13/06/2026
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SERATA DI COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE LUNEDI 29 GIUGNO ORE 18.30-22.30
Cosa significa davvero “pretendere” la fase prima di tendere a noi stessi e all’altro.
Non è chiedere un bisogno normale.
È quando dentro la relazione c’è questo sottotitolo invisibile:
“Io ti sto dando qualcosa, quindi tu adesso devi colmare quello che mi manca”
Esempio molto semplice:
* do attenzione
* do disponibilità
* do energia
ma dentro c’è:
“adesso tu devi farmi sentire importante”
Questo è il punto.
Non è il dare il problema.
È il un .
“Dare prima” non è una regola morale
Non significa:
* “devi dare sempre prima tu”
* “devi essere generoso”
* “devi essere migliore degli altri”
Significa:
prima di entrare in una relazione, chiediti: sto entrando per incontrare l’altro o per riempire me stesso?
Facciamo un’immagine semplice
Immagina due bicchieri:
* Bicchiere A: mezzo vuoto
* Bicchiere B: mezzo vuoto
Se A entra da B dicendo:
“riempimi”
e B fa lo stesso,
succede questo:
* si crea pressione
* si crea aspettativa
* nessuno è davvero libero
Ora immagina invece:
* entrambi sono mezzi pieni
Allora:
* non si usano per riempirsi
* si scambiano ciò che hanno
Questo è il senso profondo.
Il fraintendimento più comune
Molti sentono questa idea e pensano:
“Allora devo eliminare i miei bisogni”
No. Non è questo.
I bisogni restano.
La differenza è questa:
* bisogno consapevole → “ho bisogno di vicinanza”
* bisogno mascherato → “ti do tutto così tu mi devi dare quello che mi manca”
Il primo è umano.
Il secondo crea dipendenza e tensione.
“Dare prima” significa non usare ciò che dai come moneta per comprare amore o riconoscimento.
Quando dai senza questo “contratto invisibile”, succede una cosa:
* non perdi te stesso
* non accumuli aspettativa
* la relazione diventa più pulita
Il punto centrale non è “dare”
Il punto vero è questo:
con che stato interno entri in relazione con gli altri
Ci sono due stati possibili:
Stato di mancanza
* “Ho bisogno che tu mi dia qualcosa”
* attenzione, amore, sicurezza, riconoscimento
Qui l’altro diventa (anche senza volerlo) una specie di “fonte”.
Stato di presenza
* “Io ci sono, e anche tu ci sei”
* posso offrire qualcosa, ma non per sopravvivere emotivamente
Lo ripeto
Qui l’altro è una persona, non una soluzione.
Stato di presenza
* “Io ci sono, e anche tu ci sei”
* posso offrire qualcosa, ma non per sopravvivere emotivamente
Qui l’altro è una persona, non una soluzione.
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