Dott.ssa Bunduc

Dott.ssa Bunduc Sociologa clinica, Istruttore Mindfulness. Ascolto, accompagno, accolgo. Persone, coppie e famiglie nei momenti di cambiamento. Umanità, relazioni, benessere.

Cos'ha rappresentato Reggio Calabria per me questo weekend?Mente piena di idee (e di bouganville, a quanto pare 🌸😁). Pie...
14/06/2026

Cos'ha rappresentato Reggio Calabria per me questo weekend?
Mente piena di idee (e di bouganville, a quanto pare 🌸😁). Piedi radicati che di solito camminano sul territorio... oggi invece a mollo nelle acque dello Stretto.
La testa che fuma di pensieri, l'Etna che fuma piano dietro di me — due vulcani in pausa.
Rilevanza intellettuale e bellezza naturale: la mia utopia, per un giorno, Realtà.
"Tra due mondi si costruisce un terzo."


"Non la riconosco più""In che senso?""Prima mi diceva tutto. Ora non so niente della sua vita""E lei, quanti ruoli ha ol...
05/06/2026

"Non la riconosco più"
"In che senso?"
"Prima mi diceva tutto. Ora non so niente della sua vita"
"E lei, quanti ruoli ha oltre a essere sua madre?"
"Come?"
"È donna, ha una storia, ha paure, ha sogni. Sua figlia li conosce?"
"..."
"Forse sua figlia non si è allontanata. Sta diventando una persona"
"E cosa faccio?"
"La stessa cosa che vorrebbe che sua figlia facesse con lei. Si lasci conoscere"

"Mia mamma non mi capisce""In che senso?""Non si ferma ad ascoltarmi. Non mi vede davvero""E cosa fai in questo caso?""H...
03/06/2026

"Mia mamma non mi capisce"
"In che senso?"
"Non si ferma ad ascoltarmi. Non mi vede davvero"
"E cosa fai in questo caso?"
"Ho smesso di dirle le cose mie"
"Forse ha paura anche lei"
"Di cosa?"
"Di non saperti aiutare. Allora risolve. È più facile che stare ferma con il tuo dolore"
"Quindi non è che non le importa"
"Le importa così tanto che non riesce a sopportare di vederti stare male"

Ci sono luoghi che ti rapiscono l'anima. Altri in cui sei tu a lasciarla, affascinato. E poi... ci sono i posti che te l...
30/05/2026

Ci sono luoghi che ti rapiscono l'anima. Altri in cui sei tu a lasciarla, affascinato. E poi... ci sono i posti che te la curano.
Questo è il mio posto. Il mio paradiso.
E anche il posto da cui nasce il mio lavoro.

"Le scrivo sempre io per primo" "E lei risponde?" "Sì, ma non subito" "Ti dà fastidio?" "Mi fa pensare che forse non gli...
26/05/2026

"Le scrivo sempre io per primo"
"E lei risponde?"
"Sì, ma non subito"
"Ti dà fastidio?"
"Mi fa pensare che forse non gliene frega"
"O forse stai misurando il suo amore con i minuti"
"..."
"L'amore non ha tempi di risposta"

18/05/2026

“Mi chiede sempre con chi sono”
— “E tu glielo dici?”
— “Sì, tanto non ho niente da nascondere”
— “Non è questo il punto”
— “Allora qual è?”
— “Quando devi rassicurare continuamente qualcuno, smetti piano piano di sentirti libera”
— “Però lui dice che è perché ci tiene”
— “L’interesse ascolta. Il controllo verifica”

"Sembra che tutti sappiano come stare al mondo. Io no""È un'impressione molto diffusa""Quindi è vera?""No. È condivisa""...
07/05/2026

"Sembra che tutti sappiano come stare al mondo. Io no"
"È un'impressione molto diffusa"
"Quindi è vera?"
"No. È condivisa"
"Non cambia molto"
"Cambia tutto. Le cose condivise fanno più rumore di quelle reali"
"E allora perché mi sento indietro?"
"Perché ti stai confrontando con una norma che nessuno ha davvero spiegato"
"Esiste almeno?"
"Esiste come idea. Ed è sufficiente per farci sentire fuori posto"
"E tu che faresti?"
"Prima capirei chi ha deciso quella norma. Poi sceglierei quanto farmi misurare"

19/04/2026

INTEGRAZIONE SOCIALE E LINGUAGGIO DEL POTERE

Una riflessione istituzionale su remigrazione, rimpatri e reciprocità

In meno di un mese, l'Europa ha costruito un'architettura.

Il 26 marzo 2026, il Parlamento europeo approva con 389 voti a favore il nuovo regolamento sui rimpatri: hub di detenzione fuori dai confini dell'Unione, rimpatrio coercitivo come modalità preferenziale, trattenimento fino a 24 mesi — anche per famiglie con bambini e minori non accompagnati.
Il Consiglio d'Europa lo ha già definito "buchi neri legali" dove le persone rischiano di essere esposte ad abusi.

Il 30 marzo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz riceve a Berlino il presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Al centro: il rimpatrio di circa un milione di rifugiati siriani accolti durante la crisi del 2015, in cambio di oltre 200 milioni di euro tedeschi per la ricostruzione della Siria.
La cifra dell'80% citata inizialmente è già di per sé rivelatrice: si ragiona per quote, non per persone.

Il 18 aprile, in Piazza Duomo a Milano, si tiene il Remigration Summit promosso dalla Lega e dai Patrioti europei.

Tre eventi. Tre paesi. Tre settimane. Un solo movimento.

Come sociologa clinica, riconosco in questo meccanismo qualcosa che incontro anche nel lavoro quotidiano con le persone. Ogni forma di esclusione inizia con la costruzione di una distanza: "loro non sono come noi".
È una bugia potentissima che funziona da millenni.
E la storia ci mostra dove conduce quando viene istituzionalizzata.

Oggi la chiamano migrazione circolare.
Perché "rimpatrio forzato" suona male. Perché "deportazione" si usa solo quando di mezzo c'è qualcuno che possiamo permetterci di condannare. Ma il meccanismo è lo stesso.
È sempre lo stesso.
I potenti fanno le guerre. Decidono di bombardare, di invadere, di destabilizzare, di sostenere regimi che poi crollano, di depredare.
Quelle decisioni costano milioni di vite, sradicano milioni di persone, distruggono tutto quello che una famiglia ha costruito in generazioni.
E poi, quando quelle persone arrivano alle frontiere dell'Europa, quando cercano un posto dove non morire, diventano "il problema".

Non i potenti che hanno fatto le guerre. Non i governi che hanno venduto le armi. Non le banche che hanno finanziato i regimi.
Le persone che sono scappate.

La migrazione forzata non è una scelta. È la conseguenza di scelte fatte da altri, da chi ha il potere di decidere sulla vita degli altri e non ne subisce nessuna conseguenze.
È la condizione di chi viene sradicato non perché lo volesse, ma perché il mondo intorno a lui bruciava e non c'è altra strada.

Chiamarli "problema" è un'inversione morale. È accusare la vittima. È confondere la causa con l'effetto.

E VITTIMIZZAZIONE SECONDARIA.

E da migrante di prima generazione sono consapevole che nessuna diaspora è al sicuro.
Siriani, afgani, pakistani, africani, rumeni.
Siamo tollerati finché facciamo comodi, corpi e competenze utili.
Ma poi? Quando non faremo più comodo? Quando le risorse del paese natale sono esaurite?

E poi... nessuno è al riparo, nemmeno chi accoglie: sempre chiamato a essere "resiliente" di fronte a cambiamenti che non ha scelto, in un mondo che globalizza le crisi ma non le responsabilità.

Ecco perché la risposta non può essere l'integrale, l'inclusione, la tolleranza — che è già una forma di superiorità, un concedere dall'alto i diritti che dovrebbero essere universali.
La risposta è la reciprocità. Il riconoscimento che nell'incontro entrambi cambiamo, entrambi abbiamo da imparare, entrambi abbiamo da dare.

Come responsabile della Consulta per l'Integrazione Sociale, ritengo che questa politica e la strada presa dall'Europa non è accettabile. Questa inversione sistematica di causa ed effetto non è accettabile né sul piano scientifico né su quello etico.
E ritengo necessario dirlo pubblicamente.

Dott.ssa Viorica Bunduc
Sociologa Specialista
Presidente A.S.I Deputazione Centro Italia
Responsabile Consulta Integrazione Sociale

🧱 Il cervello è un architetto straordinario.Quando il mondo si fa pericoloso — quando subiamo violenza, traumi, abbandon...
03/03/2026

🧱 Il cervello è un architetto straordinario.

Quando il mondo si fa pericoloso — quando subiamo violenza, traumi, abbandoni — costruisce muri. Robusti, silenziosi, invisibili agli altri ma solidissimi dentro di noi.

Non lo fa per punirci.
Lo fa per salvarci.

La neurobiologia ci dice che il sistema nervoso impara dall'esperienza: se aprirsi ha fatto male, impara a chiudersi. È una risposta adattiva, intelligente, necessaria.

Ma i muri non distinguono tra ieri e oggi.
Continuano a fare il loro lavoro anche quando la minaccia è passata.
Continuano a tenere fuori il pericolo — e insieme ad esso, la vita.

Perché lo stesso muro che blocca il dolore, blocca anche la connessione.
La fiducia. La gioia. La crescita.

Abbatterlo non è un atto di coraggio improvviso.
È un processo lento, come quello di un albero che, dopo un incendio, riprende a spingere radici nel terreno bruciato.
Un millimetro alla volta. In direzione della luce.

💬 E tu — c'è un muro che hai costruito tanto tempo fa e che oggi forse ti sta stretto?

💛Famiglia allargata attraverso le tappe evolutive💛La famiglia allargata — nonni, zii, cugini — è il primo mondo oltre la...
12/02/2026

💛Famiglia allargata attraverso le tappe evolutive💛

La famiglia allargata — nonni, zii, cugini — è il primo mondo oltre la casa dei genitori.
Ed è lì che, fase dopo fase, impariamo a stare nel mondo e con gli altri.

👶 Infanzia: radici e sicurezza
I nonni che ascoltano, uno zio che gioca, un cugino che ci cerca:
sono le prime esperienze di attenzione e riconoscimento al di fuori dei genitori.
Qui impariamo il senso di appartenenza, il piacere di essere visti e accolti.

🧒 Preadolescenza: sperimentare il confronto
Osserviamo come gli altri membri della famiglia trattano le differenze e i successi.
Impariamo a negoziare spazi, confini e ruoli tra chi è più grande o più piccolo di noi.
Iniziamo a riconoscere chi ci sostiene e chi ci sfida, allenando la nostra capacità di gestire emozioni e aspettative.

🧑 Adolescenza: specchi e sfide
I valori, le opinioni, le differenze tra rami diversi della famiglia diventano specchi della nostra identità.
Scopriamo quando adattarci e quando difendere ciò che siamo.
La famiglia allargata ci insegna che l’accoglienza può essere selettiva, e ci spinge a imparare a darci calore anche quando non arriva dall’esterno.

🧑‍🦱 Maturità: consolidare ciò che resta
Portiamo con noi le lezioni ricevute e scegliamo quali relazioni coltivare.
Impariamo a stabilire confini chiari con parenti lontani o impegnativi.
Sperimentiamo la capacità di accogliere noi stessi e gli altri, indipendentemente da come ci hanno accolto prima.

🌱 Vita adulta: il modello per il mondo
Le relazioni nella famiglia allargata diventano la base per le relazioni adulte: amicizie, coppia, colleghi.
Ogni incontro, ogni conflitto, ogni gesto di cura ha lasciato un’impronta,
e ci prepara a stare nel mondo con presenza, autenticità e consapevolezza.
Attraverso ogni tappa evolutiva, la famiglia allargata ci offre lezioni invisibili ma potenti, insegnandoci a trovare il nostro posto nel mondo.

Indirizzo

Via Monzano, 45
Terni
05030

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 14:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 14:00 - 19:00
Sabato 14:00 - 19:00

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