31/07/2026
Il corpo come universo? Non è una metafora!
Un neurochirurgo (Alberto Feletti, Università di Verona) e un astrofisico (Franco Vazza, Università di Bologna) hanno confrontato matematicamente due reti che sembrano non avere nulla in comune:
I NEURONI DEL CERVELLO UMANO e le GALASSIE DELL'UNIVERSO.
Cosa hanno trovato:
→ ~86 miliardi di neuroni, ~100 miliardi di galassie — stesso ordine di grandezza
→ in entrambi i sistemi, circa il 75% della massa è "passiva" (acqua nel cervello, energia oscura nel cosmo) e solo il 25% è coinvolto nel flusso attivo di energia e informazione
→ le stesse leggi statistiche di aggregazione (spettro di potenza, clustering, hub di connessione) descrivono come si organizza la materia, sia a scala di millimetri che di milioni di anni luce
Le forze in gioco sono completamente diverse: gravità da una parte, biologia cellulare dall'altra. Ma il MODO in cui la complessità si organizza in rete segue le stesse regole matematiche, a qualsiasi scala.
La Medicina Cinese lo diceva già più duemila anni fa in altri termini: il rapporto Cielo-Terra-Uomo (Tian-Di-Ren), l'uomo come piccolo universo, retto dalle stesse leggi del grande.
Il corpo non è pensato come un sistema isolato, ma come un "piccolo universo" retto dalle stesse leggi cicliche del "grande universo": gli stessi Cinque Movimenti (Wu Xing) che scandiscono le stagioni si ritrovano negli organi e nelle loro funzioni; l'alternarsi di Yin e Yang che regola giorno e notte, caldo e freddo, regola anche il ritmo del sonno, la temperatura corporea, i cicli ormonali. Non è pensiero simbolico fine a sé stesso: è un modello che, secoli prima della fisiologia moderna, osservava la ciclicità e la ripetizione di pattern come principio organizzativo di fondo, dal cosmo al corpo.
Oggi la fisica delle reti complesse trova un'eco strutturale sorprendente di quella stessa antica intuizione: non una conferma della dottrina, ma un parallelo che fa pensare a come la Natura (quella che la N maiuscola) a ogni scala, torni a organizzarsi allo stesso modo.
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Quanto poco, nella pratica quotidiana, diamo valore a questo intreccio tra il nostro corpo e l'ambiente in cui viviamo. La PNEI lo studia e lo dimostra da decenni. La medicina cinese lo diceva millenni fa. E ora anche la fisica trova nuove strade per descriverlo.
Cos'altro ci serve per capire che è necessario fare un passo indietro, verso un ascolto e una comprensione diversa di come funzioniamo?
Il nostro benessere fisico e mentale è legato in modo indissolubile al nostro vivere quotidiano, non è solo questione di genetica (o sfortuna per chi ci crede), ma di una relazione tra interno ed esterno che va conosciuta, ascoltata, coltivata.
Gassho🙏
Melissa
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📖 Fonte studio: Vazza F., Feletti A. (2020). The quantitative comparison between the neuronal network and the cosmic web. Frontiers in Physics, 8:525731. doi: 10.3389/fphy.2020.525731