Dott.ssa Karin Vero Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Karin Vero       Psicologa-Psicoterapeuta Consulenze psicologiche
Interventi per alunni con BES
Psicoterapie individuali, di coppia e familiari

🧡 Settembre può essere il momento per rivolgersi a Psicoterapia Aperta, progetto per rendere la psicoterapia accessibile...
17/09/2026

🧡 Settembre può essere il momento per rivolgersi a Psicoterapia Aperta, progetto per rendere la psicoterapia accessibile a cui aderisco ogni anno! www.psicoterapia-aperta.it

🖋

Settembre ha qualcosa di particolare.

Ha il sapore dei nuovi inizi, ma anche di tutto ciò che abbiamo imparato lungo la strada. È un buon momento per rivalutare la rotta.

Ma il cambiamento non arriva all'improvviso. Arriva quando iniziamo a chiederci dove risiedono i nostri blocchi più profondi.

Che questo settembre sia uno spazio per ricominciare. Con più ascolto. Con più autenticità. Con un po' più di gentilezza verso noi stessi.

Se senti che è il momento di prenderti cura della tua salute psicologica, noi ci siamo.

🌞 psicoterapia-aperta.it

BUON ANNO SCOLASTICO!!! 📚💪💖
15/09/2026

BUON ANNO SCOLASTICO!!! 📚💪💖

Ogni settembre sembra quasi che i ragazzi debbano tornare a scuola felici per contratto. Li fotografiamo con lo zaino nuovo, chiediamo se sono emozionati e ci aspettiamo la risposta giusta. Il rientro, però, non ha lo stesso significato per tutti. Molti ritroveranno con piacere amici e abitudini, mentre altri sentiranno tornare l’ansia di non essere all’altezza, la paura di incontrare di nuovo chi li ha feriti o quel mal di pancia della domenica sera al quale noi adulti diamo troppo in fretta il nome di capriccio.

Da psicologo, quest’anno vorrei rivolgere il mio augurio soprattutto a loro. Non sentirsi pronti non significa avere qualcosa che non va. Significa avere bisogno di un po’ più di tempo e di qualcuno disposto a capire cosa renda così faticoso attraversare quel cancello.

Quando un figlio dice che non vuole andare a scuola, la prima risposta adulta non dovrebbe essere un giudizio sulla sua volontà. Fermiamoci prima di definirlo pigro, svogliato o disinteressato. Dietro quelle parole può esserci una storia che non siamo ancora riusciti ad ascoltare. Anche il rendimento va tenuto al suo posto: un voto valuta una prova, non può diventare il nome di un ragazzo né la misura del suo valore.

Auguro agli insegnanti di trovare il tempo per accorgersi anche di chi non chiede nulla, perché spesso i ragazzi che sembrano non avere problemi sono semplicemente diventati molto bravi a nasconderli.

Buon anno scolastico, soprattutto a chi entrerà in classe portando un peso che non si vede. Mi auguro che trovi un adulto capace di accorgersene, prima che quel peso venga scambiato per svogliatezza, disinteresse o cattiva educazione.

12/09/2026

C’è gente che sa sempre come dovrebbero vivere gli altri. Con chi stare, come crescere i figli, quanto soffrire dopo una separazione, cosa pubblicare, come vestirsi. Basta vedere una fotografia o ascoltare mezza confidenza per sentirsi autorizzati a ricostruire una vita intera e pronunciare una sentenza.

Sui social questa abitudine è diventata quasi uno spettacolo. Si entra nelle vite altrui senza alcuna delicatezza e si chiama sincerità quella che spesso è soltanto invadenza.

Chi parla continuamente degli altri, molte volte, ha bisogno di spostare lo sguardo da sé. Occuparsi delle fragilità altrui è più comodo che riconoscere le proprie. Il giudizio regala per qualche minuto la sensazione di essere migliori, più lucidi, dalla parte giusta. Se poi arrivano un like o un commento di approvazione, anche la cattiveria sembra trovare una giustificazione.

Avere un account social non trasforma un’opinione in una verità e la libertà di espressione non ci solleva dalla responsabilità delle parole. Possiamo dire quasi tutto, certo, ma questo non significa che tutto ciò che diciamo sia intelligente, necessario o rispettoso.

Prima di scrivere di qualcuno dovremmo fermarci e chiederci quanto sappiamo davvero della sua vita e perché sentiamo il bisogno di parlarne. Perché chi sta abbastanza bene con se stesso, di solito, non passa il tempo a fare a pezzi gli altri per sentirsi migliore.

Imparare a tacere davanti a ciò che non conosciamo sarebbe già una buona forma di rispetto.

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨!🆘 𝐒𝐞 𝐭𝐮 𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐨...
10/09/2026

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨!
🆘 𝐒𝐞 𝐭𝐮 𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞!
È possibile rivolgersi a un professionista della salute mentale, ai servizi sanitari del territorio, o al Pronto Soccorso. In una situazione di emergenza o di pericolo, chiama il 112.

www.dipendenze.com
28/08/2026

www.dipendenze.com

Meta non ammette alcuna responsabilità ma pagherà fino a 16,68 miliardi di dollari e cambierà Facebook e Instagram. Sul piano giuridico non è una confessione. Sul piano umano è difficile fingere che non significhi nulla. A volte il denaro non confessa, ma racconta.

Arriveranno limiti di tempo, restrizioni notturne, meno notifiche a scuola e controlli seri sull’età. Ma se il prodotto era già abbastanza sicuro, perché modificarlo adesso?

Adam Mosseri ha ammesso che quasi nessun adolescente attivava “Prenditi una pausa”. E dovrebbe sorprenderci? Chiedere a un ragazzo di azionare da solo il freno dentro una macchina progettata per non fermarsi è un’ipocrisia travestita da libertà. Gli adolescenti non sono adulti in miniatura: il controllo degli impulsi è ancora in formazione, mentre il bisogno di approvazione è potentissimo. Le piattaforme lo sanno. Lo misurano, lo prevedono e lo trasformano in permanenza online.

Meta dice che il rapporto tra social e salute mentale è complesso. È vero. Ma “complesso” non significa innocuo. Se una piattaforma alimenta confronto, insonnia, ansia e incapacità di staccarsi, non può usare la complessità come alibi e poi lasciare il conto alle famiglie.

Servono regole sul design, ma non basta. Sotto i sedici anni i social non dovrebbero essere accessibili. Dopo, sì, ma soltanto con un Patentino Digitale obbligatorio: educazione agli algoritmi, ai dati, alla reputazione, alla dipendenza e alle conseguenze delle proprie azioni.

La multa non diventi il prezzo per comprare il silenzio. Per anni abbiamo chiesto ai ragazzi di controllarsi e ai genitori di sorvegliare. Era più comodo così. Intanto gli adulti più potenti del mondo guadagnavano proprio dalla difficoltà dei più giovani a fermarsi.

NO, NON È TUTTO OK! 📵
12/08/2026

NO, NON È TUTTO OK! 📵

Cartelloni pubblicitari che spingono all’acquisto di un modello di lusso con un bambino piccolo, troppo piccolo. Così il telefono assume il significato di una …

https://www.dipendenze.com/di-cosa-ci-occupiamo/dipendenze-tecnologiche
12/08/2026

https://www.dipendenze.com/di-cosa-ci-occupiamo/dipendenze-tecnologiche

Sotto l’ombrellone vicino al mio, una bambina chiedeva lo smartphone al padre. Lui le ha detto di no, lei ha insistito e ha cominciato a piangere, alzando la voce. Il padre ha resistito per qualche minuto, poi, sfinito, ha preso il telefono e glielo ha consegnato. La bambina ha smesso subito di piangere.

Non ho pensato a una bambina capricciosa. Ho visto una situazione comune: un adulto stanco che, pur di interrompere un momento diventato faticoso, rinuncia al limite appena stabilito. In quell’istante consegnarle lo smartphone gli sarà sembrata la soluzione più semplice. Il problema nasce quando questa risposta diventa abituale, perché la bambina finisce per capire che il no non è definitivo e che, insistendo abbastanza, può far cambiare la decisione dell’adulto.

La frustrazione fa parte della crescita e non dobbiamo eliminarla. Un bambino può desiderare qualcosa, non ottenerla, arrabbiarsi e piangere senza che questo significhi aver subito un danno. In quei momenti ha bisogno di sentire che l’adulto comprende il suo dispiacere, ma rimane fermo. Quel padre avrebbe potuto dirle: “So che vuoi il telefono e capisco che sei arrabbiata, ma adesso non puoi usarlo. Puoi essere dispiaciuta, io resto qui con te, però la mia decisione non cambia”.

Essere genitori significa anche riuscire a sopportare il malessere momentaneo dei figli e il disagio che provoca in noi. Se ogni lacrima porta a una concessione, lo smartphone rischia di diventare lo strumento con cui spegniamo le emozioni e chiudiamo in fretta i conflitti. Un bambino cresce anche quando scopre che può volere intensamente qualcosa, non riceverla, stare male per un po’ e poi superare quel momento con un adulto accanto. Forse, in passaggi come questo, crescono entrambi.

https://newsite.dipendenze.com/elenco-esperti-dite
03/08/2026

https://newsite.dipendenze.com/elenco-esperti-dite

Molti genitori conoscono bene quella scena. Arriva il momento di spegnere il tablet, chiudere il videogioco o mettere via il telefono e improvvisamente il bambino cambia. Urla. Si agita. Piange. Diventa aggressivo oppure disperato. E la reazione immediata spesso è una sola: “Sta facendo i capricci.”

A volte però dietro quella rabbia c’è qualcosa di più complesso.

Perché molti bambini oggi utilizzano gli schermi non solo per divertirsi, ma per calmarsi, distrarsi, regolare emozioni che da soli fanno ancora fatica a contenere. Lo schermo diventa una sorta di anestesia emotiva veloce: interrompe la noia, abbassa l’ansia, evita il silenzio, occupa la mente.

E allora quando quello stimolo viene tolto, non stanno semplicemente perdendo un gioco. Stanno perdendo qualcosa che li aiutava a non sentire fatica, frustrazione o vuoto.

Questo non significa lasciare che usino gli schermi senza limiti. Significa capire che il problema non si risolve soltanto spegnendo il dispositivo. Perché se un bambino non sviluppa altri modi per calmarsi, aspettare, stare con sé stesso o attraversare emozioni difficili, continuerà a cercare fuori qualcosa che lo anestetizzi.

Per questo educare oggi non significa soltanto dire dei no. Significa accompagnare i figli a costruire strumenti interiori che permettano loro di tollerare il vuoto, la noia, l’attesa e la frustrazione senza aver bisogno di uno schermo acceso per stare bene.

Perché un bambino non nasce dipendente da un dispositivo. Diventa dipendente quando quel dispositivo sostituisce troppo presto qualcosa che dovrebbe trovare nelle relazioni, nel gioco reale e nella presenza degli adulti.

Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche Gap e Cyberbullismo
31/07/2026

Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche Gap e Cyberbullismo

PRIMA DEI 15 ANNI NIENTE SOCIAL. DAI 15, SOLO CON IL PATENTINO DIGITALE

Firma la petizione è promossa dall'Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche Gap e Cyberbullismo!
31/07/2026

Firma la petizione è promossa dall'Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche Gap e Cyberbullismo!

PRIMA DEI 15 ANNI NIENTE SOCIAL. DAI 15, SOLO CON IL PATENTINO DIGITALE

Indirizzo

Via Giambattista Fiorini, 25
Senigallia
60019

Telefono

3881549153

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Karin Vero Psicologa-Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare