Dott.ssa Alessandra Mela PhD Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Alessandra Mela PhD Biologa Nutrizionista Biologa nutrizionista PhD Fisiopatologia Medica

16/08/2026

Mangiare le proteine nuoce alla longevità❓

Nel campo della ricerca sull'invecchiamento esiste una corrente di pensiero secondo cui un consumo di proteine anche solo appena superiore alle RDA accelererebbe i processi di invecchiamento e aumenterebbe il rischio oncologico.
A prima vista sembra un controsenso.

Infatti molti sportivi e persone fisicamente attive impegnati nella prevenzione seguono regimi più ricchi di proteine, considerando che preservare massa muscolare, forza e capacità cardiorespiratoria resta tra le strategie più efficaci per invecchiare bene e vivere più a lungo (con dati aggiornati alla mano).

Come si conciliano queste due prospettive❓

Le preoccupazioni sulle proteine derivano in parte da studi su modelli animali, quindi da studi deboli preclinici, dove la restrizione proteica risulta associata a un allungamento della durata di vita, e da ricerche osservazionali che collegano un elevato apporto di proteine animali a una maggiore mortalità (molti studi dei quali non valutano le fonti di provenienza delle proteine tra cibi sani e meno sani).
Altri studi indicano però che questa associazione tra assunzione proteica elevata e mortalità sia fortemente condizionata da variabili come obesità, fumo, consumo eccessivo di alcol e sedentarietà.

💥Nella popolazione altrimenti sana, il legame apparente tenderebbe ad attenuarsi o addirittura a svanire.
🚵🏻L'attività fisica potrebbe rappresentare la variabile chiave di questo equilibrio, poiché modifica il modo in cui l'organismo utilizza nutrienti e segnali di crescita come l'IGF-1.
🏋🏻L'esercizio rende il muscolo scheletrico più reattivo all'IGF-1 e ne potenzia l'assorbimento di aminoacidi, indirizzando queste risorse verso i processi di riparazione e adattamento. Favorisce inoltre il trasporto dell'IGF-1 nel cervello, dove sostiene neurogenesi, apprendimento e memoria. 🧠L'attività fisica intensa potrebbe anche incrementare le proteine leganti l'IGF (IGF-binding proteins), riducendo così la quota di IGF-1 disponibile per cellule danneggiate potenzialmente predisposte a trasformazione tumorale.
🧬Allo stesso tempo, l'esercizio rafforza la sorveglianza immunitaria, riduce l'inflammaging (infiammazione cronica di basso grado) e migliora la sensibilità insulinica: fattori che potrebbero spiegare perché i soggetti fisicamente attivi presentino un rischio più basso per numerose neoplasie.

🤔Le proteine, quindi, non sono né sempre protettive né sempre dannose: il loro effetto non può essere valutato a prescindere da chi le assume.
Uno stile di vita sedentario, accompagnato da una salute metabolica compromessa, crea un contesto biologico radicalmente diverso rispetto a quello di un organismo attivo, in cui le proteine sostengono la continua riparazione muscolare, l'adattamento all'allenamento e il mantenimento della funzionalità (e autonomia funzionale motoria) con l'avanzare dell'età.

🔬Bisogna considerare che negli ultimi 15-10 anni numerose ricerche convergono nell'indicare come un maggiore apporto proteico rispetto alle RDA risulti benefico per la salute, ad esempio per il rallentamento del declino tipico nell'avanzamento dell'età e non solo.

⛔Mi dispiace ma non sono d'accordo con il pensiero di alcuni professionisti quali Walter Longo e Berrino, giusto per citarne alcuni le cui posizioni riguardo le proteine alimentari sono piuttosto chiare.

🔢Dati > 🗣️Sentimenti

Marco Di Ruscio Nutrizionista 🇮🇹

📚
Nunes et al. 2022 (Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle) — "Systematic Review and Meta-Analysis of Protein Intake to Support Muscle Mass and Function in Healthy Adults"
Levine ME et al. Cell Metab. 2014. PMID: 24606898
EPIC-Heidelberg cohort, Nutrients. 2023. PMID: 37571259
Mead MP et al. Int J Behav Med. 2019. PMID: 31372835
Loprinzi PD, Frith E. J Lifestyle Med. 2018. PMID: 29581955
Poehlman ET, Copeland KC. J Steroid Biochem Mol Biol. 1990. PMID: 20885914
Fairey AS et al. J Clin Endocrinol Metab. 2003. PMID: 23756654
McCarty MF. Med Hypotheses. 1997. PMID: 9160283

Un problema molto ricorrente anche nel mio studio
27/07/2026

Un problema molto ricorrente anche nel mio studio

I dati sull’alimentazione e sul peso dei più piccoli lanciano un nuovo allarme sulla salute infantile in Italia.

Secondo l’OMS, il 37% dei bambini italiani tra i 7 e i 9 anni ha un problema di peso in eccesso: il nostro Paese è secondo in Europa dopo Cipro. I pediatri raccontano di seguire anche bambini di appena 2 o 3 anni con pesi molto elevati.

Tra le cause indicate dagli esperti anche il progressivo abbandono della dieta mediterranea: un cambiamento nelle abitudini alimentari che sta coinvolgendo sempre più famiglie 👇

10/07/2026

(✏Valentina Rorato) Camminare di più e ridurre il tempo passato seduti riduce drasticamente le probabilità di diabete gestazionale e ipertensione. Un recente studio di coorte di riferimento, pubblicato su Jama, fornisce importanti spunti per l'assistenza ostetrica. Gli esiti avversi della gravidanza (noti come APO, Adverse Pregnancy Outcomes), che includono disturbi dello spettro ipertensivo (come la preeclampsia), il diabete gestazionale, il parto prematuro e la nascita di neonati sottopeso, colpiscono circa una gravidanza su cinque a livello globale. Si tratta di un dato rilevante, dietro al quale si nascondono rischi a lungo termine sia per la madre sia per il bambino; tuttavia, la ricerca dimostra che uno dei fattori più potenti per contrastare queste minacce è alla portata di tutti: fare attività fisica

👉Leggi l'articolo completo su Figli&Genitori

03/07/2026

CHIESTO DA VOI 👇

“Ok la crema solare, ok i vestiti anti-UV, ok cappellino e occhiali… ma allora questi bambini la vitamina D come la producono?”

È una domanda più che legittima.

PREMESSA
La vitamina D è fondamentale per la salute dei bambini e il sole ne stimola la produzione a livello della pelle.

Per ottenere una sintesi cutanea significativa, nei mesi estivi sono generalmente sufficienti 10-15 minuti di esposizione tra le 10:00 e le 15:00, con braccia e gambe scoperte.

Al contrario, esporsi prima delle 10:00 o dopo le 15:00, pur essendo più sicuro dal punto di vista del rischio di scottature, determina una produzione di vitamina D molto ridotta o nulla.

Da novembre a marzo, invece, l’intensità dei raggi solari è spesso insufficiente per garantire una sintesi adeguata.

CREMA SOLARE e VITAMINA D

Se applico la crema solare prima di esporre il bimbo al sole, la produzione di vitamina D viene inibita?

In teoria sì: se applicata in modo perfetto e nelle quantità corrette, può ridurre la sintesi cutanea.

Nella vita reale, però, succede raramente. Le creme vengono quasi sempre applicate in quantità inferiori a quelle raccomandate e spesso non vengono riapplicate con la frequenza necessaria.

Il risultato? Una certa produzione di vitamina D continua comunque ad avvenire.

MORALE DELLA FAVOLA

Proteggere la pelle e garantire un adeguato apporto di vitamina D non sono due obiettivi in contrasto.

La vitamina D non deve essere “cercata” esponendo i bambini al sole nelle ore più calde.

Si supplementa per bocca, in modo sicuro, efficace e senza aumentare il rischio di danni da raggi UV.

Se avete altre domande sull’estate, scrivete pure nei commenti. Le vostre curiosità diventeranno il prossimo post.

🧠 **Lo sapevi che la colina è uno dei nutrienti più importanti durante la gravidanza eppure è ancora poco conosciuta?**Q...
01/07/2026

🧠 **Lo sapevi che la colina è uno dei nutrienti più importanti durante la gravidanza eppure è ancora poco conosciuta?**

Quando si parla di gravidanza si pensa subito all’acido folico, al ferro o alla vitamina D. Eppure anche la **colina** svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del **sistema nervoso centrale** del feto.

Le evidenze scientifiche mostrano che un adeguato apporto di colina contribuisce a:
🌱 favorire il corretto sviluppo del tubo neurale;
🧠 sostenere la formazione dell’ippocampo, fondamentale per memoria e apprendimento;
✨ partecipare alla sintesi delle membrane cellulari e ai processi di metilazione del DNA;
👶 supportare il normale sviluppo cognitivo del bambino anche dopo la nascita.

Purtroppo molte donne in gravidanza non raggiungono i livelli raccomandati attraverso la sola alimentazione.

La colina è presente sia in **alimenti di origine animale** (come uova, fegato, pesce e carne) sia in **fonti vegetali**, tra cui soia, tofu, edamame, legumi, quinoa e alcuni semi. In alcuni casi, dopo una valutazione personalizzata, può essere utile considerare anche un’integrazione.

Ogni gravidanza è diversa: per questo è importante affidarsi a un professionista della nutrizione per costruire un’alimentazione completa, equilibrata e adatta alle proprie esigenze.

👉 Scorri il carosello per scoprire:
✔️ cos’è la colina;
✔️ perché è così importante per il cervello del tuo bambino;
✔️ cosa dice la ricerca scientifica più recente;
✔️ il fabbisogno in gravidanza e allattamento;
✔️ le principali fonti alimentari e quando valutare un’integrazione.

💚 **Salva questo post** per averlo sempre a disposizione e **condividilo con una futura mamma**: una corretta informazione oggi può contribuire alla salute di domani.

👩‍⚕️ **Dott.ssa Alessandra Mela, PhD**
Biologa Nutrizionista





 #🥣 La colazione non deve essere solo buona… deve anche saziare!Queste 7 colazioni vegane apportano circa 400 kcal con u...
25/06/2026

#🥣 La colazione non deve essere solo buona… deve anche saziare!
Queste 7 colazioni vegane apportano circa 400 kcal con un equilibrio di 40% proteine • 40% carboidrati • 20% grassi, per aiutarti a mantenere energia, sazietà e massa muscolare ✨ Non esiste una colazione perfetta per tutti, ma esiste quella più adatta alle tue esigenze.
👉 Quale proveresti domani mattina? Scrivimi il numero nei commenti! 💚
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