Pediatra Carla

Pediatra Carla Esperta in educazione e salute digitale, membro del comitato scientifico di Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche).
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Carla Tomasini MD
Pediatra, scrittrice, direttrice sanitaria di Salus Familiae
Poliambulatorio per la famiglia a 360’ a Senigallia 🧑‍🧑‍🧒‍🧒
www.pediatracarla.com Dott.ssa Carla Tomasini, laureata con lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Parma nel 2005, Specializzata in Pediatria e Puericultura presso l'Ospedale Universitario Di Granada (Spagna) nel 2010, Master Internazi

onale di II Livello in Nutrizione e Dietetica con lode presso l'Università Politecnica delle Marche nel 2015. Educatrice di primo soccorso pediatrico, membro del comitato scientifico di Salvamento Academy.

Abbiamo deciso di portare gli incontri in presenza di Salus Familiae anche online, perché siano accessibili anche fuori ...
28/07/2026

Abbiamo deciso di portare gli incontri in presenza di Salus Familiae anche online, perché siano accessibili anche fuori dalla nostra regione.

Dopo tanto lavoro ecco il nostro Webinar sull’educazione al vasino (Spannolinamento) in diretta e interattivo, a numero chiuso, della durata di 2 ore e mezza, con Giorgia Tiz e con la sottoscritta 🤗

Resterà registrato per un mese, così potrete fruirne anche successivamente e farlo vedere a tutta la famiglia (nonni, babysitter…) in modo da avere una coerenza educativa.
Riceverete anche una dispensa per tenere saldi i punti più importanti.

Attenzione: nessun metodo!
Come lo svezzamento è vostro, anche lo spannolinamento è vostro!

Ci vediamo giovedì 6 agosto alle 09:30!

Per le iscrizioni:
👉🏼 sul sito www.salusfamiliae.it > corsi e webinar

27/07/2026

Come nascono e si viralizzano facilmente le fake news?

Purtroppo, dipende da come sono impostati gli algoritmi dei social.

Chi crea fake news sa perfettamente mentire, ma sa anche che facendolo toccherà la pancia sia di chi le riconosce come tali, sia di quelle poche persone che invece ci credono.

In entrambi i casi ci saranno commenti, condivisioni (magari proprio per mostrare quanto l’ha sparata grossa) che non fanno altro che alimentare un circolo virtuoso per l’inventore della fake news: più visualizzazioni significa maggiore possibilità di raggiungere quella nicchia di pubblico che ci crede, applaude e idealizza queste figure.

Chi non conosce bene l’argomento si trova davanti a un video molto virale, apparentemente autorevole (perché le strategie non mancano mai a chi vuole sfruttare l’onda senza un minimo di etica), con sotto tanti applausi e complimenti.
È facile farsi trarre in inganno e cominciare a dire che i medici creano confusione e la pensano tutti in modo diverso.

In realtà, il 99% e oltre della comunità scientifica è concorde su tutti i temi su cui la letteratura è estremamente chiara.
Ci sarà sempre una piccolissima minoranza di persone negazioniste: ci sono perfino per il cambiamento climatico!

Ma la comunità scientifica è coesa, è fatta da tante persone spesso silenziose che lavorano nelle università, negli ospedali, negli ambulatori e che sono concordi tra loro e con le linee guida. Solo che non fanno rumore.

Ad oggi non esiste un ente preposto a bloccare le fake news e purtroppo mi duole dire che gli ordini dei medici se ne restano zitti a lasciare che tutto accada, mentre le persone perdono fiducia nei professionisti sanitari.

Come utenti ormai navigati, spero che sappiate riconoscere le fake news rapidamente, soprattutto le strategie messe in atto da questi personaggi, perché usano pattern estremamente ripetitivi e riconoscibili.

Fortunatamente ci sono tanti profili di sanitari che fanno comunicazione in modo corretto e possono aiutarvi sia nell’offrire informazioni corrette, sia aiutarvi riconoscere le fake news.

Siate utenti consapevoli 👀

Recharging ⚡️
26/07/2026

Recharging ⚡️

Puntuale come ogni estate arriva l’intertrigine, quell’arrossamento nelle pieghette della cute che traspira poco.Nei lat...
23/07/2026

Puntuale come ogni estate arriva l’intertrigine, quell’arrossamento nelle pieghette della cute che traspira poco.
Nei lattanti tipicamente le ascelle, ma anche le pieghe inguinali e talvolta dentro l’ombelico.

La cute dei più piccoli è sottile. Con lo sfregamento e il calore si accumulano cellule morte e sudore: una poltiglia che i batteri adorano per nutrirsi e moltiplicarsi, contribuendo a infiammazione e cattivi odori.
Talvolta odori pestilenziali (ombelico soprattutto!).

⚠️ Attenzione però: dire che c’è sovraccrescita batterica non equivale a dire che va dato antibiotico!
Per lo più sono batteri che vivono comunemente sulla cute e non fanno danno.

Il trattamento, o meglio, la gestione (visto che non è una vera e propria patologia) consiste in:

✔️ Lavare delicatamente una volta al giorno rimuovendo i detriti.
✔️ Asciugare bene, tamponando.
✔️ Non coprire troppo il bimbo, ma lasciar traspirare la cute.
✔️ Eventualmente una barriera (pasta all’ossido di zinco)

Attenzione invece se la lesione è più infiammata o presenta croste:

🚩 lesione molto arrossata, bagnata, con puntini rossi satelliti: candidosi.
🚩 lesione con crosta bagnata giallo miele: impetigine.

👉🏼 in tal caso consulta il tuo pediatra per il trattamento adeguato.

Io ho perso il conto di quante volte ho spiegato l’intertrigine ai genitori. È curioso che molti non se ne accorgano e poi ci restano male quando lo faccio notare. Eppure credetemi, si nasconde nelle pieghe soprattutto nei lattanti omino-Michelin e non si vede se non apri tutte le pieghette!!

23/07/2026

La Francia è il primo Paese europeo a vietare l’accesso ai social media ai minori di 15 anni.

Si potrebbe obiettare che sia un po’ come chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. E, in parte, è vero. Intervenire oggi significa cercare di limitare gli effetti di uno strumento che milioni di ragazzi utilizzano quotidianamente da anni e dal quale molti hanno ormai sviluppato una dipendenza comportamentale estremamente difficile da interrompere.

Ma, nonostante questo, il segnale è importante.

Perché, finalmente, si prende atto di una realtà che la ricerca scientifica documenta da tempo: l’utilizzo intensivo dei social media attiva i circuiti dopaminergici della ricompensa con meccanismi sorprendentemente simili a quelli osservati nelle dipendenze da sostanze. Notifiche, like, scrolling infinito e contenuti sempre nuovi alimentano un ciclo di gratificazione immediata che rende sempre più difficile interrompere il comportamento.

Per chi è già cresciuto immerso in questo ecosistema, invertire la rotta non sarà semplice. Ridurre drasticamente l’utilizzo dei social può provocare irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione e un marcato senso di vuoto, proprio perché il cervello si è adattato a una stimolazione continua.

Tuttavia, la decisione francese rappresenta un cambiamento culturale prima ancora che normativo. Significa riconoscere che non siamo di fronte a un semplice passatempo, ma a uno strumento capace di modificare profondamente i nostri processi cognitivi e comportamentali.

Le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti:

aumento delle difficoltà attentive, riduzione della capacità di mantenere la concentrazione, frammentazione della memoria, maggiore impulsività e una crescente vulnerabilità emotiva.

Non è certo l’unica causa dell’incremento di ansia e depressione osservato negli ultimi anni, ma rappresenta senza dubbio uno dei fattori di rischio più rilevanti, soprattutto durante lo sviluppo.

La risorsa più preziosa che possediamo è il nostro tempo che si misura anche in termini di ciò a cui decidiamo di dare attenzione…la nostra attenzione. Ed è proprio quello che l’economia dei social media monetizza ogni giorno.

Forse questa decisione arriva tardi. Ma arriva. E rappresenta un primo, fondamentale passo verso una maggiore consapevolezza collettiva del prezzo che stiamo pagando per un sistema progettato non per lasciarci andare… ma per trattenerci il più a lungo possibile.

23/07/2026

Appuntamento con il DOK Mauro Cinquetti, pediatra, neuropsichiatra infantile e specialista in gastroenterologia.
Primario di Pediatria presso AUSL Scaligera, Verona.

Famiglia di turisti con bimbo di 9 anni con febbre alta e mal di gola da 2 giorni. “Ha le placche! Serve l’antibiotico”....
21/07/2026

Famiglia di turisti con bimbo di 9 anni con febbre alta e mal di gola da 2 giorni. “Ha le placche! Serve l’antibiotico”.

Le “placche” ci sono, ma la gola non è molto rossa, i linfonodi del collo sono piccoli. Si affrettano a dirmi che la mononucleosi il bambino l’ha già avuta (la mononucleosi può causare “placche” ma non necessita di antibiotico). Il resto del’esplorazione è ok.

Comunico che a me sembra virale, ma farò un test rapido per ricerca dello streptococco: NEGATIVO.

Ok, “Andate in pace”.

Ma i genitori sono titubanti. Una volta usciti faranno “shopping medico” alla ricerca di una ricetta per l’antibiotico o rompendo le scatole ai farmacisti.

In parte capisco: sono turisti, non hanno i loro riferimenti, la vacanza è rovinata… se c’è la febbre-fobia in tutti i genitori, figuriamoci se sono chiusi in una stanza di hotel con 35’C fuori…

A questo punto esco da ciò che dovrei fare perché voglio risparmiare l’antibiotico al bambino.
Potrei ripetere il tampone per tranquillizzarli, potrei mandarli in un laboratorio a fare la coltura dell’essudato faringeo (che però ci mette un po’ e non credo aspetteranno).

Fortunatamente ho una PCR in ambulatorio.
Attenzione: ci tengo a sottolineare che NON è necessaria in questi casi, NON è da linee guida, NON la farei in un caso simile a nessuno dei miei pazienti perché loro si fidano di me, ma questa famiglia non si fida. PCR NEGATIVA.

Ok, li ho convinti, se ne vanno sereni e non cercheranno l’antibiotico inutile, contribuendo tra l’altro all’antibioticoresistenza che è una delle peggiori eredità che stiamo lasciando alle nuove generazioni.

Con questo post non ho spiegato la procedura standard di una diagnosi (per quella basta visita + eventuale tampone di conferma ed è così che lavoro abitualmente).
Ma spero di aver convinto TUTTI che “placche” non significa “antibiotico fai-da-te”. Anche se avete paura, anche se siete in ferie, anche se avete portato con voi l’antibiotico “caso mai servisse”…

L’antibiotico si dà solo sotto consiglio medico e… provate a fidarvi un po’ di noi per evitare antibiotici o procedure inutili ai vostri figli👌

20/07/2026

Credo che una buona comunicazione sanitaria possa fare la differenza quanto una buona diagnosi e terapia.

Per questo negli anni ho dedicato tempo al suo studio, come una disciplina a sé stante.

Ho studiato comunicazione sanitaria durante il percorso di specialità in Spagna, come parte integrante della nostra formazione, attraverso corsi tenuti da psicologi. Tuttavia il 90% era rivolto a evitare denunce (la cosiddetta “medicina difensiva”). Solo una piccola parte era rivolta all’atto di cura.

Ho dovuto recuperare da sola e migliorarmi con gli anni, scoprendo che la comunicazione è una disciplina a sé stante e anche un’arte. Il mondo dei social ha addirittura regole a sé che cambiano velocemente quando cambia il contesto sociale: la stessa frase o lo stesso video possono essere interpretati in modo totalmente diverso a seconda del periodo in cui si pubblicano.

Penserete: che casino, chi te lo fa fare?

Ciascuno di noi ha una passione, un ikigai. Nella medicina sono riuscita a inserire un mio interesse nel momento inaspettato in cui arrivavano i primi smartphone e si diffondevano i social. Oggi sono passati circa 13-14 anni dai miei primi post naive su Facebook.

Sapete, siamo in un momento storico dove la fiducia medico-paziente è ai minimi storici e le istituzioni scientifiche vengono costantemente attaccate. Fa male al cuore vedere la deriva che il mondo ha preso…

La comunicazione è un’arma potentissima dove, in un secondo, una notizia può diventare virale a livello globale e tutto si gioca su quale notizia arriva più forte.

Ci sono tanti personaggi con strategie che gridano forte contenuti antiscientifici 📣 e poi c’è chi ha conoscenze ma non strategie. È una lotta impari, ma si può fare ugualmente!

Come medici non possiamo perdere l’occasione di migliorarci in questo aspetto, non necessariamente sui social, ma nei nostri ambulatori, nei corridoi, al telefono.

Basta offrire così poco di sé stessi per svoltare una comunicazione, che si tratti di dare una notizia positiva o negativa. Perché poco può cambiare tutto.

Siamo ciò che comunichiamo 👌

Indirizzo

Via Corridoni 11
Senigallia
60019

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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