25/08/2022
𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐒𝐒𝐈𝐓𝐀'...☯️
La complessità della realtà che viviamo, dei fenomeni che avvengono, la difficoltà di trovare risposte e prassi efficaci, ci spingono ad 𝐢𝐩𝐨𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐫𝐞, ci invitano a cercare e costruire modelli più funzionali che si pongono altri tipi di domande oltre quelli concernenti il "𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦'". La complessità sta nella congiunzione tra sistema osservato e sistema osservante, con i suoi scopi, le sue scelte, le sue chiavi di lettura, le sue capacità.
Utilizzando la metafora di un 𝐞𝐬𝐩𝐥𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 mi veniva in mente, che si ferma sul confine di un territorio da esplorare per verificare il suo bagaglio, le sue intenzioni ultime e per poter dare uno sguardo panoramico dall'alto di una collina prima di intraprendere il viaggio e fissare dei punti di riferimento. L'esploratore alla fine del viaggio costruirà una mappa, ed al ritorno farà vedere la mappa che permetterà ad altri uomini di intraprendere il viaggio nelle terre inesplorate con più certezze. La mappa va poi letta, in seguito verificata.
Il 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐞𝐮𝐭𝐚 potrebbe essere 𝐥'𝐞𝐬𝐩𝐥𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚', del 𝐜𝐚𝐨𝐬 che il paziente porta in analisi. La complessità richiede il setting, e la definizione di campo che permette nel "𝘲𝘶𝘪 𝘦 𝘰𝘳𝘢" di vedere ciò che avviene.
In qualunque contesto di terapia, individuale o gruppale, si esercitano ed avvengono 𝐬𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐢; tra questi importante è il silenzio, l'apparente vuoto, il simbolo della morte.
Nei tempi passati si nasceva in casa ed in gruppo, si moriva in casa ed in gruppo, 𝐬𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐠𝐞𝐯𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞. Ricordo a casa di mia nonna, una foto di suo figlio, venuto a mancare giovanissimo, con una candela accesa, e quando passava accanto a lui, lo salutava, gli parlava ad alta voce, gli rivolgeva qualche preghiera. Tutto ciò indicava continuità tra vita e morte. Oggi la morte è omessa persino dalle favole: la versione originale della favola dei "𝘛𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘳𝘤𝘦𝘭𝘭𝘪𝘯𝘪" dei fratelli Grimm prevede la morte di due protagonisti, sbranati e divorati, mentre questo non viene riportato nella trama delle versioni moderne della favola.
Forse la morte così trattata ritorna spettrale e potente a dominare fantasticamente le paure e le azioni. Lo scambio tesse insieme in una circolarità continua ambiente e individuo, dentro e fuori stimolando 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐩𝐫𝐨𝐜𝐢 . . . . .