20/07/2026
Per il mio 41° compleanno mi sono regalata una ghirlanda di fiori,
un piccolo cerchio di bellezza, di sogni e di colori.
Le ghirlande sono rotonde perché custodiscono i nostri momenti più veri,
come segreti gentili, come ritorni sinceri.
Perché tutto ciò che è rotondo racconta una storia già vissuta,
una storia che nel tempo resta viva, mai perduta.
Un cerchio è un abbraccio che continua anche quando lo lasci andare,
è un bene che resta vicino, anche se lo vedi allontanare.
È la casa che profuma di festa, le risate che sanno scaldare,
e le persone che amiamo, quelle che prima o poi tornano a bussare.
Forse è per questo che oggi ho scelto una ghirlanda,
per ricordarmi che la vita non corre dritta, ma danza e si espande.
È un susseguirsi di stagioni che si rincorrono piano,
di inizi e di ritorni, di perdite che insegnano e di incontri che ci prendono per mano.
E dentro questo cerchio c’è anche il giorno in cui sono diventata madre:
mio figlio tra le braccia, la sua presenza come una dolce verità.
Il movimento lento della culla, quel dondolio antico e leggero,
sa di protezione, di attesa, di un amore che cresce davvero.
A quarantuno anni non desidero trattenere il tempo,
desidero attraversarlo con gratitudine, passo dopo passo, dentro il suo vento.
E oggi, più di tutto, desidero dire grazie:
grazie a chi ha pensato a me, a chi mi ha scritto, a chi mi ha chiamata, a chi mi ha abbracciata con un augurio sincero.
Grazie per le parole, per i sorrisi, per la presenza,
per aver reso questo giorno ancora più pieno di luce e di dolcezza.
Che la mia casa continui a riempirsi di fiori, di mani da stringere, di tavole apparecchiate senza un motivo speciale,
e di persone con cui sentirmi serena.
Perché la felicità, quasi sempre, ha la forma di un cerchio:
non perché non finisca mai, ma perché ci riporta al centro, al nostro vero sentiero.