Joo Yoga

Joo Yoga Lezioni di Yoga (adatte a tutti) Centro Inori 📍 Senigallia + ONLINE su YouTube www.jooyoga.it

07/09/2026

C'è un ponte che attraverso spesso in bicicletta. Sarà lungo quindici metri.

Una volta l'ho visto occupato tutto da persone a piedi che andavano nella stessa direzione. In mezzo a loro una signora saliva sul ponte con la bicicletta e un cesto davanti, e da sola prendeva tutta la larghezza. Voleva passare anche lei.

Ogni volta che arrivo lì mi metto da una parte. Non scendo nemmeno dalla bici: per qualche minuto resto fermo e osservo le persone.

Succede quasi sempre la stessa cosa. Ci mettono un sacco di tempo ad attraversare, si bloccano al centro, fanno molta fatica a passare. Restano fermi in mezzo e non vanno né di là né di qua.

Eppure non è uno spazio chiuso. Da lontano si vede tutto: si vedono le persone che passano e si vede in che direzione vanno. Poi però si preferisce fare l'assalto al ponte, e ci si ritrova bloccati nel mezzo.

Una parte di me si diverte a guardare. Un'altra parte pensa a come ragioniamo.

Perché poi succede questo: se faccio l'educato e aspetto che passino tutte le persone, posso restare lì trenta minuti. Posso passare una serata ad aspettare. Alla fine anche le persone educate si ritrovano a tuffarsi dentro, nel modo più educato possibile. Io almeno sono in bici, quindi scendo e provo a passare. Altrimenti non passi più.

Nella nostra società non funziona un po' tutto così?

29/08/2026

Le iscrizioni alla nuova scuola di Shiatsu sono aperte da un po', qui a Senigallia, al Centro Inori.

Ne abbiamo già parlato dal vivo, con qualche presentazione e una prima lezione. Un'altra è già in programma. Perché certe esperienze non si vendono a scatola chiusa: vanno provate, toccate con mano.

La scuola partirà ufficialmente a settembre 2026. I posti sono limitati: lo Shiatsu si impara toccando, quindi le lezioni restano soprattutto in presenza. Qualcosa si può fare anche a distanza, la tecnologia oggi aiuta, ma un percorso così non può essere del tutto online.

Il percorso dura due anni. Vale la pena dirlo con chiarezza prima di iscriversi: oggi si fa più fatica a portare a termine un cammino lungo. Un tempo si arrivava a tre anni, quattro, anche cinque. Due sembrano già tanti.

Eppure chi si avvicina a certe discipline lo sa: si inizia, e non si sa mai davvero quando si finisce. Me lo ripeteva spesso un mio insegnante, ed era vero.

Shiatsu, yoga, Tai-Chi, Kung-Fu sono strade diverse verso la stessa direzione: imparare a guardare la realtà con più distacco, con meno peso della propria soggettività. Nessuna disciplina è migliore delle altre.

Se mi chiedeste qual è l'arte marziale più forte del mondo, risponderei che dipende da chi la pratica. Vale per lo Shiatsu, per l'agopuntura, per l'osteopatia: conta l'esperienza e la sensibilità di chi la esercita, non la tecnica in sé.

Per questo chi si iscrive deve arrivare motivato, con la voglia di mettersi in gioco e di lavorare prima di tutto su di sé.

Le iscrizioni restano aperte, i posti ancora disponibili ma limitati. Scrivetemi su WhatsApp o via email: poi, con un appuntamento, ci sentiamo anche a voce. Vi aspetto a Senigallia, al Centro Inori.

27/08/2026

Dove rivolgiamo le pupille, lì segue la schiena e di conseguenza segue il corpo.

In questo piegamento indietro lo stimolo è molto forte, quindi chi ha qualche problema alla schiena vada piano.

Sul respiro vanno bene entrambe le possibilità: c'è uno sforzo, quindi si può espirare; ma il corpo comunque si apre, quindi va bene anche inspirare. Inspiro ed espiro scendendo lentamente, oppure soffio salendo e inspiro tornando. Fate come preferite voi.

Poi passiamo ai piegamenti laterali, molto simili a quello che abbiamo appena fatto. Pancia in su, piedi attivi sulle punte. Sposto le gambe da un lato e porto dallo stesso lato anche la parte alta del corpo. Mantengo la posizione e respiro profondo.

Nell'espiro arrivate sempre a strizzare la pancia, chiudere l'ano e contrarre il pavimento pelvico.

Poi si torna al centro e si cambia lato: prima le gambe, poi la parte superiore del corpo. Di nuovo respiro profondo.

Qui ve lo sto mostrando velocemente, ma nella pratica restate circa dieci respiri da una parte e altri dieci dall'altra.

Voi come vi trovate meglio, inspirando o espirando nel piegamento indietro? Scrivetemelo qui sotto.

20/08/2026

Se proprio devo dire che differenza c'è tra la mia scuola e altre scuole, la concentrazione è molto sulla preparazione fisica e mentale dell'operatore.

Partiamo da un concetto semplice: se non faccio esperienza su me stesso, come faccio a capire cosa sento e cosa posso offrire?

Non può essere una cosa soltanto fredda, meccanica, dove studio bene l'anatomia, vado a mettere le mani addosso alle persone e, schiacciando, premendo, allungando quella parte del corpo, la persona si sente meglio. Sì, succede pure che sta meglio, ma è un senso di benessere che passa presto.

Lo Shiatsu invece è proprio una rieducazione allo stile di vita, a una persona che vi sta chiedendo aiuto. E allora dobbiamo cambiare: prima di aiutare gli altri dobbiamo aiutare noi stessi. Una trasformazione, un cambiamento che ci fa capire "ho capito questo movimento, lavora in questa zona, lavora su questo organo, ho sentito che mi ha fatto bene".

E allora ecco che create la vostra verità, così possiamo raccontare, possiamo trasmettere agli altri questa sensazione del benessere.

Forse è questa la cosa che farà la differenza. Ci vorrà disciplina, ci vorrà tanto impegno, una motivazione forte.

Ed è proprio per questo che dico: prima di pensare di cambiare mestiere, detto proprio brutalmente, pensate di cambiare voi, pensate di trasformare voi stessi. E così forse un giorno ci verrà una sensazione naturale di voler trasmettere e aiutare anche altre persone. Però deve partire tutto da noi stessi.

17/08/2026

C'è un piccolo ponte, qui in città, che nella bella stagione diventa una specie di esperimento sociale.

Vivo e lavoro in questa città sulla costa e, appena posso, faccio i miei giri in bicicletta per sgranchire le gambe. Passo spesso dal punto che divide il nord e il sud della costa, dove il fiume attraversa la città e sfocia al mare: lì c'è una passerella, un ponte piccolo e stretto, sul quale passano due persone in fila.

D'inverno o in autunno, con poche persone in giro, non serve scendere dalla bici: c'è la rampa, si sale e si passa tranquillamente.

Adesso è diverso. In questi mesi, e soprattutto nei weekend, di gente ce n'è tanta. Finché si va a piedi, anche in due direzioni opposte, fila tutto liscio. Poi arrivano le biciclette che non scendono, magari due, una da una parte e una dall'altra, e nessuno dei due vuole mettere il piede a terra. Il resto potete immaginarlo.

Ogni volta mi sembra un piccolo esperimento sociale, e ogni volta lo trovo simpatico.

E voi, su un ponte così, scendete dalla bici o restate in sella?

13/08/2026

La scuola dura due anni.

Siamo intorno alle quattrocento ore e sicuramente sforiamo, perché c'è tanto da fare. Non soltanto queste quattrocento ore, ma anche duecento ore di trattamenti che farete voi, documentati: basta una riga, cosa avete sentito e cosa avete fatto. Fondamentalmente sono seicento ore, forse anche di più. Dipende da voi stessi.

Ho cercato di andare incontro a esigenze diverse, in modo da non farvi perdere il vostro pranzo domenicale. Quindi ho fatto così: una sera in mezzo alla settimana, il mercoledì, circa tre ore, di solito anche un po' di più. Poi un pomeriggio intero, un sabato al mese, sei ore.

Quel sabato diventa una sorta di intensivo, dove ripetiamo tutte le cose fatte nelle giornate della settimana. E diventa molto interessante. Ripeto: è un intensivo, quindi intenso nel vero senso della parola. Ci si allena molto, specialmente i primi mesi.

Dobbiamo sbloccare il diaframma, l'hara, il tanden, la nostra vera forza. Sbloccare, trasformare, rafforzare. È così che diventiamo più sensibili.

Se avete domande sul percorso, scrivetele qui sotto o mandatemi un messaggio.

12/08/2026

Quando la gamba scende da un lato, la testa gira dalla parte opposta.

Non fissatevi sulla gamba che deve toccare il pavimento: è una fissazione che non serve. Il modo corretto è sfruttare il peso del corpo e lavorare a livello posturale.

Vedo spesso i piedi troppo liberi. Qui il piede va tenuto a martello e mantenuto così, perché il tendine d'Achille resta allungato. Con il piede libero non c'è stabilità e non c'è controllo. Con il piede a martello il bacino si gira di meno, ma il movimento è controllato, e si evitano incidenti spiacevoli.

Contate una decina di volte a destra e una decina a sinistra, poi vi regolate bilanciando i due lati.

A pancia sotto il piegamento in avanti è praticamente impossibile, quindi facciamo il piegamento indietro. Mani all'altezza del petto, gomiti stretti, dorso dei piedi appoggiato a terra. Non serve distendere le braccia e restare con le spalle vicine alle orecchie e la testa incassata: meglio abbassare le spalle, tenere le braccia piegate e salire anche meno. All'inizio, in particolare, il bacino resta a terra.

Da qui si inspira. Espirando, mento aperto e occhi rivolti verso l'alto, come se voleste guardare indietro.

Provate e ditemi come va con il piede a martello.

11/08/2026

"Non è un massaggio."

E la domanda che arriva subito dopo è sempre la stessa: allora a che serve?

Serve a tante cose. Nello Shiatsu si lavora in profondità, attraverso i meridiani e le zone del corpo, partendo dalle tensioni. Si cerca un equilibrio che non è solo energetico, ma anche fisico: destra e sinistra, sopra e sotto, gli organi interni che corrispondono agli arti, ad altre parti del corpo, alla schiena.

C'è stato un periodo in cui lo Shiatsu è andato molto di moda. E quando una cosa va di moda sembra semplice. In realtà è un lavoro complesso che viene semplificato, e semplificare non è facile: richiede studio, soprattutto su sé stessi.

Ti faccio un esempio. Se non riesci a spiegare un concetto come lo spiegheresti a un bambino di cinque anni, in modo che lo capisca davvero, allora quel concetto non lo sai. Ci vuole molto lavoro su di sé. È questo che fa la differenza.

In Italia ci sono tante scuole, anche ottime. Nella scuola in cui insegno non si tratta di imparare a memoria i kata per fare dei trattamenti. Non è che impari i punti di pressione e i meridiani, poi vai a schiacciare e la persona sta meglio. Non funziona così.

Per capirlo bisogna provare su sé stessi. Per questo c'è tanta preparazione del corpo, del respiro e dell'atteggiamento mentale di chi pratica: perché è quello che poi arriva, in modo positivo, alle persone che ricevono il trattamento.

Come sempre, qualsiasi cosa fatta in profondità diventa un'esperienza trasformativa.

Tu che idea ti eri fatto dello Shiatsu?

10/08/2026

Ci abbiamo messo un po' ad arrivare, tra le curve dell'Umbria, ma ne è valsa la pena. Siamo immersi nella natura, con tutti i comfort: il posto giusto per un ritiro di yoga intensivo.

Questo fine settimana ci sarà da studiare. Non sarà una vacanza, e lo dico chiaramente perché è giusto arrivarci consapevoli: lavoreremo molto sull'essere presenti, sulla centratura, su Dharana, la concentrazione.

La concentrazione non è restare seduti a pensare a una cosa sola e finisce lì. Prima serve buttare fuori quello che ci portiamo dietro, le cose vecchie, e lo facciamo attraverso il corpo: molta pratica di asana, insieme a meditazioni specifiche per allenare proprio questa capacità.

Dharana è per certi versi l'opposto di Pratyahara. Se Pratyahara è ritirarsi dentro di sé e chiudere i sensi, Dharana va nella direzione contraria: alleno corpo, mente, sentimento ed emozioni a muoversi tutti insieme, in un'unica direzione.

Pensate a cosa significa nella vita di ogni giorno, quando avete un progetto o un sogno e non potete permettervi di disperdervi. Questo allenamento serve proprio a questo: andare più dritti possibile verso ciò che vogliamo realizzare, e verso noi stessi.

È adatto a tutti, lo dico sempre: serve arrivare con una decisione presa e la disponibilità ad adattarsi, perché anche quello fa parte dello studio. Ma basta la buona volontà.

Il posto è molto bello e ci sarà anche la possibilità di stare un po' con voi stessi, cosa che a volte mette in difficoltà. Ma non possiamo scappare da noi stessi: venite, facciamo amicizia con noi stessi. Se vi va di esserci, fatemelo sapere. A presto.

09/08/2026

Se non è un massaggio, uno si chiede: ma allora a cosa serve lo Shiatsu? Serve per tante cose, perché si lavora in profondità anche attraverso i meridiani, ma tutto parte dalle zone del corpo, dalle tensioni, dalla ricerca di un equilibrio che non è soltanto energetico ma anche fisico: destra e sinistra, sopra e sotto, gli organi interni che corrispondono agli arti o ad altre parti del corpo, la schiena.

Lo Shiatsu ha avuto un periodo in cui è diventato molto di moda, e come succede a tante cose quando diventano di moda, sembra semplice. Ma è un lavoro complesso che viene semplificato, e per riuscire a semplificare qualcosa di complesso bisogna studiare molto su sé stessi: non è affatto facile.

Ti faccio un esempio: se non sai spiegare un concetto come lo spiegheresti a un bambino di cinque anni, in un modo che lui possa capire davvero, allora vuol dire che non lo conosci abbastanza a fondo. Ci vuole un lavoro lungo su sé stessi, ed è proprio questo che fa la differenza.

In Italia ci sono davvero tante scuole valide, ma forse è proprio questo che, nella mia scuola, fa la differenza: non si tratta di imparare a memoria i kata per eseguire un trattamento, o di studiare punti di pressione e meridiani per poi premere e aspettarsi che la persona stia meglio. Non funziona così.

Per capirlo davvero bisogna lavorare molto su sé stessi, provare su di sé: c'è una preparazione del corpo, del respiro, e anche dell'atteggiamento mentale dell'operatore Shiatsu, che poi si riflette in modo positivo su chi riceve il trattamento.

Come sempre, quando una cosa viene fatta in profondità, diventa un'esperienza trasformativa.

Indirizzo

Via Carracci 4/a
Senigallia
60019

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