12/07/2026
Chi è mai questo signor Borrelli? Un volto noto del web, che pubblica video, denunciando illegalità e abusi, col piglio ferrigno di un paladino della giustizia. Un politico-giornalista, che volge la telecamera verso l’ingiustizia più in voga al momento, con espressione compiaciuta, auto-referenziale, vagamente esibizionista.
Questa volta - affiancato dall’ormai celebre avvocato delle cause vinte prima di celebrare i processi - gira un video sul caso della ragazza morta tragicamente a seguito di un intervento chirurgico…
Con tutto il rispetto che merita un’immane tragedia come questa, ma anche nel rispetto che si deve alla Verità dei fatti… può un politico-giornalista cianciare di arterie come se fossero vene? Farfugliare diagnosi come se una diagnosi non avesse un nome preciso? Confondere una categoria di professionisti con una congregazione di missionari? Faticare a distinguere la complicanza fatale di un intervento chirurgico eseguito in “intramoenia” da un omicidio volontario commesso da un serial killer, dietro lauto compenso?
La sua attività giornalistica è diretta, immediata, efficace. Ci cascano in tanti… ci casca pure lui stesso: non s’accorge di scivolare nel calderone del sensazionalismo manettaro. Non sente l’odore insopportabile della carne viva arsa sul rogo, il sapore rancido delle verdure marce che un tempo venivano lanciate ai condannati esposti alla pubblica gogna. La sua attività giornalistica è tecnologica, avveniristica... ma ha la superficialità d’una sommaria giustizia medievale.
E’ mai capitato, al signor Borrelli, durante le sue irruente investigazioni, di sollevare un macigno in aperta campagna e scovarvi una popolazione di formiche operaie, brulicanti e silenziose? Ecco... quelle formiche, sepolte da qualche parte nella società civile, sono i professionisti della salute, che ogni giorno lavorano in silenzio, barcamenandosi fra successi ed insuccessi. Spesso salvano vite. Altre volte sopportano il peso insopportabile delle morti correlate alla propria attività. Non sono assassini: sono quelli che un tempo, quando a tutti conveniva, tutti chiamavano “eroi”. E se veramente sono eroi, allora lo sono due volte: la prima volta quando salvano vite, la seconda volta quando trovano la forza disumana di sopportare il peso dei loro insuccessi… Fanno tutto questo a testa bassa, senza urlare, senza esibire la nobiltà delle proprie mansioni, senza sentire il bisogno di spettacolarizzare centinaia di successi quotidiani.
Lo sa, il signor Borrelli, che un intervento in intramoenia costa al paziente alcune migliaia di euro, mentre un solo procedimento legale, subito a causa di un insuccesso, arriva a costare al chirurgo milioni di euro? Lo sa, il signor Borrelli, quanto guadagna un medico? Sa anche quanto guadagna un calciatore di successo? Conosce il compenso di una celebrità dello spettacolo per una singola ospitata al festival di San Remo? Sa quanto guadagna un giornalista o conduttore televisivo soltanto per straparlare in TV tutte le sere, magari per pontificare su di un caso di supposta “malasanità”?
Intanto l’intera popolazione di formiche operaie, benchè vessata, dilaniata, ormai agonizzante sotto la scure di una narrazione forcaiola, continua a lavorare. Tutti i giorni. In silenzio.
E rimane in attesa di una risposta!