Valentina Fontana Psicologa Psicoterapeuta

Valentina Fontana Psicologa Psicoterapeuta Psicologa,psicoterapeuta relazionale- integrata.Interventi rivolti all'individuo, alla coppia e alla famiglia.

18/08/2026

Which one do you choose today? 💛

28/07/2026

📌Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che ha come oggetto l’imputabilità minorile.

Con le modifiche proposte, la dimensione evolutiva e dinamica della personalità dell’adolescente deviante non verrebbe più considerata come un aspetto centrale, ma un’eccezione da verificare.

I Tribunali per i Minorenni quotidianamente registrano storie di disagio psicologico, grave trascuratezza, povertà educativa, traumi e contesti familiari profondamente fragili o violenti. In questi contesti, l’intervento punitivo difficilmente svolge una funzione deterrente e rischia anzi di produrre un aumento di criminalità e recidiva.

Le ricerche ci suggeriscono infatti che la migliore forma di deterrenza consiste nella sollecitazione di azioni ed esperienze socialmente positive, attrattive e motivanti.

Invitiamo pertanto le istituzioni governative a rafforzare il sistema di welfare, intervenendo preventivamente sui contesti di vita, sul sostegno alla genitorialità, sulla scuola, sulla salute mentale e sulla costruzione di opportunità alternative alla cultura della violenza.

👉Confidiamo che la risposta della giustizia minorile continui a mettere al centro la persona minorenne, a partire dalla valutazione della sua personalità e non solo del reato. Una giustizia orientata in un’ottica educativa e psicologica promozionale di benessere.

Leggi l'articolo completo: https://ordinepsicologilazio.it/post/imputabilita-minorile

23/07/2026
10/07/2026

🔵In occasione della Giornata Mondiale delle Emozioni, ricordiamo che le emozioni non rappresentano un ostacolo al pensiero, ma ne costituiscono il fondamento. Dal punto di vista psicoanalitico, esse sono segnali preziosi della nostra vita interna: ci informano sui nostri bisogni, sui conflitti, sui desideri e sulle esperienze relazionali che ci abitano, spesso al di là della consapevolezza.
Accogliere e dare significato alle emozioni, anche a quelle più dolorose o difficili da tollerare, significa aprire uno spazio di conoscenza di sé e di trasformazione. Come ci ricorda Jung, è proprio attraverso l'esperienza emotiva che il mondo interno può emergere alla coscienza e diventare pensabile.

Anche in vacanza, una piccola riflessione
06/07/2026

Anche in vacanza, una piccola riflessione

ANCHE I FIGLI HANNO DEI DOVERI

Nel fine settimana ho letto il libro di Osvaldo Poli “Anche i figli hanno dei doveri” (Mondadori). Non c’è una sola parola di questo libro che io non condivida.

E’ un saggio educativo che rimette i genitori al loro posto: ovvero al piano alto della relazione educativa con un ruolo di guida e orientamento autorevole verso chi cresce. Due i principi da cui trae ispirazione la proposta pedagogica dell’autore: il trionfo nella cultura pedagogica contemporanea del concetto di disagismo, per il quale: “i figli non avrebbero difetti, né tendenze negative del carattere, ma soltanto comportamenti inadeguati generati da sofferenze che i genitori non sono stati in grado di evitare loro”. A loro volta, la tendenza per cui i genitori contemporanei hanno cominciato a sentirsi in colpa per ogni frustrazione proposta/imposta nella vita dei figli.

La rinuncia di qualsiasi forma di autorevolezza, che è la postura educativa che compete all’adulto, ha portato gli adulti a sviluppare un’attitudine educativa che ha generato una sofferenza nei figli non più basata sull’autoritarismo genitoriale (come accadeva alle generazioni passate), ma sulla loro autopercepita debolezza e disorientamento.

Scrive ancora O.Poli “La debolezza riguarda il piano psicologico: le paure, i sensi di colpa, l’ansia di ferire o di essere giudicati, che finiscono per condizionare le decisioni e modellare lo stile educativo. Il genitore debole non manca di affetto, ma manca di sicurezza interiore. Il disorientamento riguarda invece il piano morale e si manifesta con la mancanza di una convinzione sufficientemente solida per chiedere a un figlio uno sforzo, una rinuncia, un sacrificio. In mancanza di una certezza interiore, il genitore non si sente legittimato a chiedere il rispetto di un dovere: rimane prigioniero del dubbio di essere cattivo, oppressivo, autoritario, non allineato ai principi educativi più avanzati.”

Questo libro chiede al mondo adulto di riprendere un ruolo educativo non demandabile a nessun altro, per il quale l’adulto guida, orienta, richiedere fatica e fornisce validazione allo sforzo anche quando il risultato finale conduce all’errore, percependolo come un ingrediente inevitabile – anzi necessario – del percorso di crescita. Al tempo stesso, questo libro chiede al mondo di ricostruire un’idea della crescita non solo narrata per il dolore/disagio che la abita, ma come tempo della vita mosso e motivato dalla richiesta di impegno e dalla progressiva assunzione di responsabilità di cui il giovane si deve fare carico. Abbiamo deresponsabilizzato la crescita, spostando tutta la ragione del disagio evolutiva sull’incapacità dei genitori di essere buone guide per i loro figli. Questa verità è solo parziale e non può assolvere un adolescente dal sentirsi in parte artefice del suo destino attraverso le scelte che fa, rinunciando a vedersi solo vittima degli errori educativi di chi lo cresce.
“Anche i figli hanno dei doveri” è un libro che provoca e ricolloca il mondo adulto in un nuovo territorio di pensiero non più abitato da molte false convinzioni oggi imperanti nella narrazione psicopedagogica. Per questo motivo ritengo “Anche i figli hanno dei doveri” una lettura necessaria per chi appartiene alla comunità educante. Per me lo è stata.

Come ogni volta in cui parlo di un libro, non c’è alcuna motivazione commerciale o sponsorizzazione esplicita o implicita che motiva ciò che ho scritto. In poche parole:

04/07/2026
🥵🔥🥵
26/06/2026

🥵🔥🥵

🥵In questi giorni molti bambini sembrano:
più irritabili, più distratti, più stanchi, più agitati, più litigiosi.

🧠 I bambini hanno sistemi di termoregolazione meno efficienti rispetto agli adulti.
Quando la temperatura sale, il corpo deve utilizzare molta energia per mantenere il proprio equilibrio interno. Energia che viene sottratta ad altre funzioni.

🔥Le funzioni esecutive del cervello sono tra le prime a risentire dello stress termico.
Attenzione, concentrazione, memoria di lavoro, controllo degli impulsi.
Stanno facendo più fatica ad affrontare il quotidiano. Come noi…

😤 Il caldo abbassa la soglia di tolleranza.
Quando il corpo è sotto stress
diminuisce la capacità di regolare le emozioni.
Così compaiono: pianti improvvisi, scoppi di rabbia, conflitti più frequenti, insofferenza.

💤Il caldo condiziona anche il sonno.
Le alte temperature rendono più difficile addormentarsi, mantenere un sonno profondo, recuperare energie
Molti bambini arrivano a scuola già stanchi.
E la stanchezza nei bambini spesso appare come agitazione.

💧L’elevata temperatura influenza: attenzione, memoria, velocità di elaborazione.
I bambini spesso non percepiscono subito la sete o sono troppo coinvolti nel gioco per fermarsi a bere. Per questo hanno bisogno di adulti che li aiutino a ricordarselo.

🌡️ Nelle scuole dell’infanzia la fatica si moltiplica.
Aule bollenti, tante persone nello stesso spazio, movimento continuo, rumore.
In queste condizioni il carico fisico e cognitivo aumenta enormemente.
I bambini fanno fatica. E non solo loro…

❤️ Quando siamo affaticati diventa più difficile prendersi cura dei bambini: ascoltare con calma, accogliere le emozioni, essere pazienti, leggere i bisogni dietro i comportamenti.
La relazione può diventare più fragile.

🌿In questi giorni, servono dosi extra di consapevolezza e comprensione.
Verso i bambini.
Verso i colleghi.
Verso noi stessi.
Dietro molti comportamenti, in questi giorni, c'è semplicemente una grande fatica.

Laura Mazzarelli

⚜️www.ilcamminopedagogico.it

Leggete quanta saggezza in questa frase
14/06/2026

Leggete quanta saggezza in questa frase

In ritardo, ma Pasqua ….
08/04/2026

In ritardo, ma Pasqua ….

La resurrezione non è un evento miracoloso esterno, ma una possibilità interiore, qualcosa che accade quando l’identità che credevamo di essere inizia a incrinarsi.
Ci sono momenti in cui la vita ci conduce davanti a un limite: ciò che eravamo non regge più, le certezze si dissolvono, e ci troviamo in uno spazio sospeso, fragile, spesso doloroso. È lì che si apre la dimensione della croce, come esperienza viva del conflitto, della tensione tra ciò che siamo stati e ciò che ancora non siamo.
Poi arriva il tempo del sepolcro: un tempo silenzioso, oscuro, in cui qualcosa si ritira, si disgrega, perde forma. Non è un vuoto sterile, ma una soglia. È la notte dell’anima, in cui ciò che deve morire lentamente si consegna alla trasformazione.
E solo attraversando questo passaggio può emergere qualcosa di nuovo. Non una semplice riparazione, ma una forma diversa dell’essere.
Per Jung, la resurrezione è proprio questo: l’apparire di una coscienza più ampia, capace di tenere insieme ciò che prima era diviso. Non una fuga dal dolore, ma la sua integrazione.
Le ferite non scompaiono: si trasformano.
L’ombra non viene eliminata: viene riconosciuta.
L’Io non si rafforza semplicemente: si trasfigura.
Pasqua è questo movimento interiore.
Il momento in cui smettiamo di evitare ciò che siamo
e iniziamo, finalmente, ad attraversarlo.

ombra sé

01/04/2026

Una nuova rubrica del Centro Milanese di Psicoanalisi: DALLA LIBRERIA DELLO PSICOANALISTA.
Libri che ci hanno fatto imparare, pensare, sognare.

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