28/09/2024
Uglies è un adattamento del romanzo distopico di Scott Westerfeld ambientato in un mondo futuristico nel quale ogni persona, raggiunti i 16 anni, viene sottoposta a un intervento chirurgico per diventare ‘perfetto’.
Su distopico condivido, su futuristico un pó meno.
La connotazione ‘futuristica’ mi sembra più atta a descrivere gli aspetti relativi alla dimensione tecnologica che non alla realtà in cui viviamo attualmente. Non assistiamo in fondo già oggi alla richiesta di molte ragazze che chiedono la mastoplastica additiva al compimento dei 18 anni? La società odierna esercita costanti pressioni affinché tutti siano perfetti e performanti, cui consegue l’aumento incredibile di disturbi d’ansia e attacchi di panico già nella popolazione adolescenziale.
La ricerca pedissequa della perfezione che ottunde le coscienze e disumanizza quanti si lasciano intrappolare da slogan semplicistici e pericolosi che incoraggiano il business, la costruzione di un fisico statuario e nutrono l’ego di vuoto emozionale. Crollano i valori di un tempo. Mancano le famiglie (non se ne vede una nel caso dei ‘pretties’). Manca l’aspetto vitale delle relazioni umane. Non si ha tempo perché troppo impegnati a raggiungere il successo, il potere, la bellezza. Non si ha più tempo per essere semplicemente ‘esseri umani’. Si disdegna l’imperfezione e la fragilità. In primis la propria, che non viene accettata e riconosciuta.Le persone non sono più frutto della loro storia, che nel bene e nel male, porta ognuno di noi ad essere quel che siamo oggi. Manca la tenerezza che lascia il posto al puro egoismo.
Intravedo,peró, uno spiraglio di speranza nell’ingenuità (e quindi genuinità) di Tally, che, credendo alla possibilità che l’amica fosse in pericolo si unisce al gruppo dei ribelli e capovolge la sua visione di bellezza (più dell’anima che esteriore) e in quella di ‘Nasone’ che incarna alla perfezione l’immagine dell’uomo super performante, fortissimo, ma nasconde ancora un cuore celato dietro quella corazza apparentemente inscalfibile.
Aiutiamo i ragazzi a capire che l’imperfezione é bella, oltre che umana, e che l’errore non é fallimento ma occasione di crescita e apprendimento.