Paolo Ferrari Psicologo

Paolo Ferrari Psicologo ​Ci sono momenti in cui la vita ci mette duramente alla prova. In questo senso possono diventare un'opportunità per ritrovare il benessere.

Questi momenti ci possono portare a mettere in discussione alcune modalità con cui affrontiamo la quotidianità.

All'interno del libro "Partners. Il matrimonio e le sue alternative" Carl Rogers cita questa affermazione del filosofo d...
08/06/2026

All'interno del libro "Partners. Il matrimonio e le sue alternative" Carl Rogers cita questa affermazione del filosofo danese Søren Kierkegaard.

A volte abbandoniamo noi stessi per essere qualcosa d'altro. E può capitare di non accorgersene nemmeno.

Siamo addestrati a misurare le perdite tangibili, ma possiamo essere distratti di fronte allo scolorimento della nostra identità.

Perdere il proprio sé può significare smarrire il contatto con i propri sentimenti, rinunciare alla propria capacità di valutazione interna e iniziare a vivere esclusivamente secondo le aspettative esterne. È un meccanismo che costruiamo per sentirci accettati ma che può finire con il "soffocarci".

Un percorso psicologico è l'occasione per rimettersi in ascolto della propria voce autentica e ricominciare, passo dopo passo, a "ritrovarsi".

In questo stralcio di "Terapia Centrata sul Cliente", Carl Rogers afferma che la psicoterapia non deve essere uno strume...
02/06/2026

In questo stralcio di "Terapia Centrata sul Cliente", Carl Rogers afferma che la psicoterapia non deve essere uno strumento di controllo sociale, dove un "esperto" decide cosa è giusto per te, ma un percorso democratico.

Rogers vuole superare i modelli che esercitano un "sottile controllo delle persone", basati cioè sull'idea che lo psicologo è l'esperto che valuta e dirige l'individuo.

L'Approccio Centrato sulla Persona restituisce il locus della valutazione all'individuo stesso. In questo modello, il terapeuta non è un valutatore ma un esperto nel creare le condizioni favorevoli affinché la persona possa esercitare la propria auto-regolazione. L'obiettivo è facilitare una crescita indipendente e autentica.

La democrazia fiorisce quando rispettiamo l'autonomia e la dignità di ogni individuo, anche all'interno dal setting terapeutico.

Buona Festa della Repubblica! 🇮🇹

Il senso di colpa è un’emozione profondamente adattiva: ci permette di stare in relazione, di accorgerci quando l'altro ...
06/05/2026

Il senso di colpa è un’emozione profondamente adattiva: ci permette di stare in relazione, di accorgerci quando l'altro si sente ferito e di riparare lo strappo.

In psicologia umanistica, leggiamo il senso di colpa come il segnale di un "disaccordo interno". Quando il senso di colpa è funzionale, ci avvisa che le nostre azioni si sono allontanate daquei valori che sentiamo automaticamente nostri: sentiamo il bisogno di rimediare.

A volte, sperimentiamo un senso di colpa diverso, che blocca e toglie l'aria. Wuando non abbiamo fatto nulla di oggettivamente "sbagliato", ma abbiamo semplicemente provato a mettere un confine o ad ascoltare un nostro bisogno.

In questo caso, il disaccordo interno cambia natura. Da una parte c'è quello che sentiamo e di cui abbiamo autenticamente bisogno, dall'altra c'è il nostro Sé ideale: un'immagine, spesso costruita sulle aspettative degli altri, di come crediamo di "dover essere" per meritare approvazione (sempre forti, sempre disponibili, sempre impeccabili).

Quando proviamo a dare voce a ciò che sentiamo davvero potremmo sentirci in colpa per non essere stati "all'altezza" del copione.

Non ci sentiamo in colpa perché abbiamo fatto del male, ma perché stiamo provando a essere noi stessi.

Un percorso psicologico può diventare quello spazio sicuro in cui esplorare questo disaccordo. Un luogo in cui provare, passo dopo passo, a ridurre la distanza tra ciò che "devi" essere e ciò che sei, guardandoti finalmente con una comprensione nuova.

📍 Ricevo nel mio studio a Seregno e online. Se senti che è il momento di iniziare un percorso psicologico, contattami pure.

Siamo abituati a voler spegnere l'ansia il più in fretta possibile. Ed è del tutto comprensibile: l'ansia è faticosa, to...
27/04/2026

Siamo abituati a voler spegnere l'ansia il più in fretta possibile. Ed è del tutto comprensibile: l'ansia è faticosa, toglie il fiato, spesso blocca le nostre scelte.

Tuttavia l'ansia sembra nascondere un significato più profondo, che varrebbe la pena conoscere.

Ad esempio, fin da piccolo, potremmo aver imparato che per essere amati o semplicemente "visti" era necessario rispettare certe condizioni silenziose.

Forse non erano regole dichiarate, ma atteggiamenti impliciti: la delusione percepita per un piccolo fallimento, o, al contrario, quell'affetto e quel riconoscimento che sembravano arrivare solo dopo un bel voto a scuola, un successo nello sport o quando ci si mostrava sempre forti.

Se hai sentito di dover faticare così tanto per garantirti il tuo "posto nel mondo", il tuo sistema potrebbe aver dovuto tenere le antenne sempre dritte per intercettare le aspettative degli altri.

In questo senso, quel "modo di essere" è stato necessario per proteggerti dal peso del rifiuto.

Un percorso psicologico può offrirti uno spazio in cui non è necessario "dimostrare" o "guadagnarsi" l'accettazione. Uno spazio in cui esplorare chi potresti essere quando ti dai il permesso di allentare il peso di quelle aspettative.

📍 Ricevo nel mio studio a Seregno e online.

Se senti che è il momento di provare a esplorare questi schemi contattami pure.

Quando una coppia entra in crisi, spesso lo fa perché uno o più di questi elementi si sono incrinati nel tempo. Magari s...
31/03/2026

Quando una coppia entra in crisi, spesso lo fa perché uno o più di questi elementi si sono incrinati nel tempo. Magari si è smesso di comunicare davvero, o ci si è incastrati in "ruoli" che non ci appartengono più, perdendo di vista la propria individualità.

Carl Rogers, fondatore dell'approccio centrato sulla persona, aveva individuato queste 4 componenti fondamentali per una relazione soddisfacente e in continua evoluzione. Leggendole, ci rendiamo conto che l'amore non è uno stato passivo, ma un'opera di co-costruzione quotidiana.

In un percorso di coppia si lavora proprio per ricostruire questo terreno: reimparare ad ascoltarsi, darsi il permesso di evolvere come individui e rinegoziare i propri spazi, liberi dal giudizio.

Oggi vorrei parlare di un concetto molto importante nell'ambito della psicologia umanistica: quello di "considerazione p...
16/03/2026

Oggi vorrei parlare di un concetto molto importante nell'ambito della psicologia umanistica: quello di "considerazione positiva incondizionata".

L'approccio umanistico nutre una profonda fiducia nelle potenzialità dell'essere umano, e questa fiducia si traduce nel riconoscimento della capacità dell'altro di agire in modo libero, autonomo e responsabile.

Pensiamo al rapporto genitore-figli. È naturale e umano per un genitore coltivare speranze, desideri e aspettative rivolte ai propri figli.

Tuttavia, questo bagaglio di speranze e aspettative, se rigidamente imposte, può tradursi in un limite alla libertà dell'altro, che rischia di trovarsi incastrato in un'immagine di sé precostituita.

In questo senso, accogliere un figlio (così come accogliere chiunque amiamo) diventa creare una dimensione sicura e senza giudizio in cui l'altro possa scoprire chi è, anche quando la sua natura, le sue scelte o le sue fatiche sono lontanissime da ciò che avevamo immaginato per lui.

Un po' come fare "un passo indietro" e lasciare spazio a chi abbiamo di fronte affinché possa sperimentarsi e scoprirsi liberamente.

La considerazione positiva incondizionata consiste proprio in questo. È il messaggio silenzioso che dice: "Non devi essere come dico io per avere il mio amore. Sei degno di stima e di valore semplicemente per ciò che sei".

È un equilibrio difficilissimo da trovare che coinvolge le esigenze di accudimento e protezione, fatto di tentativi, errori e molta fatica. Ma è il terreno più fertile su cui si può sviluppare un sé pienamente autentico.

C'è mai stata un'occasione in cui, come genitore o come figlio, hai sentito il valore di questo "passo indietro"?

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Ogni giorno ci muoviamo attraverso una serie di ruoli: siamo genitori, figli, partner, lavoratori... Per ognuno di quest...
11/03/2026

Ogni giorno ci muoviamo attraverso una serie di ruoli: siamo genitori, figli, partner, lavoratori...

Per ognuno di questi ruoli, la società ha delle aspettative precise su come dovremmo comportarci e spesso le abbiamo interiorizzate a nostra volta.

Riconoscersi un ruolo non è di per sé un problema: è una competenza adattiva che ci permette di stare in relazione con gli altri e di far fronte alle richieste della realtà.

Tuttavia se mi convinco che per essere un "buon genitore" o un "bravo professionista" non devo mai mostrare stanchezza, tristezza o frustrazione, sto inevitabilmente creando un'immagine idealizzata di ciò che dovrei essere.

L'approccio centrato sulla persona definisce questo stato come incongruenza: la dolorosa distanza tra l'immagine che cerchiamo di sostenere per compiacere l'esterno e la nostra reale esperienza interiore.

La via per ritrovare l'equilibrio non è abbandonare le nostre responsabilità o rifiutare i nostri ruoli, ma concederci il permesso di essere "interi" all'interno di essi.

Un genitore stanco o preoccupato resta un buon genitore; un professionista che ammette una fatica resta un professionista valido.

Il vero benessere inizia quando impariamo ad accogliere la nostra esperienza interiore così com'è, smettendo di credere che le nostre fragilità ci rendano meno degni del ruolo che ricopriamo.

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03/03/2026
Nel laboratorio di ieri abbiamo provato ad abbassare il volume dei pensieri per alzare quello del "sentire" nel qui ed o...
01/03/2026

Nel laboratorio di ieri abbiamo provato ad abbassare il volume dei pensieri per alzare quello del "sentire" nel qui ed ora.

È stato arricchente osservare un gruppo di persone mettersi in gioco e utilizzare forme e colori per esprimere il proprio "meteo interiore".

Quando un'emozione smette di essere un nodo confuso nella mente e prende una forma visibile su un foglio possiamo riconoscerla più facilmente.

Diventa qualcosa che possiamo finalmente guardare, comprendere e, passo dopo passo, accettare.

Grazie a tutti i partecipanti per il coraggio, la fiducia e l'autenticità che avete portato nel gruppo.

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A volte è difficile spiegare esattamente come ci sentiamo. Le parole possono sembrare strette, o forse non riusciamo a t...
22/02/2026

A volte è difficile spiegare esattamente come ci sentiamo. Le parole possono sembrare strette, o forse non riusciamo a trovarle proprio in quel momento.

Nel laboratorio di sabato 28 febbraio proveremo a fare un esperimento semplice: usare un linguaggio diverso.
Utilizzeremo forme e colori, non con l'obiettivo di "fare arte" o creare qualcosa di bello esteticamente, ma per provare a contattare le nostre emozioni in modo più immediato.

Si lavorerà sul processo, cioè su come ci sentiamo mentre il colore tocca il foglio nel qui ed ora, e non sul contenuto.
È un piccolo spazio protetto dove ognuno potrà provare, come riesce e senza giudizio, ad ascoltare il proprio "meteo interiore".

Non servono competenze artistiche, serve solo un po' di curiosità verso se stessi.

Se ti va di sperimentare, ci sono ancora posti disponibili.

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(WhatsApp) 3534755081
(Email) [email protected]

Indirizzo

Via Gioacchino Rossini 44
Seregno
20831

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