c'è carenza di mezzi, di strumentario, di dispositivi innovativi... e che la carenza di mezzi non può essere considerata, come spesso accade, una colpa del personale medico...

“IL CUORE DEL BAMBINO TRASPORTATO IN UN FRIGO DA PIC-NIC”. Qualcuno ha una vaga idea di quale sia la portata immane di una tale affermazione? Un titolo breve, sintetico, efficace, che ha la presunzione di fotografare un fatto e smascherare il paradosso più incredibile. Formulato come fosse una verità inoppugnabile. Spiattellato in prima pagina nel momento più delicato. Sulla testata giornalistica considerata in assoluto la più autorevole del nostro paese, quindi la più attendibile. Quali effetti può avere, un messaggio come questo, sulle migliaia di coscienze che, senza possedere le competenze del settore, lo leggeranno distrattamente, scivolando, in una frazione di secondo, verso le conclusioni più nefande?

Non conosco il Chirurgo che ha eseguito il trapianto al Monaldi. Ricordo però la vicenda del suo maestro Marcelletti. Molti ricorderanno questo nome. Carlo Marcelletti fu un cardiochirurgo pediatrico italiano di fama mondiale... i suoi successi furono numerosi, indiscutibili, di portata storica. Per una serie di accuse infamanti, che non ebbero il tempo di essere accertate, finì stretto dalla morsa della gogna mediatica. Cadde in depressione. P***e trenta chili. Alla fine morì suicida.

I protocolli in Medicina e in Chirurgia sono fondamentali. Vanno rispettati. Finchè il chirurgo sarà un uomo, finchè non verrà sostituito dall'Intelligenza Artificiale, l'errore e la superficialità saranno sempre dietro l'angolo. E sarà giusto punirli. Mai il Chirurgo dovrebbe dimenticare che sotto il suo bisturi c'è un essere vivente... un cuore pulsante...

Allo stesso modo, però, un giornalista dovrebbe pur giungere a comprendere che la sua penna ha lo stesso potenziale dannoso di un bisturi: enorme, devastante, forse persino superiore, perchè non incide gli organi di un singolo individuo... incide sulla coscienza di milioni di persone.

E, parimenti, qualsiasi individuo che ascolta, racconta o commenta una notizia di supposta “Malasanità” dovrebbe tenere bene a mente che un'equipe di chirurghi che entra in sala operatoria per eseguire un trapianto d'organo, pur se commette errori o superficialità, non è paragonabile ad un commando di terroristi, armati di Kalashnikov, che fanno strage di bambini innocenti.
Chi non è più in grado di comprendere questa differenza ha perduto la percezione della realtà...

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Santa Maria Capua Vetere
81055

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