Prof. Paolo Prandoni

Prof. Paolo Prandoni Prof. Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Mal

Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Malattie Cardiovascolari, Medicina Interna, Ematologia
Già Ordinario e Direttore Clinica Medica II, Università di Padova

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LUCI E OMBRE SULLA STRADA DEGLI INIBITORI DEL FATTORE XISegue Rassegna Bibliografica 26/26I risultati dello studio LIBRE...
03/09/2026

LUCI E OMBRE SULLA STRADA DEGLI INIBITORI DEL FATTORE XI
Segue Rassegna Bibliografica 26/26

I risultati dello studio LIBREXIA-ACS, presentati all’ESC e pubblicati nel NEJM, concorrono a proiettare qualche ombra sulle aspettative legate a questa categoria di farmaci. Sarà vera gloria? Qualche dubbio comincia ad affiorare. Non sulla sicurezza, questa è fuori discussione. Ma sull’efficacia.
Segue una straordinaria rassegna bibliografica, comprensiva di altri 5 articoli:

- Il trasferimento al mondo reale dei risultati ottenuti dai DOAC nella terapia del TEV riserva qualche sorpresa. Risultano non solo più sicuri, ma anche più efficaci degli antagonisti della vitamina K. Ma si associano ad un’incidenza superiore di emorragie minori clinicamente rilevanti (soprattutto del tratto gastro-intestinale e genito-urinario). Sono i risultati di un’ampia inchiesta, eseguita a partire dai dati del registro internazionale RIETE e pubblicata in Eur J Intern Med;

- I risultati di un trial clinico controllato (EPIDAURUS), interrotto precocemente per ragioni di sicurezza e pubblicato in Nat Med (IF=52), negano valore all’associazione di potenti tienopiridine (prasugrel, ticagrelor) con i DOAC per la gestione antitrombotica di fibrillanti con sindrome coronarica acuta candidati a PCI;

- I risultati dello studio ACASA-TAVI, presentati all’ESC e pubblicati in JAMA, dimostrano che la monoterapia con DOAC dopo TAVI riduce in modo significativo la trombosi subclinica delle cuspidi rispetto all'ASA, senza aumentare il rischio di eventi avversi maggiori;

- I risultati dello studio HALO-SCE, presentati all’ESC e pubblicati nell’organo ufficiale della Società (Eur Heart J), dimostrano che in soggetti con fibrillazione atriale candidati a chiusura dell’auricola sinistra il rivaroxaban a dosaggio ridotto rappresenta una strategia più efficace rispetto alla terapia antipiastrinica per ridurre il rischio di lesioni cerebrali silenti e preservare la funzione cognitiva;

- Infine, i risultati dello studio PRAGUE-26, presentati all’ESC e pubblicati nel NEJM, dimostrano in modo convincente che la trombolisi guidata da catetere (con l’impiego di basse dosi di alteplase) in associazione a terapia anticoagulante riduce in modo altamente significativo e clinicamente rilevante nei confronti dell’anticoagulazione da sola l’incidenza di eventi avversi nei primi 7 giorni successivi alla diagnosi di embolia polmonare a rischio intermedio/alto.

DALL'ESC AL NEJM. BREVE SINTESI DI 5 CONTRIBUTI PRESENTATI OGGI (29/8) AL CONGRESSO DELLA SOCIETA' EUROPEA DI CARDIOLOGI...
29/08/2026

DALL'ESC AL NEJM. BREVE SINTESI DI 5 CONTRIBUTI PRESENTATI OGGI (29/8) AL CONGRESSO DELLA SOCIETA' EUROPEA DI CARDIOLOGIA E CONTESTUALMENTE PUBBLICATI NEL NEJM

EFFICACIA DEI DOAC NEI SOGGETTI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE A RISCHIO INTERMEDIO DI COMPLICANZE CARDIOEMBOLICHE (STUDIO SI...
28/08/2026

EFFICACIA DEI DOAC NEI SOGGETTI CON FIBRILLAZIONE ATRIALE A RISCHIO INTERMEDIO DI COMPLICANZE CARDIOEMBOLICHE (STUDIO SINGLE-AF)
Segue Rassegna Bibliografica 25/26

I risultati dello studio SINGLE-AF, presentati oggi (28/8) all’annuale Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) in corso a Monaco di Baviera, e contestualmente pubblicati nel NEJM, presentano una rilevante importanza, in quanto affrontano per la prima volta (a mia conoscenza) con un trial clinico di raro rigore l’opportunità della terapia anticoagulante in soggetti con fibrillazione atriale a rischio intermedio di stroke (vale a dire con CHA2DS2-VASC 1 nell’uomo e 2 nella donna).

Seguono due meta-analisi, anch’esse di raro interesse:
- La prima indaga efficacia e rischi della chiusura dell’auricola sinistra in soggetti con fibrillazione atriale in alternativa all’instaurazione (od al mantenimento) della terapia anticoagulante convenzionale. Ne esce un invito alla prudenza;

- La seconda affronta la ‘vexata questio’ dell’efficacia e sicurezza dei DOAC nella terapia del TEV in soggetti con obesità marcata. Ne escono indicazioni rassicuranti.

VECCHI O NUOVI ANTICOAGULANTI NEI FIBRILLANTI CON STENOSI MITRALICA?Segue Rassegna Bibliografica 24/26Da un ampio studio...
17/08/2026

VECCHI O NUOVI ANTICOAGULANTI NEI FIBRILLANTI CON STENOSI MITRALICA?
Segue Rassegna Bibliografica 24/26

Da un ampio studio di popolazione, eseguito a Taiwan e pubblicato in Ann Intern Med, scaturisce una persuasiva conferma del vantaggio degli antagonisti della vitamina K nei confronti dei DOAC per la protezione dei fibrillanti con stenosi mitralica.

Segue una ricca rassegna bibliografica, che include altri 4 studi selezionati per l’importanza del messaggio trasmesso e/o il prestigio della rivista in cui sono stati pubblicati:
1) Il primo, pubblicato in Blood, rimette in discussione il concetto, generalmente accettato, che i soggetti con TEV scatenato da fattori di rischio transitori abbiano uno scarso rischio di recidiva. Dipende dalla tipologia e dall’intensità del fattore scatenante. E dipende probabilmente anche (come recentemente dimostrato dal trial HI-PRO) dalla coesistenza o meno di fattori permanenti, anche minori.

2) Il secondo, pubblicato nel JAHA (STOP-OAC), riporta i risultati di un’indagine condotta in un’ampia coorte di pazienti giapponesi che supportano la decisione di sospendere l’anticoagulazione dopo il ripristino durevole del ritmo sinusale indotto dall’ablazione anche in selezionati pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio di stroke.

3) Il terzo riporta i risultati di uno studio controllato e randomizzato eseguito in Egitto (DOACAT) per testare efficacia e sicurezza dei DOAC per la prevenzione della trombosi indotta da cateteri venosi centrali.

4) Infine, l’ultimo riporta i risultati di una importante meta-analisi della letteratura per verificare efficacia e sicurezza della trombolisi guidata da catetere nell’embolia polmonare a rischio intermedio e alto.

Ora, prepariamoci ad affrontare la prevedibile ‘grandinata’ di lavori ad altissimo livello che saranno pubblicati nelle maggiori riviste della Medicina mondiale contestualmente alla loro presentazione all'imminente congresso internazionale della ESC (Monaco di Baviera, fine di agosto). Si verifica ogni anno, difficilmente quest'anno farà eccezione.

MESOGLICANO NELLA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE: RISULTATI INTERLOCUTORI DI UN TRIAL ITALIANO (METRO)Segue Rassegna Bibliog...
21/07/2026

MESOGLICANO NELLA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE: RISULTATI INTERLOCUTORI DI UN TRIAL ITALIANO (METRO)
Segue Rassegna Bibliografica 23/26

Nella testata online del Lancet sono stati pubblicati i risultati dello studio METRO, contestualmente alla loro presentazione al recente congresso annuale dell’ISTH. I risultati sono interlocutori, in quanto si prestano a diverse interpretazioni. Io cercherò di riportarli nel modo scientificamente più obiettivo.

Segue una Rassegna Bibliografica (l’ultima, prima della pausa estiva), che include la descrizione ed il breve commento di altri 6 articoli.
1) Il primo riporta i risultati di un ampio studio retrospettivo di coorte, dal quale risulta una superiorità degli antagonisti della vitamina K nei confronti dei DOAC nei portatori di dispositivi di assistenza ventricolare sinistra: un’altra indicazione preferenziale per i dicumarolici?
2) Il secondo riporta i risultati di una meta-analisi di confronto tra vecchi e nuovi farmaci per la gestione della trombosi ventricolare sinistra: da questa emerge invece una indicazione preferenziale per i DOAC.
3) Il terzo riporta i risultati di uno studio retrospettivo osservazionale in un’ampia casistica, dal quale emerge la conferma del valore dell’aspirina per le profilassi primaria di eventi trombotici nei carriers asintomatici della sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi, classificata in base ai recenti criteri EULAR 2023.
4) Il quarto riporta i risultati di una revisione sistematica e meta-analitica dei lavori che si prestano ad un confronto attendibile fra interruzione e sospensione dell’anticoagulazione in fibrillanti in cui l’ablazione abbia ripristinato un ritmo sinusale durevole: ne esce una nota di prudenza per i soggetti a più alto rischio.
5) il quinto riporta i risultati di una sub-analisi dello studio EPI-CAD, dalla quale emerge l’ennesima (e penso conclusiva) dimostrazione dell’inutilità e dei rischi della combinazione dell’anticoagulazione con farmaci anti-piastrinici nella fibrillazione atriale associata a cardiopatia ischemica stabile.
6) infine l’ultimo riporta i risultati di un’ampia e completa meta-analisi, dalla quale si ricava il ruolo degli stati trombofilici nel rischio di recidive tromboemboliche a seguito della sospensione della terapia anticoagulante in soggetti con TEV: molte conferme, ma qualche sorpresa.

Con questo, non prima di aver augurato a voi ed alle vostre famiglie un buon proseguimento dell’estate, mi prendo alcune settimane di ‘riposo’, nel corso delle quali mi limiterò a segnalare brevemente, se ci saranno, i soli contributi imperdibili, intendo dire contributi capaci di modificare la pratica clinica nell’affascinante mondo della Medicina Vascolare.

SPETTACOLO NELLA RICERCA CLINICARassegna Bibliografica 22/26In quale altro modo intitolare una rassegna bibliografica ch...
18/07/2026

SPETTACOLO NELLA RICERCA CLINICA
Rassegna Bibliografica 22/26

In quale altro modo intitolare una rassegna bibliografica che mai, a mia memoria, aveva messo assieme nel giro di pochi giorni ben 5 contributi mondiali di assoluto rilievo, non a caso tutti destinati alle tre maggiori riviste della Medicina Clinica (NEJM, LANCET e JAMA)? Non ho potuto di certo lesinare tempo ed energia per offrire ai mei lettori lo spaccato di un aggiornamento esaltante in vari campi della Medicina Vascolare. L’ordine in cui sono descritti e commentati non riflette una priorità, ma semplicemente quello in cui sono giunti alla mia attenzione.

1) Si comincia con i risultati dello studio HYDRA, presentati al recente congresso annuale dell’ISTH e contestualmente pubblicati in JAMA. Affrontano per la prima volta la validità di un algoritmo semplificativo (YEARS) per la diagnosi di embolia polmonare in soggetti con neoplasie.

2) Si prosegue con i risultati di un confronto tra strategie anticoagulanti in pazienti candidati ad ECMO, pubblicati nel Lancet (Studio RATE).

3) Ancora nella testata gastroenterologica del Lancet i risultati dello studio CAPP3, in cui sono stati testati in regime di doppia cecità tre diversi dosaggi di aspirina per la prevenzione del cancro in individui con sindrome di LYNCH (condizione autosomica dominante rara, ma non rarissima, che predispone gli individui che ne sono affetti a sviluppare vari tipi di tumori maligni, tra cui il cancro colorettale non poliposico).

4) Ci trasferiamo al NEJM per trovare i risultati dello studio controllato DAPT-MVD, che valuta i vantaggi dell’estensione della duplice anti-aggregazione oltre 12 mesi in soggetti con malattia coronarica multivasale candidati a rivascolarizzazione coronarica.

5) Per concludere, i risultati dello studio controllato OPTIMA-AF, pubblicati nel Lancet, in cui per la prima volta (a mia conoscenza) è testata la durata ottimale della duplice terapia antitrombotica in fibrillanti con coronaropatia cronica candidati a rivascolarizzazione coronarica.

ASPIRINA DA SOLA O PRECEDUTA DA RIVAROXABAN PER LA PREVENZIONE DEL TEV POSTOPERATORIO IN CHIRURGIA ORTOPEDICA MAGGIORE?S...
13/07/2026

ASPIRINA DA SOLA O PRECEDUTA DA RIVAROXABAN PER LA PREVENZIONE DEL TEV POSTOPERATORIO IN CHIRURGIA ORTOPEDICA MAGGIORE?
Segue Rassegna Bibliografica 21/26

In occasione dell’annuale congresso dell’ISTH sono stati presentati, e contestualmente pubblicati nel NEJM, i risultati di un trial clinico controllato (EPCAT III) che rilanciano il ruolo dell’aspirina a basse dosi per la prevenzione del TEV postoperatorio in chirurgia ortopedica maggiore. Benchè i risultati non siano del tutto inaspettati, certamente sono destinati a suscitare sorpresa e clamore. Dirò in merito la mia opinione.

Seguono la descrizione ed il commento di altri due importanti articoli, entrambi destinati all’età pediatrica, pubblicati in testate del Lancet (rispettivamente ematologica e respiratoria), ed accompagnati da editoriali che divulgherò per esteso:
- il primo riporta i risultati di uno studio multicentrico, controllato e randomizzato che estende all’apixaban l’indicazione per la gestione del TEV in età pediatrica, oggi applicabile solo per il rivaroxaban ed il dabigatran;
- il secondo riporta i risultati di uno studio multicentrico, prospettico ed osservazionale, condotto in un’ampia casistica nordamericana, che estende ai bambini la potenzialità dei criteri PERC (in una versione adattata all’età pediatrica) per escludere la diagnosi di embolia polmonare in assenza di approfondimenti diagnostici.

'POSITION PAPERS' DELL'ACC SULL'IMPIEGO DEI DOAC E DEI FARMACI ANTIPIASTRINICISono certo di fare cosa gradita ai miei le...
11/07/2026

'POSITION PAPERS' DELL'ACC SULL'IMPIEGO DEI DOAC E DEI FARMACI ANTIPIASTRINICI

Sono certo di fare cosa gradita ai miei lettori indicando i due siti ove poter liberamente scaricare due 'position papers' dell'American College of Cardiology (ACC), rispettivamente sull'impiego dei DOAC per la gestione primaria e secondaria delle malattie trombotiche, e sull'impiego dei farmaci antipiastrinici per la gestione delle cardiovasculopatie. Particolarmente ben scritti, ricchi di illustrazioni e tabelle, da leggere e/o archiviare per consultazioni. Utili anche per finalità didattiche.

Ecco i siti:
https://www.jacc.org/doi/10.1016/j.jacc.2026.05.033
https://www.jacc.org/doi/10.1016/j.jacc.2026.05.037

AbstractDirect oral anticoagulants (DOACs) have transformed the prevention and treatment of thromboembolic disease, offering predictable pharmacokinetics, fewer interactions, and improved safety co...

APIXABAN O RIVAROXABAN PER LA GESTIONE DEL TEV E DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE?Rassegna Bibliografica 20/26Un recente stud...
04/07/2026

APIXABAN O RIVAROXABAN PER LA GESTIONE DEL TEV E DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE?
Rassegna Bibliografica 20/26

Un recente studio controllato e randomizzato (COBRRA-VTE) ha dimostrato la superiorità dell’apixaban nei confronti del rivaroxaban per la terapia del TEV, in quanto a parità di protezione antitrombotica si associa ad una considerevole riduzione del rischio emorragico. E per la gestione antitrombotica della fibrillazione atriale? In attesa dei risultati del COBRRA-AF vediamo i risultati di una emulazione basata sulle informazioni provenienti dai maggiori database assicurativi noradamericani, che già avevano con sorprendente precisione anticipato i risultati del trial condotto nel TEV.

Segue la breve descrizione ed il commento di altre importanti pubblicazioni.
- EDTA tetrasodico al 4% per ridurre il rischio di complicazioni legate all’impiego di cateteri venosi centrali? Risultati di uno studio in doppio cieco controllato pubblicato in JAMA;
- Qual è il beneficio della profilassi tromboembolica in donne in gravidanza con trombofilia a rischio lieve? Meta-analisi della letteratura;
- DOAC o dicumarolici per la terapia della trombosi venosa cerebrale? Meta-analisi della letteratura;
- Impatto atteso dei risultati dello studio API-CAT sulle scelte terapeutiche in pazienti con TEV associato a neoplasia: inchiesta condotta dai promotori dello studio;
- Presentazione clinica, gestione terapeutica ed esiti del TEV associato a terapia estrogenica: risultati di un’ampia indagine condotta nei pazienti arruolati nel registro internazionale RIETE

ACIDO TRANEXAMICO PRIMA E DOPO L’INTERVENTO: LA NUOVA FRONTIERA DELLA GESTIONE PERIOPERATORIA IN CHIRURGIA MAGGIORESegue...
17/06/2026

ACIDO TRANEXAMICO PRIMA E DOPO L’INTERVENTO: LA NUOVA FRONTIERA DELLA GESTIONE PERIOPERATORIA IN CHIRURGIA MAGGIORE
Segue Rassegna Bibliografica 19/20

I tempi erano maturi, e la pubblicazione nel NEJM dello studio TRACTION lo confermano. A breve distanza dalla pubblicazione del POISE-3, destinato alla chirurgia urologica ad alto rischio, i risultati dello studio TRACTION – trial clinico randomizzato in doppio-cieco controllato vs placebo di recente pubblicazione nel NEJM – candidano l’acido tranexamico alla gestione sistematica del paziente candidato a qualsiasi intervento di chirurgia maggiore per la netta riduzione del sanguinamento perioperatorio non associata ad aumento di inconvenienti tromboembolici.

Seguono due importanti meta-analisi:
- La prima restituisce alle calze elastiche a compressione graduata l’atteso ruolo di prevenzione della sindrome post-tromboflebitica, anche se il vantaggio in assoluto non appare di dimensioni rilevanti.

- La seconda confronta con un disegno metodologicamente rigoroso le aspettative legate ai due presidi oggi raccomandati per la gestione dell’embolia polmonare a rischio intermedio/alto: la trombectomia con aspirazione del trombo e la trombolisi via catetere. Come si vedrà, allo stato attuale le due procedure appaiono sostanzialmente equivalenti.

Indirizzo

Selvazzano Dentro

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