05/07/2026
Non solo DAE. Ma persone preparate. SEMPRE!
Complimenti a Giuseppe Sergi 💪🏻!
Arezzo. Giuseppe Sergi ha 30 anni e fa l'infermiere in sala operatoria all'ospedale San Giuseppe. Sabato smonta dal turno e decide di passare qualche ora in piscina con un amico, per staccare. Un pomeriggio come tanti, finché a bordo vasca vede un gruppo di persone che si agita e chiede aiuto. "Ho capito subito che stava succedendo qualcosa di grave e mi sono precipitato", racconta. Il bagnino sta tirando fuori dall'acqua un ragazzo di 35 anni. È cianotico, in arresto cardiaco. Non c'è un secondo da perdere.
Giuseppe si inginocchia e comincia il massaggio cardiaco. Non lo lascia più. "Ho praticato il massaggio per diversi minuti. Nel frattempo il bagnino ha portato il defibrillatore e lo abbiamo collegato, ma il dispositivo non ha consentito la scarica: il ritmo non era defibrillabile. In quei casi bisogna continuare senza fermarsi". Minuti interminabili, con tante persone intorno. "Non è semplice restare concentrati. Ho cercato di coordinare tutto, continuando il massaggio e seguendo le procedure".
Poi il momento che aspettava. "A un certo punto il ragazzo ha ripreso a respirare. Non ha parlato, ma respirava di nuovo. È stata una soddisfazione enorme, prima come persona e poi come infermiere". Per Giuseppe è la prima volta che rianima qualcuno fuori dall'orario di lavoro. C'è un dettaglio che si porterà dentro: "Dopo che il ragazzo è stato portato via, un bambino si è avvicinato, mi ha abbracciato e mi ha ringraziato".
Stavolta la storia finisce bene. Dopo tre giorni in terapia intensiva, il 35enne — Lele — si è risvegliato dal coma: respira da solo e ha riconosciuto i suoi familiari. L'Ordine degli infermieri ha voluto ringraziare Giuseppe per la tempestività e il sangue freddo. Lui, semplicemente, era a bordo vasca al momento giusto.
Fonte: La Nazione