30/07/2026
DA “LA PULCE NELL’ORECCHIO” DI OGGI
LA VITA CAMBIA E CI CAMBIA, CON TUTTE LE SFUMATURE CHE QUESTE PAROLE POSSONO CONTENERE
È un bel po’ che non vengo a farti visita nella tua casella di posta.
Quando, qualche mese fa, avevo ripreso l’appuntamento con La pulce nell’orecchio, era perché sentivo di avere spazio – dentro e fuori – per scrivere. E per me scrivere non è soltanto mettere una parola dopo l’altra. È condividere riflessioni nate dagli studi che accompagnano il mio lavoro, ma anche da ciò che accade ogni giorno nella stanza insieme alle persone che seguo. Perché credo che le scoperte che facciamo qui, spesso, parlino anche a chi questa stanza non la abita.
Oggi è l’ultimo giorno di lavoro prima della pausa estiva e mi accorgo che La pulce nell’orecchio, in questi mesi, non c’è stata. O meglio, non c’è stata nella forma che avevo immaginato. Eppure c’è stato tanto altro.
Di solito, prima delle vacanze, mi regalo un pomeriggio nella mia libreria di fiducia. Entro senza fretta, sfoglio libri, scelgo quelli che mi accompagneranno durante l’estate. È un piccolo rito che amo. Quest’anno no. Quest’anno non ne ho voglia. Non ho voglia di prendermi impegni. Nemmeno quelli belli. Nemmeno con un romanzo.
E questa semplice constatazione mi ha raccontato molto di questi ultimi mesi.
Sono stati mesi in cui la vita ha ribaltato quasi tutto ciò che avevo immaginato. Mesi in cui ho visto cambiare priorità, tempi, energie. Mesi che mi hanno ricordato quanto poco controllo abbiamo sui percorsi che pensiamo di tracciare e quanto, invece, vivere significhi lasciarsi spostare da ciò che accade.
Per tanto tempo ho pensato che la sfida fosse trovare un equilibrio. Oggi mi sembra qualcosa di diverso. Mi sembra una questione di equilibrismo. Di occhi e cuore aperti. Di imparare a riconoscere quando è il momento di continuare a pedalare e quando, invece, serve fermarsi, prendere fiato e scendere dalla giostra.
Non sempre interrompere qualcosa significa averla abbandonata. A volte significa soltanto fare spazio a ciò che, in quel momento, la vita ci sta chiedendo.
Gli ultimi mesi quattro mesi di questo duemilaventisei porteranno cambiamenti importanti e nuovi progetti, alcuni dei quali hanno preso forma proprio in questo tempo che, da fuori, poteva sembrare silenzioso.
Qui, e anche su Instagram, seguirò il ritmo che la vita mi suggerirà.
Ti auguro un'estate che abbia il ritmo di cui hai bisogno.