Officina Olistica di Greta Guaitoli

Officina Olistica di Greta Guaitoli Studio olistico specializzato in Tecniche del Massaggio Bionaturale per il Benessere, Meditazione di

Studio olistico specializzato in Tecniche del Massaggio Bionaturale per il Benessere Psico-Fisico della Persona.

Nel mio lavoro ho a che fare con diverse persone, sia donne che uomini, e per quanto riguarda le donne c’è una caratteri...
17/08/2026

Nel mio lavoro ho a che fare con diverse persone, sia donne che uomini, e per quanto riguarda le donne c’è una caratteristica che, nella maggior parte di loro, le accomuna: il valore di una donna si misura in base a quanto dà agli altri…

“Stasera esco con le mie amiche per una pizza, ma prima di uscire preparo la cena per mio marito, così mi posso godere la serata in tutta serenità” oppure “Tra un paio di giorni partiamo per le vacanze e domani dovrò preparare le valigie per tutta la famiglia”
E ogni volta mi domando: “Perché? Ma il marito non è capace di prepararsi due uova al tegamino? I figli (quelli grandi ovviamente) non hanno le manine sante per prepararsi la valigia in autonomia?”

Osservando queste dinamiche, sono giunta a questa conclusione: più si svuotano per gli altri, più si sentono all'altezza, brave, a posto con la coscienza.

Attenzione: anche a me piace fare le cose per il mio compagno, sia chiaro. E sono certa che tra le donne che stanno leggendo questo post ci saranno quelle che si adoperano per l’altro con infinito amore. Io qui mi riferisco a coloro che fanno quello che fanno, perché “devono” farlo, ma che ogni volta sentono rabbia e frustrazione che si muovono nei visceri.

La cosa curiosa è che scatta quel meccanismo automatico e un po' paradossale: se qualcuno si offre di darti una mano, rispondi d'istinto: "No, faccio io" seguito da un sospiro. Se ti chiedono di cosa hai bisogno, la risposta standard è "Niente" e magari sbuffando.

Hai un momento per riposarti? Ecco che arriva il senso di colpa. Potresti delegare, eppure ti convinci che dovresti farcela da sola. E quando finalmente potresti scegliere te stessa, trovi sempre qualcuno che, agli occhi tuoi, "ha più bisogno".

È così che la vita si trasforma in un campo di battaglia quotidiano. Una guerra sotterranea contro il senso di colpa, la paura cronica di deludere, il terrore di passare per egoiste e la convinzione estenuante di dover continuamente giustificare la tua presenza nel mondo.

C'è una frase di Bert Hellinger che fotografa esattamente questo cortocircuito:
"Chi non sa prendere, combatte."

Ma ti capisco, ci sono passata anch’io: per anni mi sono ostinata a pensare che il problema fosse capire come dare nel modo giusto.

Ma la verità è un’altra. A dare siamo già delle campionesse; il vero vuoto da colmare è che non ci hanno mai insegnato a ricevere, senza tutto quel chiacchiericcio mentale e ansiogeno.

Permettiti di ricevere, semplicemente perché esisti. La tua esistenza rappresenta la vita, il dono più prezioso che abbiamo.
Concediti il tempo di riflettere e il diritto di dire a te stessa “Oggi scelgo me”
Ti assicuro che nel frattempo il mondo andrà avanti comunque, anche senza il tuo intervento, e lo ritroverai lì, stesso posto stessa ora.

L’alternativa è continuare a vivere nella frustrazione e, credimi, è devastante, perché stai combattendo una guerra inutile.
Le cose belle nella vita sono un diritto. Il tuo valore era già presente ed elevato ancora prima che tu iniziassi a camminare o a parlare.

Ti lascio con una riflessione da cui partire: prova a domandarti "Se potessi regalarti un’ora intera tutta per te fatta di bellezza e respiro, che cosa sceglieresti di fare?"

Ti leggo con piacere nei commenti. O in privato, se preferisci.

Un abbraccio 🌸
Greta

Ti hanno insegnato che una “brava donna” c’è sempre, per tutti. E così misuri il tuo valore in base a quanto ti sacrific...
10/08/2026

Ti hanno insegnato che una “brava donna” c’è sempre, per tutti. E così misuri il tuo valore in base a quanto ti sacrifichi, dimenticandoti di te.

Ma il tuo valore non dipende da quanto fai per gli altri. Non sei nata per fare la comparsa nella tua vita. Sei nata per fare della tua vita il tuo più bel capolavoro. Sì, hai letto bene, il tuo, non quello di altri.

Un abbraccio 🌸
Greta

30/07/2026

Dicevamo, hai due opzioni:

☝🏼continui a farti ve**re il sangue amaro seguendo il vecchio copione
✌🏼scrivi un nuovo copione su misura per te

Ora ti faccio una domanda:

🌟 Se avessi una bacchetta magica, del tuo nuovo copione quale scena vorresti vivere adesso?

Ti leggo nei commenti.

Un abbraccio 🌸
Greta

In queste ultime settimane spesso mi capita di pensare a mia madre, che non è più su questa terra da qualche anno, e a t...
24/07/2026

In queste ultime settimane spesso mi capita di pensare a mia madre, che non è più su questa terra da qualche anno, e a tutta quella sua disponibilità verso il prossimo che l’ha portata a rinunciare a se stessa per la famiglia. E inevitabilmente mi ritrovo a chiedermi “Se avesse pensato un po’ di più a se stessa, come sarebbe stata la sua vita? E come sarebbe stata quella delle persone a lei più vicine (io, le mie sorelle e mio padre)?”. E mi assale come il sospetto che non sarebbe crollato il mondo, ma, anzi, saremmo stati tutti molto più liberi, lei in primis. E probabilmente ci saremmo amati in modo molto più sano.

Non sto giudicando mia madre. La amo. E proprio perché la amo, posso guardare con lucidità anche le dinamiche che ci hanno segnate. Quello era il suo modo di relazionarsi, probabilmente l'unico che conosceva. Quando un comportamento è così automatico da sembrarti naturale, non ti chiedi nemmeno se possa esistere un'altra strada.

E allora succede questo: il senso di colpa che hai imparato a portare dentro finisce per essere trasmesso a chi ti sta vicino. Perché è l'unico linguaggio emotivo che conosci. Come se condividere quel peso potesse renderlo un po' meno gravoso (il famoso mal comune mezzo gaudio).

Crescere con una madre che ha annullato ogni sua aspirazione, hobby e desiderio "per il bene della famiglia" è un peso enorme da portarsi dietro.
Perché quando una persona rinuncia a tutto per gli altri, accumula un credito altissimo fatto di pretese. Esigeva che le sue aspettative venissero sempre soddisfatte e lo pretendeva da noi. Ti ritrovi così a crescere in un clima dove:

🟠 Ogni tua scelta individuale viene vista come un tradimento o un atto di ingratitudine ("Dopo tutto quello che ho fatto per voi..." frase che ripeteva come un mantra).
🟠 Si respira un senso di colpa costante se provi a mettere prima i tuoi bisogni, perché sembra quasi di fare un torto a chi per te ha "sacrificato la vita".
🟠 Il ricatto emotivo diventa la regola: tu devi appagare i suoi vuoti per ripagarla di ciò a cui lei ha dovuto rinunciare.

Se ti riconosci in questa dinamica, come figlia o magari nel ruolo di madre, sappi che questo comportamento nasce da una ferita antica e molto specifica.

È il destino di chi è stato cresciuto ed educato con un'unica idea: servire e assecondare le esigenze del prossimo, come ad esempio rinunciare alle uscite con le amiche, perché il marito va in palestra 3 volte a settimana, quindi qualcuno dovrà pur stare dietro ai figli, no?! (ma i figli sono solo della madre o di tutti e due? Chiedo per un’amica).

Ora ti spoilero una verità: la rinuncia non è un atto d'amore puro, è una prigione. E chi si sacrifica, spesso finisce per chiedere le chiavi di quella prigione a chi gli sta intorno.
Comprendere questo meccanismo e lavorarci sopra, spezzando questa catena di Sant’Antonio, cambia completamente la tua vita e la dinamica con i tuoi affetti:

🟢 smetti di sentirti responsabile della felicità o dell'insoddisfazione di tua madre (o dei tuoi figli) e ti riprendi la responsabilità solo della tua vita.
🟢 impari che il tuo valore esiste a prescindere da quanti sacrifici fai per gli altri.
🟢 impari a stare nelle relazioni per il piacere della condivisione, e non per dovere o paura di deludere.

Quanto peso senti di portare ancora sulle spalle per aspettative che in realtà non sono le tue? Raccontamelo nei commenti, ti leggo con piacere.

Un abbraccio 🌸
Greta

Nessuno nasce imparato e per tale ragione durante il nostro cammino chiamato vita incontriamo difficoltà, ostacoli, prob...
15/07/2026

Nessuno nasce imparato e per tale ragione durante il nostro cammino chiamato vita incontriamo difficoltà, ostacoli, problemi di qualsiasi tipo, soprattutto nelle relazioni.

E uno degli errori più grandi che ho commesso in passato è che pretendevo che qualcosa cambiasse all'esterno di me:

👉l'atteggiamento del mio partner
👉la considerazione degli amici e colleghi
👉mia madre che per un motivo o per l'altro esigeva la piena soddisfazione delle sue aspettative
👉i casini che si creavano nella mia vita manco fosse scoppiata una bomba.

A tratti sembrava una situazione tragicomica, surreale (lo so, tu che stai leggendo puoi capirmi, perché succede a tutti/e).
Il punto è che non avevo ancora capito che il cambiamento vero sarebbe arrivato nel momento in cui avrei spostato totalmente il focus su di me, non sugli altri.

Però, son sincera, mi sembrava quasi un insulto "Sei tu che devi cambiare, Greta! Gli altri vanno benissimo così come sono".
Ma come?! - mi chiedevo - con tutta la fatica e lo sbattimento che metto in atto per far funzionare le cose e devo essere io a cambiare?!

Eppure la maggior parte delle persone si incaponisce a fare e dare sempre di più, cercando di aggiustare le cose fuori, di smussare gli angoli altrui e di "risolvere" gli altri nel tentativo disperato che, prima o poi, qualcuno si accorga del loro sforzo e cambi di conseguenza.

Ho indovinato? Capisco che tu ti senta bloccata in questa ruota del criceto emotiva, a consumare energie per cambiare situazioni e persone che, però (ti do una notizia), non puoi controllare.

Allora sta a sentire, voglio dirti una cosa: smettere di aspettare che il mondo fuori cambi per poterti finalmente dare il permesso di stare bene non è gettare la spugna, è riprenderti il tuo potere personale e alleggerire quel carico che ti porti appresso dalla notte dei tempi, perché evidentemente ti hanno cresciuta così (ma di questo ne parlerò in un altro post).

Spostare il focus su di te non significa disinteressarti di chi hai intorno, ma smettere di fare un braccio di ferro con la realtà per iniziare a costruire il tuo spazio di serenità (te lo meriti, eccheca@!).

Volta l’obiettivo verso di te e chiediti "Di cosa ho bisogno io adesso?" e da lì si comincia.
E’ come un muscolo: si può allenare.

Perché la relazione più importante della tua vita è quella con te stessa.

Ciò che ho scritto ti risuona?
Scrivimelo nei commenti 🙂 ti leggo volentieri.

Un abbraccio 🌸
Greta

“Se ripenso a quegli anni, sento solo una grande rabbia. Per come è stata dura con noi, per non averci mai compresi e co...
07/07/2026

“Se ripenso a quegli anni, sento solo una grande rabbia. Per come è stata dura con noi, per non averci mai compresi e coccolati. E oggi che è allettata e invalida, mi sento intrappolata. Vorrei amarla, ma mi sento solo in gabbia."

Questo è il peso che Giovanna portava nel cuore quando ha deciso di partecipare a un mio Laboratorio dedicato alle Costellazioni Familiari. Non ne aveva mai fatta una, ne aveva solo sentito parlare. Ma sentiva che era arrivato il momento di guardare in faccia quel dolore e ha scelto di portare come tema il rapporto con sua madre.

Le convinzioni che tenevano Giovanna bloccata nella rabbia e nel risentimento erano radicate nel passato:
“Mia madre avrebbe dovuto agire diversamente” oddio, quante volte l’ho pensato anch’io nei confronti di mia madre;
“La sua durezza è stata solo una mancanza d'amore nei mie confronti e nei confronti dei miei fratelli”
“La sua attuale condizione di invalidità è una prigione che sta distruggendo la mia vita”

Sono dinamiche molto più diffuse di quanto pensi. E probabilmente sono le stesse che oggi ti fanno sentire distante dai tuoi genitori, intrappolato/a in vecchi rancori o appesantito/a da obblighi familiari che vivi con frustrazione. Ti portano a guardare al passato con il filtro dell'ingiustizia, sentendoti vittima di scelte non tue e incapace di trovare una vera pace nel presente.

Il punto è che il problema non è la tua rabbia. Non è il fatto che tu sia stata ferito/a. E non è nemmeno la fatica del momento presente. Il problema nasce quando guardiamo alla storia dei nostri genitori solo attraverso gli occhi del bambino che eravamo, senza vedere il quadro completo.

Durante la Costellazione abbiamo messo in campo Giovanna e la sua mamma, e quello che si è palesato è stato potentissimo. La madre, rimasta vedova quando Giovanna era solo un'adolescente, aveva fatto il massimo che poteva con gli strumenti che aveva. Aveva scelto la via della durezza perché non poteva permettersi di mollare la presa: la fatica e il dolore erano troppo grandi. Secondo la sua logica, doveva contenere le proprie emozioni per sopravvivere. E proprio in quel campo, dietro quella corazza protettiva, sono emerse le emozioni reali della madre: un flusso immenso di amore, dolcezza e autenticità.

È per questo che nei laboratori e costellazioni familiari che conduco – sia di gruppo che individuali - aiuto le persone a sciogliere questi nodi, guardando oltre le apparenze e le ferite dell'infanzia per ristabilire l'ordine dell'amore.

Riconosciamo il dolore. Mettiamo in discussione la nostra narrazione passata. Accettiamo i nostri genitori per quello che sono stati e per quello che hanno potuto dare. È quello che ha fatto Giovanna. Al termine della costellazione, con gli occhi colmi di lacrime ma con un gran sorriso stampato in faccia, mi ha guardata e ha detto: "Adesso ho capito". Nei giorni e nelle settimane successive ha iniziato a guardare sua mamma con occhi completamente diversi. L'empatia, la comprensione e la compassione hanno preso il posto del rancore, permettendole finalmente di sentirsi connessa a lei e di lasciare andare tutta la rabbia che la teneva prigioniera.

Come cambierebbe la tua vita e il tuo senso di libertà se potessi guardare alle ferite del passato con gli occhi della compassione, lasciando andare il peso del rancore?

Se senti che è arrivato il momento di fare questo passo e vuoi partecipare al prossimo Laboratorio di Costellazioni Familiari, ti aspetto:

📌 Domenica 12 luglio dalle 9 alle 12
C/O Officina Olistica – Soliera MO
I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria
Ti lascio qui i miei contatti:
📞 340 685 0416
📧 [email protected]

Un abbraccio 🌸
Greta

"Ho paura di scoprire qualcosa che non riuscirei a sostenere"È una delle frasi che sento più spesso da chi si avvicina a...
25/06/2026

"Ho paura di scoprire qualcosa che non riuscirei a sostenere"

È una delle frasi che sento più spesso da chi si avvicina alle costellazioni familiari.

E la comprendo profondamente.

Aprire uno spazio dentro di sé richiede coraggio. Significa essere disposti a incontrare parti della propria storia che forse sono rimaste nell'ombra per molto tempo.

Ma c'è una verità che ho visto confermarsi in questi 11 anni di cammino accanto alle costellazioni: il campo morfogenetico non mostra mai più di ciò che siamo pronti a vedere.

Mai.

Ci accompagna esattamente dove possiamo arrivare in quel momento, rispettando i nostri tempi, le nostre risorse e il nostro livello di consapevolezza.

Per questo non è un luogo di forzatura, ma di ascolto, di rivelazione e di profonda intelligenza.

Un'intelligenza che si muove al servizio della vita, dell'espansione e della riconciliazione.

La bellezza di sentirsi più leggeri, di ritrovare fluidità nelle relazioni, di guardarsi con occhi più compassionevoli.

Perché ogni costellazione, in fondo, ci riporta sempre alla relazione più importante di tutte: quella con noi stessi/e.

Tra le costellazioni che ho aperto per me, quelle in cui ho rappresentato, il percorso di formazione e quelle che ho avuto l'onore di condurre, ne ho vissute centinaia.

Eppure, ancora oggi, continuano a sorprendermi. A commuovermi. A fare spazio.

Come quando si apre una vecchia soffitta e finalmente entra la luce.

E se dietro ciò che temi di trovare non ci fosse qualcosa da sopportare, ma una parte di te che aspetta di essere amata?

Ora dimmi, quale parte di te sta aspettando, da tempo, di essere finalmente vista?

Scrivimelo nei commenti.

Un abbraccio 🌸
Greta

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📌 Domenica 12 luglio, dalle 9 alle 12
Laboratorio di Costellazioni Familiari
C/O Officina Olistica Soliera MO

Posti limitati.
Prenotazione necessaria.

Lo so che fa paura, che quando cominci non sai quando finisci e come ti riduci, ma di sicuro, se non compi il primo pass...
16/04/2026

Lo so che fa paura, che quando cominci non sai quando finisci e come ti riduci, ma di sicuro, se non compi il primo passo poi è inutile che ti lamenti.

Ci hanno abituati a scappare.
Appena qualcosa fa male, via: spegni, nascondi, sistema in fretta.
Come se il dolore fosse un nemico da mettere a tacere.

Ma non funziona così.

Il dolore non è un guasto. È un segnale. È una crepa da cui entra luce, se hai il coraggio di guardarla.

E invece no: passiamo la vita a rattoppare la superficie, mentre sotto continua a muoversi tutto, come un cibo che fermenta.

Fermati.

Non scappare subito.
Non anestetizzare.
Resta lì.

Guardalo in faccia e chiedigli:
“Cosa sei venuto a dirmi?”

E poi ascoltalo, con tutta l'accoglienza del mondo.
Ma lascia stare la testa, che quella sa solo fare rumore.
Ascolta il corpo, sono lì le risposte che cerchi.

Perché il corpo non mente. Il corpo sa.
E quando inizi a dargli spazio, cambia tutto. Cambia il modo in cui senti, reagisci, vivi.

Non è comodo, non è veloce, ma è autentico.

E se vuoi andare fino in fondo, c’è un modo concreto per farlo: mettere in campo te stesso e quello che senti, senza filtri, dentro una costellazione familiare o sistemica.

Lì non puoi fingere.
Lì vedi. Che ti piaccia o no.

🌿Se vuoi fare questo passo:
scrivimi in privato per una costellazione individuale.

🌿Se vuoi il calendario 2026 delle costellazioni di gruppo:
commenta “2026”, io poi te lo mando in privato.

Se senti che è il momento, non rimandare.
Il cambiamento non arriva da solo. Va preso a due mani.

Un abbraccio 🌸
Greta

18/03/2026

Qualche giorno fa ho tenuto un laboratorio di costellazioni familiari nel mio studio. Sono state portate alla luce tematiche importanti, delicate, e quello che è emerso dal gruppo è una grande empatia, maturità e desiderio di essere a servizio della vita, un desiderio di aiutare chi, a sua volta, chiede aiuto.

È sempre sorprendente osservare come, quando ci concediamo uno spazio autentico, qualcosa dentro di noi inizi a muoversi con naturalezza. Le costellazioni familiari non sono solo uno strumento: sono un incontro profondo con ciò che ci abita, con le storie che portiamo, spesso senza saperlo e con i legami che ci uniscono a chi è venuto prima di noi.

In questo laboratorio ho visto persone avere il coraggio di guardare, di sentire, di lasciare emergere emozioni che aspettavano da tempo di essere accolte. E ho visto anche qualcosa di ancora più prezioso: la capacità di stare in ascolto, senza giudizio.

C’è una forza sottocutanea che attraversa questi momenti. Una forza che non ha bisogno di essere spiegata, ma solo riconosciuta. È quella che ci riporta al nostro posto, che rimette ordine dove c’era confusione, che apre piccoli spiragli dove prima sembrava tutto confuso.

Ogni volta mi ricordo che non siamo soli nel nostro cammino. Che dentro le nostre difficoltà c’è spesso un movimento più grande, che chiede solo di essere visto. "Ti vedo".

Grazie a chi ha partecipato, per la fiducia, la presenza e la verità portata nel cerchio.

Un abbraccio 🌸
Greta

📌 Prossimo laboratorio di Costellazioni Familiari
Domenica 12 Aprile 2026, dalle 9 alle 12
C/O Officina Olistica - Via Papa Giovanni XXIII 12 Soliera MO

Posti limitati. Prenotazione necessaria.




12/03/2026

Ok, lascialo fare. Non respingerlo, incontralo, abbraccialo, guardalo.

Lo so, lui ci prova a raccontarti che stai sbagliando. Cerca di manipolarti, di tenerti in pugno.

Ma non è la verità, questi sono gli inganni di una mente che ha assorbito informazioni disfunzionali, in un ambiente spesso tossico.

È l’eco delle aspettative degli altri.
È la paura di deludere chi si è abituato a una versione più piccola di te.

Stai cambiando, stai scegliendo te stessa, non vuoi più portare pesi che non sono tuoi. E credimi, non è una colpa, non è egoismo. E’ amore e rispetto per te stessa. Sono confini sacri.

Crescere, a volte, fa rumore dentro chi ti voleva ferma. Scuote, disturba.

Respira.

Lascia andare ciò che non ti appartiene. Dondola da un piede all’altro, scarica la tensione. Vibra.

E continua a scegliere la verità invece dell’approvazione.
Un passo alla volta continua a diventare la versione più libera di te.

Vuoi sapere come si fa?

Seguimi, in arrivo solo cose belle ❤️

Intanto ti ricordo:

📌 Costellazioni Individuali su appuntamento.
📌 Costellazioni di gruppo (prossimo incontro domenica 15 marzo dalle 9 alle 12)

Per info e prenotazioni, scrivimi in DM

Ti abbraccio
Greta




Indirizzo

Via Papa Giovanni XXIII, 12
Soliera
41019

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