14/08/2021
“Stop alle mutilazioni”: il garante norvegese per l’infanzia chiede “rituali simbolici”
Dopo la sentenza-choc del tribunale di Colonia, che ha ritenuto la circoncisione religiosa “un’aggressione”, in mezza Europa si sta dibattendo della liceità delle mutilazioni sui neonati. Una questione quasi tabù, sinora. E non certo per pruderie sessuale.
L’ospedale pediatrico di Zurigo, che aveva momentaneamente sospeso la pratica, ha annunciato che riprenderà a operare circoncisioni. Dalla Norvegia, dove il partito centrista aveva chiesto di metterle al bando, arriva invece la notizia che il garante per i diritti dell’infanzia, Anne Lindboe, una pediatra, ha chiesto di sostituire il rituale fisico con uno “simbolico”. Secondo Lindboe, riporta il quotidiano israeliano Haaretz, la circoncisione chirurgica costituisce una violazione del diritto dei bambini di poter decidere sopra il proprio corpo. “I bambini di famiglia ebraica o musulmana devono essere tutelati dalla legge nello stesso modo in cui sono tutelati gli altri bambini”, ha dichiarato. Il suo predecessore, Reidar Hjermann, aveva invece proposto di elevare a quindici anni l’età minima per poter effettuare la circoncisione.
La proposta di Lindboe piacerà ai cattolici: san Paolo (Rm 2,29) sosteneva che l’unica vera circoncisione è quella “del cuore”. Ma piacerà soprattutto a coloro, sempre più numerosi, che si battono contro ogni lesione nei confronti di minori: a maggior ragione quando non sono in grado di difendersi, e quando si motiva la pratica (e se ne chiede il riconoscimento legale) con la propria fede. Anteporre la libertà religiosa dei genitori all’autodeterminazione del minore sul proprio corpo è molto semplicemente un’aberrazione.
http://www.uaar.it/news/2012/08/11/stop-alle-mutilazioni-il-garante-norvegese-per-infanzia-chiede-rituali-simbolici/