Studio medico di otorinolaringoiatria ed allergopatie"

Studio medico di otorinolaringoiatria ed allergopatie" Lo studio è dotato di strumenti diagnostici di ultima generazione e all'avanguardia, è sede del centro siciliano acufene di cura e trattamento dell'acufene

E poi inaspettatamente arriva questo post da parte di una nostra paziente, oggi diventata grande amica a seguito del per...
22/08/2026

E poi inaspettatamente arriva questo post da parte di una nostra paziente, oggi diventata grande amica a seguito del percorso diagnostico e terapeutico intrapreso sei anni addietro per il suo acufene. Ricordo che è arrivata al CSA disperata, distrutta, depressa, e così come lei i suoi genitori e suo marito. Uno dei casi più complessi che abbiamo risolto poiché vi erano diverse patologie da curare e ci trovavamo davanti ad un Acufene persistente e molto intenso, al tal punto che la paziente non riusciva più a lavorare serenamente ( insegnante di matematica) e destabilizzata stava compromettendo l’equilibrio anche in famiglia. Ricordo in particolar modo la preoccupazione del papà che mi volle parlare in separata sede, mentre le lacrime gli rigavano il volto. Anche il marito era molto destabilizzato da questa condizione che viveva la moglie, confidandomi che l’equilibrio familiare stava vacillando. Mi pregarono come si prega una Santa, mi affidarono la loro Enza pregandomi di fare tutto il possibile insieme a tutta l’equipe, in modo che potesse ritornare ad essere la persona, la figlia, la moglie, la madre speciale e brillante che era. Ricordo che abbiamo studiato il suo caso giorno e notte, in maniera olistica, ricordo che abbiamo prima prescritto un nostro nuovo protocollo farmacologico e successivamente la paziente è stata sottoposta a riabilitazione sonora con sistema digitale combinato che durò solo pochi mesi perché siamo riusciti a far rientrare la sintomatologia che la paziente riferiva. Ricordo che fú una grande soddisfazione per noi tutti della equipe. Da allora la paziente periodicamente si sottopone solo ai controlli audiologici. Fú una grande vittoria per noi. Devo sottolineare che la pazienza ha collaborato molto con l’equipe, ha seguito alla lettera ogni nostra indicazione, era molto motivata e ciò in un certo senso ci ha facilitato lo studio ed il lavoro. Adesso esiste una stima reciproca e una bellissima amicizia!!!!

E poi Facebook mi sgancia un ricordo molto importante per il CSA!!!InPrimoPianoÈ un grandissimo orgoglio leggere questo ...
17/08/2026

E poi Facebook mi sgancia un ricordo molto importante per il CSA!!!

InPrimoPiano
È un grandissimo orgoglio leggere questo commento…tanta soddisfazione poiché trattare un acufene non è per niente facile, non è un gioco, quindi riuscirci è una gratificazione. Trattare un acufene o una vertigine o una ipoacusia, significa rinunciare continuamente a gran parte della propria vita, significa studio continuo, confronto giornalmente con tutti gli altri medici della equipe, significa creare con l’aiuto di farmacologi e biologi nuovi nutraceutici, farmaci, e quindi protocolli innovativi, partendo da concetti fisiopatologici con i quali ci scontriamo ogni giorno. Significa investire molto in aggiornamenti, in acquisti continui di strumentazioni all’avanguardia che ci facilitano la formulazione della diagnosi. Significa essere sempre presenti nella vita del paziente, giorni festivi e feriali, H 24, anche quando ci sono giorni che non si è al massimo delle proprie forze, e quando si sta poco bene accantonando il proprio stato di salute più possibile…significa tanto tanto altro! Noi in 15 anni abbiamo dedicato la nostra vita, in particolar modo a questo sintomo invalidante, di contro siamo riusciti a formulare diagnosi di patologie rare, di patologie gravi, di patologie mai diagnosticate…siamo riusciti a salvare, anche da gesti estremi, tantissimi pazienti. Spesso ci sentiamo molto stanchi, ma poi arriva un post, un commento come questo scritto da Nancy e riusciamo a mettere da parte la stanchezza per andare avanti più forti di prima. Grazie a tutti i nostri pazienti, soprattutto a coloro che arrivano al CSA da molto lontano, dalle varie regioni d’Italia, che credono in noi e nel nostro operato…che ci permettono di continuare a lavorare con passione e dedizione 🙏❤️

Questo caso clinico ha dell’assurdo!!!Questa paziente ( provieniente da fuori provincia, da parecchi Km di distanza) un ...
29/07/2026

Questo caso clinico ha dell’assurdo!!!

Questa paziente ( provieniente da fuori provincia, da parecchi Km di distanza) un giorno improvvisamente ha accusato una sensazione definita “strana” dalla stessa all’orecchio dx, e senso di ovattamento auricolare. Per il fastidio che accusava si recava al pronto soccorso, è stata sottoposta a visita otorinolaringoiatrica ma è stato valutato solo l’orecchio, veniva refertato che non presentava alcuna patologia della membrana timpanica, indenne bilateralmente. È stata sottoposta ad esame audiometrico nel quale si evinceva una lieve ipoacusia. Non è stata valutata la funzionalità nasale e delle alte vie respiratorie in generale,non è stato eseguito un esame impedenzometrico per escludere patologie dell’orecchio medio,e della membrana timpanica e quindi non è stata presa in considerazione una eventuale disfunzione della Tuba di Eustachio che può determinare i sintomi riferiti dalla paziente. Premetto sempre di scrivere e riferire una regola fondamentale in otorinolaringoiatria, ossia se non funziona il naso non può funzionare l’orecchio, poiché l’aria alla cassa timpanica arriva tramite la Tuba di Eustachio che può non funzionare per presenza di patologie del naso, quale per esempio ipertrofia dei turbinati inferiori, deviazione del setto nasale, poliposi nasale, rinosinusiti croniche etc. La paziente è stata inviata immediatamente in camera iperbarica, trattamento consigliato e previsto in caso di ipoacusia improvvisa, “ipoacusia improvvisa” che la paziente non presentava poiché non presentava all’esame audiometrico una perdita di udito tale da formulare la diagnosi di ipoacusia improvvisa. La paziente alla prima seduta di camera iperbarica, presentando una notevole ipertrofia dei turbinati inferiori, una congestione nasale in atto, e quindi una disfunzione della Tuba di Eustachio, ahimè si è perforata la membrana timpanica dell’orecchio destro, sentendo un fortissimo dolore all’orecchio e subito dopo lo sfiatamento per avvenuta appunto perforazione timpanica. Si è rifiuta quindi di proseguire con le sedute di camera iperbarica e arriva alla mia osservazione. La paziente è stata valutata in toto a 360 gradi, abbiamo eseguito una Otomicroscopia con fibra ottica rigida, una endoscopia delle alte vie respiratorie e tutti gli esami audiologici previsti in questo caso. La paziente non presentava alcuna ipoacusia improvvisa ma solo un deep, ossia una lieve perdita di udito solo alla frequenza 8000 Hz per il resto era normoacusica bilateralmente, si rilevava invece una notevole ipertrofia dei turbinati inferiori con congestione nasale, determinante la disfunzione della Tuba di Eustachio, dato clinico sconosciuto alla stessa. Eseguendo l’otomicroscopia si rilevava ampia perforazione del quadrante antero-superiore della membrana timpanica dell’orecchio destro, che la paziente disconosceva di avere,perché dopo il forte dolore accusato durante la seduta di camera iperbarica non è stata visitata per verificare se vi era stato un danno al timpano. Abbiamo spiegato alla paziente che con moltissima probabilità la perforazione non si sarebbe chiusa spontaneamente, in quanto a differenza dei bambini che presentano solitamente perforazioni timpaniche per otiti recidivanti, e il cui timpano è molto più elastico, e vanno incontro con altissima probabilità a chiusura spontanea della perforazione timpanica, nell’adulto invece questa possibilità è molto rara, tra l’altro più passano i giorni dall’accaduto più si riduce la probabilità di chiusura spontanea della perforazione ovviamente a seguito di osservazione di terapia medica mirata. Abbiamo quindi prospettato con altissima probabilità l’intervento chirurgico di miringoplastica per chiudere la perforazione. Inoltre è stato spiegato alla paziente che avendo l’ipertrofia dei turbinati con congestione nasale e quindi la disfunzione della Tuba di Eustachio, bisognava prima trattare l’ipertrofia dei turbinati, causa della non compensazione tubarica e quindi causa della perforazione della membrana timpanica, prima di sottoporla a chiusura della membrana timpanica viceversa non avremmo concluso nulla per l’alta probabilità di non chiusura della perforazione o di recidiva della perforazione stessa dopo intervento di miringoplastica per chiudere la perforazione. Nella stessa seduta di visita è stato prescritto un protocollo farmacologico mirato e abbastanza importante per tentare la chiusura della perforazione timpanica senza l’esigenza di sottoporre la paziente ad intervento chirurgico di miringoplastica. Abbiamo inoltre richiesto uno studio TC dell’orecchio per escludere che ciò che è successo in camera iperbarica non avesse determinato dislocazione della catena ossiculare. Dopo circa poco più di 20 giorni dall’inizio della terapia che abbiamo prescritto, la paziente si è sottoposta a controllo e io non credevo ai miei occhi, la perforazione si era chiusa totalmente e perfettamente con la ricrescita di tutti gli strati della membrana timpanica. La paziente sente tutto alla perfezione, e oggi si è sottoposta a decongestione Laser dei turbinati inferiori per evitare una ulteriore perforazione della membrana timpanica. La decongestione dei turbinati inferiori è avvenuta con Laser a Luce Blu, un laser di ultimissima generazione, che presenta caratteristiche tecniche innovative soprattutto in ambito ORL. La decongestione dei turbinati inferiori permetterà di fare arrivare aria alla cassa timpanica e quindi diciamo di riabilitare la stessa Tuba di Eustachio. La paziente si è mostrata felicissima e non più sfiduciata, siamo riusciti a chiudere la perforazione timpanica solo con la terapia medica, sente benissimo da entrambi i lati, e abbiamo fatto prevenzione ( per non incorrere ad altre perforazioni timpaniche) decongestionando con il Laser a Luce Blu i turbinati inferiori.

N.B. La fotografia che vedete appartiene al repertorio online, purtroppo ci siamo dimenticati di fotografare la perforazione prima (quella della paziente tra l’altro era molto più ampia), e la membrana timpanica indenne dopo terapia. Sarà nostra cura fotografare la membrana timpanica della paziente quando verrà a controllo.

Siamo orgogliosi del lavoro svolto per risolvere questo caso di Acufene!!!Siamo orgogliosi e ci pregiamo di aver risolto...
17/07/2026

Siamo orgogliosi del lavoro svolto per risolvere questo caso di Acufene!!!

Siamo orgogliosi e ci pregiamo di aver risolto un caso di Acufene difficilissimo da trattare perché, nonostante la giovane paziente sia stata studiata a 360 gradi, anzi molto di più, (perché sono stati richiesti esami complessi che difficilmente richiediamo), non siamo riusciti a formulare subito la diagnosi primaria, sino a quando, grazie al nostro osteopata, alla sua grande esperienza e preparazione, abbiamo trovato la causa, interessante una notevole e particolare alterazione della funzionalità dell’ATM. Inoltre la paziente presenta una disfunzione della tuba di Eustachio per la presenza di una ipertrofia dei turbinati inferiori, disfunzione tubarica aggravata dalla alterazione funzionale e anatomica dell’ATM ( ricordiamo che vi è una notevole correlazione anatomica tra ATM e orecchio medio). La paziente è arrivata a Parigi per trovare una soluzione, da Parigi ha girato otorinolaringoiatri di quasi tutte le regioni italiane senza trovare soluzioni. Le hanno formulato diagnosi errate , come per esempio la Sindrome di Meniere, della quale non vi erano neanche le caratteristiche audiologiche di questa patologia agli esami strumentali. Tra l’altro la paziente non presenta nè ipoacusia nè vertigine, quindi diagnosi assolutamente errate. Le è stata proposta la TRT, terapia riabilitativa molto valida, ma non nel caso della paziente che ha peggiorato la sua sintomatologia, poiché ripeto la paziente non presenta abbassamento dell’udito neanche in una frequenza sino a 20000 Hz. Praticamente con il dispositivo che si utilizza per eseguire la TRT hanno tentato di eseguire un semplice mascheramento dell’acufene, senza neanche seguirla nelle fasi della TRT, ma perché ribadiamo non hanno eseguito una vera e propria riabilitazione TRT, non potevano farlo, non c’erano le condizioni. La paziente è arrivata alla nostra osservazione demotivata, depressa, angosciata, non ha vissuto per mesi e mesi per l’alta intensità del suo acufene, non riusciva più a concentrarsi, a studiare, ha creato ansia anche in famiglia perché la vedevano stare male e non avevano le soluzioni per farla stare meglio. La paziente ha scritto, che già assumendo uno dei tanti nostri protocolli farmacologici prescritti, non ha sentito più l’acufene per settimane poi per non assunzione di un farmaco da noi prescritto ( perché lo aveva ultimato) riferisce di aver risentito l’acufene per qualche giorno ma ad intensità molto minime. La paziente da qualche settimana ha iniziato una riabilitazione seria osteopatica ed ortodontica, con il nostro osteopata, specializzato in trattamento delle disfunzioni cranio-cervico-mandibolare e quindi in Acufene. Il nostro osteopata da subito è entrato in sinergia con l’ortodontista di fiducia della paziente, gli ha trasferito dei dati e dei concetti mirati e fondamentali per costruire un nuovo bite ( poiché quello che possedeva la paziente era stato costruito in maniera errata peggiorando il quadro clinico), un bite particolare,che in alcuni casi selezionati, indichiamo proprio per trattare l’Acufene. Questo particolare bite è stato costruito dall’ortodontista considerando i dati clinici rilevati e trasferiti dal nostro osteopata in maniera minuziosa, senza tralasciare nessun dato clinico, anche il minimo dato che potesse interferire con la normale funzionalità dell’ATM. Per riabilitare la disfunzione della Tuba di Eustachio e facilitare e velocizzare anche la riabilitazione dell’ATM, la paziente si sottoporrà a decongestione dei turbinati inferiori con utilizzo del Laser a Luce Blu, e ciò comporterà il mantenimento dei risultati ottenuti nel tempo. Il caso di questa paziente, è forse il più complesso che l’equipe multidisciplinare del CSA ha trattato in 17 anni di esperienza radicata. Anche noi questa volta pensavamo di non farcela, ma abbiamo studiato il caso H24 ( anche di notte) sfidando noi stessi, le nostre capacità e conoscenze. Oggi la paziente piangeva di gioia e noi ci siamo commossi a vedere quelle lacrime che rigavano il suo volto ma per felicità. Siamo ancora increduli che anche questa volta siamo stati d’aiuto a una ragazza giovane che aveva finito di vivere e girovagava per il mondo in cerca di una soluzione!!!!

Sono giornate pesanti…siamo impegnati in casi clinici molto complessi, molti dei quali risolti brillantemente e con feli...
13/07/2026

Sono giornate pesanti…siamo impegnati in casi clinici molto complessi, molti dei quali risolti brillantemente e con felicità da parte dei pazienti

Oggi pomeriggio un caso particolare che ha richiesto quasi un’ora di impegno e visita…un paziente, il giorno prima di arrivare alla mia osservazione, ha sentito un qualcosa entrare nell’orecchio e da quel momento ha accusato forte dolore all’orecchio oltre ad un fastidio che non ha saputo riferire. Utilizzando una ottica rigida, ho eseguito una otoscopia rilevando un qualcosa inserita verosimile dentro la cute del condotto uditivo in prossimità dell’anulus del timpano. Vedendo questo corpo estraneo, così come lo potete vedere voi in fotografia, non saprei descriverlo meglio perché non mi spiego altrimenti dove questo INSETTO si è potuto ancorare o inserire in prossimità della membrana timpanica. Durante l’otoscopia e la visita mi sono documentata per capire cosa fare e come dovevo procedere per estrarre questo insetto. All’otoscopia si vedeva solo la parte posteriore dell’insetto, tutto il corpo era inserito, incastrato in questa sorta di cavità cutanea che si è creato. Le zampe sono appendici pari e simmetriche presenti in numero di tre paia, uno per ogni segmento toracico. Le zampe anteriori sono dette anche protoraciche, le medie mesotoraciche, le posteriori metatoraciche. Fra un paio e l'altro vi possono essere marcate differenze sotto l'aspetto morfologico, soprattutto in relazione a particolari funzioni svolte, mentre la struttura metamerica fondamentale resta invariata. Ogni zampa è composta, in ordine prossimale-distale, dai seguenti segmenti: coxa, trocantere, femore, tibia, tarso, acropodio. A sua volta, il tarso è composto da più articoli, detti tarsomeri. Il femore è il segmento più sviluppato dell'arto, insieme alla tibia, e si presenta allungato e più o meno ingrossato. In genere sono presenti strutture morfologiche tegumentali come setole, spine, processi, il cui numero e la cui posizione sono elementi di determinazione tassonomica. Proprio le spine presenti nelle zampe,ben visibili con la fibra ottica utilizzata, hanno determinato delle escoriazioni della cute del condotto uditivo esterno e hanno permesso all’insetto di incastrarsi nella cavità cutanea provocando forte dolore al paziente. Ho utilizzato una micropinza per orecchio, cercando di estrarlo sotto visione endoscopica ma rimaneva incastrato, ho ripetuto la manovra più volte aiutandomi anche con l’aspirazione, e poco alla volta è venuto fuori parte del corpo dell’insetto, a quel punto ( perché era ancora vivo) per poterlo estrarre tutto ho eseguito alcuni lavaggi auricolari, sino a riuscire ad estrarre dalla cavità cutanea l’insetto. A quel punto, sempre sotto visione endoscopica, l’ho estratto con la micropinza ( potete vedere l’insetto integro estratto dall’orecchio). Il paziente dopo l’estrazione non ha più sentito dolore, la membrana timpanica si presentava integra e sono stati eseguiti tutti gli accertamenti diagnostici audiologici per escludere ipoacusia o lesioni interessanti la membrana timpanica e la catena ossiculare. Prima di dimettere il paziente ho disinfettato l’orecchio e ho prescritto terapia antibiotica e cortisonica per os e locale per evitare eventuale complicanza, quale l’otite esterna o media. Il paziente non credeva ai suoi occhi vedendo l’insetto e si è mostrato molto grato per l’intervento fatto!

👉Questo caso clinico è stato un caso particolarmente complicato da risolvere!!! La paziente è pervenuta alla mia osserva...
12/07/2026

👉Questo caso clinico è stato un caso particolarmente complicato da risolvere!!!
La paziente è pervenuta alla mia osservazione per sensazione di ovattamento auricolare, acufene non persistente, ipoacusia, episodi di otalgia riferita per presenza di una concausa quale una notevole alterazione funzionale dell’ATM per erosione della superficie antero-superiore del condilo della mandibola di sinistra.
Arrivata alla mia osservazione, la paziente è stata sottoposta a tutte le indagini strumentali non solo audiologiche, è stata eseguita una endoscopia delle alte vie respiratorie, che ha permesso di rilevare la presenza di una notevole ipertrofia dei turbinati determinante la disfunzione della Tuba di Eustachio e quindi la non ventilazione della cassa del timpano. La valutazione è stata completata con la valutazione mediante test diagnostici mirati della funzionalità mandibolare, e con la valutazione immunologica ed allergologica. La paziente presentava alle indagini strumentali audiologiche una modesta ipoacusia di tipo misto, motivo per il quale è stato richiesto lo studio radiologico dell’orecchio. Anche questa volta non ci siamo sbagliati, infatti allo studio TC dell’orecchio si rilevava la presenza di tessuto molle che occupa le cellule mastoidee di destra , impegna l’antro e l’aditus ad antrum, si estrinseca nella cassa, lateralizzando la catena ossiculare, occupa la finestra ovale e si dispone a ridosso del promontorio ad interessare il recesso ipotimpanico.
Così come vi ricordo sempre la regola prioritaria dell’otorinolaringoiatria è : “se non funziona il naso non può funzionare l’orecchio “! Alla luce della ipertrofia dei turbinati inferiori ( che tra l’altro non permettevano alla paziente di respirare fisiologicamente), determinante disfunzione della Tuba di Eustachio e quindi la formazione di tessuto infiammatorio all’interno dell’orecchio destro, abbiamo prescritto un protocollo farmacologico mirato per il riassorbimento del tessuto infiammatorio presente nell’orecchio e contestualmente è stata eseguita una decongestione Laser dei turbinati inferiori, in modo che la paziente ritornasse a respirare fisiologicamente e il tessuto infiammatorio potesse riassorbirsi. È difficile, dopo tanti anni, riuscire a riassorbire il tessuto infiammatorio perché può diventare “glue ear”, ossia “colla nell’orecchio”. A distanza di circa 30 giorni, abbiamo ottenuto i risultati che ci eravamo prefissati di raggiungere, infatti durante l’ultimo controllo post trattamento Laser, la paziente ha acquistato un notevole spazio respiratorio e la riabilitazione della funzionalità della Tuba di Eustachio che ha permesso di far arrivare area alla cassa timpanica, riassorbendo il tessuto infiammatorio precedentemente presente. Ribadiamo che riuscire a riassorbire il tessuto infiammatorio presente nella cassa timpanica non è assolutamente facile da ottenere, ma noi ce l’abbiamo fatta. La paziente ad oggi presenta un quadro audiologico normale, infatti l’ipoacusia, per la quale si pensava anche ti intervenire chirurgicamente, allo stato attuale è rientrata completamente perché si è riassorbito il tessuto infiammato presente nella cassa timpanica. Ovviamente non solo la paziente ha manifestato felicità , ma anche tutti noi per averci creduto sin da subito. Insieme alla ipoacusia rientrata, anche tutti gli altri sintomi riferiti dalla paziente sono scomparsi.

Pomeriggio grande soddisfazione per il CSA, siamo riusciti, in breve tempo, a curare una otomastoidite presente da diver...
26/06/2026

Pomeriggio grande soddisfazione per il CSA, siamo riusciti, in breve tempo, a curare una otomastoidite presente da diverso tempo in una paziente, con impegno infiammatorio, per presenza di tessuto versosilmente denso, nella cassa timpanica e interessante anche la catena ossiculare, quadro clinico abbastanza difficile da recuperare totalmente. La paziente presentava al suo arrivo sensazione di ovattamento auricolare, dolore all’orecchio, ipoacusia, episodi di acufene da diverso tempo. La paziente é stata valutata a 360 gradi per individuare le cause di questa patologia, cause maggiormente nasali, per presenza di ipertrofia dei turbinati e lieve dismorfismo settale che determinavano disfunzione della Tuba di Eustachio. Per la mancata ventilazione della cassa timpanica il quadro clinico si è complicato con una perforazione della membrana timpanica dell’orecchio sinistro. Immediatamente é stato prescritto uno dei nostri protocolli farmacologici mirati con funzione di decongestionare più possibile i turbinati inferiori e mucoregolare ed è stato prescritto lo studio TC dell’orecchio. Dopo qualche settimana dall’assunzione della terapia farmacologica, la paziente è stata sottoposta a decongestione Laser dei turbinati inferiori, con l’utilizzo del Laser a Luce Blu, in anestesia locale senza apposizione di tamponi nasali. La paziente mi riferisce di aver avvertito da subito, dopo la decongestionante Laser dei turbinati inferiori, dei miglioramenti dei sintomi riferiti e un notevole miglioramento della respirazione nasale. Pomeriggio,a distanza di un mese, la paziente si è sottoposta a visita di controllo, esprimendo grande felicità, ha infatti recuperato un ottimo spazio respiratorio nasale e mediante riabilitazione tubarica siamo riusciti a far arrivare aria alla cassa del timpano con completo riassorbimento del tessuto denso presente ed evidente al primo studio TC dell’orecchio. Inoltre, non solo siamo riusciti a risolvere completamente l’otomastoidite e a eliminare l’impegno infiammatorio sino alla cassa timpanica, riassorbendo il tessuto infiammatorio denso, ma siamo riusciti anche a chiudere, senza intervento chirurgico, la perforazione della membrana timpanica mediante la crescita spontanea di uno strato di fibre collagene del timpano, formando la cosiddetta “monomerica”. La paziente ha recuperato l’udito perso, non accusa più il dolore,la sensazione di ovattamento auricolare e gli episodi di acufene, ed ha manifestato la sua felicità con molta gratitudine verso me e i miei collaboratori. É stata una delle tante belle pagine del CSA!!!@@

Vi racconto un caso di forte allergia al Nichel La paziente, come potete vedere dalle fotografie, presenta lesioni alle ...
12/06/2026

Vi racconto un caso di forte allergia al Nichel

La paziente, come potete vedere dalle fotografie, presenta lesioni alle mani e una reazione da contatto alle braccia e al collo. Riferisce forte prurito in tutto il corpo soprattutto di notte, e tutto ciò da ben 10 anni. Riferisce di aver girato medici in tutti questi anni, che hanno solo prescritto antistaminici e pomate. La paziente è molto provata, non riesce ad eseguire le mansioni quotidiane più semplici, come cambiare il pannolino alla figlia per il dolore che prova alle mani,si presenta gonfia, per la ritenzione idrica. Inoltre inizia ad accusare dolore agli arti inferiori e stanchezza, simulando verosimilmente la SNAS o Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel. Già oggi pomeriggio ho prescritto un protocollo farmacologico specifico per le lesioni presenti alle mani e l’infiammazione cronica determinante forte prurito. Vi ricordo che la nostra equipe ha creato, con la collaborazione di farmacologi e biologi, un chelante che ci ha dato in questi anni ottimi risultati, ovviamente inserito in un protocollo farmacologico specifico. La paziente ripeterà i test allergologici in maniera completa e una valutazione metabolica-nutrizionale. Ci riserviamo di prescrivere un prelievo del sangue mirato per lo studio del sistema immunitario. La paziente è andata via dallo studio molto più confortata, e arricchita di informazioni che in tutti questi anni non è venuta a conoscenza. Vi faremo vedere il prima e il dopo tramite fotografie delle lesioni cutanee!!!!

La SNAS è caratterizzata, oltre che dalle manifestazioni cutanee per una allergia da contatto o DAC dermatite allergica da contatto, anche da reazioni allergiche generalizzate al nichel contenuto negli alimenti. Il nichel è un metallo pesante duro, altamente resistente all’aria e all’acqua. È presente quasi ovunque, sia nel terreno che nei tessuti animali e vegetali e nel corpo umano dove è necessario per molti processi biologici. È anche un sottoprodotto industriale, presente nei fertilizzanti, nelle si*****te, nei gas di scarico delle auto, ed è un costituente di molte leghe metalliche (bigiotteria, stoviglie, chiavi, euro-monete e attrezzi metallici vari) e di prodotti della cosmesi (mascara, ombretti, rossetti e detergenti). Si trova nel suolo,negli alimenti vegetali e animali e nell’acqua dolce. La concentrazione nel suolo e nei prodotti vegetali può variare da zona a zona a seconda del tipo di terreno, dell’impiego di fertilizzanti sintetici e pesticidi, della contaminazione da scarichi industriali. Il Nichel è un forte aptene con una buona reattività chimica, un alto peso molecolare e idrofobicità, che ne facilita la penetrazione attraverso la cute e le mucose. Il nichel si coniuga ad alcune proteine presenti a livello cutaneo e determina la formazione di un complesso antigenico che non viene riconosciuto dal sistema immunitario,scatenando una risposta immune. I sintomi della sindrome da allergia sistemica al nichel (SNAS) si dividono in sintomi cutanei ed extra-cutanei. I sintomi cutanei sono rappresentati dalla dermatite da contatto (DAC) con lesioni cutanee solitamente circoscritte nelle zone dell’avvenuto contatto con il metallo, e possono essere eritema, formazione di vescicole talvolta a stampo, desquamazione della pelle, ulcerazioni accompagnate da forte prurito e bruciore nella zona interessata. I sintomi extracutanei sono: sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, gonfiore e tensione addominale, stipsi, pirosi), sintomi respiratori (rinite e asma), sintomi neurologici (cefalea, capogiri e vertigini), sintomi generali (febbre, fibromialgie, artralgie, sindrome da stanchezza cronica, Insonnia).

Acufene e Neoformazione del Condotto Uditivo Esterno Paziente pervenuto alla mia osservazione per riferito Acufene persi...
09/06/2026

Acufene e Neoformazione del Condotto Uditivo Esterno

Paziente pervenuto alla mia osservazione per riferito Acufene persistente, intenso, monolaterale. All’otoscopia con fibra ottica rigida si rilevava presenza di grossa neoformazione, sanguinante, dai margini irregolari, mammellonata, che occupava quasi interamente il condotto uditivo esterno orecchio sinistro. Il paziente è stato studiato a 360 gradi, oltre alla neoformazione del CUE, presentava ipoacusia bilaterale di entità modesta neurosensoriale. É stata richiesto in urgenza uno studio TC dell’orecchio associato ad Angio-RM, in attesa di refertazione di tali esami per programmare l’exeresi bioptica della neoformazione già ulcerata del condotto uditivo esterno orecchio sinistro. Dopo aver asportato la neoformazione programmeremo una Riabilitazione Acustica Sonora con Sistema Digitale Combinato che sfrutta l’IA, in modo da garantire al paziente una notevole qualità di vita. La diagnosi di neoformazione del condotto uditivo esterno,sino all’arrivo al CSA, era stata trascurata. InPrimoPiano

Diverticolo del Golfo della Giugulare in paziente acufenopatico: rara anomalia anatomica Ancora un altro caso clinico ra...
04/05/2026

Diverticolo del Golfo della Giugulare in paziente acufenopatico: rara anomalia anatomica

Ancora un altro caso clinico raro studiato presso il Centro Siciliano Acufene, formulata una diagnosi rarissima interessante le vene giugulari.
Premessa le giugulari sono i vasi sanguigni venosi che mettono in comunicazione le vene della testa con le vene succlavie. Le vene succlavie sono le vene che precedono le vene brachicefaliche, le quali terminano il loro decorso nella vena cava superiore; la vena cava superiore è il grosso vaso sanguigno venoso che raccoglie tutto il sangue proveniente dalla porzione sopradiaframmatica del corpo umano e lo immette nel cuore.
All'interno delle giugulari, scorre il sangue che ha da poco ossigenato il cervello e gli altri tessuti della testa. Esistono le giugulari esterne che raccolgono il sangue che ha irrorato la parte esterna del cranio e i tessuti più profondi della faccia, e le giugulari interne che invece raccolgono il sangue che irrorato il cervello, le meningi, i tessuti superficiali della faccia e del collo. Quindi, nelle vene giugulari scorre sangue povero di ossigeno, sangue che ha da poco ossigenato il cervello e le altre strutture della testa e che deve fare ritorno al cuore, per una sua riossigenazione. Per quanto concerne il decorso delle vene giugulari interne, queste originano alla base del cranio, nel punto in cui avviene il congiungimento del cosiddetto seno petroso inferiore e del cosiddetto seno sigmoideo. Quindi la funzione delle vene giugulari è importantissima perché contribuiscono al ritorno nel cuore del sangue che ha da poco ossigenato i vari organi e tessuti della testa.
Il sangue privo di ossigeno rientra nell'atrio destro del cuore, attraverso la vena cava superiore; una volta nell'atrio destro, l'organo cardiaco, grazie alla sua capacità contrattile, lo immette prima nel ventricolo destro e poi nei polmoni. Nei polmoni il sangue povero di ossigeno si ossigena nuovamente e rientrando nel cuore, grazie al ventricolo sinistro, viene pompato in circolo nel sistema arterioso
per poter essere trasportato ai vari organi. Il golfo della giugulare è il punto dove convergono sia il seno sigmoideo che il seno petroso inferiore. Viene chiamato golfo perché è rappresentato da una profonda escavazione nell’osso occipitale. Il golfo raccoglie tutto il sangue che deve essere drenato dalla vena giugulare interna.
Il paziente pervenuto alla nostra osservazione per riferiti acufeni persistenti,intensi e pulsanti, a sinistra, è stato sottoposto a visita specialistica a 360 gradi e ad indagini strumentali non solo audiologici di I e II livello, ma anche radiologiche mirate per poter studiare il caso clinico in maniera accurata. Dalle indagini strumentali siamo riusciti a formulare una diagnosi di patologia rara, ossia abbiamo rilevato, con l’ausilio di strumenti altamente all’avanguardia,”la presenza del Golfo della giugulare di sinistra ampio che si spinge in alto presentando dilatazione pseudodiverticolare, protrundendo nella cassa del timpano, con parziale espansione del condotto acustico interno”. Questa variazione anatomica colpisce circa il 5% delle rocche petrose. Si tratta di espansioni digitali della cupola giugulare sviluppate in una zona triangolare di minima resistenza ossea, delimitata anteriormente dal bordo posteriore della carotide interna, posteriormente dalla parete posteriore della rocca e internamente dal meato uditivo interno. Esso determina un acufene pulsatile omolaterale che aumenta in tutte quelle condizioni che richiedono sforzo, e che varia con i cambiamenti di posizione della testa, oltre a determinare ipoacusia trasmissiva o mista per blocco della catena degli ossicini. Diminuisce alla compressione cervicale delicata occludendo la vena giugulare interna. Queste anomalie anatomiche rare possono essere diagnosticate solo se il paziente viene studiato in maniera olistica da una equipe multidisciplinare che si occupa di diagnosi, trattamento e riabilitazione dell’acufene, grazie anche all’uso di strumenti diagnostici spesso di riscontro non comune e altamente all’avanguardia. La terapia in questo caso è chirurgica, infatti il paziente tra qualche giorno farà una valutazione neurochirurgica e chirurgica vascolare con i professionisti medici che collaborano con il CSA. Successivamente verrà immediatamente sottoposto a riabilitazione sonora con sistema digitale combinato per poter riabilitare il suo acufene e contestualmente migliorare notevolmente la sua qualità di vita. Ancora una volta siamo molto soddisfatti e orgogliosi del lavoro svolto in maniera accurata senza tralasciare nessun sintomo o indicazione anamnestica da parte del paziente.

Indirizzo

Via Vico Di Via Diodoro Siculo 3
Taormina
98039

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
Venerdì 15:30 - 19:00

Telefono

+393285351514

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