Elda Corazzin Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale

Elda Corazzin Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale Psicoterapia Cognitivo-comportamentale. Consulenza e sostegno psicologico. Psicologia clinica. Psicologia dell'apprendimento. Ricevo a Termoli e ONLINE

CONSULENZA PSICOLOGICA, PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE. POTENZIAMENTO E STRATEGIE COMPENSATIVE PER I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA). CONSULENZA E FORMAZIONE PER LE SCUOLE

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07/07/2026

Ci ha lasciato Ernesto Burgio (1953–2026).

Pediatra e ricercatore, è stato tra i primi in Italia a dirci una cosa semplice e rivoluzionaria: il DNA non è un destino. A decidere quali possibilità di un bambino si accendono è l’ambiente in cui cresce — l’aria, il cibo, gli affetti, la relazione. Per questo parlava dei primi mille giorni come dei più importanti di tutta la vita, e della cura del legame madre-bambino come della “partita più grande”.

Amava dire che il genoma è una partitura, e l’ambiente ne è l’esecuzione.

Ogni bambino porta in sé una musica. A noi custodirne lo spartito.

Grazie, Ernesto.

"Mio figlio passa ore sui libri, ma sembra non imparare nulla."È una delle frasi che ascolto più spesso dai genitori di ...
07/07/2026

"Mio figlio passa ore sui libri, ma sembra non imparare nulla."

È una delle frasi che ascolto più spesso dai genitori di ragazzi con DSA.

E la risposta, nella maggior parte dei casi, non è che il ragazzo si impegni poco o che non sia abbastanza capace.

Semplicemente, nessuno gli ha insegnato come studiare nel modo più adatto al suo stile di apprendimento.

Un ragazzo con DSA può trascorrere un intero pomeriggio sui libri, rileggendo più volte le stesse pagine, senza riuscire a memorizzare davvero le informazioni. Non perché non abbia le capacità, ma perché utilizza strategie poco efficaci.

Ed è qui che entra in gioco il training sul metodo di studio.

La ricerca in psicologia dell'apprendimento dimostra che le strategie di studio non sono un talento innato, ma competenze che possono essere insegnate e allenate. Quando uno studente impara a organizzare il tempo, selezionare le informazioni importanti, utilizzare strumenti come mappe concettuali e mentali in modo consapevole e riflettere sul proprio modo di apprendere, non migliora solo il rendimento scolastico.

Migliora anche qualcosa di ancora più importante.

Inizia a pensare: "Posso farcela."

E questo cambia TUTTO.

Perché dietro a molti ragazzi con DSA ci sono anni di frustrazione, confronti con i compagni, senso di inadeguatezza e la convinzione di essere "meno capaci".

Un percorso sul metodo di studio non serve a restituire fiducia, autonomia e consapevolezza. Aiuta i ragazzi a scoprire che non esiste un solo modo di imparare e che trovare la strategia giusta può fare la differenza.

Come Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale, Perfezionata in Psicopatologia dell'Apprendimento, credo che il mio compito non sia soltanto aiutare i ragazzi a superare le difficoltà scolastiche, ma accompagnarli nella costruzione di un'immagine di sé più adeguata, competente e serena.

Perché ogni studente merita di sperimentare il piacere di imparare. E quando gli vengono forniti gli strumenti giusti, molto spesso scopre di essere capace molto più di quanto abbia sempre creduto. 💙

Ricevo a Termoli (CB) previo appuntamento.

Per info 📱329.2937912

Oltre i bisogni: il legame uomo-cane nella prospettiva della psicologia dell'attaccamentoNegli ultimi decenni è in atto ...
05/07/2026

Oltre i bisogni: il legame uomo-cane nella prospettiva della psicologia dell'attaccamento

Negli ultimi decenni è in atto un importante cambiamento culturale: il cane è stato progressivamente riconosciuto come un individuo dotato di bisogni etologici, cognitivi ed emotivi propri, superando una concezione antropocentrica che lo relegava al ruolo di semplice esecutore delle aspettative umane. Questo passaggio rappresenta una conquista fondamentale per il benessere animale.

Tuttavia, dal punto di vista della psicologia relazionale, il rischio è che il concetto di benessere venga ridotto alla sola soddisfazione dei bisogni. Se la relazione viene interpretata esclusivamente come risposta a necessità fisiologiche, emotive o comportamentali, si perde ciò che rende ogni legame unico: la sua dimensione trasformativa.

Già John Bowlby, fondatore della teoria dell'attaccamento, sosteneva che la sicurezza affettiva nasce dalla presenza di una figura significativa che non si limita a soddisfare bisogni, ma offre una base sicura dalla quale esplorare il mondo e alla quale ritornare nei momenti di difficoltà. Sebbene la teoria sia nata per descrivere il legame tra bambino e caregiver, numerose ricerche hanno dimostrato che questi principi sono applicabili anche alla relazione tra essere umano e cane.

Gli studi di Takefumi Kikusui e collaboratori hanno inoltre evidenziato come il semplice contatto visivo tra cane e proprietario favorisca, in entrambi, un aumento dei livelli di ossitocina, neuroormone coinvolto nei processi di attaccamento, fiducia e regolazione emotiva. Questo fenomeno suggerisce che il legame uomo-cane non sia soltanto il risultato dell'accudimento, ma una relazione caratterizzata da una profonda reciprocità biologica ed emotiva.

Anche le più recenti revisioni della letteratura confermano che gli animali da compagnia possono svolgere funzioni tipiche delle figure di attaccamento: offrire conforto nei momenti di stress, favorire il senso di sicurezza, sostenere l'esplorazione dell'ambiente e contribuire al benessere psicologico della persona.

In questa prospettiva, il soddisfacimento dei bisogni rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente. Una relazione autentica nasce quando si sviluppano fiducia reciproca, comunicazione, regolazione emotiva condivisa e appartenenza. È attraverso le esperienze quotidiane che uomo e cane costruiscono una storia comune, nella quale entrambi influenzano il comportamento e il mondo emotivo dell'altro.

La famiglia in cui è presente un animale può quindi essere letta come un sistema relazionale complesso, nel quale il cane non è soltanto un soggetto da accudire, ma un partner capace di partecipare attivamente ai processi di crescita e di adattamento dell'intero nucleo familiare. Allo stesso modo, il familiare umano non ricopre esclusivamente il ruolo di "caregiver", ma diventa parte di un legame fondato sul riconoscimento reciproco e sulla condivisione di significati.

I bisogni rappresentano il punto di partenza della convivenza, non il suo traguardo. La qualità della relazione non si misura soltanto da quanto efficacemente si risponde alle necessità del cane, ma dalla capacità di costruire un legame di attaccamento sicuro, nel quale entrambi possano sentirsi riconosciuti, sostenuti e trasformati dall'esperienza condivisa. È proprio in questa reciprocità che il cane smette di essere semplicemente un animale da accudire e diventa, a pieno titolo, un compagno di vita.

Prendersi cura della propria salute mentale è un gesto di coraggio, non di debolezza.Ci sono momenti in cui ansia, stres...
26/06/2026

Prendersi cura della propria salute mentale è un gesto di coraggio, non di debolezza.

Ci sono momenti in cui ansia, stress, difficoltà relazionali, tristezza o cambiamenti importanti possono farci sentire bloccati. Chiedere aiuto è il primo passo per ritrovare equilibrio e benessere.

Sono Elda Corazzin, Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale. Accompagno adolescenti e adulti in percorsi personalizzati, offrendo uno spazio di ascolto, rispetto e professionalità.

Mi occupo di: 🌿 Ansia e attacchi di panico 🌿 Depressione e difficoltà emotive 🌿 Disturbo ossessivo-compulsivo 🌿 Gestione dello stress 🌿 Difficoltà di apprendimento e DSA 🌿 Psicoterapia Cognitivo comportamentale 🌿 Consulenza e Sostegno psicologico

Ricevo su appuntamento a Termoli.

Se senti che è arrivato il momento di prenderti cura di te, sarò felice di accompagnarti in questo percorso.

Per maggiori informazioni visita il mio sito:

eldacorazzinpsicologa.my.canva.site

oppure contattami al 329.2937912

A Termoli effettuo TRAINING per acquisire un METODO DI STUDIO EFFICACE rivolto a tutti gli studenti.Il metodo di studio ...
25/06/2026

A Termoli effettuo TRAINING per acquisire un METODO DI STUDIO EFFICACE rivolto a tutti gli studenti.

Il metodo di studio è la base per sviluppare capacità solide di apprendimento e organizzazione, essenziali per ogni studente. I percorsi proposti si fondano su 14 anni di solida esperienza come psicologa dell'apprendimento nel campo delle strategie frutto della ricerca neuropsicologica e sono pensate per adattarsi ai diversi stili cognitivi dei ragazzi, perché imparino a studiare in modo autonomo, promuovendo lo sviluppo di competenze trasversali come la sintesi, la gestione del tempo, la pianificazione delle attività e la motivazione a studiare. Uno degli elementi centrali è l’attenzione all’inclusione: i percorsi sono pensati per ragazzi con DSA, altri bisogni educativi speciali o che semplicemente stiano incontrando difficoltà nello studio, allo scopo di aiutarli a superarle e valorizzare i punti di forza di ciascuno.

Per informazioni

Dott.ssa Elda Corazzin

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale

Studio di Psicologia Clinica e Psicoterapia a Termoli

Tel. 329 293 7912

Visita il mio sito

https://eldacorazzinpsicologa.my.canva.site/

"Viviamo nel tempo della comodità, dove ogni cosa è studiata per sembrarci facile. Ci siamo illusi che ogni traguardo po...
19/06/2026

"Viviamo nel tempo della comodità, dove ogni cosa è studiata per sembrarci facile. Ci siamo illusi che ogni traguardo possa essere raggiunto con il minimo sforzo, che le scorciatoie siano vie preferenziali e la velocità un sinonimo di successo. Eppure, per milioni di persone la fatica non è solo una compagna di vita quotidiana, ma una cifra essenziale dell’esistenza, «figlia del senso del dovere, della responsabilità, dell’amore per la propria professione».
È un giovane allenatore che insegna ai bambini la bellezza di essere tenaci, un marito che da venticinque anni si prende cura della moglie malata, un papà che corre le ultramaratone perché solo così ritrova la figlia che ha perduto, una donna che a 89 anni ogni mattina porta i fiori al marito e pulisce i bagni del cimitero perché tutti li trovino accoglienti e poi corre a infornare le focacce nel suo ristorante. E ancora, è un maestro di pianoforte che è salito nelle vigne del padre per non sprecare una vita di sacrifici, una restauratrice che coltiva la pazienza per salvare la bellezza, tutti coloro che fanno parte della pattuglia dell’alba che fa funzionare il mondo.
«La fatica la devi adorare» ha detto Veronica, giovane atleta paralimpica, prima di sfidare la sabbia e l’acqua gelata del mare per allenarsi. Le sue parole, così audaci e controcorrente, sono state la scintilla che ha messo in moto questo libro.
Nell’epoca del tutto e subito, Mario Calabresi ci invita a riscoprire il valore del tempo, della pazienza e della costanza attraverso un mosaico di vite che meritano di essere viste e riconosciute, anche quando la fatica non è una scelta ma un gesto estremo d’amore.
Ci conduce così, senza retorica, ma con lo sguardo attento e partecipe del grande giornalista, in un nuovo viaggio, pieno di speranza."

Testo della recensione del libro "Alzarsi all'alba" di Mario Calabresi su mondadori.it

Attività che non sostituiscono le cure farmacologiche, quando prescritte, ma che fanno parte del progetto di benessere g...
11/06/2026

Attività che non sostituiscono le cure farmacologiche, quando prescritte, ma che fanno parte del progetto di benessere globale della persona e sono un valido supporto al cambiamento.

E se il medico ti prescrivesse un concerto invece di una pillola?

In Toscana sta per partire un progetto che potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo alla salute. L'idea è utilizzare cultura, arte e socialità come strumenti di benessere, affiancandoli alle tradizionali strategie di prevenzione.

Un biglietto per il teatro, una visita a una mostra, un gruppo di lettura o una camminata condivisa potrebbero diventare vere e proprie "prescrizioni sociali", suggerite dai medici per contrastare solitudine, isolamento e disagio psicologico.

Particolare attenzione sarà rivolta agli anziani, una delle categorie più esposte al rischio di solitudine, ma il progetto potrebbe coinvolgere in futuro anche altre fasce della popolazione.

Perché a volte stare meglio può iniziare anche da una storia ascoltata a teatro, una passeggiata in compagnia o una serata di musica dal vivo.

Leggi tutto su greenme.it
https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/salute/teatro-mostre-e-concerti-combattere-ansia/

Gli studi sull'ansia, dalle neuroscienze alla genetica, ci stanno aiutando a comprendere sempre meglio i meccanismi fisi...
11/06/2026

Gli studi sull'ansia, dalle neuroscienze alla genetica, ci stanno aiutando a comprendere sempre meglio i meccanismi fisiopatogenetici dei disturbi ad essa legati e che interessano tutte le fasce d'età, dai bambini agli anziani.

Grazie al più vasto studio eseguito finora, che ha coinvolto quasi 700mila persone (ANSA)

27/02/2026
https://www.facebook.com/share/p/17zjLc198t/
16/02/2026

https://www.facebook.com/share/p/17zjLc198t/

NEURODIVERGENZE E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA): cosa ci dicono davvero i dati

Negli ultimi anni la ricerca ha chiarito un punto fondamentale:
autismo e ADHD sono molto più frequenti nelle persone con disturbi del comportamento alimentare di quanto ci aspetteremmo nella popolazione generale.

Non si tratta di interpretazioni soggettive, ma di dati epidemiologici solidi, supportati da studi clinici e meta-analisi.

Questo significa che, in molti casi, il disturbo alimentare non può essere compreso pienamente senza considerare il funzionamento neurodivergente della persona.

QUANTO SONO FREQUENTI?

AUTUSMO E ANORESSIA NERVOSA

Circa 3 persone su 10 con anoressia nervosa mostrano caratteristiche autistiche clinicamente significative quando valutate con strumenti standardizzati (ADOS)

Se consideriamo solo le diagnosi formali di autismo, le percentuali scendono (circa 5–16%), ma questo dato è fortemente influenzato dalla sottodiagnosi, soprattutto nelle presentazioni femminili.

In altre parole: i tratti autistici sono spesso presenti, ma non sempre riconosciuti.

ADHD E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Le persone con ADHD presentano un rischio circa 4 volte maggiore di sviluppare un disturbo alimentare rispetto alla popolazione generale.

Il rischio è particolarmente elevato per:
- binge eating,
- bulimia,
- pattern di perdita di controllo sul cibo.

Qui giocano un ruolo centrale impulsività, disregolazione emotiva e difficoltà organizzative, che possono portare a pasti irregolari e a un uso del cibo come strumento rapido di regolazione emotiva.

ARFID: UN FOCUS IMPORTANTE

Tra i disturbi alimentari, ARFID è quello che mostra il legame più forte e diretto con le neurodivergenze.
ARFID è l’acronimo di Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder, in italiano "Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo" , ed è una diagnosi ufficiale riconosciuta nel DSM-5-TR.

La differenza chiave rispetto ad anoressia e bulimia:
- Nell’ARFID NON c’è paura di ingrassare;
- NON c’è distorsione dell’immagine corporea.

La restrizione alimentare non nasce dal desiderio di dimagrire, ma dal bisogno di evitare un’esperienza vissuta come intollerabile o minacciosa.

Perché una persona con ARFID mangia poco o evita certi cibi?
Le motivazioni principali sono tre (spesso coesistono):

1. Sensibilità sensoriale
Alcuni alimenti risultano insopportabili per consistenza, odore, gusto o temperatura.
Non è “schizzinosità”: è una reazione neurofisiologica intensa, spesso presente fin dall’infanzia.

2. Paura delle conseguenze del mangiare
Evitamento legato al timore di soffocare, vomitare, stare male o provare dolore. Può insorgere dopo un evento negativo (es. soffocamento), ma poi mantenersi nel tempo.

3. Scarso interesse per il cibo
Alcune persone sentono poco la fame, si dimenticano di mangiare o vivono il pasto come faticoso. Qui entrano in gioco interocezione atipica e difficoltà attentive.

Le conseguenze dell’ARFID
ARFID può portare a:
- perdita di peso o mancato accrescimento,
- carenze nutrizionali,
- necessità di integratori o nutrizione assistita,
- forte limitazione della vita sociale (mangiare a scuola, fuori casa, con altri).

Il problema non è solo cosa si mangia, ma quanto questo interferisce con la vita quotidiana.

ARFID E NEURODIVERGENZE : UN LEGAME ROBUSTO

La ricerca mostra che:
circa 16% delle persone con ARFID ha una diagnosi di autismo,
oltre 11% delle persone autistiche presenta ARFID.

Questo perché alcune caratteristiche neurodivergenti aumentano la vulnerabilità

- ipersensibilità sensoriale,
- bisogno di prevedibilità,
- difficoltà a riconoscere fame e sazietà,
- ansia elevata,
- rigidità cognitiva come strategia di autoregolazione.

In questi casi, l’evitamento del cibo non è oppositività né capriccio, ma una forma di protezione dal sovraccarico.

LA QUESTIONE DELLA PRESENTAZIONE FEMMINILE

Molte ragazze e donne arrivano ai servizi per i DCA senza una diagnosi neurodivergente, nonostante tratti presenti da sempre.

Questo porta a errori clinici frequenti:
rigidità letta come “resistenza”,
difficoltà comunicative interpretate come scarsa motivazione,
sovraccarico scambiato per mancanza di collaborazione.

Il problema non è la persona, ma un modello clinico che spesso non riconosce la neurodivergenza.

PERCHÉ TUTTO QUESTO È CLINICAMENTE IMPORTANTE

Riconoscere il legame tra neurodivergenze e DCA permette di:
adattare gli interventi (sensorialità, comunicazione, tempi),
ridurre la colpevolizzazione,
aumentare l’efficacia del trattamento.

In alcuni Paesi esistono già percorsi specifici per DCA in persone autistiche, basati su accomodamenti e approcci neurodiversity-affirming.

Per molte persone neurodivergenti, il disturbo alimentare non è una questione di estetica o di volontà.
È spesso una strategia di regolazione in un sistema nervoso già sotto pressione.

Capirlo non significa giustificare il disturbo, ma curarlo meglio.

Dott.ssa Aurora Bellucci

Per saperne di più – Riferimenti essenziali

DSM-5-TR
American Psychiatric Association
Manuale diagnostico ufficiale: criteri per DCA, ARFID, ADHD e disturbi del neurosviluppo.

Nazar et al., 2016
The risk of eating disorders in individuals with ADHD: a meta-analysis
→ Meta-analisi che mostra un rischio significativamente aumentato di DCA nelle persone con ADHD.

Westwood & Tchanturia, 2017
Autism spectrum disorder in anorexia nervosa: a systematic review
→ Review fondamentale sul legame tra tratti autistici e anoressia nervosa.

Koomar et al., 2023
Autism and ARFID: prevalence and clinical implications
→ Dati aggiornati sul forte overlap tra ARFID e spettro autistico.

Dell’Osso et al., 2018 / 2021
Broad autism phenotype and eating disorders
→ Studi sui tratti autistici subclinici nei disturbi alimentari.

Tchanturia et al., 2020
The PEACE pathway: adapting eating disorder treatment for autistic people
→ Modello clinico per trattamenti dei DCA adattati all’autismo.

Indirizzo

Via Firenze
Termoli
86039

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