Dott. Antonio Pacella, MD

Dott. Antonio Pacella, MD Medico. Specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Diabetologia. Diplomato in Medicina Estetica. Docente Universitario aC. Medico FIGC.

Perfezionato in Nutrizione Oncologica, Pediatrica, Patologie Digestive e Metaboliche, Lifestyle Medicine. Nutrizione per patologie
Malattie digestive
Medicina Antiaging
Malattie metaboliche
Medicina Estetica
Mesoterapia Antalgia

Studi:

SULMONA (L'AQUILA)
POPOLI (PESCARA)
ROMA

🦴 IL BRODO D’OSSA RICOSTRUISCE DAVVERO IL COLLAGENE DELLA PELLE?È una delle affermazioni più diffuse nel mondo della nut...
19/08/2026

🦴 IL BRODO D’OSSA RICOSTRUISCE DAVVERO IL COLLAGENE DELLA PELLE?

È una delle affermazioni più diffuse nel mondo della nutrizione “anti-aging”. Ha una base biologica plausibile, ma viene spesso raccontata in modo troppo semplice.

Il brodo d’ossa può contenere proteine, gelatina e aminoacidi come glicina, prolina e idrossiprolina. Ma mangiare collagene non significa trasferire quel collagene direttamente nella pelle.

La digestione non funziona così.

Le proteine introdotte con gli alimenti vengono digerite in aminoacidi e piccoli peptidi, assorbite dall’intestino e immesse nel metabolismo dell’organismo.

Da quel momento non esiste una corsia preferenziale “brodo → viso → collagene”.

Gli aminoacidi disponibili possono essere utilizzati per sintetizzare proteine in numerosi tessuti, produrre enzimi e altre molecole biologiche o, in determinate condizioni, contribuire al metabolismo energetico.

Il collagene cutaneo viene invece sintetizzato localmente, principalmente dai fibroblasti, attraverso processi regolati da molti fattori.

👉 E qui sta il punto più importante.

Fornire i nutrienti necessari non significa obbligare l’organismo a produrre più collagene.

Proteine adeguate, vitamina C e altri micronutrienti sono indispensabili per la normale sintesi del collagene. Una loro carenza può comprometterla.

Ma in una persona già adeguatamente nutrita:

necessario ≠ più efficace se ne assumiamo di più.

Attenzione anche all’errore opposto: non significa che qualsiasi integrazione di collagene sia inutile. Alcuni studi su specifici peptidi di collagene idrolizzato suggeriscono effetti modesti su parametri come idratazione ed elasticità cutanea. È però un tema diverso dal sostenere che una tazza di brodo d’ossa “ricostruisca il collagene”.

La salute e l’invecchiamento della pelle dipendono dall’interazione tra genetica, età, ormoni, esposizione UV, fumo, alimentazione, sonno, metabolismo, patologie, farmaci, ambiente e skincare.

🥣 Il brodo d’ossa può tranquillamente far parte dell’alimentazione.

Ma non è un trattamento anti-aging.

E soprattutto non è un filler da bere.

🏥 IN OSPEDALE CURiamo CON I FARMACI. MA COSA METTIAMO NEL PIATTO?Pasta. Pane. Riso. Patate. Frutta cotta.A volte tutti n...
18/08/2026

🏥 IN OSPEDALE CURiamo CON I FARMACI. MA COSA METTIAMO NEL PIATTO?

Pasta. Pane. Riso. Patate. Frutta cotta.
A volte tutti nello stesso pasto. Anche nelle lungodegenze.

E la domanda nasce spontanea: ha davvero senso?

Attenzione però a non cadere nell’errore opposto:
❌ i carboidrati non sono “il nemico”
❌ pasta e pane non sono automaticamente infiammatori
❌ un ospedale non dovrebbe diventare “low-carb”

Il problema è l’equilibrio complessivo del pasto.

Il paziente ricoverato può essere anziano, allettato, infiammato, con scarso appetito e maggiore catabolismo. Può perdere massa muscolare rapidamente e, durante una malattia acuta, sviluppare anche insulino-resistenza e iperglicemia da stress.

Proprio per questo sorprende trovare ancora pasti costruiti soprattutto intorno agli amidi, mentre la porzione proteica può essere modesta e verdure e alimenti freschi poco rappresentati.

🥩 Proteine adeguate
🥦 Verdure e micronutrienti
🍚 Carboidrati nella quantità e qualità appropriate
🫒 Grassi di buona qualità
💧 Idratazione
👤 soprattutto: personalizzazione sul paziente

Perché una persona anziana malnutrita non ha le stesse necessità di un paziente con diabete.
Un paziente oncologico non è uguale a chi è ricoverato per un piccolo intervento chirurgico.
E chi presenta disfagia, insufficienza renale o grave sarcopenia richiede ancora altre strategie.

Il punto quindi non è:

“Perché danno i carboidrati in ospedale?”

La domanda più interessante è:

👉 Perché il cibo viene ancora troppo spesso considerato qualcosa con cui riempire il vassoio anziché una componente della cura?

La malnutrizione ospedaliera può significare più complicanze, perdita muscolare, recupero più difficile e degenze più lunghe.

🍽️ Nutrire un paziente non significa semplicemente dargli calorie.

Significa contribuire a curarlo.

E adesso sono curioso di conoscere la vostra esperienza:

👇 Cosa avete trovato sul vassoio durante il vostro ultimo ricovero o quello di un familiare?

“Le detox esistono soprattutto nel marketing.”Ogni anno, dopo le vacanze, dopo Natale o dopo un weekend di eccessi, rico...
18/08/2026

“Le detox esistono soprattutto nel marketing.”

Ogni anno, dopo le vacanze, dopo Natale o dopo un weekend di eccessi, ricompare la stessa promessa:

“Disintossica il tuo organismo.”

Succhi verdi, tisane, centrifughe, polveri, integratori e programmi da 3, 7 o 21 giorni che promettono di eliminare “tossine” senza mai spiegare quali siano, come vengano misurate o dove siano le prove che funzionino.

La realtà è molto meno affascinante, ma molto più interessante.

Il nostro organismo possiede già un sistema di detossificazione estremamente efficiente.

Fegato, reni, polmoni, intestino e pelle lavorano ogni giorno, 24 ore su 24, per trasformare ed eliminare sostanze potenzialmente nocive. È fisiologia, non marketing.

Se questi organi funzionano normalmente, non esistono prove solide che una dieta detox, un succo o un integratore possano renderli “più puliti” o “più efficienti”.

Se invece non funzionano, serve un medico, non una tisana.

Questo non significa che l’alimentazione non conti.

Mangiare più verdura, frutta, legumi, cereali integrali e ridurre l’eccesso di alcol e alimenti ultraprocessati migliora la salute metabolica, cardiovascolare e intestinale.

Ma questo è uno stile di vita, non una detox.

Il problema è che la parola detox vende molto più di alimentazione equilibrata.

È più facile credere che bastino tre giorni di succhi per cancellare mesi di cattive abitudini, piuttosto che accettare che la salute si costruisce con piccoli gesti ripetuti ogni giorno.

La medicina non parla di “purificare” un organismo sano.

Parla di prevenire le malattie, proteggere gli organi e ridurre i fattori di rischio.

La prossima volta che qualcuno ti propone una detox, fai una semplice domanda:

Quali tossine elimina esattamente?

Se la risposta è vaga, probabilmente non stai ascoltando la scienza.

Stai ascoltando il marketing.

🧀 “IO LI HO SEMPRE MANGIATI E NON MI È MAI SUCCESSO NIENTE.”È una delle frasi più frequenti quando si parla di latte cru...
17/08/2026

🧀 “IO LI HO SEMPRE MANGIATI E NON MI È MAI SUCCESSO NIENTE.”

È una delle frasi più frequenti quando si parla di latte crudo e formaggi a latte crudo.

Ma l’esperienza personale non misura un rischio.

Anche i nostri nonni bevevano latte appena munto. Anche pastori sardi e abruzzesi hanno consumato per generazioni formaggi tradizionali.

Vero.

Ma ricordare chi lo ha fatto senza conseguenze non significa che quelle conseguenze non siano mai esistite. È il classico survivorship bias.

🦠 Il latte crudo può contenere microrganismi patogeni. La contaminazione non avviene sempre: ed è proprio per questo che averlo consumato cento volte senza problemi non dimostra che la centounesima sia sicura.

🥛 “Però è più nutriente!”

Tecnicamente alcune differenze possono esserci: la pastorizzazione può ridurre modestamente alcune vitamine termolabili.

Ma proteine, calcio, grassi e gran parte del valore nutrizionale rimangono sostanzialmente conservati.

E allora la domanda è semplice:

👉 vale la pena aumentare il rischio microbiologico per differenze nutrizionali generalmente modeste?

Nel nostro contesto il grande problema sanitario non è recuperare qualche milligrammo di vitamina bevendo latte crudo.

⚠️ E attenzione: latte crudo e formaggio a latte crudo non sono la stessa cosa.

Acidificazione, sale, fermentazione, umidità e soprattutto stagionatura modificano profondamente il rischio.

Un formaggio duro lungamente stagionato non è microbiologicamente equivalente a un formaggio fresco o molle.

Particolare prudenza è necessaria per i soggetti più vulnerabili: bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e immunodepressi.

Questo non significa demonizzare i prodotti tradizionali.

Significa smettere di confondere:

🌿 naturale = sicuro
👴 tradizione = prova scientifica
🥛 crudo = nutrizionalmente superiore
🧀 formaggio a latte crudo = sempre pericoloso

Sono tutte semplificazioni.

La tradizione merita rispetto.
La scienza ci permette di conservarla rendendola più sicura.

Informazione, non allarmismo.

Perché la sicurezza alimentare non è nata contro le tradizioni:
👉 è nata da ciò che abbiamo imparato dai rischi del passato.

CENTENARI…quale è il segreto?Sui social, nei convegni, nelle conferenze, non si fa altro che parlare di LONGEVITÀ.Ognuno...
17/08/2026

CENTENARI…quale è il segreto?

Sui social, nei convegni, nelle conferenze, non si fa altro che parlare di LONGEVITÀ.
Ognuno decanta il segreto che sia alimentazione, movimento, stili di vita, marcatori biologici, sonni e via discorrendo.
Ma la comunicazione sbaglia metodo:
Infatti parte dal centenario e cerca quale sua abitudine possa spiegare la sua longevità.

È quasi sempre un ragionamento troppo semplice.

Che cosa sembra esserci davvero dietro i 100 anni?

Non esiste una percentuale universale da attribuire a ciascun fattore. Il modello più ragionevole è qualcosa del genere:

GENETICA × BIOLOGIA × AMBIENTE × STILE DI VITA × CONDIZIONI SOCIALI × ESPOSIZIONI × ASSISTENZA SANITARIA × CASUALITÀ

e queste componenti interagiscono durante un intero secolo.

Dovremmo domandarci “Perché questo organismo è riuscito a tollerare per più di un secolo esposizioni, malattie, stress e danni che in altri individui hanno prodotto conseguenze molto prima?”

Ed è una domanda biologicamente molto più interessante.

La parola forse più importante è RESILIENZA

I centenari non sembrano semplicemente persone che hanno evitato qualsiasi insulto biologico.

Sembrano, almeno in parte, persone capaci di rispondere diversamente agli stessi insulti.

Quale è la lezione che ci lascia tutto ciò?

I centenari non ci hanno insegnato come diventare centenari. Ci hanno insegnato quanto sia difficile attribuire una vita eccezionalmente lunga a una singola causa.

IL CORTISOLO NON È “L’ORMONE CHE FA INGRASSARE”.Basta con le scorciatoie fisiologiche trasformate in verità da social.👉 ...
17/08/2026

IL CORTISOLO NON È “L’ORMONE CHE FA INGRASSARE”.

Basta con le scorciatoie fisiologiche trasformate in verità da social.

👉 “Hai la pancia? È il cortisolo.”
👉 “Non dimagrisci? Hai il cortisolo alto.”
👉 “Hai il viso gonfio? Cortisol face.”
👉 “Prendi questo integratore: abbassa il cortisolo.”

Il problema è che la fisiologia umana è molto più complessa.

Il cortisolo è un ormone essenziale per la vita. Partecipa alla regolazione della disponibilità energetica, della pressione arteriosa, della risposta immunitaria e infiammatoria e della risposta allo stress.

E soprattutto ha un ritmo circadiano: cambia durante la giornata e varia con sonno, attività fisica, alimentazione, stress, farmaci e condizioni patologiche.

⚠️ Certo: nell’ipercortisolismo patologico, come nella sindrome di Cushing, possono comparire importanti alterazioni metaboliche e una caratteristica redistribuzione del tessuto adiposo.

Ma da questo non possiamo concludere:

stress = cortisolo alto = grasso addominale.

Lo stress cronico può contribuire all’aumento di peso attraverso numerose strade: può modificare appetito e preferenze alimentari, favorire un maggiore introito energetico, peggiorare il sonno e ridurre il movimento quotidiano.

Il cortisolo può partecipare a questa rete.

Ma partecipare non significa essere l’unica causa.

E attenzione anche alla bilancia: aumento di peso e aumento di grasso non sono sinonimi. Acqua, glicogeno e contenuto intestinale possono modificare rapidamente il peso senza rappresentare nuovo tessuto adiposo.

Quindi diffidiamo di chi pretende di spiegare tutto con un ormone — e magari subito dopo vende il test, l’integratore o la dieta per “abbassarlo”.

🧠 Il cortisolo è un mediatore, non il regista.

Alimentazione, sonno, attività fisica, stress, genetica, ambiente e condizioni individuali interagiscono continuamente.

La scienza raramente offre spiegazioni semplicissime.

Il marketing, invece, molto spesso sì.
Specialmente quando a prestarsi a tutto ciò sono medici, nutrizionisti e sanitari che queste cose dovrebbero combatterle.

🐟 “È stato abbattuto, quindi posso mangiarlo crudo in sicurezza.”❌ Non è proprio così.L’abbattimento è fondamentale, ma ...
16/08/2026

🐟 “È stato abbattuto, quindi posso mangiarlo crudo in sicurezza.”

❌ Non è proprio così.

L’abbattimento è fondamentale, ma serve principalmente a controllare un rischio specifico: quello parassitologico, in particolare Anisakis.

🦠 Non significa sterilizzare il pesce.

Il congelamento, infatti, non garantisce l’eliminazione di tutti i possibili pericoli:

🔴 batteri come Vibrio o Listeria
🔴 virus
🔴 alcune tossine
🔴 istamina eventualmente già formatasi
🔴 contaminazioni avvenute durante manipolazione e preparazione

E neppure limone, aceto, sale o marinatura trasformano automaticamente un alimento crudo in un alimento microbiologicamente sicuro.

👉 La sicurezza dipende dall’intera filiera:

🐟 qualità e provenienza della materia prima
❄️ corretta catena del freddo
🧊 trattamento adeguato contro i parassiti quando necessario
🧼 igiene di mani, utensili e superfici
🌡️ corretta conservazione
🍣 preparazione e consumo appropriati

⚠️ Un’attenzione ancora maggiore è necessaria per donne in gravidanza, bambini piccoli, anziani e persone immunocompromesse o particolarmente vulnerabili, perché alcune infezioni alimentari possono avere conseguenze più importanti.

Quindi no: “abbattuto” non è sinonimo di “sterile” né di “rischio zero”.

L’abbattimento è un tassello fondamentale della sicurezza, non tutta la sicurezza.

🍣 Il pesce crudo può essere un piacere.
🔬 Ma la sicurezza alimentare non si costruisce con una sola procedura: si costruisce lungo tutta la filiera.

Informarsi non significa avere paura del cibo.
Significa mangiarlo con maggiore consapevolezza.

È FACILE FARE IL BIOHACKER QUANDO LA VITA TE LO PERMETTE.“Dormi 8 ore.”“Riduci lo stress.”“Vai a letto sempre alla stess...
16/08/2026

È FACILE FARE IL BIOHACKER QUANDO LA VITA TE LO PERMETTE.

“Dormi 8 ore.”
“Riduci lo stress.”
“Vai a letto sempre alla stessa ora.”
“Prenditi del tempo per te.”
“Ottimizza il recupero.”

Tutto giusto. Ma manca una variabile enorme: la vita reale.

Dormire bene quando vivi da solo, hai tempo libero, disponibilità economica, sei in salute e puoi organizzare le tue giornate è una cosa.

Dormire bene quando hai un bambino che si sveglia di notte, un genitore malato da assistere, problemi economici, un lutto, una separazione, tensioni familiari o la paura per la salute di qualcuno che ami è un’altra.

E non è semplicemente una questione di “disciplina”.

Il sonno è fondamentale per la salute e cercare di proteggerlo rimane importante. Ma trasformare ogni comportamento salutare in una prova di forza di volontà significa dimenticare i determinanti sociali, economici e familiari della salute.

Non tutti partiamo dalle stesse condizioni.

C’è chi può programmare allenamento, sauna, meditazione, esposizione alla luce, cena alle 19 e otto ore di sonno.

E c’è chi alle tre di notte sta cullando un figlio, assistendo un genitore o pensando a come arrivare alla fine del mese.

Lo stesso consiglio non ha lo stesso costo per tutti.

Questa è forse una delle grandi debolezze della cultura dell’“ottimizzazione”: rischia di trasformare la salute in una meritocrazia biologica.

Se stai bene, sei stato bravo.
Se stai male, non ti sei impegnato abbastanza.

Ma la medicina è molto più complessa.

La salute non dipende soltanto dalle scelte che facciamo. Dipende anche dalle possibilità che abbiamo di farle.

Quindi sì: proteggi il sonno quando puoi.
Muoviti. Mangia bene. Riduci ciò che puoi ridurre.

Ma ricordati anche che non puoi biohackare un lutto, una malattia, un figlio che piange o un conto corrente in difficoltà.

La vita non è un laboratorio.

E qualche volta fare il meglio possibile nelle condizioni che abbiamo è già moltissimo.

🍽️ BAMBINI E ALIMENTAZIONE: QUANTE VOLTE ABBIAMO DETTO UNA DI QUESTE FRASI?“Devi finire tutto quello che hai nel piatto....
16/08/2026

🍽️ BAMBINI E ALIMENTAZIONE: QUANTE VOLTE ABBIAMO DETTO UNA DI QUESTE FRASI?

“Devi finire tutto quello che hai nel piatto.”
“Ancora un boccone per mamma.”
“Se non mangi, la mamma si dispiace.”
“Se fai il bravo ti compro il gelato.”
“Prima le verdure, poi il dolce.”
“Mangia, perché devi crescere.”
“Non ha mangiato niente!”
“Se salta un pasto succede qualcosa.”

Frasi dette quasi sempre con le migliori intenzioni.
Eppure vale la pena chiederci quale messaggio possa arrivare al bambino.

👉 Non ascoltare quando sei sazio.
👉 Mangia per rendermi felice.
👉 Il dolce è un premio.
👉 Le verdure sono un sacrificio.
👉 Devi mangiare la quantità che considero giusta io.

Il punto non è lasciare che un bambino mangi sempre e soltanto ciò che vuole.

L’adulto mantiene un ruolo fondamentale: decide cosa proporre, costruisce un ambiente alimentare adeguato, stabilisce routine e offre varietà.

Ma educare non significa trasformare ogni pasto in una trattativa.

Fame e appetito possono cambiare da un giorno all’altro. Anche le porzioni di un bambino non sono quelle di un adulto. E un pasto mangiato poco, in un bambino sano che cresce regolarmente, non rappresenta automaticamente un problema.

⚠️ Diverso è quando scarso appetito, selettività o difficoltà alimentari diventano persistenti, compromettono la crescita o si accompagnano ad altri segnali: in quel caso non bisogna banalizzare e va valutata la situazione con il pediatra.

Forse, quindi, la domanda più importante non è:

“Quanto ha mangiato oggi?”

ma:

“Che rapporto con il cibo gli stiamo insegnando per domani?”

❤️ Perché educazione alimentare significa anche aiutare un bambino a riconoscere fame, sazietà e piacere del cibo senza paura, ricatti o sensi di colpa.

Piccole scelte quotidiane possono fare una grande differenza.

🥩 I NOSTRI NONNI MANGIAVANO CARNE. SÌ. MA NON COME LA MANGIAMO NOI.Quando parliamo di “alimentazione di una volta” risch...
16/08/2026

🥩 I NOSTRI NONNI MANGIAVANO CARNE. SÌ. MA NON COME LA MANGIAMO NOI.

Quando parliamo di “alimentazione di una volta” rischiamo di ricordare le ricette e dimenticare il contesto.

🐔 “Gallina vecchia fa buon brodo” non era soltanto un proverbio.
La gallina produceva uova e veniva spesso macellata quando diventava meno produttiva. La lunga cottura permetteva di valorizzare una carne più tenace.

🐑 Nella società pastorale la pecora significava latte, lana, agnelli e reddito. La tradizione degli arrosticini racconta proprio la capacità di valorizzare anche carni ovine meno pregiate.

🐖 “Del maiale non si butta niente.”
Non era uno slogan ecologista: era necessità. Salumi, lardo, strutto, cotenne, frattaglie permettevano di conservare per mesi una risorsa preziosa.

🐄 E poi c’era il quinto quarto: trippa, fegato, cuore, lingua, coda e altre parti meno nobili diventavano protagoniste della cucina popolare.

Il filo conduttore?

👉 La carne era preziosa.
👉 Si utilizzava praticamente tutto.
👉 La disponibilità non era quotidiana come oggi.

Oggi refrigerazione, allevamento, distribuzione e supermercati ci permettono di scegliere praticamente ogni giorno il taglio che preferiamo.

Ed è proprio qui che nasce il paradosso:

non dobbiamo necessariamente mangiare come i nostri nonni. Dovremmo recuperare l’intelligenza con cui utilizzavano le risorse.

Una dieta equilibrata non ha bisogno di demonizzare la carne, ma nemmeno di trasformarla nel centro di ogni pasto.

🥩 Carne con moderazione.
🫘 Più spazio a legumi e altre fonti proteiche.
🥦 Verdura, frutta e cereali integrali come componenti abituali dell’alimentazione.
🌍 Meno sprechi e scelte più consapevoli.

La lezione più interessante del passato, quindi, non è:

❌ “Una volta si mangiava meglio.”

È molto più utile:

✅ “Una volta non ci si poteva permettere di sprecare.”

La tradizione non è abbondanza.

È adattamento, ingegno e rispetto per ciò che abbiamo.

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