Prof. Paolo Prandoni

Prof. Paolo Prandoni Prof. Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Mal

Paolo Prandoni

Esperto nella prevenzione e cura delle malattie trombotiche
Specialista in Malattie Cardiovascolari, Medicina Interna, Ematologia
Già Ordinario e Direttore Clinica Medica II, Università di Padova

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ACIDO TRANEXAMICO PRIMA E DOPO L’INTERVENTO: LA NUOVA FRONTIERA DELLA GESTIONE PERIOPERATORIA IN CHIRURGIA MAGGIORESegue...
17/06/2026

ACIDO TRANEXAMICO PRIMA E DOPO L’INTERVENTO: LA NUOVA FRONTIERA DELLA GESTIONE PERIOPERATORIA IN CHIRURGIA MAGGIORE
Segue Rassegna Bibliografica 19/20

I tempi erano maturi, e la pubblicazione nel NEJM dello studio TRACTION lo confermano. A breve distanza dalla pubblicazione del POISE-3, destinato alla chirurgia urologica ad alto rischio, i risultati dello studio TRACTION – trial clinico randomizzato in doppio-cieco controllato vs placebo di recente pubblicazione nel NEJM – candidano l’acido tranexamico alla gestione sistematica del paziente candidato a qualsiasi intervento di chirurgia maggiore per la netta riduzione del sanguinamento perioperatorio non associata ad aumento di inconvenienti tromboembolici.

Seguono due importanti meta-analisi:
- La prima restituisce alle calze elastiche a compressione graduata l’atteso ruolo di prevenzione della sindrome post-tromboflebitica, anche se il vantaggio in assoluto non appare di dimensioni rilevanti.

- La seconda confronta con un disegno metodologicamente rigoroso le aspettative legate ai due presidi oggi raccomandati per la gestione dell’embolia polmonare a rischio intermedio/alto: la trombectomia con aspirazione del trombo e la trombolisi via catetere. Come si vedrà, allo stato attuale le due procedure appaiono sostanzialmente equivalenti.

ATTUALITA' IN TEMA DI 'REVERSAL' DELL'ANTICOAGULAZIONESono lieto di divulgare per esteso, a beneficio dei lettori che no...
12/06/2026

ATTUALITA' IN TEMA DI 'REVERSAL' DELL'ANTICOAGULAZIONE

Sono lieto di divulgare per esteso, a beneficio dei lettori che non hanno accesso diretto alla rivista, un importantissimo articolo sulla tematica pubblicato nel NEJM a cura di Bianca Rocca ed Hugo ten Cate. Rarramente un problema di così rilevante importanza per la pratica clinica è stato affrontato in modo così esauriente e completo.

LINEE GUIDA NORDAMERICANE PER LA GESTIONE DELLA SINDROME CKMSegnalo la pubblicazione in Circulation delle linee guida no...
10/06/2026

LINEE GUIDA NORDAMERICANE PER LA GESTIONE DELLA SINDROME CKM

Segnalo la pubblicazione in Circulation delle linee guida nordamericane per la gestione della sindrome CKM (Cardiovascular-Kidney-Metabolic), condizione che descrive la stretta correlazione e sovrapposizione tra malattia cardiaca, malattia renale, diabete di tipo 2 e obesità.

Secondo la AHA, negli Stati Uniti un adulto su tre presenta almeno tre dei fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo di malattie cardiovascolari, sindrome metabolica e/o malattia renale. Da qui la necessità di disporre di strumenti utili all’identificazione precoce dei soggetti a rischio, e alla personalizzazione delle terapie.

Le linee guida sono liberamente scaricabili cliccando sul link sotto indicato.

AIM The “2026 AHA/ACC/ADA/ASN Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation, and Management of Cardiovascular-Kidney-Metabolic Syndrome” retires, replaces, and expands upon the “2013 AHA/ACC/TOS Guideline for the Management of Overweight and Obesity in Adults.” The primary intended aud...

RIVAROXABAN A BASSO DOSAGGIO PER LA PREVENZIONE DI EVENTI CARDIOVASCOLARI IN SOGGETTI CON MALATTIA RENALE AVANZATA?Segue...
08/06/2026

RIVAROXABAN A BASSO DOSAGGIO PER LA PREVENZIONE DI EVENTI CARDIOVASCOLARI IN SOGGETTI CON MALATTIA RENALE AVANZATA?
Segue Rassegna Bibliografica 18/26

Dopo la pubblicazione dei risultati degli studi COMPASS e VOYAGER era lecito attendersi un vantaggio dall’impiego di bassissime dosi di rivaroxaban (2,5 mg x2/die) anche nei soggetti con malattia renale avanzata a rischio di eventi cardiovascolari. E’ così? I risultati di un ampio trial clinico randomizzato in doppio cieco-controllato vs placebo (TRACK), pubblicato in JAMA, non vanno in questa direzione. Segue la divulgazione per esteso di un editoriale di accompagnamento.

Seguono la descrizione ed il breve commento di altri 4 articoli:
- Il primo riporta i risultati di una meta-analisi di confronto tra i farmaci anticoagulanti disponibili (sia nel campo della fibrillazione atriale che del TEV) per quanto attiene il rischio più temuto della terapia: quello di emorragia intracranica. I risultati riservano qualche sorpresa.

- Il secondo riporta i risultati di un ampio studio retrospettivo, basato su dati real-world della rete globale di cartelle cliniche elettroniche TriNetX, dai quali emerge la non sorprendente inadeguatezza dello score CHADS2-VASC per la stratificazione del rischio di stroke in neoplastici con fibrillazione atriale.

- Il terzo affronta con rara completezza la problematica del sanguinamento uterino in corso di terapia antitrombotica, valutando il confronto tra i diversi tipi di anticoagulanti e le conseguenti implicazioni per il loro impiego.

- Infine l’ultimo affronta un argomento che a molti potrà apparire di nicchia ed invece non mancherà di interessare i numerosi ematologi che mi seguono, vale a dire la predizione degli eventi trombo-ischemici in pazienti con leucemia acuta promielocitica, quale scaturisce da un grande studio prospettico di coorte (PETHEMA/PALG), che ha portato all’identificazione di un semplice modello (THROMB-ON) che favorisce la rapida identificazione dei pazienti a rischio.

EPIDEMIOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO DELL'EMBOLIA POLMONARE CON IMPLICAZIONI PER LA PREVENZIONEPenso di fare cosa gradita ...
03/06/2026

EPIDEMIOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO DELL'EMBOLIA POLMONARE CON IMPLICAZIONI PER LA PREVENZIONE

Penso di fare cosa gradita ai miei lettori divulgando per esteso una accurata review sulla tematica, pubblicata nella maggiore rivista europea della Cardiologia (Eur Heart J) a cura di autori sia italiani che stranieri, ricca di belle illustrazioni che potranno risultare utili a fini didattici.

LA GESTIONE ANTITROMBOTICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE DALLA PARTE DEL PAZIENTERassegna Bibliografica 17/26Sono in realt...
27/05/2026

LA GESTIONE ANTITROMBOTICA DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE DALLA PARTE DEL PAZIENTE
Rassegna Bibliografica 17/26

Sono in realtà due gli articoli recenti che si sono contesi la pagina d'apertura di una rassegna bibliografica ricca e varia. Ho dato la pecedenza al primo non tanto e non solo perchè è pubblicato nella testata online del NEJM, a firma di tutti i principali autori dei trials registrativi di confronto tra vecchi e nuovi farmaci anticoagulanti per la gestione della fibrillazione atriale, ma perchè un'analisi centrata sulla sensibilità e sugli obiettivi dei pazienti porta a conclusioni differenti a seconda che si consideri la totalità della popolazione od i pazienti anziani e vulnerabili in precedente trattamento con dicumarolici.

Il secondo articolo rappresenta, a mia conoscenza, il primo e solo tentativo esistente di offrire alla classe medica (ed ai pazienti) un modello per identificare i soggetti con TEV a rischio di sviluppare una malattia neoplastica. Pur con i limiti di una capacità discriminativa subottimale, il modello CAVE sembra in grado di riconoscere coloro che risultano a così basso rischio da non giustificare allarmismi ed analisi superflue e costose. E’ interessante (e per me non del tutto inatteso) il rilievo che la presentazione ‘idiopatica’ del TEV non rappresenta un fattore indipendentemente associato con tale rischio.

Il terzo articolo riporta i risultati di una meta-analisi della letteratura, dai quali scaturisce il ruolo (non sempre sin qui valorizzato) della disfunzione ventricolare destra nell'accrescere il rischio di una prognosi sfavorevole dell'embolia polmonare, anche in soggetti apparentemente a basso rischio.

Il quarto riporta i risultati di una meta-analisi dei trials più recenti della letteratura, dai quali scaturisce il vantaggio in termini di sicurezza delle basse dosi dei DOAC nei confronti di quelle convenzionali per la prevenzione estesa dei pazienti con TEV, ivi inclusi quelli a maggior rischio di recidiva.

Infine, l'ultimo articolo riveste grande rilevanza pratica, in quanto avvalora, sulla base dei risultati di un'ampia indagine retrospettiva, l’impiego del fondaparinux in alternativa all'argatroban per una gestione immediata, semplice e sicura della piastrinopenia da eparina (accertata o sospetta).

STUDI TAPIS E ORIENTAL-MEVO: CONTRIBUTI FONDAMENTALI AL PROGRESSO DELLA TERAPIA NELL’ICTUS ISCHEMICORassegna Bibliografi...
16/05/2026

STUDI TAPIS E ORIENTAL-MEVO: CONTRIBUTI FONDAMENTALI AL PROGRESSO DELLA TERAPIA NELL’ICTUS ISCHEMICO
Rassegna Bibliografica 16/26

La rassegna si apre con due contributi destinati a perfezionare il ruolo della terapia, rispettivamente medica ed endovascolare, in soggetti con ictus ischemico di recente insorgenza. Il primo (TAPIS), di recente pubblicazione nel Lancet, dimostra il vantaggio della combinazione di duplice anti-aggregazione con trombolisi endovenosa in soggetti con ictus ischemico di gravità moderata; il secondo (ORIENTAL-MEVO), di recente pubblicazione nel NEJM, dimostra l’efficacia della trombectomia endovascolare in soggetti con ictus ischemico da occlusione dei vasi di medio calibro.

Completano una rassegna veramente sontuosa:
- uno studio randomizzato, in doppio-cieco controllato vs placebo, di recente pubblicazione nel BMJ (TOP-CABG), diretto ad esplorare la durata ottimale della duplice anti-aggregazione dopo bypass coronarico;
- la più completa meta-analisi delle letteratura sin qui pubblicata per testare l’efficacia e la sicurezza dei DOAC in cirrotici con fibrillazione atriale o tromboembolismo venoso;
- la più ampia storia naturale sin qui pubblicata (quasi 8500 pazienti) della TVP distale isolata, ricavata dal registro internazionale RIETE, e le relative implicazioni per la sua gestione ottimale;
- la più ampia (e rassicurante) storia naturale sin qui pubblicata (quasi 2000 pazienti) della chiusura dell’auricola sinistra in soggetti con fibrillazione atriale ad alto rischio emorragico, ricavata dal registro internazionale SALAMANDER.

Raramente la letteratura scientifica aveva prodotto pressoché simultaneamente contributi scientifici di così rara rilevanza in così vasti settori della Medicina Vascolare. Sono orgoglioso di poterli descrivere e commentare a beneficio dei miei lettori.

QUID AGENDUM NELLE TROMBOFLEBITI SUPERFICIALI (TVS) VICINE ALLE GIUNZIONI? UN PASSO AVANTI NELLA DIREZIONE DELLA LORO GE...
12/05/2026

QUID AGENDUM NELLE TROMBOFLEBITI SUPERFICIALI (TVS) VICINE ALLE GIUNZIONI? UN PASSO AVANTI NELLA DIREZIONE DELLA LORO GESTIONE OTTIMALE
Segue Rassegna Bibliografica 15/26

A lungo ci si è interrogati, ed ancora ci si interroga, sulla gestione ottimale delle TVS iuxta-giunzionali. Benchè le linee guida diano generalmente indicazione ad un trattamento paragonabile per intensità e durata a quello delle TVP, molte riserve nascono dall’assenza di un supporto scientifico a tale raccomandazione. I risultati di uno studio prospettico di coorte eseguito in Spagna dischiudono prospettive per una gestione differenziata a seconda che la TVS interessi la giunzione safeno-femorale o quella safeno-poplitea.

Seguono la descrizione ed il commento di tre articoli selezionati:
1) Dai risultati di un ampio studio prospettico osservazionale tedesco scaturisce la verosimile responsabilità dell’aterosclerosi carotidea nella patogenesi della ricorrenza di ictus in soggetti anticoagulati per fibrillazione atriale;
2) I risultati di un’ampia meta-analisi della letteratura disponibile forniscono un sostegno alle conclusioni di recenti trial clinici randomizzati ed indicano la sicurezza della sospensione della terapia anticoagulante in fibrillanti a rischio moderato di stroke in cui l’ablazione abbia ripristinato durevolmente il ritmo sinusale;
3) Infine un’indagine territoriale coreana smentisce, almeno parzialmente, la presunta superiorità del clopidogrel nei confronti dell’aspirina per la prevenzione secondaria a lungo termine di cardiopatici reduci da rivascolarizzazione coronarica.

FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI E TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN GRAVIDANZASono lieto di divulgare per esteso a benefici...
03/05/2026

FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI E TERAPIA DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO IN GRAVIDANZA

Sono lieto di divulgare per esteso a beneficio dei miei lettori un articolo che affronta in modo esemplare una tematica di grande rilievo clinico. L'argomento è trattato in modo completo e rigoroso, ed è affiancato da utili tabelle e figure che ne fanno uno strumento importante sia per finalità cliniche che didattiche.
Buona lettura

UNA NUOVA INDICAZIONE PER L'ACIDO TRANEXAMICO: LA PREVENZIONE DEL SANGUINAMENTO MAGGIORE NELLA CHIRURGIA UROLOGICA AD AL...
29/04/2026

UNA NUOVA INDICAZIONE PER L'ACIDO TRANEXAMICO: LA PREVENZIONE DEL SANGUINAMENTO MAGGIORE NELLA CHIRURGIA UROLOGICA AD ALTO RISCHIO
Rassegna bibliografica 14/26

Mi limito a segnalare due articoli. Il primo riporta i risultati di un trial clinico randomizzato in doppio cieco controllato vs placebo (POISE-3), da cui emerge solidamente una nuova indicazione per l’acido tranexamico (potente agente antifibrinolitico attualmente impiegato con successo in traumatologia e chirurgia ortopedica maggiore, oltre che per il trattamento dell’emorragia post-partum): la prevenzione del sanguinamento maggiore nella chirurgia urologica ad alto rischio. Contributo importante e necessario.

Il secondo riporta i risultati del primo confronto tra le nuove linee guida nordamericane (ACC/AHA 2026) e quelle europee (ESC 2019) per la stratificazione del rischio di morte nell'embolia polmonare acuta, valutandone l'utilità clinica tramite un ampio registro osservazionale giapponese (COMMAND VTE Registry-2).

Buone Feste!

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Selvazzano Dentro

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