22/08/2026
E poi inaspettatamente arriva questo post da parte di una nostra paziente, oggi diventata grande amica a seguito del percorso diagnostico e terapeutico intrapreso sei anni addietro per il suo acufene. Ricordo che è arrivata al CSA disperata, distrutta, depressa, e così come lei i suoi genitori e suo marito. Uno dei casi più complessi che abbiamo risolto poiché vi erano diverse patologie da curare e ci trovavamo davanti ad un Acufene persistente e molto intenso, al tal punto che la paziente non riusciva più a lavorare serenamente ( insegnante di matematica) e destabilizzata stava compromettendo l’equilibrio anche in famiglia. Ricordo in particolar modo la preoccupazione del papà che mi volle parlare in separata sede, mentre le lacrime gli rigavano il volto. Anche il marito era molto destabilizzato da questa condizione che viveva la moglie, confidandomi che l’equilibrio familiare stava vacillando. Mi pregarono come si prega una Santa, mi affidarono la loro Enza pregandomi di fare tutto il possibile insieme a tutta l’equipe, in modo che potesse ritornare ad essere la persona, la figlia, la moglie, la madre speciale e brillante che era. Ricordo che abbiamo studiato il suo caso giorno e notte, in maniera olistica, ricordo che abbiamo prima prescritto un nostro nuovo protocollo farmacologico e successivamente la paziente è stata sottoposta a riabilitazione sonora con sistema digitale combinato che durò solo pochi mesi perché siamo riusciti a far rientrare la sintomatologia che la paziente riferiva. Ricordo che fú una grande soddisfazione per noi tutti della equipe. Da allora la paziente periodicamente si sottopone solo ai controlli audiologici. Fú una grande vittoria per noi. Devo sottolineare che la pazienza ha collaborato molto con l’equipe, ha seguito alla lettera ogni nostra indicazione, era molto motivata e ciò in un certo senso ci ha facilitato lo studio ed il lavoro. Adesso esiste una stima reciproca e una bellissima amicizia!!!!