Studio Postural Move

Studio Postural Move Grazie alla passione della Dr.ssa Alessandra Trabattoni, nasce a Seregno Studio Postural Move.

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05/06/2026

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04/06/2026

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PSOAS contratto e i SINTOMI FISICI dell'ANSIA: lo stress non è solo "nella testa"

Lo stress non è solo "nella testa". Letteralmente si immagazzina nei muscoli, in particolare nei muscoli respiratori e dell'anca. E da lì comincia a generare una serie di sintomi fisici con i quali molte persone convivono costantemente.

Oggi ti racconto perché due muscoli specifici, il diaframma e lo psoas, sono quelli che reagiscono per primi e in modo più intenso allo stress. E poi qual è la differenza tra stress acuto e stress cronico, e perché lavorare su questi muscoli libera spesso anche la mente, oltre al corpo.

🛡️ DIAFRAMMA E PSOAS: I MUSCOLI DELLA CHIUSURA PROTETTIVA

Il meccanismo dello stress è semplice da capire dal punto di vista evolutivo. Quando il cervello percepisce una minaccia, manda al corpo un segnale di allarme che si traduce nell'irrigidimento di una serie di muscoli, perché il corpo si prepara o a combattere o a scappare. Tutti i muscoli del corpo reagiscono un po', ma alcuni reagiscono molto più di altri.

I due principali sono il diaframma e lo psoas. Il diaframma reagisce per primo perché, di fronte a qualcosa di brutto, la prima cosa che facciamo istintivamente è bloccare il respiro. Lo psoas reagisce subito dopo, per due motivi: è il "vicino di casa" del diaframma, collegato dalla stessa fascia, e soprattutto è uno dei principali muscoli di chiusura protettiva del corpo umano.

Ogni volta che ti succede qualcosa di negativo, che hai un problema, che provi un dolore, l'istinto del tuo corpo è quello di chiudersi su se stesso per proteggere gli organi. Quella chiusura è guidata dallo psoas, che tira il busto in avanti e ti porta verso la classica posizione fetale. È un riflesso antico, profondissimo, che condividiamo con tutti i mammiferi.

⚡ STRESS ACUTO E STRESS CRONICO: DUE STORIE DIVERSE

Il punto importante da capire è che questo meccanismo funziona benissimo quando lo stress è acuto, cioè di breve durata. Un pericolo reale, qualcuno che vuole farti del male, una caduta improvvisa, un'esplosione che ti fa istintivamente chiudere a riccio. In quei casi il diaframma e lo psoas si contraggono di colpo, e poi quando il pericolo passa si rilassano altrettanto rapidamente.

Lo stesso meccanismo si attiva però anche per stress che non mettono in pericolo la nostra sopravvivenza, ma che continuano a girarci in testa per giorni o settimane. La PEC dell'Agenzia delle Entrate, un problema sul lavoro, una preoccupazione personale, un litigio non risolto. Per il sistema nervoso autonomo il segnale è esattamente lo stesso, ma stavolta non si spegne più dopo qualche minuto.

Da qui parte la grande differenza. La tensione muscolare che dovrebbe essere "improvvisa, forte, poi mi rilasso" diventa una tensione bassa e costante, sempre presente. I muscoli finiscono per "contenere" il nostro stress emotivo, lo immagazzinano fisicamente nelle loro fibre, e diventano col tempo cronicamente rigidi.

Il risultato sono contratture, rigidità, dolori che condizionano i movimenti, sensazioni di oppressione al petto, mal di schiena di fondo, gambe pesanti. Sono sintomi che molte persone vivono per anni senza riuscire a spiegarseli, perché non li ricondurrebbero mai al loro reale punto di partenza.

👩 LA RAGAZZA CHE LEGGEVA I TERMINI E CONDIZIONI

Mi è capitato anni fa di parlare con una ragazza molto giovane, esteriormente molto solare e sorridente, ma forse la persona più ansiosa in assoluto che io abbia mai conosciuto. Aveva un livello di ansia probabilmente patologico, perché aveva paura di tantissime cose completamente infondate.

Giusto per darti un'idea: era una di quelle persone che leggono per intero tutti i termini e condizioni degli aggiornamenti dei software, perché aveva paura che potesse "succedere qualcosa" che non si sa bene. Non andava al mare con il suo fidanzato, perché aveva paura di perdersi. La sua vita era piena di queste piccole-grandi paure, costanti, che riempivano qualsiasi spazio mentale libero.

Era venuta da me per una tendinite dello psoas. Una tendinite, badi bene, in una delle persone più sedentarie che abbia mai conosciuto. Aveva sviluppato un livello di tensione muscolare attorno allo psoas talmente alto, da pura tensione emotiva, che il muscolo era arrivato a sviluppare un'infiammazione cronica del tendine. E lo aveva fatto in assenza completa di sforzo fisico.

È un esempio estremo, e ovviamente la maggior parte delle persone con ansia non arriva a quel livello. Ma è un esempio che mostra in modo chirurgico fino a che punto la tensione emotiva possa trasformarsi in rigidità muscolare concreta, e rimanere lì a farci compagnia per anni nostro malgrado.

🔄 IL COLLEGAMENTO TRA CORPO E MENTE È BIDIREZIONALE

Ed è qui che entra in gioco il pezzo più interessante di tutto il quadro. I collegamenti nel corpo umano non vanno solo dalla mente al corpo, vanno anche dal corpo alla mente. Quando io distendo attivamente quei muscoli che si erano contratti per via di una tensione emotiva, do un messaggio chiaro al cervello: "puoi distendere anche il motivo per cui quella tensione si era formata".

In termini fisiologici, succede che il cervello, ricevendo dai muscoli segnali di rilassamento, abbassa il livello di allerta generale e riduce la produzione degli ormoni dello stress. Non è una metafora new age, è un meccanismo neurofisiologico documentato: muscoli rilassati mandano al cervello segnali di sicurezza, muscoli tesi mandano segnali di allerta.

Per questo un buon lavoro sui muscoli, e in particolare sullo psoas e sul diaframma, è in grado di liberare non solo il corpo, ma anche, e in modo molto concreto, la mente. È una delle ragioni per cui molte persone descrivono una sensazione di lucidità e leggerezza dopo le prime sessioni serie di esercizi mirati su questi muscoli. Una sensazione che va molto oltre il semplice essere "più sciolte".

🧘 L'ESERCIZIO BASE: PSOAS + RESPIRO PROFONDO

L'esercizio classico di partenza è l'allungamento dello psoas con respirazione profonda. Ti metti a terra in posizione di cavalier servente: un ginocchio appoggiato, l'altra gamba avanti con il piede piatto. Spingi la pelvi attivamente in avanti per allungare il muscolo, e accompagni l'allungamento con respiri molto profondi, curando soprattutto l'espirazione lunga e completa.

L'espirazione lunga è il pezzo chiave, perché è il momento in cui il diaframma si rilassa davvero e in cui il sistema nervoso autonomo passa concretamente in modalità "riposo". Da questa combinazione, ripetuta con costanza, lo psoas comincia a sciogliere la tensione accumulata, e con lui anche tutta la parte di sistema nervoso che quella tensione la teneva accesa 💪

Se vuoi lavorare in modo mirato e ordinato su psoas e diaframma, ho creato un protocollo completo nel mio ebook "Riattiva psoas e diaframma", con esercizi base, esercizi avanzati e 12 allenamenti interamente filmati minuto per minuto.

Esattamente il lavoro che serve per liberare la zona dove l'ansia si trasforma in rigidità muscolare.

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23/05/2026

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22/05/2026

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22/05/2026

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Scopri il programma sul sito del Comune (https://www.comune.seregno.mb.it/it/news/seregno-sportweek-2026?type=1) e sul sito di Seregno Sport.

Grazie ai nostri sponsor: Gelsia, BKT Tires, DELLORTO Motorsport. BCC Carate e Treviglio, SeregnoStore.

Indirizzo

Via Rismondo 12
Seregno
20831

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 22:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:30
Giovedì 09:00 - 22:30
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 11:30

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