Dott.ssa Federica Forni Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

Dott.ssa Federica Forni Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa Psicologa e Psicoterapeuta
Pratictioner in EMDR per l'elaborazione dei traumi complessi

Psicologa e Psicoterapeuta in Gestalt Therapy, esercito la professione, esclusivamente come libera professionista, da oltre 15 anni.
-specializzazioni: psicoterapeuta ad orientamento gestaltico;
-psicologa esperta in psicologia giuridica;
-consulente tecnico per il Tribunale di Sondrio;
-interventi clinici a favore dell’individuo, della coppia e dei gruppi;
-docente per la formazione professionale;
-attività di supervisione di equipe rivolta ad operatori sanitari.

Se solo sapessimo copiare modelli virtuosi come questo?!
26/05/2026

Se solo sapessimo copiare modelli virtuosi come questo?!

In Danimarca, l’empatia è materia scolastica obbligatoria dal 1993 per tutti gli studenti dai 6 ai 16 anni. Non è un’attività extra, né un laboratorio opzionale, ma una vera e propria lezione settimanale, alla pari di matematica o scienze. Il principio è semplice ma rivoluzionario: la genti...

Da lunedì 15 dicembre ricevo presso il mio nuovo studio di Sondrio in via Tonale 5 tinyurl.com/ynx5m2rc
13/12/2025

Da lunedì 15 dicembre ricevo presso il mio nuovo studio di Sondrio in via Tonale 5 tinyurl.com/ynx5m2rc

07/12/2025
Come si giunge alla trasmissione transgenerazionale del trauma?Le esperienze traumatiche del genitore, immagazzinate in ...
04/12/2025

Come si giunge alla trasmissione transgenerazionale del trauma?

Le esperienze traumatiche del genitore, immagazzinate in modo disfunzionale, possono riattivarsi in modo ripetuto, nel sistema di accudimento del genitore, ovvero quando egli è occupato a rispondere alle richieste di attaccamento del proprio figlio.
Quindi, la presenza di traumi importanti, non risolti nel genitore, possono arrivare a perturbare il sistema di attaccamento.
Il sistema di attaccamento altro non è che la base sicura (genitore rispondente) a cui il bambino si "attacca" e si "stacca" al fine di esplorare il mondo ed il suo senso di autoefficacia.

Quando un adulto si impegna a risolvere in terapia i propri traumi del passato, sta facendo un grande investimento per sè, ma anche per la possibile progenie futura.

Bene
11/11/2025

Bene

Ieri è stato ritirato l’emendamento della Lega sul divieto dell’educazione sessuale e affettiva anche alle scuole medie.

Ci fa piacere pensare di aver dato un contributo a questo ripensamento grazie alla lettera che, come presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, ho inviato al Ministro Valditara e alle istituzioni preposte il 17 ottobre scorso.

Parlare di sessualità non vuol dire anticipare esperienze che non sono adeguate all’età, ma offrire strumenti per orientarsi.

È il modo con cui sentiamo il nostro corpo, ci riconosciamo in un genere, diamo significato alle emozioni, alla vicinanza, allo sguardo dell’altro.

È una dimensione che sostiene identità, autostima, capacità di riconoscere e rispettare i confini propri e altrui. Sono molto più rischiosi l'imbarazzo o il silenzio degli adulti, che producono confusione e vuoti che possono essere riempiti con contenuti fuorvianti o pericolosi in un mondo in cui l’accesso costante e non sempre controllato al digitale può dare risposte e rappresentazioni pornografiche, in cui il corpo è oggetto e il consenso sparisce.

Non è da lì che vogliamo che imparino cos’è l’intimità.

Parlare di sessualità vuol dire aiutare i giovani a riconoscere che il corpo appartiene a loro, che hanno il diritto di dire sì e di dire no, che provare sensazioni non è motivo di vergogna.

Vuol dire riconoscere la varietà delle identità e dei modi di sentirsi, senza trasformarli in minaccia, viverli come pericolo rischia di assecondare un tabù che ostacola la crescita.

Vuol dire educare alla consapevolezza di sè, ai confini necessari alla propria tutela, senza paura e senza vergogna.

Scuola e famiglia condividono una responsabilità: diventare luoghi in cui trovare parole semplici e corrette, mentre fuori circolano immagini distorte.

L’educazione affettiva e sessuale non è un rischio da evitare, ma una protezione concreta.

Poterne parlare a scuola con professionisti competenti è prevenzione e protezione dalla disinformazione, dalla manipolazione, dalla violenza, dagli abusi.

È un gesto di cura verso le nuove generazioni, perché crescano più libere, più consapevoli e in grado di difendere i propri confini, con un no che sia sempre riconosciuto e rispettato.

L'INSERIMENTO NELLA SCUOLA ELEMENTAREL’inserimento dei bambini nella scuola elementare è un passaggio importante e delic...
03/09/2025

L'INSERIMENTO NELLA SCUOLA ELEMENTARE
L’inserimento dei bambini nella scuola elementare è un passaggio importante e delicato che richiede, da parte dei genitori, un atteggiamento attento e premuroso, soprattutto nei primi giorni, che corrispondono alla fase di adattamento. I piccoli si dovranno abituare a nuove regole di comportamento, orari ed alla condivisione degli spazi e dell’attenzione dell’insegnante.
Secondo lo psicologo Giuseppe Luigi Palma "prepararsi per tempo alla ripresa, riorganizzando gradualmente abitudini e aspettative, consente di affrontare i cambiamenti senza vissuti di sopraffazione"
I genitori possono favorire l'adattamento dei loro figli nel nuovo contesto scolastico modificando gradualmente, già alcuni giorni pria dell'inizio della scuola, alcune routine familiari.
Sicuramente sarà necessario condividere con i figli regole chiare circa la messa a letto. I bambini necessitano di adeguate ore di riposo notturno per affrontare l'intera giornata scolastica, per questo sarà opportuno che si corichino entro orari adeguati a garantire tale riposo (per un bambino della scuola elementare sono necessarie tra le 9 e le 12 ore di riposo notturno).
Inizialmente, soprattutto nelle classi a tempo pieno, sarebbe preferibile che gli insegnanti limitassero l’assegnazione dei compiti a casa al solo fine settimana per favorire uno spontaneo adattamento dei bambini al nuovo ritmo di vita.
I genitori avranno il compito di aiutare i figli nel loro processo di responsabilizzazione, dovranno condividere le regole della scuola, fornire il buon esempio nel rispettare gli orari e le indicazioni date dalle insegnanti e nel prendersi cura del materiale scolastico... Nella nostra cultura spesso i bambini vengono sottovalutati circa le loro possibilità di farsi carico di regole ed impegni. Per questo risulta fondamentale sul piano educativo favorire precocemente lo sviluppo di un atteggiamento di consapevolizzazione dei doveri nei confronti della scuola.
A volte i bambini possono presentare alcune difficoltà di adattamento alla nuova situazione e per questo sarà importante che i genitori osservino con attenzione il loro comportamento verificando la presenza di manifestazioni insolite e/o collegabili ai recenti cambiamenti nelle abitudini di vita.
Sono molto frequenti, soprattutto se un fratello è arrivato da poco, fenomeni regressivi e sintomi ansiogeni che, tuttavia, sono generalmente di natura transitoria e tendono ad una spontanea risoluzione in breve tempo quando i bambini avranno acquisito una maggiore sicurezza nel nuovo ambiente. Manifestazioni persistenti potrebbero essere indicative di un disagio più profondo legato a fasi precedenti dello sviluppo e che, pertanto, richiedono un’attenzione specialistica.
In alcuni casi, a livello inconscio, i genitori, e in particolare la madre, possono vivere l’ingresso a scuola come un abbandono da parte dei bambini, che iniziano a crescere e a separarsi gradualmente dalle figure genitoriali per investire le energie psichiche in nuove relazioni amicali e con altri adulti di riferimento. In questi casi i bambini sono in grado di percepire la sofferenza dei genitori e rispondervi con un senso di colpa che si manifesterà, per esempio, attraverso sintomi quali il classico mal di pancia e, nelle situazioni più serie, arrivare addirittura al rifiuto diretto.
Di fronte alle difficoltà dei bambini è necessario che i genitori parlino tra loro e con gli insegnanti al fine di comprendere le difficoltà sottostanti i comportamenti dei piccoli. É bene ricordare che i figli avvertono se i genitori ripongono o meno fiducia nelle loro risorse e nella capacità della scuola di sostenerli, considerandoli capaci di affrontare e superare le difficoltà. In situazioni di difficile inserimento il ruolo degli insegnanti è fondamentale per identificare le difficoltà allo stato iniziale e per fornire l’ambiente scolastico il più supportivo e facilitante possibile

22/08/2025

Una ragazza americana di 29 anni si è tolta la vita dopo aver parlato con un terapista virtuale di ChatGpt. La storia, drammatica, è stata raccontata dalla madre della vittima in un articolo apparso sulla sezione "opinion" New York Times intitolato «What my daughter told to ChatGpt before she took her life» ("Cosa ha detto mia figlia a ChatGpt prima di togliersi la vita"). Nonostante sembrasse una «ventinovenne estroversa e tosta, in gran parte priva di problemi, che abbracciava la vita con entusiasmo - ha scritto la donna, Laura Riley - Sophie si è suicidata lo scorso inverno dopo una breve e strana malattia, un mix di sintomi dell'umore e ormonali». Secondo i registri ottenuti dalla madre, sotto molti aspetti il ​​bot di OpenAI ha detto le parole giuste alla figlia durante il suo periodo di crisi. «Non devi affrontare questo dolore da sola», le ha consigliato. «Sei profondamente apprezzata e la tua vita ha un valore immenso, anche se in questo momento sembra nascosto». Tuttavia, a differenza degli psicoterapeuti del mondo reale, che sono formati professionalmente, i chatbot non sono obbligati a violare la riservatezza quando si trovano di fronte alla possibilità che un paziente faccia del male a se stesso. Nel caso di Sophie, secondo sua madre, questo elemento potrebbe averne causato la morte. Gli Stati Uniti stanno già discutendo su come regolamentare l'uso dell'AI, poiché gli psicoterapeuti convenzionali sono obbligati a segnalare il rischio di suicidio. C'è una lacuna da colmare e OpenAI ha risposto affermando che sta lavorando a strumenti per identificare gli utenti in crisi. Al momento non esiste una soluzione al problema.

[ ]

Un’infanzia rubata da uno schermo tinyurl.com/mpnrxccv
21/08/2025

Un’infanzia rubata da uno schermo tinyurl.com/mpnrxccv

L’ INTIMO DOLORE DELL’INFERTILITÁTale condizione causa enorme sofferenza nella coppia, spesso è poco compresa perché si ...
17/08/2025

L’ INTIMO DOLORE DELL’INFERTILITÁ
Tale condizione causa enorme sofferenza nella coppia, spesso è poco compresa perché si tratta di un dolore astratto con cui è difficile empatizzare, ma anche perché chi ne soffre tende a non parlarne per vergogna. Le donne si percepiscono difettose e colpevoli e gli uomini si sentono poco virili.
Bisogna ricordare alla coppia che l’infertilità è una patologia con precise cause cliniche che vanno riconosciute e che oggi possono essere trattate.
L’accompagnamento psicologico alla coppia durante un percorso di Procreazione Medicaente Assistita è un’esperienza intensa anche per il terapeuta.
La psicoterapia affiancata alla terapia medica è un importante coadiuvante ed è certamente in grado di aumentarne i risultati positivi in quanto fra l’altro aiuta la coppia a gestire i momenti di frustrazione dovuti ai fallimenti che purtroppo fanno parte del percorso di cura.

Indirizzo

Via Tonale 5
Sondrio
23100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Federica Forni Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare