Prof. Dr. Laura Maresca, PsyD

Prof. Dr. Laura Maresca, PsyD Psicologa e Psicoterapeuta a Sorrento Una esperienza trentennale e molte specializzazioni consentono di applicare un metodo di intervento veloce.

27/05/2022

Bibliografia essenziale aggiornata

● Bottaccioli F. (2020). Filosofia per la medicina, medicina per la filosofia. Oriente e Occidente a confronto. Tecniche Nuove, Milano
● Bottaccioli F.; Bottaccioli A.G. (2018). PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e scienza della cura integrata. Il manuale. Edra S.p.A, Milano
● Bottaccioli F. (2018). Psico Neuro Endocrino Immunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi relazionali della medicina integrata. Red! Ed., Milano
● Damasio A. (2018). LO STRANO ORDINE DELLE COSE. Adelphi Ed., Milano
● Shore A.N. (2017). PREFAZIONE in Ginot E. (2017). NEUROPSICOLOGIA DELL’INCONSCIO. Integrare mente e cervello nella psicoterapia. Raffaello Cortina Ed., Milano (Ed.orig. 2015)
● AAVV (2015). Neurofisiologia e psicobiologia delle emozioni. Emozioni, sentimenti e comunicazione. eFBI, Varese
● Galimberti U. (2014). PSICHIATRIA e FENOMENOLOGIA. Universale Economica Feltrinelli, Milano
● Damasio A. (2012). IL SE’ VIENE ALLA MENTE. Adelphi Ed., Milano
● Liccione D. (2011). PSICOTERAPIA COGNITIVA NEUROPSICOLIGICA. Bollati Boringhieri, Torino
● Goleman D. (20112). Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici. BUR Grandi saggi, Milano
● Scrimali T. (2010). NEUROSCIENZE E PSICOLOGIA CLINICA. Dal laboratorio di ricerca al setting con i pazienti. FrancoAngeli, MilanoDamasio A. (2018). Lo strano ordine delle cose. Adelphi Ed. S.P.A. Milano
● Dentone A.; De Luca A. (2006). LE FONTI ESISTENZIALI DELLA PSICOLOGIA. ETS, Firenze
● Ales Bello A.; De Luca A. (2005). LE BASI FENOMENOLOGICHE DELLA PSICOLOGIA. ETS, Firenze
● Gadamer H.G. (1994). DOVE SI NASCONDE LA SALUTE. RaffaelloCortina Ed., Milano
● Bruner J. (1992). LA RICERCA DEL SIGNIFICATO. Per una psicologia culturale. Bollati Boringhieri, Torino

12/04/2022

Michielin P. – “Presentazione” in Singer M.T. & Lalich J. (2000) – PSICOTERAPIE FOLLI. Conoscerle e difendersi. Ed Erickson, Trento, pp.10-11
1. Un’adeguata, e sufficientemente lunga, formazione in psicoterapia e un costante aggiornamento rappresentano insostituibili garanzie di una pratica qualificata. È opportuno che il terapeuta fornisca chiare e attendibili informazioni al riguardo e comunque il paziente ha il diritto di chiederle.
2. L’approfondimento della storia personale del paziente e una corretta diagnosi psicologica e/o psichiatrica sono fondamentali premesse per ogni forma di trattamento. Il terapeuta poco interessato alla storia personale o che avvia una terapia prima di aver approfondito il problema/disturbo probabilmente non è in grado di fornire un aiuto adatto e specifico.
3. I problemi e/o i disturbi del paziente devono essere adeguatamente concettualizzati e spiegati a lui, utilizzando una terminologia comprensibile ed evitando il gergo tecnico. Anche i concetti più complessi e specialistici possono essere, nella misura in cui è necessario, spiegati con parole semplici.
4. Le tecniche terapeutiche utilizzate devono avere una efficacia dimostrata da studi clinici; questo significa che devono dare risultati migliori rispetto alla cosiddetta “remissione spontanea” (il semplice trascorrere del tempo o circostanze favorevoli della vita possono, infatti, migliorare un disturbo) e anche rispetto a una uguale quantità di attenzione e aiuto non professionale. Il fatto che questi risultati durino negli anni, senza ricadute, è un importante criterio di efficacia.
5. Ogni trattamento deve documentare la propria efficacia e cioè la capacità di ottenere risultati con una valido rapporto tra costi (emotivi, economici, di durata nel tempo, ecc) e benfici; l’assenza di danni e di rischi è un importante criterio di efficienza.
6. Dalle due precedenti emerge l’ulteriore regola della specificità delle diverse terapie: ognuna è più indicata per determinati tipi di problemi o disturbi e più adatta a pazienti che hanno certe caratteristiche o esprimono determinati bisogni, poco efficace ed efficiente in altri casi. Da ciò consegue che non esistono tecniche adatte a tutti i problemi e i disturbi psicologici e che si possono utilizzare, in modo uguale, per tutti i pazienti.
7. Il terapeuta deve sempre considerare la possibilità che il paziente trovi in altre forme di trattamento un aiuto alternativo, più adatto ed efficace, e deve informarlo dell’esistenza di queste opportunità.
8. uodi intervento deve essere periodicamente verificato e, se necessario, aggiustato.
9. Il paziente deve valutare in termini concreti e in piena autonomia la qualità del proprio stato, il benessere soggettivo, il funzionamento sociale e i cambiamenti ottenuti dalla terapia.
10. Vanno discusse solo le convinzioni del paziente strettamente legate al problema/disturbo; il terapeuta deve mostrare grande rispetto per le convinzioni, il sistema di valori e gli scopi personali del paziente. Analogo rispetto meritano le sue relazioni personali, le abitudini di vita, il lavoro, ecc.; il terapeuta deve evitare ogni indebita ingerenza in queste aree.
11. Le norme deontologiche che tutelano la riservatezza, evitano ogni tipo di sopruso e proibiscono il coinvolgimento sessuale, sono parte costituiva di una “buona” terapia.

orientamento professionale degli studenti scuole superiori di Sorrento
29/03/2022

orientamento professionale degli studenti scuole superiori di Sorrento

28/03/2022
25/03/2022

Indirizzo

Via Parsano 6/a
Sorrento
80067

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 12:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 13:00

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