Libroterapia Terracina/ Frosinone/ Grottammare

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Dr.ssa V. Capodanno, Dr.ssa R. Cassetti, Dr. F. Vecchione.

02/07/2026

Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi alla stazione di Frosinone, sentiamo ancora una volta il peso di una realtà che conosciamo bene: per troppe donne e soggettività esposte alla violenza, attraversare gli spazi pubblici significa fare i conti con la paura.
Abbiamo visto il video e alla ragazza coinvolta vogliamo dire, senza esitazioni: noi ti crediamo.
Non sei sola.
La violenza maschile contro le donne non è fatta solo di episodi eclatanti.
Esiste una zona grigia fatta di molestie normalizzate, intimidazioni, sguardi, parole, ricatti, minimizzazioni e silenzi.
È quella cultura che insegna alle donne ad avere paura e agli uomini che tutto sia loro dovuto.
È quella cultura che troppo spesso mette in discussione chi denuncia invece di interrogare chi agisce violenza.
Noi quella zona grigia la rifiutiamo. La nominiamo, la attraversiamo e la combattiamo ogni giorno.
Per questo stiamo organizzando un flashmob aperto a tutta la cittadinanza e rivolgiamo un appello a tutte le associazioni, centri antiviolenza,ai collettivi, alle organizzazioni sindacali, ai partiti,ai movimenti studenteschi e alle realtà del territorio affinché si uniscano a noi.
Scendiamo in piazza per dire che la violenza maschile è un problema politico e strutturale, non un’emergenza occasionale. Scendiamo in piazza per rivendicare città, stazioni e spazi pubblici realmente sicuri, costruiti attraverso la prevenzione, l’educazione al consenso, il riconoscimento della libertà e dell’autodeterminazione di tutte le persone.
Ci vogliamo vive.
Ci vogliamo libere.
Ci vogliamo credute.

Ti aspettiamo il 6 luglio ore 21 nei pressi di Piazzale Kambo (stazione di Frosinone)

👠Centro Antiviolenza “Fammi Rinascere”
🏳️‍⚧️🏳️‍🌈Collettivo Ugualmente
✔️La Zona Grigia

17/05/2026
17/05/2026

In Italia, ancora oggi, una persona LGBTQIA+ viene aggredita mediamente ogni tre giorni.
Dietro questi numeri non ci sono statistiche astratte, ma vite reali, persone che vivono nella paura, nel silenzio, nell’isolamento e, troppo spesso, nell’assenza di tutela.
Questo dato evidenzia con chiarezza una situazione sociale che non può più essere sottovalutata: esiste un problema concreto di sicurezza, discriminazione e disagio psicologico che richiede attenzione, responsabilità e interventi strutturati.
Non possiamo continuare a considerare questi episodi come casi isolati o emergenze temporanee. Quando una persona viene aggredita per il proprio orientamento affettivo, per la propria identità di genere o semplicemente per essere sé stessa, viene colpito un principio fondamentale: il diritto di esistere liberamente e senza paura.
La politica e le istituzioni hanno il dovere di prendere atto di questa realtà e di intervenire in modo concreto.
Servono maggiori investimenti nella prevenzione, nell’educazione al rispetto e soprattutto nel supporto alle vittime.
È necessario incrementare gli sportelli di ascolto e di aiuto psicologico e legale, creare reti territoriali accessibili, formare operatori competenti e garantire luoghi sicuri in cui chi subisce violenza possa sentirsi accolto, creduto e protetto.
Perché il disagio non nasce solo dall’aggressione fisica, ma anche dalla solitudine, dalla paura di denunciare, dal timore di non essere compresi o tutelati.
Una società realmente civile non si misura soltanto dai diritti scritti, ma dalla capacità concreta di proteggere le persone più esposte alla vulnerabilità e alla discriminazione.
Parlare di queste violenze non significa dividere, ma assumersi una responsabilità collettiva: quella di costruire una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sulla libertà di essere sé stessi.
Nessuno dovrebbe sentirsi in pericolo per ciò che è.
E nessuno dovrebbe essere lasciato solo dopo aver subito odio.

Se sei in difficoltà sappi che ci puoi contattare, una rete di psicologi e psicologhe e di avvocati e avvocate sono qui per aiutarti 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️

16/05/2026

Il 16 maggio 2026 si celebra, per la prima volta, la Giornata nazionale contro il body shaming, istituita per sensibilizzare cittadine e cittadini sull’importanza di promuovere atteggiamenti e comportamenti rispettosi nei confronti dell’aspetto fisico di ogni persona.
Il body shaming consiste nel denigrare, giudicare o ridicolizzare il corpo e l’aspetto fisico altrui, alimentando insicurezze, vergogna ed esclusione.
È fondamentale contrastare l’idea di essere “troppo” o “troppo poco”, oppure di “non essere abbastanza” rispetto a modelli estetici imposti o stereotipi sociali.
Non dimentichiamo mai che, come scriveva Oscar Wilde, «ogni prigione che si costruisce è costruita con mattoni di vergogna».

La nostra professione ci chiama sempre più spesso a promuovere una cultura del rispetto, dell’ascolto e dell’inclusione, intervenendo con responsabilità per prevenire situazioni offensive, umilianti e discriminatorie.
Contrastare il body shaming significa contribuire a costruire contesti più sani, consapevoli e rispettosi della dignità di ogni persona.

12/05/2026

Finalmente la prima presentazione di Sotto Pelle della Dr.ssa Roberta Cassetti Psicoterapeuta/Psicologa, un libro che affronta il delicato tema delle relazioni tossiche con l’obiettivo di offrire consapevolezza, strumenti e riflessioni utili a riconoscerne i segnali.
L’evento si terrà presso la Libreria Ubik - Frosinone e vedrà la partecipazione della Dr.ssa Stefania Caperna e dello scrittore Giovanni Giannantonio, che accompagneranno l’autrice nella presentazione del volume e nel dialogo con il pubblico.
Vi aspettiamo 💖

01/04/2026

Il libro, scritto da Roberta Cassetti affronta il tema delle relazioni tossiche, cercando di spiegare perché spesso finiamo per entrarci e, soprattutto, perché fatichiamo a uscirne. Non si parla solo di relazioni amorose o familiari, ma anche di dinamiche tossiche che possono emergere nel lavoro, nel contesto sanitario e in ogni ambito relazionale.

La domanda centrale è semplice ma fondamentale: come possiamo proteggerci?

La risposta non arriva dall’esterno, ma da dentro. È un percorso personale che porta a diventare autocentrati e consapevoli del proprio valore, senza più sentire il bisogno di implorare attenzione, amore o riconoscimento.

Perché queste cose non si mendicano:
nascono dal valore che una persona possiede già in sé.

Il messaggio è chiaro: un invito alla cura di sé, alla costruzione di un’identità solida e al rispetto dei propri confini, soprattutto nelle relazioni.

01/04/2026

Consigli letterari:

Ci hanno insegnato a tacere.
Ma la libertà comincia quando troviamo la nostra voce.

📖 Taci, anzi parla di Carla Lonzi è un diario potente e necessario: parole che diventano consapevolezza, rabbia, rinascita.
Leggerlo significa iniziare a guardarsi dentro, riconoscersi, e non sentirsi più sole.

💜 Perché ogni storia merita di essere ascoltata.

Indirizzo

Via Parisani, 4
Terracina
04019

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