17/08/2026
Nel mio lavoro ho a che fare con diverse persone, sia donne che uomini, e per quanto riguarda le donne c’è una caratteristica che, nella maggior parte di loro, le accomuna: il valore di una donna si misura in base a quanto dà agli altri…
“Stasera esco con le mie amiche per una pizza, ma prima di uscire preparo la cena per mio marito, così mi posso godere la serata in tutta serenità” oppure “Tra un paio di giorni partiamo per le vacanze e domani dovrò preparare le valigie per tutta la famiglia”
E ogni volta mi domando: “Perché? Ma il marito non è capace di prepararsi due uova al tegamino? I figli (quelli grandi ovviamente) non hanno le manine sante per prepararsi la valigia in autonomia?”
Osservando queste dinamiche, sono giunta a questa conclusione: più si svuotano per gli altri, più si sentono all'altezza, brave, a posto con la coscienza.
Attenzione: anche a me piace fare le cose per il mio compagno, sia chiaro. E sono certa che tra le donne che stanno leggendo questo post ci saranno quelle che si adoperano per l’altro con infinito amore. Io qui mi riferisco a coloro che fanno quello che fanno, perché “devono” farlo, ma che ogni volta sentono rabbia e frustrazione che si muovono nei visceri.
La cosa curiosa è che scatta quel meccanismo automatico e un po' paradossale: se qualcuno si offre di darti una mano, rispondi d'istinto: "No, faccio io" seguito da un sospiro. Se ti chiedono di cosa hai bisogno, la risposta standard è "Niente" e magari sbuffando.
Hai un momento per riposarti? Ecco che arriva il senso di colpa. Potresti delegare, eppure ti convinci che dovresti farcela da sola. E quando finalmente potresti scegliere te stessa, trovi sempre qualcuno che, agli occhi tuoi, "ha più bisogno".
È così che la vita si trasforma in un campo di battaglia quotidiano. Una guerra sotterranea contro il senso di colpa, la paura cronica di deludere, il terrore di passare per egoiste e la convinzione estenuante di dover continuamente giustificare la tua presenza nel mondo.
C'è una frase di Bert Hellinger che fotografa esattamente questo cortocircuito:
"Chi non sa prendere, combatte."
Ma ti capisco, ci sono passata anch’io: per anni mi sono ostinata a pensare che il problema fosse capire come dare nel modo giusto.
Ma la verità è un’altra. A dare siamo già delle campionesse; il vero vuoto da colmare è che non ci hanno mai insegnato a ricevere, senza tutto quel chiacchiericcio mentale e ansiogeno.
Permettiti di ricevere, semplicemente perché esisti. La tua esistenza rappresenta la vita, il dono più prezioso che abbiamo.
Concediti il tempo di riflettere e il diritto di dire a te stessa “Oggi scelgo me”
Ti assicuro che nel frattempo il mondo andrà avanti comunque, anche senza il tuo intervento, e lo ritroverai lì, stesso posto stessa ora.
L’alternativa è continuare a vivere nella frustrazione e, credimi, è devastante, perché stai combattendo una guerra inutile.
Le cose belle nella vita sono un diritto. Il tuo valore era già presente ed elevato ancora prima che tu iniziassi a camminare o a parlare.
Ti lascio con una riflessione da cui partire: prova a domandarti "Se potessi regalarti un’ora intera tutta per te fatta di bellezza e respiro, che cosa sceglieresti di fare?"
Ti leggo con piacere nei commenti. O in privato, se preferisci.
Un abbraccio 🌸
Greta