05/03/2026
La “crema allegra” me la preparava il mio nonno Aulo, la chiamava così e io e mio fratello la mangiavamo con entusiasmo.
Lui la guarniva con carote e zucchine tagliate a dadini e spadellate, mescolate poi con dei chicchi di mais (dalla lattina).
Mettevamo la crema nei piatti fondi e poi aggiungevamo il mix giallo verde e arancione, un giro di olio e una spolverata di parmigiano.
Ricordo ancora il profumo e la consistenza calda e cremosa in contrasto con i chicchi di mais freschi.
Ricordo le sue mani con le dita tozze, rosse e sempre odorose di cibo, che fosse macinato di carne o pesce, perché lui amava molto cucinare – tra le mille cose che amava fare.
Preparandola l’ho un po’ modificata: i cannellini lui non li metteva, e io non sempre ho il tempo di preparare anche la guarnizione con il mais, carote e zucchine…pazienza, ci metto qualche crostino e via. Intanto però lo ricordo, letteralmente lo riporto al cuore, ogni volta che cucino qualcosa di simile ai suoi piatti, e sono felice di riempire anche i pancini dei miei figli con le sue ricette rivisitate.
Penso a come il cibo sia un ponte di collegamento anche con chi non c’è più, e non so se il nonno Aulo sospettasse che l’avrei ricordato ogni volta che avrei rivisto un osso buco o una pasta e fasoi.
Magari state insospettabilmente cucinando ricordi anche voi!