Dott.ssa Camilla Raimondo- Psicologa

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La decima e ultima “idea disfunzionale” dello psicologo Albert Ellis smonta uno dei miti più grandi della nostra società...
08/06/2026

La decima e ultima “idea disfunzionale” dello psicologo Albert Ellis smonta uno dei miti più grandi della nostra società: l’idea che la felicità sia passività, puro edonismo e assenza totale di responsabilità.

“Carpe diem”, ci dicono. “Cogli l’attimo”.
È un consiglio bellissimo, finché non diventa una scusa per evitare la fatica di costruire la propria vita. Quando il “vivere alla giornata” si trasforma in un rifiuto sistematico dell’impegno, entriamo nella modalità della cicala: cantiamo tutta l’estate, ma ci condanniamo a gelare in inverno. 🥶

Il problema del cercare solo il piacere superficiale e immediato (il divertimento, il relax totale, il “non pensarci”) è che non nutre la nostra autostima. Noi esseri umani abbiamo un bisogno innato di scopo.

La vera serenità nasce dall’equilibrio: la capacità di godersi il momento presente, unita al coraggio di rimboccarsi le maniche per piantare oggi i semi dell’albero sotto cui vorremo riposare domani. 🌱

La felicità si costruisce. E a volte, sì, costa un po’ di fatica.

Ti sei mai rifugiato nel “chissenefrega, ci penso domani” per evitare di prendere in mano una situazione importante?

Tutti noi abbiamo delle cicatrici. Alcune sono piccole, altre sono così profonde che sembrano definire chi siamo. ❤️‍🩹Ma...
05/06/2026

Tutti noi abbiamo delle cicatrici. Alcune sono piccole, altre sono così profonde che sembrano definire chi siamo. ❤️‍🩹

Ma la nona “idea disfunzionale” dello psicologo Albert Ellis ci mette in guardia da una delle trappole più paralizzanti in assoluto: il determinismo del passato. Ovvero, la convinzione che le nostre esperienze passate abbiano il potere assoluto di decidere come ci sentiremo e come agiremo per il resto della nostra vita.

Pensare “Sono fatto così a causa di quello che ho passato e non posso farci nulla” è un pensiero comprensibile, a volte perfino rassicurante (perché ci toglie il peso di dover fare la fatica di cambiare). Ma è un pensiero profondamente tossico. È il muro contro cui si infrange ogni possibilità di rinascita, ed è il motivo principale per cui molte persone che soffrono rinunciano in partenza a iniziare un percorso di terapia.

Le tue esperienze infantili, i traumi o le delusioni passate hanno sicuramente influenzato chi sei oggi. Hanno costruito i tuoi “schemi”. Ma gli schemi si possono smantellare e ricostruire. Non sei un computer programmato una volta per tutte: sei un essere umano, con una capacità straordinaria di disimparare vecchi automatismi e apprenderne di nuovi. 🌱

Ti sei mai sorpreso a usare il tuo passato come giustificazione per non cambiare qualcosa nel tuo presente?

Esiste una trappola mentale così silenziosa che spesso non ci accorgiamo nemmeno di esserci dentro: si chiama “evitament...
04/06/2026

Esiste una trappola mentale così silenziosa che spesso non ci accorgiamo nemmeno di esserci dentro: si chiama “evitamento”. 🛑

L’ottava “idea disfunzionale” di Albert Ellis è la convinzione che le difficoltà e le responsabilità vadano evitate a ogni costo, perché affrontarle provocherebbe un disagio “intollerabile”.

Sembra una strategia geniale, vero? Evito il problema ➡️ l’ansia cala ➡️ mi sento subito meglio.
Ma c’è un trucco: questo sollievo dura solo pochi minuti. Nel lungo periodo, evitare le difficoltà distrugge la tua autostima. Ti convince di non essere in grado di farcela. Lentamente, ti ritiri dalla vita: smetti di guidare, eviti le situazioni sociali, rimandi le decisioni importanti, e la tua esistenza diventa una stanza sempre più piccola.

Smettere di evitare non significa buttarsi nel fuoco dall’oggi al domani. Significa iniziare a tollerare a piccole dosi quel senso di disagio, scoprendo, passo dopo passo, che sei molto più forte di quanto la tua ansia voglia farti credere. 💪

C’è qualcosa che stai evitando o rimandando da tanto tempo solo perché affrontarlo ti spaventa o ti mette a disagio?

“Mi fai arrabbiare!” “Mi metti ansia!”Quante volte usiamo queste frasi senza renderci conto del loro vero significato?La...
03/06/2026

“Mi fai arrabbiare!” “Mi metti ansia!”
Quante volte usiamo queste frasi senza renderci conto del loro vero significato?

La settima “idea disfunzionale” di Albert Ellis affronta una delle illusioni più pericolose per il nostro benessere: la convinzione che la sofferenza emotiva provenga dall’esterno e che noi non abbiamo alcun potere per gestirla.

È l’alibi perfetto. Se la colpa della mia rabbia è del mio partner, se la colpa della mia tristezza è del meteo, o se la colpa dei miei scatti d’ira è del mio “carattere”... allora io non devo fare nessuna fatica per cambiare. Posso restare esattamente dove sono.

Già duemila anni fa il filosofo Epitteto (il cui pensiero ha ispirato la psicologia moderna) diceva una cosa rivoluzionaria: “Non sono gli eventi a turbare gli uomini, ma le opinioni che gli uomini si fanno degli eventi”.

Capire questo non significa darsi la colpa di tutto, ma riprendersi il potere. Il tuo carattere non è una condanna a vita. Le tue reazioni si possono allenare. Smettere di accusare il mondo esterno e iniziare a guardare come funzioni dentro è il primo passo verso la vera libertà emotiva. 🗝️

Qual è l’emozione che senti più “fuori controllo” quando le cose non vanno come vorresti? La rabbia, l’ansia o la tristezza?

Quante volte ti sei sentito il “risolutore ufficiale” dei problemi della tua vita (e magari anche di quella degli altri)...
01/06/2026

Quante volte ti sei sentito il “risolutore ufficiale” dei problemi della tua vita (e magari anche di quella degli altri)? 🦸‍♂️🦸‍♀️

La sesta “idea disfunzionale” di Albert Ellis è la trappola dorata dei perfezionisti: credere che si debba assolutamente trovare la soluzione perfetta a ogni problema, e che sia intollerabile vivere con delle questioni irrisolte.

Questa convinzione nasce da un’intenzione positiva (voler fare le cose bene), ma si trasforma in una gabbia di rigidità. Se credi che ogni pezzo del puzzle debba incastrarsi millimetricamente, finirai per vivere in uno stato di ansia perenne. Passi notti insonni a rimuginare, cerchi di controllare l’incontrollabile e, quando inevitabilmente la “soluzione perfetta” non si trova, sprofondi nel senso di colpa o nell’ossessione.

La psicologia ci insegna una lezione tanto amara quanto liberatoria: non tutto si può sistemare.

Esistono problemi che richiedono un compromesso, altri che vanno risolti in modo “imperfetto ma funzionale”, e altri ancora (forse i più difficili) che non possono essere risolti affatto, ma solo accettati per quello che sono. 🍂

Togliere l’etichetta del “perfetto” e sostituirla con “sufficientemente buono” non è una sconfitta, è un atto di sopravvivenza.

E tu, fai fatica a delegare e a tollerare che le cose non vengano fatte “a modo tuo”?

La nostra mente ha un compito principale: mantenerci in vita. Per questo, a volte, si trasforma in un sistema di allarme...
31/05/2026

La nostra mente ha un compito principale: mantenerci in vita. Per questo, a volte, si trasforma in un sistema di allarme fin troppo sensibile. 🚨

La quinta “idea disfunzionale” di Albert Ellis è il cuore pulsante dell’ansia: la convinzione che se qualcosa è potenzialmente pericoloso, allora dobbiamo pensarci in continuazione per non farci cogliere impreparati.

Sotto sotto, chi soffre d’ansia usa la preoccupazione come una specie di “talismano”. Si pensa: “Se ci penso in continuazione, avrò la situazione sotto controllo” oppure “Se mi immagino lo scenario peggiore, soffrirò di meno se si avvera”.

Ma la psicologia ci insegna (con la legge di Yerkes-Dodson) un paradosso crudele: superata una certa soglia, l’ansia non ci rende più pronti a reagire. Ci paralizza.
Mentre sei chiuso in casa per paura di volare, guidare o affrontare una novità, non stai prolungando la tua vita: stai solo smettendo di viverla.

Lasciare andare il bisogno di iper-controllo fa paura, ma è l’unico modo per tornare a respirare. Il futuro è incerto, è vero. Ma tu hai già le risorse per affrontare ciò che verrà, quando (e solo se) verrà. 🛑

Qual è il tuo “scenario catastrofico” preferito, quello che la tua mente ti ripropone più spesso quando sei in ansia?

Quante volte hai pensato: “Io al suo posto non mi sarei mai comportato così!”? 🤦‍♂️Siamo onesti: tutti abbiamo un nostro...
30/05/2026

Quante volte hai pensato: “Io al suo posto non mi sarei mai comportato così!”? 🤦‍♂️

Siamo onesti: tutti abbiamo un nostro “manuale” interno su come le persone dovrebbero comportarsi (con noi e in generale). Ma la quarta “idea disfunzionale” dello psicologo Albert Ellis ci avverte di un grande pericolo: trasformare le nostre preferenze in pretese assolute.

Quando crediamo che gli altri debbano assolutamente agire come diciamo noi, e che se non lo fanno siano persone “perfide” da condannare e punire, cadiamo in una trappola dolorosissima. 🪤

Iniziamo a prendere tutto sul personale. Diventiamo permalosi, critici e passivo-aggressivi. Ci sentiamo costantemente vittime di mancanze di rispetto o di ingratitudine. Ma sai qual è il vero problema? Trattenere l’odio brucia solo chi lo prova.

Smettere di pretendere che gli altri cambino non significa farsi calpestare o giustificare i comportamenti scorretti. Significa, molto più saggiamente, accettare che le persone sono libere di fare le loro scelte (anche quelle che ci feriscono), e che noi siamo liberi di decidere come reagire: mettendo un confine sano o allontanandoci, invece di consumarci nella rabbia e nel desiderio di vendetta. 🛑

E tu? Fai fatica a perdonare quando qualcuno non si comporta come ti saresti aspettato? Preferisci chiuderti nel mutismo o lanciare frecciatine?

Hai mai la sensazione di fare a braccio di ferro con la vita... e di perdere sempre? 🤼‍♂️La terza “idea disfunzionale” d...
29/05/2026

Hai mai la sensazione di fare a braccio di ferro con la vita... e di perdere sempre? 🤼‍♂️

La terza “idea disfunzionale” dello psicologo Albert Ellis è quella che ci fa arrabbiare di più in assoluto: la pretesa che gli eventi debbano andare esattamente come vogliamo noi.

È normale desiderare che le cose filino lisce. Il problema nasce quando questo desiderio si trasforma in una legge universale: “Le cose DEVONO andare bene, e se non succede è una catastrofe insopportabile!”.

Quando vivi con questa regola rigida nella testa, diventi un bersaglio facile per la frustrazione. Ogni semaforo rosso, ogni treno in ritardo, ogni ostacolo sul lavoro viene vissuto come un’ingiustizia intollerabile. Sprechi quantità enormi di energia mentale ad arrabbiarti per cose che non puoi cambiare, finendo per avvelenare le tue giornate (e spesso le tue relazioni).

Il segreto per vivere meglio non è far andare tutto secondo i piani, ma sviluppare la flessibilità per gestire i fuori programma. Passare dal “È inaccettabile che sia successo” al “È una seccatura, non mi piace, ma posso affrontarlo”. 🌊

A te capita spesso di perdere la pazienza quando i piani saltano? Qual è la cosa che ti fa scattare il “Non è giusto!” più facilmente?

(Se senti che la rabbia e la frustrazione per gli imprevisti della vita ti stanno consumando e ti impediscono di essere sereno, un percorso psicologico può darti gli strumenti per gestire queste emozioni. Link 🔗 in bio per info e prenotazioni).

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Traversa Mario Fiore, 32
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