CSADiagnosi,Terapia e Riabilitazione Per L'Acufene

CSADiagnosi,Terapia e Riabilitazione Per L'Acufene Il CSA:Diagnosi,Terapia e Riabilitazione dell'Acufene si avvale di validissimi collaboratori.Non è

Questo caso clinico ha dell’assurdo!!!Questa paziente ( provieniente da fuori provincia, da parecchi Km di distanza) un ...
29/07/2026

Questo caso clinico ha dell’assurdo!!!

Questa paziente ( provieniente da fuori provincia, da parecchi Km di distanza) un giorno improvvisamente ha accusato una sensazione definita “strana” dalla stessa all’orecchio dx, e senso di ovattamento auricolare. Per il fastidio che accusava si recava al pronto soccorso, è stata sottoposta a visita otorinolaringoiatrica ma è stato valutato solo l’orecchio, veniva refertato che non presentava alcuna patologia della membrana timpanica, indenne bilateralmente. È stata sottoposta ad esame audiometrico nel quale si evinceva una lieve ipoacusia. Non è stata valutata la funzionalità nasale e delle alte vie respiratorie in generale,non è stato eseguito un esame impedenzometrico per escludere patologie dell’orecchio medio,e della membrana timpanica e quindi non è stata presa in considerazione una eventuale disfunzione della Tuba di Eustachio che può determinare i sintomi riferiti dalla paziente. Premetto sempre di scrivere e riferire una regola fondamentale in otorinolaringoiatria, ossia se non funziona il naso non può funzionare l’orecchio, poiché l’aria alla cassa timpanica arriva tramite la Tuba di Eustachio che può non funzionare per presenza di patologie del naso, quale per esempio ipertrofia dei turbinati inferiori, deviazione del setto nasale, poliposi nasale, rinosinusiti croniche etc. La paziente è stata inviata immediatamente in camera iperbarica, trattamento consigliato e previsto in caso di ipoacusia improvvisa, “ipoacusia improvvisa” che la paziente non presentava poiché non presentava all’esame audiometrico una perdita di udito tale da formulare la diagnosi di ipoacusia improvvisa. La paziente alla prima seduta di camera iperbarica, presentando una notevole ipertrofia dei turbinati inferiori, una congestione nasale in atto, e quindi una disfunzione della Tuba di Eustachio, ahimè si è perforata la membrana timpanica dell’orecchio destro, sentendo un fortissimo dolore all’orecchio e subito dopo lo sfiatamento per avvenuta appunto perforazione timpanica. Si è rifiuta quindi di proseguire con le sedute di camera iperbarica e arriva alla mia osservazione. La paziente è stata valutata in toto a 360 gradi, abbiamo eseguito una Otomicroscopia con fibra ottica rigida, una endoscopia delle alte vie respiratorie e tutti gli esami audiologici previsti in questo caso. La paziente non presentava alcuna ipoacusia improvvisa ma solo un deep, ossia una lieve perdita di udito solo alla frequenza 8000 Hz per il resto era normoacusica bilateralmente, si rilevava invece una notevole ipertrofia dei turbinati inferiori con congestione nasale, determinante la disfunzione della Tuba di Eustachio, dato clinico sconosciuto alla stessa. Eseguendo l’otomicroscopia si rilevava ampia perforazione del quadrante antero-superiore della membrana timpanica dell’orecchio destro, che la paziente disconosceva di avere,perché dopo il forte dolore accusato durante la seduta di camera iperbarica non è stata visitata per verificare se vi era stato un danno al timpano. Abbiamo spiegato alla paziente che con moltissima probabilità la perforazione non si sarebbe chiusa spontaneamente, in quanto a differenza dei bambini che presentano solitamente perforazioni timpaniche per otiti recidivanti, e il cui timpano è molto più elastico, e vanno incontro con altissima probabilità a chiusura spontanea della perforazione timpanica, nell’adulto invece questa possibilità è molto rara, tra l’altro più passano i giorni dall’accaduto più si riduce la probabilità di chiusura spontanea della perforazione ovviamente a seguito di osservazione di terapia medica mirata. Abbiamo quindi prospettato con altissima probabilità l’intervento chirurgico di miringoplastica per chiudere la perforazione. Inoltre è stato spiegato alla paziente che avendo l’ipertrofia dei turbinati con congestione nasale e quindi la disfunzione della Tuba di Eustachio, bisognava prima trattare l’ipertrofia dei turbinati, causa della non compensazione tubarica e quindi causa della perforazione della membrana timpanica, prima di sottoporla a chiusura della membrana timpanica viceversa non avremmo concluso nulla per l’alta probabilità di non chiusura della perforazione o di recidiva della perforazione stessa dopo intervento di miringoplastica per chiudere la perforazione. Nella stessa seduta di visita è stato prescritto un protocollo farmacologico mirato e abbastanza importante per tentare la chiusura della perforazione timpanica senza l’esigenza di sottoporre la paziente ad intervento chirurgico di miringoplastica. Abbiamo inoltre richiesto uno studio TC dell’orecchio per escludere che ciò che è successo in camera iperbarica non avesse determinato dislocazione della catena ossiculare. Dopo circa poco più di 20 giorni dall’inizio della terapia che abbiamo prescritto, la paziente si è sottoposta a controllo e io non credevo ai miei occhi, la perforazione si era chiusa totalmente e perfettamente con la ricrescita di tutti gli strati della membrana timpanica. La paziente sente tutto alla perfezione, e oggi si è sottoposta a decongestione Laser dei turbinati inferiori per evitare una ulteriore perforazione della membrana timpanica. La decongestione dei turbinati inferiori è avvenuta con Laser a Luce Blu, un laser di ultimissima generazione, che presenta caratteristiche tecniche innovative soprattutto in ambito ORL. La decongestione dei turbinati inferiori permetterà di fare arrivare aria alla cassa timpanica e quindi diciamo di riabilitare la stessa Tuba di Eustachio. La paziente si è mostrata felicissima e non più sfiduciata, siamo riusciti a chiudere la perforazione timpanica solo con la terapia medica, sente benissimo da entrambi i lati, e abbiamo fatto prevenzione ( per non incorrere ad altre perforazioni timpaniche) decongestionando con il Laser a Luce Blu i turbinati inferiori.

N.B. La fotografia che vedete appartiene al repertorio online, purtroppo ci siamo dimenticati di fotografare la perforazione prima (quella della paziente tra l’altro era molto più ampia), e la membrana timpanica indenne dopo terapia. Sarà nostra cura fotografare la membrana timpanica della paziente quando verrà a controllo.

Siamo orgogliosi del lavoro svolto per risolvere questo caso di Acufene!!!Siamo orgogliosi e ci pregiamo di aver risolto...
17/07/2026

Siamo orgogliosi del lavoro svolto per risolvere questo caso di Acufene!!!

Siamo orgogliosi e ci pregiamo di aver risolto un caso di Acufene difficilissimo da trattare perché, nonostante la giovane paziente sia stata studiata a 360 gradi, anzi molto di più, (perché sono stati richiesti esami complessi che difficilmente richiediamo), non siamo riusciti a formulare subito la diagnosi primaria, sino a quando, grazie al nostro osteopata, alla sua grande esperienza e preparazione, abbiamo trovato la causa, interessante una notevole e particolare alterazione della funzionalità dell’ATM. Inoltre la paziente presenta una disfunzione della tuba di Eustachio per la presenza di una ipertrofia dei turbinati inferiori, disfunzione tubarica aggravata dalla alterazione funzionale e anatomica dell’ATM ( ricordiamo che vi è una notevole correlazione anatomica tra ATM e orecchio medio). La paziente è arrivata a Parigi per trovare una soluzione, da Parigi ha girato otorinolaringoiatri di quasi tutte le regioni italiane senza trovare soluzioni. Le hanno formulato diagnosi errate , come per esempio la Sindrome di Meniere, della quale non vi erano neanche le caratteristiche audiologiche di questa patologia agli esami strumentali. Tra l’altro la paziente non presenta nè ipoacusia nè vertigine, quindi diagnosi assolutamente errate. Le è stata proposta la TRT, terapia riabilitativa molto valida, ma non nel caso della paziente che ha peggiorato la sua sintomatologia, poiché ripeto la paziente non presenta abbassamento dell’udito neanche in una frequenza sino a 20000 Hz. Praticamente con il dispositivo che si utilizza per eseguire la TRT hanno tentato di eseguire un semplice mascheramento dell’acufene, senza neanche seguirla nelle fasi della TRT, ma perché ribadiamo non hanno eseguito una vera e propria riabilitazione TRT, non potevano farlo, non c’erano le condizioni. La paziente è arrivata alla nostra osservazione demotivata, depressa, angosciata, non ha vissuto per mesi e mesi per l’alta intensità del suo acufene, non riusciva più a concentrarsi, a studiare, ha creato ansia anche in famiglia perché la vedevano stare male e non avevano le soluzioni per farla stare meglio. La paziente ha scritto, che già assumendo uno dei tanti nostri protocolli farmacologici prescritti, non ha sentito più l’acufene per settimane poi per non assunzione di un farmaco da noi prescritto ( perché lo aveva ultimato) riferisce di aver risentito l’acufene per qualche giorno ma ad intensità molto minime. La paziente da qualche settimana ha iniziato una riabilitazione seria osteopatica ed ortodontica, con il nostro osteopata, specializzato in trattamento delle disfunzioni cranio-cervico-mandibolare e quindi in Acufene. Il nostro osteopata da subito è entrato in sinergia con l’ortodontista di fiducia della paziente, gli ha trasferito dei dati e dei concetti mirati e fondamentali per costruire un nuovo bite ( poiché quello che possedeva la paziente era stato costruito in maniera errata peggiorando il quadro clinico), un bite particolare,che in alcuni casi selezionati, indichiamo proprio per trattare l’Acufene. Questo particolare bite è stato costruito dall’ortodontista considerando i dati clinici rilevati e trasferiti dal nostro osteopata in maniera minuziosa, senza tralasciare nessun dato clinico, anche il minimo dato che potesse interferire con la normale funzionalità dell’ATM. Per riabilitare la disfunzione della Tuba di Eustachio e facilitare e velocizzare anche la riabilitazione dell’ATM, la paziente si sottoporrà a decongestione dei turbinati inferiori con utilizzo del Laser a Luce Blu, e ciò comporterà il mantenimento dei risultati ottenuti nel tempo. Il caso di questa paziente, è forse il più complesso che l’equipe multidisciplinare del CSA ha trattato in 17 anni di esperienza radicata. Anche noi questa volta pensavamo di non farcela, ma abbiamo studiato il caso H24 ( anche di notte) sfidando noi stessi, le nostre capacità e conoscenze. Oggi la paziente piangeva di gioia e noi ci siamo commossi a vedere quelle lacrime che rigavano il suo volto ma per felicità. Siamo ancora increduli che anche questa volta siamo stati d’aiuto a una ragazza giovane che aveva finito di vivere e girovagava per il mondo in cerca di una soluzione!!!!

Sono giornate pesanti…siamo impegnati in casi clinici molto complessi, molti dei quali risolti brillantemente e con feli...
13/07/2026

Sono giornate pesanti…siamo impegnati in casi clinici molto complessi, molti dei quali risolti brillantemente e con felicità da parte dei pazienti

Oggi pomeriggio un caso particolare che ha richiesto quasi un’ora di impegno e visita…un paziente, il giorno prima di arrivare alla mia osservazione, ha sentito un qualcosa entrare nell’orecchio e da quel momento ha accusato forte dolore all’orecchio oltre ad un fastidio che non ha saputo riferire. Utilizzando una ottica rigida, ho eseguito una otoscopia rilevando un qualcosa inserita verosimile dentro la cute del condotto uditivo in prossimità dell’anulus del timpano. Vedendo questo corpo estraneo, così come lo potete vedere voi in fotografia, non saprei descriverlo meglio perché non mi spiego altrimenti dove questo INSETTO si è potuto ancorare o inserire in prossimità della membrana timpanica. Durante l’otoscopia e la visita mi sono documentata per capire cosa fare e come dovevo procedere per estrarre questo insetto. All’otoscopia si vedeva solo la parte posteriore dell’insetto, tutto il corpo era inserito, incastrato in questa sorta di cavità cutanea che si è creato. Le zampe sono appendici pari e simmetriche presenti in numero di tre paia, uno per ogni segmento toracico. Le zampe anteriori sono dette anche protoraciche, le medie mesotoraciche, le posteriori metatoraciche. Fra un paio e l'altro vi possono essere marcate differenze sotto l'aspetto morfologico, soprattutto in relazione a particolari funzioni svolte, mentre la struttura metamerica fondamentale resta invariata. Ogni zampa è composta, in ordine prossimale-distale, dai seguenti segmenti: coxa, trocantere, femore, tibia, tarso, acropodio. A sua volta, il tarso è composto da più articoli, detti tarsomeri. Il femore è il segmento più sviluppato dell'arto, insieme alla tibia, e si presenta allungato e più o meno ingrossato. In genere sono presenti strutture morfologiche tegumentali come setole, spine, processi, il cui numero e la cui posizione sono elementi di determinazione tassonomica. Proprio le spine presenti nelle zampe,ben visibili con la fibra ottica utilizzata, hanno determinato delle escoriazioni della cute del condotto uditivo esterno e hanno permesso all’insetto di incastrarsi nella cavità cutanea provocando forte dolore al paziente. Ho utilizzato una micropinza per orecchio, cercando di estrarlo sotto visione endoscopica ma rimaneva incastrato, ho ripetuto la manovra più volte aiutandomi anche con l’aspirazione, e poco alla volta è venuto fuori parte del corpo dell’insetto, a quel punto ( perché era ancora vivo) per poterlo estrarre tutto ho eseguito alcuni lavaggi auricolari, sino a riuscire ad estrarre dalla cavità cutanea l’insetto. A quel punto, sempre sotto visione endoscopica, l’ho estratto con la micropinza ( potete vedere l’insetto integro estratto dall’orecchio). Il paziente dopo l’estrazione non ha più sentito dolore, la membrana timpanica si presentava integra e sono stati eseguiti tutti gli accertamenti diagnostici audiologici per escludere ipoacusia o lesioni interessanti la membrana timpanica e la catena ossiculare. Prima di dimettere il paziente ho disinfettato l’orecchio e ho prescritto terapia antibiotica e cortisonica per os e locale per evitare eventuale complicanza, quale l’otite esterna o media. Il paziente non credeva ai suoi occhi vedendo l’insetto e si è mostrato molto grato per l’intervento fatto!

👉Questo caso clinico è stato un caso particolarmente complicato da risolvere!!! La paziente è pervenuta alla mia osserva...
12/07/2026

👉Questo caso clinico è stato un caso particolarmente complicato da risolvere!!!
La paziente è pervenuta alla mia osservazione per sensazione di ovattamento auricolare, acufene non persistente, ipoacusia, episodi di otalgia riferita per presenza di una concausa quale una notevole alterazione funzionale dell’ATM per erosione della superficie antero-superiore del condilo della mandibola di sinistra.
Arrivata alla mia osservazione, la paziente è stata sottoposta a tutte le indagini strumentali non solo audiologiche, è stata eseguita una endoscopia delle alte vie respiratorie, che ha permesso di rilevare la presenza di una notevole ipertrofia dei turbinati determinante la disfunzione della Tuba di Eustachio e quindi la non ventilazione della cassa del timpano. La valutazione è stata completata con la valutazione mediante test diagnostici mirati della funzionalità mandibolare, e con la valutazione immunologica ed allergologica. La paziente presentava alle indagini strumentali audiologiche una modesta ipoacusia di tipo misto, motivo per il quale è stato richiesto lo studio radiologico dell’orecchio. Anche questa volta non ci siamo sbagliati, infatti allo studio TC dell’orecchio si rilevava la presenza di tessuto molle che occupa le cellule mastoidee di destra , impegna l’antro e l’aditus ad antrum, si estrinseca nella cassa, lateralizzando la catena ossiculare, occupa la finestra ovale e si dispone a ridosso del promontorio ad interessare il recesso ipotimpanico.
Così come vi ricordo sempre la regola prioritaria dell’otorinolaringoiatria è : “se non funziona il naso non può funzionare l’orecchio “! Alla luce della ipertrofia dei turbinati inferiori ( che tra l’altro non permettevano alla paziente di respirare fisiologicamente), determinante disfunzione della Tuba di Eustachio e quindi la formazione di tessuto infiammatorio all’interno dell’orecchio destro, abbiamo prescritto un protocollo farmacologico mirato per il riassorbimento del tessuto infiammatorio presente nell’orecchio e contestualmente è stata eseguita una decongestione Laser dei turbinati inferiori, in modo che la paziente ritornasse a respirare fisiologicamente e il tessuto infiammatorio potesse riassorbirsi. È difficile, dopo tanti anni, riuscire a riassorbire il tessuto infiammatorio perché può diventare “glue ear”, ossia “colla nell’orecchio”. A distanza di circa 30 giorni, abbiamo ottenuto i risultati che ci eravamo prefissati di raggiungere, infatti durante l’ultimo controllo post trattamento Laser, la paziente ha acquistato un notevole spazio respiratorio e la riabilitazione della funzionalità della Tuba di Eustachio che ha permesso di far arrivare area alla cassa timpanica, riassorbendo il tessuto infiammatorio precedentemente presente. Ribadiamo che riuscire a riassorbire il tessuto infiammatorio presente nella cassa timpanica non è assolutamente facile da ottenere, ma noi ce l’abbiamo fatta. La paziente ad oggi presenta un quadro audiologico normale, infatti l’ipoacusia, per la quale si pensava anche ti intervenire chirurgicamente, allo stato attuale è rientrata completamente perché si è riassorbito il tessuto infiammato presente nella cassa timpanica. Ovviamente non solo la paziente ha manifestato felicità , ma anche tutti noi per averci creduto sin da subito. Insieme alla ipoacusia rientrata, anche tutti gli altri sintomi riferiti dalla paziente sono scomparsi.

Pomeriggio grande soddisfazione per il CSA, siamo riusciti, in breve tempo, a curare una otomastoidite presente da diver...
26/06/2026

Pomeriggio grande soddisfazione per il CSA, siamo riusciti, in breve tempo, a curare una otomastoidite presente da diverso tempo in una paziente, con impegno infiammatorio, per presenza di tessuto versosilmente denso, nella cassa timpanica e interessante anche la catena ossiculare, quadro clinico abbastanza difficile da recuperare totalmente. La paziente presentava al suo arrivo sensazione di ovattamento auricolare, dolore all’orecchio, ipoacusia, episodi di acufene da diverso tempo. La paziente é stata valutata a 360 gradi per individuare le cause di questa patologia, cause maggiormente nasali, per presenza di ipertrofia dei turbinati e lieve dismorfismo settale che determinavano disfunzione della Tuba di Eustachio. Per la mancata ventilazione della cassa timpanica il quadro clinico si è complicato con una perforazione della membrana timpanica dell’orecchio sinistro. Immediatamente é stato prescritto uno dei nostri protocolli farmacologici mirati con funzione di decongestionare più possibile i turbinati inferiori e mucoregolare ed è stato prescritto lo studio TC dell’orecchio. Dopo qualche settimana dall’assunzione della terapia farmacologica, la paziente è stata sottoposta a decongestione Laser dei turbinati inferiori, con l’utilizzo del Laser a Luce Blu, in anestesia locale senza apposizione di tamponi nasali. La paziente mi riferisce di aver avvertito da subito, dopo la decongestionante Laser dei turbinati inferiori, dei miglioramenti dei sintomi riferiti e un notevole miglioramento della respirazione nasale. Pomeriggio,a distanza di un mese, la paziente si è sottoposta a visita di controllo, esprimendo grande felicità, ha infatti recuperato un ottimo spazio respiratorio nasale e mediante riabilitazione tubarica siamo riusciti a far arrivare aria alla cassa del timpano con completo riassorbimento del tessuto denso presente ed evidente al primo studio TC dell’orecchio. Inoltre, non solo siamo riusciti a risolvere completamente l’otomastoidite e a eliminare l’impegno infiammatorio sino alla cassa timpanica, riassorbendo il tessuto infiammatorio denso, ma siamo riusciti anche a chiudere, senza intervento chirurgico, la perforazione della membrana timpanica mediante la crescita spontanea di uno strato di fibre collagene del timpano, formando la cosiddetta “monomerica”. La paziente ha recuperato l’udito perso, non accusa più il dolore,la sensazione di ovattamento auricolare e gli episodi di acufene, ed ha manifestato la sua felicità con molta gratitudine verso me e i miei collaboratori. É stata una delle tante belle pagine del CSA!!!@@

Acufene e Neoformazione del Condotto Uditivo Esterno Paziente pervenuto alla mia osservazione per riferito Acufene persi...
09/06/2026

Acufene e Neoformazione del Condotto Uditivo Esterno

Paziente pervenuto alla mia osservazione per riferito Acufene persistente, intenso, monolaterale. All’otoscopia con fibra ottica rigida si rilevava presenza di grossa neoformazione, sanguinante, dai margini irregolari, mammellonata, che occupava quasi interamente il condotto uditivo esterno orecchio sinistro. Il paziente è stato studiato a 360 gradi, oltre alla neoformazione del CUE, presentava ipoacusia bilaterale di entità modesta neurosensoriale. É stata richiesto in urgenza uno studio TC dell’orecchio associato ad Angio-RM, in attesa di refertazione di tali esami per programmare l’exeresi bioptica della neoformazione già ulcerata del condotto uditivo esterno orecchio sinistro. Dopo aver asportato la neoformazione programmeremo una Riabilitazione Acustica Sonora con Sistema Digitale Combinato che sfrutta l’IA, in modo da garantire al paziente una notevole qualità di vita. La diagnosi di neoformazione del condotto uditivo esterno,sino all’arrivo al CSA, era stata trascurata. InPrimoPiano

Diverticolo del Golfo della Giugulare in paziente acufenopatico: rara anomalia anatomica Ancora un altro caso clinico ra...
04/05/2026

Diverticolo del Golfo della Giugulare in paziente acufenopatico: rara anomalia anatomica

Ancora un altro caso clinico raro studiato presso il Centro Siciliano Acufene, formulata una diagnosi rarissima interessante le vene giugulari.
Premessa le giugulari sono i vasi sanguigni venosi che mettono in comunicazione le vene della testa con le vene succlavie. Le vene succlavie sono le vene che precedono le vene brachicefaliche, le quali terminano il loro decorso nella vena cava superiore; la vena cava superiore è il grosso vaso sanguigno venoso che raccoglie tutto il sangue proveniente dalla porzione sopradiaframmatica del corpo umano e lo immette nel cuore.
All'interno delle giugulari, scorre il sangue che ha da poco ossigenato il cervello e gli altri tessuti della testa. Esistono le giugulari esterne che raccolgono il sangue che ha irrorato la parte esterna del cranio e i tessuti più profondi della faccia, e le giugulari interne che invece raccolgono il sangue che irrorato il cervello, le meningi, i tessuti superficiali della faccia e del collo. Quindi, nelle vene giugulari scorre sangue povero di ossigeno, sangue che ha da poco ossigenato il cervello e le altre strutture della testa e che deve fare ritorno al cuore, per una sua riossigenazione. Per quanto concerne il decorso delle vene giugulari interne, queste originano alla base del cranio, nel punto in cui avviene il congiungimento del cosiddetto seno petroso inferiore e del cosiddetto seno sigmoideo. Quindi la funzione delle vene giugulari è importantissima perché contribuiscono al ritorno nel cuore del sangue che ha da poco ossigenato i vari organi e tessuti della testa.
Il sangue privo di ossigeno rientra nell'atrio destro del cuore, attraverso la vena cava superiore; una volta nell'atrio destro, l'organo cardiaco, grazie alla sua capacità contrattile, lo immette prima nel ventricolo destro e poi nei polmoni. Nei polmoni il sangue povero di ossigeno si ossigena nuovamente e rientrando nel cuore, grazie al ventricolo sinistro, viene pompato in circolo nel sistema arterioso
per poter essere trasportato ai vari organi. Il golfo della giugulare è il punto dove convergono sia il seno sigmoideo che il seno petroso inferiore. Viene chiamato golfo perché è rappresentato da una profonda escavazione nell’osso occipitale. Il golfo raccoglie tutto il sangue che deve essere drenato dalla vena giugulare interna.
Il paziente pervenuto alla nostra osservazione per riferiti acufeni persistenti,intensi e pulsanti, a sinistra, è stato sottoposto a visita specialistica a 360 gradi e ad indagini strumentali non solo audiologici di I e II livello, ma anche radiologiche mirate per poter studiare il caso clinico in maniera accurata. Dalle indagini strumentali siamo riusciti a formulare una diagnosi di patologia rara, ossia abbiamo rilevato, con l’ausilio di strumenti altamente all’avanguardia,”la presenza del Golfo della giugulare di sinistra ampio che si spinge in alto presentando dilatazione pseudodiverticolare, protrundendo nella cassa del timpano, con parziale espansione del condotto acustico interno”. Questa variazione anatomica colpisce circa il 5% delle rocche petrose. Si tratta di espansioni digitali della cupola giugulare sviluppate in una zona triangolare di minima resistenza ossea, delimitata anteriormente dal bordo posteriore della carotide interna, posteriormente dalla parete posteriore della rocca e internamente dal meato uditivo interno. Esso determina un acufene pulsatile omolaterale che aumenta in tutte quelle condizioni che richiedono sforzo, e che varia con i cambiamenti di posizione della testa, oltre a determinare ipoacusia trasmissiva o mista per blocco della catena degli ossicini. Diminuisce alla compressione cervicale delicata occludendo la vena giugulare interna. Queste anomalie anatomiche rare possono essere diagnosticate solo se il paziente viene studiato in maniera olistica da una equipe multidisciplinare che si occupa di diagnosi, trattamento e riabilitazione dell’acufene, grazie anche all’uso di strumenti diagnostici spesso di riscontro non comune e altamente all’avanguardia. La terapia in questo caso è chirurgica, infatti il paziente tra qualche giorno farà una valutazione neurochirurgica e chirurgica vascolare con i professionisti medici che collaborano con il CSA. Successivamente verrà immediatamente sottoposto a riabilitazione sonora con sistema digitale combinato per poter riabilitare il suo acufene e contestualmente migliorare notevolmente la sua qualità di vita. Ancora una volta siamo molto soddisfatti e orgogliosi del lavoro svolto in maniera accurata senza tralasciare nessun sintomo o indicazione anamnestica da parte del paziente.

Desideriamo ringraziare questo paziente per aver scritto la sua testimonianza che può aiutare molte altre persone soprat...
29/04/2026

Desideriamo ringraziare questo paziente per aver scritto la sua testimonianza che può aiutare molte altre persone soprattutto a capire che per trattare un acufene bisogna fare un percorso diagnostico con una equipe multidisciplinare che si occupa di trattare e gestire questo sintomo invalidante. Oggi esistono diversi trattamenti, diverse riabilitazioni che sfruttano tra l’altro l’intelligenza artificiale, a riguardo siamo orgogliosi di scrivere che da qualche giorno abbiamo iniziato a sottoporre i pazienti che hanno necessità della riabilitazione sonora a gestirli mediante dispositivi che sfruttano l’intelligenza artificiale. Le cause dell’acufene sono molteplici per cui il paziente deve essere visitato a 360 gradi, non bisogna tralasciare nessun dettaglio clinico ed amnestico e tutto ciò può essere eseguito solo rivolgendosi ad una equipe multidisciplinare composta da professionisti specializzati nello studio continuo dell’acufene, impegnati nelle collaborazioni scientifiche con altre figure quali farmacologi, nella produzione di protocolli farmacologici innovativi creati studiando e osservando i casi clinici che arrivano alla nostra attenzione, soprattutto quelli più complessi e rari, professionisti che si avvalgono dell’utilizzo di strumenti altamente all’avanguardia creati proprio per studiare questo sintomo invalidante. Noi siamo orgogliosi del lavoro che svolgiamo con passione tutti i giorni, cercando di fare il meglio per ciascun paziente. Siamo molto motivati ad andare avanti, anche se alcune volte non è facile, ma cerchiamo sempre di indicare al paziente il percorso terapeutico mirato per ottenere i risultati attesi.

Ecco cosa é la Sindrome da insufficienza vertebro-basilare che nei nostri due pazienti presenti nella nostra casistica è...
26/04/2026

Ecco cosa é la Sindrome da insufficienza vertebro-basilare che nei nostri due pazienti presenti nella nostra casistica è insorta con improvvisa insorgenza di vertigine e acufene. Purtroppo non trattata subito perché non è stata diagnosticata questa patologia precocemente, arrivati al CSA abbiamo formulato subito la diagnosi sottoponendo il paziente a tanti esami diagnostici anche radiologici, abbiamo prescritto terapia farmacologica e ospedalizzato i pazienti che purtroppo, arrivati troppo tardi alla nostra visione, nonostante abbiamo formulato la diagnosi e fatto tutto ciò che c’era da fare, questi due pazienti hanno avuto la peggio per ischemia cerebrale nonostante i colleghi neurochirurghi hanno tentato la chirurgia. Quindi quando insorgono improvvisamente acufene, vertigini e ipoacusia rivolgetevi subito all’otorinolaringoiatra…in alcuni casi dopo potrebbe essere troppo tardi

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Permette di eseguire una diagnosi precisa ed oggettiva della causa che induce vertigine o alterazione dell’equilibrio nei pazienti che riferiscono acufene. Presso lo Studio Medico Malattie Orecchio-Naso-Gola ed Allergopatie di Taormina (Vico di Via Diodoro Siculo, 3) di Randazzo (Via Soldato Emanu...

Paziente che improvvisamente riferisce insorgenza di acufene e perdita di udito, venuta dalla Germania. Riferisce di ave...
25/04/2026

Paziente che improvvisamente riferisce insorgenza di acufene e perdita di udito, venuta dalla Germania. Riferisce di aver fatto altre visite ma di non essere messa a conoscenza della presenza di area biancastra madreperlacea, in prossimità del martello nei quadranti anterio-inferiori della membrana timpanica. Verosimilmente si tratterebbe di una otite media cronica colesteatomatosa, presente già da qualche tempo. A mio parere la paziente aveva già una lieve perdita di udito che improvvisamente si è aggravata con comparsa anche di acufene poiché non è mai stata formulata una diagnosi e quindi non sono state prescritte terapia farmacologica ed esami radiologici dell’orecchio che sono fondamentali. Come ciascun paziente la paziente pervenuta al CSA é stata visitata accuratamente, sottoponendola a tutti gli esami diagnostici audiologici, test di funzionalità vestibolare, endoscopia delle alte vie respiratorie per rilevare la causa dei sintomi riferiti dalla paziente. La stessa mostra una perdita di udito di tipo misto di entità già modesta, e soprattutto una disfunzione della Tuba di Eustachio determinata da notevole ipertrofia dei turbinati e lieve scivolamento del setto nasale. Vi ricordo la regola fondamentale:”se non funziona il naso non può funzionare l’orecchio “. Ho prescritto immediatamente uno dei tanti nostri protocolli farmacologici e già alla visita di controllo, la paziente ha recuperato un pó di udito e l’acufene si è attenuato. La paziente non si spiega il motivo per il quale non hanno rilevato la presenza di tale neoformazione timpanica e della non prescrizione di esami diagnostici per formulare una diagnosi corretta per indicare alla stessa un protocollo farmacologico mirato o,se si tratta di colesteatoma, l’intervento chirurgico. Qualora l’intervento chirurgico non è fattibile, o dopo l’intervento chirurgico persisterà l’acufene, la paziente verrà sottoposta a Riabilitazione Sonora con Sistema Digitale Combinato che sfrutta l’Intelligenza Artificiale, in modo da farla sentire bene e allo stesso momento ci permette di gestire il suo acufene, migliorando di moltissimo la sua qualità di vita. L’acufene, così come l’ipoacusia,insorte tra l’altro improvvisamente, sono un campanello d’allarme, non bisogna aspettare ma bisogna recarsi immediatamente dall’otorinolaringoiatra. Più si attende più difficile e complicato é trattare l’acufene e l’ipoacusia, anche se oggi possiamo contare su diversi tipi di trattamenti riabilitativi e protocolli farmacologici. Vi ricordo che abbiamo in casistica patologie gravissime diagnosticate solo dopo l’insorgenza improvvisa dell’Acufene, o della ipoacusia o della vertigine. Addirittura abbiamo due casi nella nostra casistica di pazienti pervenuti alla nostra osservazione dopo circa 10 giorni dall’insorgenza dell’acufene, della vertigine e della ipoacusia, e nonostante nel giro di 24 ore abbiamo formulato diagnosi radiologica certa di insufficienza vertebro-basilare, i due pazienti furono immediatamente ricoverati ma non ce l’hanno fatta. Quindi rivolgetevi a professionisti competenti nella diagnosi e nel trattamento dell’acufene senza perdere tempo…dopo potrebbe essere tardi, e potrebbe essere più complesso trattare questi sintomi !

Indirizzo

Vico Di Via Diodoro Siculo, 3
Taormina
98039

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 15:30 - 19:00

Telefono

3285351514

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