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Barbara Ventrella Corsi e Formazione Istruttori Yoga Crescita Personale e Professionale Individuale e in Gruppo con i Seminari di Costellazioni Familiari Sistemiche e Aziendali secondo Bert Hellinger e Formazione Costellatori e Pilates.

Shoppini settimesi
13/06/2026

Shoppini settimesi

SERATA DI COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE LUNEDI 29 GIUGNO ORE 18.30-22.30

Cosa significa davvero “pretendere” la fase prima di tendere a noi stessi e all’altro.

Non è chiedere un bisogno normale.

È quando dentro la relazione c’è questo sottotitolo invisibile:

“Io ti sto dando qualcosa, quindi tu adesso devi colmare quello che mi manca”

Esempio molto semplice:

* do attenzione
* do disponibilità
* do energia

ma dentro c’è:

“adesso tu devi farmi sentire importante”

Questo è il punto.

Non è il dare il problema.
È il un .

“Dare prima” non è una regola morale
Non significa:

* “devi dare sempre prima tu”
* “devi essere generoso”
* “devi essere migliore degli altri”

Significa:

prima di entrare in una relazione, chiediti: sto entrando per incontrare l’altro o per riempire me stesso?

Facciamo un’immagine semplice
Immagina due bicchieri:

* Bicchiere A: mezzo vuoto
* Bicchiere B: mezzo vuoto

Se A entra da B dicendo:

“riempimi”
e B fa lo stesso,
succede questo:
* si crea pressione
* si crea aspettativa
* nessuno è davvero libero

Ora immagina invece:
* entrambi sono mezzi pieni
Allora:
* non si usano per riempirsi
* si scambiano ciò che hanno
Questo è il senso profondo.

Il fraintendimento più comune
Molti sentono questa idea e pensano:
“Allora devo eliminare i miei bisogni”
No. Non è questo.
I bisogni restano.
La differenza è questa:

* bisogno consapevole → “ho bisogno di vicinanza”
* bisogno mascherato → “ti do tutto così tu mi devi dare quello che mi manca”

Il primo è umano.
Il secondo crea dipendenza e tensione.

“Dare prima” significa non usare ciò che dai come moneta per comprare amore o riconoscimento.

Quando dai senza questo “contratto invisibile”, succede una cosa:

* non perdi te stesso
* non accumuli aspettativa
* la relazione diventa più pulita

Il punto centrale non è “dare”
Il punto vero è questo:

con che stato interno entri in relazione con gli altri

Ci sono due stati possibili:

Stato di mancanza

* “Ho bisogno che tu mi dia qualcosa”
* attenzione, amore, sicurezza, riconoscimento

Qui l’altro diventa (anche senza volerlo) una specie di “fonte”.
Stato di presenza
* “Io ci sono, e anche tu ci sei”
* posso offrire qualcosa, ma non per sopravvivere emotivamente

Lo ripeto

Qui l’altro è una persona, non una soluzione.

Stato di presenza
* “Io ci sono, e anche tu ci sei”
* posso offrire qualcosa, ma non per sopravvivere emotivamente

Qui l’altro è una persona, non una soluzione.

Info Whatsapp 3928717747
SE VUOI RIMANERE AGGIORNATO IN TEMPO REALE SUI PROSSIMI EVENTI
ENTRA NELLA CHAT DI GRUPPO CLICCA SUL LINK 👇🏻👇🏻👇🏻
https://chat.whatsapp.com/I86TlRCkD360xT9YQ0Cvz3?mode=gi_t

  13 -14 Giugno 2026 “ GENITORIALITÀ E FIGLI” modulo 8 della Formazione Costellatori Familiari Sistemici e Aziendali e S...
12/06/2026

13 -14 Giugno 2026 “ GENITORIALITÀ E FIGLI” modulo 8 della Formazione Costellatori Familiari Sistemici e Aziendali e Seminario esperienziale aperto a tutti. Condotto da
Barbara Ventrella

Cosa può portare questo Seminario a un genitore e ai suoi figli?

Quando un genitore inizia a vedere le dinamiche sistemiche, smette gradualmente di chiedere ai figli di compensare le proprie ferite, le proprie mancanze o i propri conflitti irrisolti.

Impara a distinguere ciò che appartiene a lui da ciò che appartiene ai figli.

Impara ad assumersi la responsabilità della propria storia.

E questo crea più libertà per le nuove generazioni.

Spesso i figli non hanno bisogno di essere corretti.

Hanno bisogno di essere liberati da pesi che non appartengono a loro.

Il seminario aiuta a comprendere il significato profondo dell’essere genitori.

Non come ruolo di controllo.

Ma come capacità di offrire radici e, allo stesso tempo, lasciare andare.

Quando un genitore trova il proprio posto, molto spesso anche i figli riescono a trovare il loro.

Cambia il modo di essere madre.
Cambia il modo di essere padre.

Aiuta a riconoscere quando stiamo chiedendo ai nostri figli di portarci felicità, sicurezza, riconoscimento o appartenenza.

E ci insegna a restituire ai figli il loro diritto più importante:

essere semplicemente figli.

Molti dei cambiamenti più profondi che osserviamo nei partecipanti non avvengono durante le Costellazioni.

Avvengono nelle loro famiglie.

Nelle conversazioni con i figli.

Nella capacità di ascoltarli.

Nel rispetto della loro unicità.

Perché quando cambia il sistema interiore del genitore, spesso cambia anche il clima emotivo dell’intera famiglia.

SERATA DI COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE LUNEDI 29 GIUGNO ORE 18.30-22.30 Cosa significa davvero “pretendere” la fas...
11/06/2026

SERATA DI COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE LUNEDI 29 GIUGNO ORE 18.30-22.30

Cosa significa davvero “pretendere” la fase prima di tendere a noi stessi e all’altro.

Non è chiedere un bisogno normale.

È quando dentro la relazione c’è questo sottotitolo invisibile:

“Io ti sto dando qualcosa, quindi tu adesso devi colmare quello che mi manca”

Esempio molto semplice:

* do attenzione
* do disponibilità
* do energia

ma dentro c’è:

“adesso tu devi farmi sentire importante”

Questo è il punto.

Non è il dare il problema.
È il un .

“Dare prima” non è una regola morale
Non significa:

* “devi dare sempre prima tu”
* “devi essere generoso”
* “devi essere migliore degli altri”

Significa:

prima di entrare in una relazione, chiediti: sto entrando per incontrare l’altro o per riempire me stesso?

Facciamo un’immagine semplice
Immagina due bicchieri:

* Bicchiere A: mezzo vuoto
* Bicchiere B: mezzo vuoto

Se A entra da B dicendo:

“riempimi”
e B fa lo stesso,
succede questo:
* si crea pressione
* si crea aspettativa
* nessuno è davvero libero

Ora immagina invece:
* entrambi sono mezzi pieni
Allora:
* non si usano per riempirsi
* si scambiano ciò che hanno
Questo è il senso profondo.

Il fraintendimento più comune
Molti sentono questa idea e pensano:
“Allora devo eliminare i miei bisogni”
No. Non è questo.
I bisogni restano.
La differenza è questa:

* bisogno consapevole → “ho bisogno di vicinanza”
* bisogno mascherato → “ti do tutto così tu mi devi dare quello che mi manca”

Il primo è umano.
Il secondo crea dipendenza e tensione.

“Dare prima” significa non usare ciò che dai come moneta per comprare amore o riconoscimento.

Quando dai senza questo “contratto invisibile”, succede una cosa:

* non perdi te stesso
* non accumuli aspettativa
* la relazione diventa più pulita

Il punto centrale non è “dare”
Il punto vero è questo:

con che stato interno entri in relazione con gli altri

Ci sono due stati possibili:

Stato di mancanza

* “Ho bisogno che tu mi dia qualcosa”
* attenzione, amore, sicurezza, riconoscimento

Qui l’altro diventa (anche senza volerlo) una specie di “fonte”.
Stato di presenza
* “Io ci sono, e anche tu ci sei”
* posso offrire qualcosa, ma non per sopravvivere emotivamente

Lo ripeto

Qui l’altro è una persona, non una soluzione.

Stato di presenza
* “Io ci sono, e anche tu ci sei”
* posso offrire qualcosa, ma non per sopravvivere emotivamente

Qui l’altro è una persona, non una soluzione.

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11/06/2026

“Ho perso mia madre”
“Ho perso mio fratello.”
“Ho perso mio padre.”
“Ho perso il mio matrimonio/ convivenza.”
“Ho perso tutto.”
Sono frasi che pronunciamo senza renderci conto di ciò che accade dentro di noi ogni volta che le ripetiamo.

Perché nel momento in cui dici:

“Io ho perso”

da qualche parte, in profondità, stai affermando anche:

“È successo a causa mia.”

Il senso di colpa nasce spesso così.

Silenziosamente.

Si insinua nella percezione che abbiamo di noi stessi.

E lentamente iniziamo a considerarci persone incapaci di custodire ciò che amano.

Incapaci di mantenere continuità nelle relazioni.

Incapaci di mantenere continuità nel benessere.

Incapaci di mantenere continuità nell’abbondanza.

Incapaci di mantenere continuità nella salute.

Se continuo a percepirmi come una persona che “ha perso”, come potrò fidarmi di me stessa?

Come potrò stimarmi?

Come potrò sentirmi degna di ricevere ancora?

E allora il cervello comincia a cercare ovunque ciò che crede di aver perduto.

Cerca un fratello in un amico.

Una sorella in un’amica.

Un padre in un partner.

Una madre in una relazione.

Cerca il denaro perduto in un lavoro che lascia continuamente in mancanza.

Cerca di pagare e cerca pagamenti che lasciano nella rincorsa di assolverli.

Cerca fuori ciò che non riesce ad accogliere dentro.

E la vita si trasforma in una ricerca senza fine.

Ma forse la verità è diversa.

Forse tu non hai perso tuo fratello.

Tuo fratello è morto.

Forse tu non hai perso tuo padre.

Tuo padre è morto.

Forse non hai perso quel bambino.

Quel bambino è morto.

Forse non hai perso il tuo matrimonio/ convivenza .

Quel matrimonio/ convivenza è finito. Si è trasformato. È morto nella forma che conoscevi.

Queste parole possono sembrare dure.

Eppure contengono una possibilità di guarigione.

Perché quando riconosci ciò che è accaduto, smetti di accusarti.

Smetti di vivere come se fossi responsabile del movimento della vita e della morte.

Smetti di punirti.

E puoi finalmente tornare a occuparti di ciò che è ancora vivo.

La salute.
L’amore.
Le relazioni.
Il lavoro.
Il denaro.
La gioia.
La tua stessa vita.

Molte sofferenze fisiche e psichiche nascono proprio da questi movimenti invisibili che agiscono sotto la superficie della coscienza.

Quando cambiamo lo sguardo, cambia la nostra percezione di noi stessi.

E quando cambia la percezione di noi stessi, cambia il modo in cui incontriamo la vita.

3-4-5 Luglio 2026 – Milano

MALATTIA E SALUTE FISICA E PSICHICA

Un seminario per osservare le dinamiche profonde che influenzano il nostro benessere, le nostre relazioni, il rapporto con il denaro, il lavoro e la capacità di accogliere la vita così com’è.

Condotto da Wolfgang Deußer

Organizzato da Barbara Ventrella

A volte la guarigione inizia nel momento in cui smetti di dire:

“ Ho perso tutto.”

e riesci finalmente a vedere:

“Tutto si è trasformato. E io sono ancora qui.”

ISCRIZIONI APERTE info whatsapp 392 871 7747

RIPARTIAMO CON LE LEZIONI DI YOGA DISPONIBILI DA DOMENICA 31 MAGGIOOre 7.30-8.30 per info e iscrizioni Whatsapp con Barb...
30/05/2026

RIPARTIAMO CON LE LEZIONI DI YOGA
DISPONIBILI DA DOMENICA 31 MAGGIO
Ore 7.30-8.30 per info e iscrizioni Whatsapp con Barbara Ventrella 3928717747
Rimani aggiornato sul gruppo 👉https://chat.whatsapp.com/LsSbssrF8ni413GOATpz9v?mode=gi_t

Dentro il nostro corpo esistono due grandi forze invisibili che regolano ogni giornata della nostra vita:

il sistema nervoso simpatico
e il sistema nervoso parasimpatico.

Il simpatico è il sistema dell’attivazione.
Quello che ci prepara a reagire, correre, difenderci, controllare.
Aumenta il battito cardiaco, accelera il respiro, tende i muscoli, mantiene il corpo in stato di allerta.

È il sistema che si attiva quando viviamo stress, pressione, paura, urgenza o preoccupazione continua.

Il problema non è il simpatico.
Il problema è quando non riusciamo più a uscirne.

Molte persone oggi vivono così:
stanche ma agitate,
ferme ma interiormente in corsa,
con la mente sempre accesa anche quando il corpo avrebbe bisogno di riposo.

Il parasimpatico invece è il sistema del recupero, della rigenerazione e della sicurezza.
È ciò che rallenta il cuore, approfondisce il respiro, favorisce digestione, sonno, calma, presenza e guarigione.

Ed è qui che lo yoga diventa una pratica profondamente biologica.

Attraverso il respiro lento, i movimenti consapevoli, le espirazioni profonde, il rilassamento e la presenza nel corpo, lo yoga comunica continuamente al sistema nervoso:

“Non sei in pericolo. Puoi lasciare andare.”

Il nervo vago — uno dei principali attivatori del parasimpatico — viene stimolato proprio dal respiro diaframmatico, dalla vocalizzazione, dalla lentezza e dalla percezione di sicurezza interiore.

Per questo, dopo una pratica autentica di yoga, molte persone sentono:
meno ansia,
meno tachicardia mentale,
più chiarezza,
più centratura,
più spazio dentro.

Lo yoga non serve solo ad allungare il corpo.
Serve a insegnare al sistema nervoso come tornare a casa.

Dentro il nostro corpo esistono due grandi forze invisibili che regolano ogni giornata della nostra vita:il sistema nerv...
29/05/2026

Dentro il nostro corpo esistono due grandi forze invisibili che regolano ogni giornata della nostra vita:

il sistema nervoso simpatico
e il sistema nervoso parasimpatico.

Il simpatico è il sistema dell’attivazione.
Quello che ci prepara a reagire, correre, difenderci, controllare.
Aumenta il battito cardiaco, accelera il respiro, tende i muscoli, mantiene il corpo in stato di allerta.

È il sistema che si attiva quando viviamo stress, pressione, paura, urgenza o preoccupazione continua.

Il problema non è il simpatico.
Il problema è quando non riusciamo più a uscirne.

Molte persone oggi vivono così:
stanche ma agitate,
ferme ma interiormente in corsa,
con la mente sempre accesa anche quando il corpo avrebbe bisogno di riposo.

Il parasimpatico invece è il sistema del recupero, della rigenerazione e della sicurezza.
È ciò che rallenta il cuore, approfondisce il respiro, favorisce digestione, sonno, calma, presenza e guarigione.

Ed è qui che lo yoga diventa una pratica profondamente biologica.

Attraverso il respiro lento, i movimenti consapevoli, le espirazioni profonde, il rilassamento e la presenza nel corpo, lo yoga comunica continuamente al sistema nervoso:

“Non sei in pericolo. Puoi lasciare andare.”

Il nervo vago — uno dei principali attivatori del parasimpatico — viene stimolato proprio dal respiro diaframmatico, dalla vocalizzazione, dalla lentezza e dalla percezione di sicurezza interiore.

Per questo, dopo una pratica autentica di yoga, molte persone sentono:
meno ansia,
meno tachicardia mentale,
più chiarezza,
più centratura,
più spazio dentro.

Lo yoga non serve solo ad allungare il corpo.
Serve a insegnare al sistema nervoso come tornare a casa.

CONTATTACI PER IL TUO MESE DI PROVA GIUGNO O SETTEMBRE

29/05/2026

Viviamo in uno stato di attivazione continua.
Pensieri, preoccupazioni, notifiche, tensioni accumulate nel corpo.
E spesso chiamiamo “normalità” ciò che, in realtà, è uno stato costante di allerta.

Il corpo però non dimentica.
Accelera il battito.
Contrae il respiro.
Irrigidisce le spalle, la mandibola, lo stomaco.

Lo yoga non è solo movimento.
È uno spazio biologico di regolazione.

Attraverso il respiro profondo, le espirazioni lente, il suono, la presenza e il rallentamento, il sistema nervoso inizia a ricevere un messaggio diverso:

“Puoi uscire dalla lotta.”

Il nervo vago — una delle principali vie di comunicazione tra cervello e corpo — si attiva proprio quando il corpo percepisce sicurezza.
Ed è lì che qualcosa cambia.

Il cuore rallenta.
Il respiro si approfondisce.
La mente smette di rincorrere tutto.

Cantare un “om”, respirare lentamente, muovere il corpo con consapevolezza, sostare nel silenzio… non sono gesti banali.
Sono pratiche che aiutano il sistema nervoso a ritrovare equilibrio.

Forse non abbiamo bisogno di fare di più.
Forse abbiamo bisogno di tornare a sentire.

Lo yoga non ti allontana dalla vita.
Ti aiuta a non perderti dentro il rumore della vita.

Contattaci per il tuo mese di Prova Giugno o Settembre

29/05/2026

Viviamo in uno stato di attivazione continua.
Pensieri, preoccupazioni, notifiche, tensioni accumulate nel corpo.
E spesso chiamiamo “normalità” ciò che, in realtà, è uno stato costante di allerta.

Il corpo però non dimentica.
Accelera il battito.
Contrae il respiro.
Irrigidisce le spalle, la mandibola, lo stomaco.

Lo yoga non è solo movimento.
È uno spazio biologico di regolazione.

Attraverso il respiro profondo, le espirazioni lente, il suono, la presenza e il rallentamento, il sistema nervoso inizia a ricevere un messaggio diverso:

“Puoi uscire dalla lotta.”

Il nervo vago — una delle principali vie di comunicazione tra cervello e corpo — si attiva proprio quando il corpo percepisce sicurezza.
Ed è lì che qualcosa cambia.

Il cuore rallenta.
Il respiro si approfondisce.
La mente smette di rincorrere tutto.

Cantare un “om”, respirare lentamente, muovere il corpo con consapevolezza, sostare nel silenzio… non sono gesti banali.
Sono pratiche che aiutano il sistema nervoso a ritrovare equilibrio.

Forse non abbiamo bisogno di fare di più.
Forse abbiamo bisogno di tornare a sentire.

Lo yoga non ti allontana dalla vita.
Ti aiuta a non perderti dentro il rumore della vita.

Contattaci per la tua prova di Yoga al 3928717747

24/04/2026
11/04/2026

Indirizzo

Via Ludovico Ariosto, 13/D
Settimo Torinese
10036

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 21:30
Martedì 07:30 - 21:30
Mercoledì 07:30 - 21:30
Giovedì 07:30 - 21:30
Venerdì 07:30 - 21:30
Sabato 07:30 - 21:30

Telefono

+393928717747

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