31/08/2026
DURO A SALIRE
Nel mondo il mercato del grano duro si muove: dal Canada agli altri grandi Paesi produttori le quotazioni registrano variazioni. In Italia, invece, il prezzo del grano duro nazionale resta sostanzialmente fermo.
Nel frattempo aumentano i prezzi di pane e pasta. Ma di questa crescita l’agricoltore non vede praticamente nulla.
E qui emerge una discrasia che merita di essere discussa.
Da una parte c’è la forza organizzata dell’industria di trasformazione: Italmopa siede nella CUN del grano duro e, insieme a numerose aziende molitorie, ha ottenuto dal TAR l’annullamento del monitoraggio ISMEA sui costi di produzione.
Dall’altra ci sono associazioni di produttori agricoli, che, pur godendo di notevole peso contrattuale, politico e istituzionale, svolgono il loro ruolo in modo accomodante, salvo poi rifarsi una verginità con campagne di protesta tardive e di facciata. Associazioni tenute buone con piccole prebende, spesso di carattere personale, e mantenute a galla da una platea di agricoltori che sembrano aver smarrito la necessaria lucidità per non accorgersi di quanto viene tramato alle e sulle proprie spalle.
Quindi, per quanto ci riguarda, la domanda è: chi ha interesse e soprattutto chi ha la forza perché non salga?