26/07/2026
Siamo tutti convinti di essere dei reporter neutrali e oggettivi della realtà. Che la realtà così come la percepiamo, sia così per tutti.
Eppure no, diciamo che la vita di ognuno di noi è un po' come un "Truman Show". Ma non in senso negativo, eh. Intendiamoci bene.
Questa consapevolezza da una parte libera, ma dall'altra fa anche un po' girare le scatole, perché non vediamo le cose per come sono, le vediamo per come siamo.
La realtà là fuori è fondamentalmente uno schermo bianco. A metterci i colori, le intenzioni maligne, i pericoli o i grandi significati siamo noi, facendo passare tutto dal nostro filtro personale: che è fatto di insicurezze non risolte, dalle esperienze delle relazioni passate, dal modo in cui siamo stati amati (o ignorati) e perché no, livello di caffeina o di stanchezza del momento
Facci caso: potrebbe bastare un semplice "Ok" inviato su WhatsApp senza faccine.
Se sei in una giornata di grazia e ti senti sicuro, leggi: "Perfetto, ricevuto".
Se sei in piena fase di ansia da abbandono, leggi: "È arrabbiato con me, ho sbagliato tutto, non mi ama più".
Il messaggio è identico, la lettura che se ne fa, cambia.
Quando una situazione o una frase ti scatenano una reazione spropositata, che sia rabbia, panico o senso di colpa, prova a fare una pausa prima di sguainare le armi. Perché ricordati che parte di quello vedi di ciò che sta succedendo fuori, è determinato da ciò che ti porti dentro.
Che poi, la soluzione è solo una: ricordarsi che non esiste una sola realtà, ma tante quante sono gli occhi di chi guarda.