Studio Pediatrico Dr. G. Russo

Studio Pediatrico Dr. G. Russo Consigli ed informazioni per i genitori dei piccoli pazienti

20/10/2025

Questa inquietante fotografia del 1950 cattura un momento di silenziosa lotta: bambini distesi all’interno di enormi macchine chiamate “polmoni d’acciaio”. Questi dispositivi erano la loro unica possibilità di sopravvivere, aiutandoli a respirare quando la poliomielite aveva paralizzato i muscoli. La poliomielite era una malattia spaventosa, soprattutto per i bambini, e spesso li lasciava paralizzati o incapaci di respirare senza assistenza meccanica.

Il polmone d’acciaio funzionava creando un ritmo di pressione che spingeva l’aria dentro e fuori dal corpo, simulando il movimento dei polmoni sani. Salvò innumerevoli vite, ma la vita al suo interno era isolante. I bambini potevano muovere solo la testa e dipendevano completamente dagli infermieri per tutto: mangiare, leggere, perfino giocare.

Poi arrivò una svolta che cambiò la storia. Negli anni ’50, il dottor Jonas Salk sviluppò il vaccino contro la poliomielite. Quasi dall’oggi al domani, la malattia iniziò a scomparire. Ciò che un tempo era una paura globale divenne un capitolo quasi dimenticato — grazie alla scienza e alla compassione.

Questa fotografia è più di uno sguardo al passato. È un promemoria di quanta strada abbiamo fatto — e di come i vaccini abbiano protetto milioni di persone dalla sofferenza.

16/02/2024
01/06/2023

Quello in foto è il Manuale di anatomia umana (Testut Latarjet), sul quale ho studiato l'anatomia (e molti continuano a farlo ancora oggi). Sono 6000 pagine.

Migliaia di nomi, liste, classificazioni.
Un nervo che ha un nome origina da una fossetta (che ha un nome) di un osso (che ha un nome) e finisce nel foro (che ha un nome) di un altro osso (e anch'esso avrà un nome).
Solo pensare di studiare i 95.000 km, di vasi sanguigni del nostro corpo scoraggerebbe chiunque. E questa è solo UNA delle tante prove che deve superare lo studente per arrivare alla fine.
Eppure si studia, si diventa preparati e si ottiene una laurea.
Poi l'esperienza, il contatto con i pazienti, le prove, i successi, i fallimenti. Un lavoro immane che porta ad una conoscenza approfondita.
Tutto questo fa un medico, che non potrebbe operare se non conosce l'anatomia, che non potrebbe prescrivere una terapia se non conoscesse la fisiologia, la farmacologia e...l'anatomia ma per conoscere la farmacologia deve conoscere la chimica, la fisica, la fisiologia, non si finisce mai.
La stessa identica cosa, migliaia di pagine, esperienza, successi ed errori, che fanno un ingegnere, un avvocato, un ricercatore o un astrofisico.

È chiaro che un astrofisico non saprà operare un uomo con una malattia, non è preparato per farlo.
Così come un medico non potrà mai progettare un ponte, potrà leggere Wikipedia, siti di ingegneria, potrà andare a convegni sul tema ma mancherà delle basi, dell'esperienza e delle conoscenze. Nessuno chiederebbe un parere su un muro ad un insegnante di lettere.
Persino i lavori manuali necessitano di anni di esperienza e prove. Un muratore che lavora da 20 anni avrà nelle mani l'arte che nessun ingegnere avrà dopo 20 anni di solo studio. Ogni cosa a suo posto, l'uomo si è evoluto proprio così, ognuno con il suo compito e l'umanità è progredita perché ognuno ha contribuito con la sua conoscenza a migliorare la vita dell'uomo.
Per questo nessuno si farebbe operare da un muratore e nessuno attraverserebbe un ponte costruito da un avvocato. Sarebbe pericoloso, stupido e non servirebbe a niente.
Che è la realtà. Non mi è mai capitato, prima di entrare in sala operatoria, sentirmi chiedere da una paziente "dottore, è arrivato mio cognato meccanico, mi farebbe operare da lui?".

In un momento nel quale ognuno dice la sua su qualsiasi tema, sarebbe opportuno che si tornasse a fare e dire solo ciò che si sa.

In fondo conviene a tutti.

Addirittura all'umanità.

02/04/2023

“Dottore ma non mi accontenti mai?! Che ti costa scrivermi un antibiotico?”

“Cara mamma, a me non costa nulla scriverlo.

Anzi, ti dirò di più, mi è più comodo scrivertelo e farti contenta.

Magari dirai anche in giro che sono un bravo medico e non un rompicoglioni…!

Ma no!

IIo non ti accontento perché il mio lavoro non è accontentare te. Ma prendermi cura del tuo bambino...anche a costo di sembrarti un rompicoglioni!

Non ti scrivo l’antibiotico e te lo rivedo domani. E dopodomani ancora se lo ritengo necessario. Mi costa tempo e fatica fare il mio lavoro. Non mi costa nulla stamparti una ricetta e toglierti davanti. Mi basta un click.

Ma quel click non fa bene al tuo bambino.

Forse fa bene a te perché placa le tue ansie. Forse fa bene a me perchè lavorerei meno.
Ma non fa bene al tuo bambino.

Ed è per lui che io ho studiato, lavoro, e vengo pagato.

E per questo atteggiamento dovresti ringraziarmi invece di andartene via sbuffando e alzando gli occhi al cielo…

https://youtu.be/auHa2Kv8opE
16/12/2022

https://youtu.be/auHa2Kv8opE

Un nuovo appuntamento di "Pinguini in Cucina", questa volta con un'ospite d'eccezione! Enrica Della Martira - food blogger, finalista della terza edizione di...

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