Dott. Domenico Massa

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14/06/2026

Oggi, nella Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, il mio pensiero va ai mei pazienti che compiono un gesto straordinario di altruismo: donare il sangue.🩸🩸🩸

Tra i miei pazienti ce ne sono molti 😍A loro desidero dire un grande grazie.

Donare il sangue significa regalare speranza, vita e futuro a chi ne ha bisogno. È un autentico atto d'amore verso gli altri.❣️

Grazie a ognuno di voi❣️❣️❣️ Oggi celebriamo voi e il bene che fate ogni giorno, spesso nel silenzio.

❤️ Grazie di cuore a tutti i donatori di sangue.

10/06/2026

Orzaiolo e calazio: differenze e trattamento

Orzaiolo
È un’infezione acuta, di solito batterica, di una ghiandola della palpebra o del follicolo di una ciglia.

Si presenta con:

comparsa rapida;
dolore;
arrossamento;
gonfiore localizzato;
possibile puntino giallastro tipo “brufolo”;
palpebra dolente al tatto.

Trattamento dell’orzaiolo

La terapia principale è locale:

impacchi caldo-umidi per 10-15 minuti, 3-4 volte al giorno;
igiene delicata del bordo palpebrale;
non spremere, non bucare, non manipolare;
evitare trucco o lenti a contatto fino a guarigione.

L’antibiotico locale può essere utile solo in alcuni casi, soprattutto se c’è secrezione, blefarite associata o interessamento del bordo palpebrale. L’antibiotico per bocca è raramente necessario e va riservato a casi con cellulite palpebrale o infezione estesa.

Calazio
È un’infiammazione cronica, non infettiva, dovuta all’ostruzione di una ghiandola di Meibomio.

Si presenta con:

nodulo palpebrale più lento a comparire;
di solito poco o per nulla doloroso;
gonfiore duro o tondeggiante;
arrossamento modesto o assente;
può durare settimane;
può dare fastidio meccanico o, se grande, alterare temporaneamente la vista.

Trattamento del calazio

Anche qui il primo trattamento è conservativo:

impacchi caldo-umidi per 10-15 minuti, 3-4 volte al giorno;
massaggio delicato della palpebra dopo l’impacco, verso il bordo palpebrale;
pulizia palpebrale regolare;
evitare di schiacciare il nodulo.

Gli antibiotici di solito non servono, perché il calazio non è un’infezione. Se persiste per molte settimane, aumenta, recidiva spesso o disturba la vista, è indicata valutazione oculistica: talvolta può servire trattamento specialistico.

Differenza pratica

L’orzaiolo è più spesso doloroso, arrossato, acuto e infettivo.
Il calazio è più spesso duro, lento, poco doloroso e infiammatorio/ostruttivo, non infettivo.

Quando far valutare rapidamente

Far valutare il bambino se compaiono febbre, gonfiore importante della palpebra, dolore intenso, difficoltà ad aprire l’occhio, peggioramento rapido, arrossamento che si estende intorno all’occhio, alterazioni della vista, dolore nei movimenti oculari o recidive frequen

Bufale!
06/06/2026

Bufale!

Pagine interessanti sul diabete...
02/06/2026

Pagine interessanti sul diabete...

Un frammento del primo capitolo della terza parte intitolata “Gestire”. Un capitolo abbastanza lungo su un tema sempre caldo.

Semplice e chiaro!
28/05/2026

Semplice e chiaro!

Uso degli antibiotici in carie, ascessi dentali ed estrazioni: cosa dicono le linee guida

Il principio centrale è semplice:

l’antibiotico non cura il dente.
Nella maggior parte delle infezioni odontogene la terapia vera è odontoiatrica: drenaggio, apertura canalare, devitalizzazione, estrazione del dente responsabile, incisione se indicata. L’antibiotico è solo un supporto quando l’infezione si sta diffondendo o dà segni sistemici.

1. Carie dentale
Antibiotico: generalmente NO

La carie è una malattia locale del dente. Anche quando provoca dolore, pulpite o necrosi pulpare, l’antibiotico non risolve il problema, perché non elimina il tessuto cariato, non sterilizza il canale e non rimuove la causa.

Le linee guida pediatriche e odontoiatriche indicano che carie, pulpite, dolore dentale e infezioni localizzate senza diffusione non richiedono antibiotico. Serve il trattamento odontoiatrico. L’AAPD sottolinea l’importanza dell’uso giudizioso degli antibiotici nei bambini, proprio per ridurre prescrizioni inutili e resistenze.

Messaggio pratico:

Dente cariato o dolore da carie = dentista, non antibiotico.

2. Ascesso dentale
Antibiotico: non sempre

L’ascesso dentale va distinto in due situazioni.

A. Ascesso localizzato

Esempio: gonfiore limitato alla gengiva vicino al dente, dolore localizzato, bambino/adulto in buone condizioni generali, assenza di febbre, assenza di cellulite facciale, assenza di trisma, assenza di compromissione generale.

In questo caso, secondo SDCEP, ADA e NICE, la prima scelta è il trattamento locale: drenaggio, trattamento canalare o estrazione del dente responsabile. Gli antibiotici sono indicati solo se c’è diffusione o interessamento sistemico.

Messaggio pratico:

Ascesso localizzato = drenare/rimuovere la causa. L’antibiotico da solo è terapia incompleta e spesso inutile.

B. Ascesso con diffusione o segni sistemici

Qui l’antibiotico è indicato.

Segni di possibile indicazione:

febbre;
malessere generale;
cellulite facciale;
gonfiore che si estende;
linfonodi importanti;
trisma;
difficoltà ad aprire la bocca;
difficoltà a deglutire;
compromissione delle condizioni generali;
paziente fragile o immunocompromesso.

SDCEP afferma che gli antibiotici sono richiesti solo nei casi di infezione diffusa o coinvolgimento sistemico, con durata solitamente breve, 3–5 giorni, e rivalutazione a 3 giorni.

Il documento italiano Co.Re.Fa. Lazio 2025 è molto chiaro: le infezioni dentali possono essere curate senza antibiotici nella maggior parte dei casi; quando necessario, gli antibiotici di prima scelta sono molecole “Access”, come amoxicillina o fenossimetilpenicillina, con durata breve, in genere 3 giorni, estendibile a 5 se l’infezione persiste, con rivalutazione clinica.

3. Estrazione dentaria
Antibiotico: di routine NO

L’estrazione di un dente, da sola, non richiede automaticamente antibiotico.

La profilassi antibiotica routinaria prima o dopo una semplice estrazione in un paziente sano non è raccomandata dalla maggior parte delle linee guida, perché il beneficio è scarso e il rischio di eventi avversi, allergie, diarrea, selezione di resistenze e alterazione del microbiota non è trascurabile.

L’antibiotico può essere considerato se:

c’è già infezione diffusa;
c’è cellulite;
c’è febbre o interessamento sistemico;
il paziente è immunocompromesso;
esiste specifica indicazione di profilassi per rischio di endocardite infettiva;
intervento complesso con rischio infettivo aumentato, secondo valutazione odontoiatrica/chirurgica.

La profilassi per endocardite riguarda solo categorie selezionate di pazienti ad alto rischio e non la popolazione generale. Le raccomandazioni internazionali limitano la profilassi antibiotica odontoiatrica soprattutto ai pazienti a rischio di endocardite infettiva, mentre non è indicata come automatismo per ogni estrazione.

Messaggio pratico:

Estrazione dentaria in paziente sano = non serve antibiotico “per sicurezza”.

4. Cosa dicono in sintesi le principali linee guida
Situazione Antibiotico? Cosa fare
Carie semplice No Cura odontoiatrica, igiene, fluoro, trattamento conservativo
Dolore da pulpite No Dentista, analgesia, terapia canalare o cura del dente
Ascesso localizzato senza febbre Di solito no Drenaggio, devitalizzazione o estrazione
Ascesso con febbre, cellulite, gonfiore diffuso Sì Antibiotico + trattamento odontoiatrico urgente
Estrazione semplice in paziente sano No Procedura odontoiatrica, analgesia se necessaria
Estrazione in paziente fragile/ad alto rischio Valutare Decisione individuale, eventuale profilassi
Paziente a rischio di endocardite Possibile profilassi Solo se rientra nelle categorie previste

5. Quale antibiotico quando serve?

Le linee guida generalmente indicano come prima scelta:

amoxicillina;
oppure fenossimetilpenicillina, dove utilizzata;
metronidazolo in aggiunta o alternativa in alcune infezioni severe/anaerobiche, secondo quadro clinico;
alternative in caso di allergia vera alle penicilline, da scegliere con attenzione.

ADA, SDCEP e NICE convergono sul concetto che, quando l’antibiotico è davvero indicato, deve essere usato per il tempo più breve efficace, con rivalutazione clinica. L’ADA indica anche di sospendere l’antibiotico 24 ore dopo la risoluzione dei sintomi, indipendentemente dalla durata teorica prevista.

6. Messaggio forte per i genitori

Il dolore ai denti non si cura con l’antibiotico.
La carie non si cura con l’antibiotico.
L’ascesso localizzato non si cura “coprendolo” con l’antibiotico.

L’antibiotico serve quando l’infezione supera il dente e i tessuti vicini, cioè quando diventa diffusa, sistemica o pericolosa.

Il rischio dell’uso improprio è doppio:

il bambino prende un farmaco inutile;
il problema dentale resta lì e può peggiorare.

🥝 Kiwi e stipsi: un aiuto naturale per la STIPSILa stipsi è un disturbo molto comune e può influire sul benessere quotid...
23/05/2026

🥝 Kiwi e stipsi: un aiuto naturale per la STIPSI
La stipsi è un disturbo molto comune e può influire sul benessere quotidiano.
Tra gli alimenti che possono aiutare naturalmente la regolarità intestinale, il kiwi è uno dei più studiati.

✅ Perché il kiwi può essere utile?

È ricco di fibre, che aumentano il volume delle feci

Contiene molta acqua, utile per ammorbidire le feci

Ha enzimi naturali che possono favorire la digestione

Può aiutare la motilità intestinale in modo delicato

📌 Quanto consumarne?
In molti studi, il beneficio si osserva con 2 kiwi al giorno, preferibilmente lontano dai pasti o a colazione.

19/05/2026
Cardioaspirina e antifiammatori!ATTENZIONE !!
04/05/2026

Cardioaspirina e antifiammatori!ATTENZIONE !!

⚠️ ATTENZIONE alle INTERAZIONI
Chi assume abitualmente acido acetilsalicilico a basse dosi (la cosiddetta “Cardioaspirina” o ASA) deve fare particolare attenzione con antinfiammatori come ibuprofene o naprossene.
Queste due tipologie di farmaci possono infatti interferire tra di loro, aumentando il rischio di effetti collaterali.

🫀 Interferenza sull’effetto cardioprotettivo
La cardioaspirina è un farmaco antiaggregante piastrinico che serve a fluidificare il sangue e a ridurre così l'incidenza di infarti e ictus. L’ibuprofene (e in parte anche altri FANS) può impedire all’aspirina di legarsi al bersaglio presente sulle piastrine, riducendone così il suo effetto cardio-protettivo.

🩸 Aumento del rischio di sanguinamento
Sia l’aspirina che altri FANS irritano la mucosa gastrica, aumentano il rischio di ulcere. A livello generale, invece, si ha una maggior incidenza di sanguinamenti.

🫘 Effetti su rene e pressione
L’associazione di ASA e altri FANS può peggiorare la funzione renale (soprattutto negli anziani o nei soggetti disidratati) e ridurre l’efficacia di farmaci per la pressione.
.. Quindi che si fa?
👉🏻 Se serve un antidolorifico occasionale, è meglio assumere paracetamolo.
👉🏻 Se si deve assumere ibuprofene o altro FANS, è bene assumere prima l’aspirina, quindi aspettare un paio di ore prima di prendere l'altro farmaco.

Ad ogni modo, per ogni dubbio, è sempre meglio consultare il foglietto illustrativo o contattare il proprio Medico!

(Immagine creata con NotebookLM)

Airlab@
17/04/2026

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