17/06/2026
Ferritina 3. Disidratata. IBS conclamata.
Eppure questa ragazza pensava di avere un problema di cellulite e ritenzione idrica.
Non era quello il problema.
Quello che ho visto davanti a me è un tessuto maltrattato.
Non per mancanza di impegno. Per denutrizione.
Lo confermo con la BIA, l'analisi della composizione corporea, e il quadro è chiarissimo.
Nella donna, quando c'è IBS, quasi sempre trovi tre cose insieme: vitamina D bassa, ferro basso, disidratazione.
Sono marker predittivi. Se li vedi tutti e tre, l'intestino irritabile è quasi scontato.
In questo caso: anemica, disidratata, acqua extracellulare altissima con rapporto sodio-potassio sbilanciato.
Questo mi dice che c'è malnutrizione in atto. Non mancanza di cibo in senso assoluto, ma i nutrienti che arrivano non vengono assorbiti.
Perché l'intestino infiammato non assorbe.
Mangi proteine, ma il tuo tessuto rimane molliccio. Non è colpa tua. È colpa di un intestino che non riesce a fare il suo lavoro.
E se non trattiamo l'IBS adesso, il rischio concreto è la leaky gut, la sindrome dell'intestino gocciolante: le pareti intestinali diventano porose, perdono impermeabilità, e il danno tissutale si accumula nel tempo.
Il protocollo in questo caso parte da un'alimentazione antinfiammatoria, riduzione degli alimenti che stressano l'intestino, integrazione mirata per riparare la barriera intestinale.
Solo dopo che l'intestino funziona, il corpo inizia ad assorbire, a nutrirsi, a rassodare.
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